venerdì 8 maggio 2009

Eolico in Sicilia.

PATTO CRIMINALE SU EOLICO IN SICILIA, 8 ARRESTI.

(AGI) - Trapani, 17 feb. - Le mani della mafia sull'eolico. Un patto tra fedelissimi del superlatitante Matteo Messina Denaro, politici, burocrati e imprenditori siciliani, campani e trentini per speculare sull'affare dell'energia pulita in Sicilia. Otto le ordinanze di custodia cautelare eseguite all'alba da agenti della Squadra mobile e carabinieri del Reparto operativo provinciale di Trapani, al termine di complesse indagini sulle dinamiche politiche e imprenditoriali riguardanti la realizzazione di parchi eolici in Sicilia. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Palermo, Antonella Consiglio, su richiesta dei Pm della Procura antimafia Ambrogio Cartosio e Piero Padova, nei confronti di politici, imprenditori e funzionari del Comune di Mazara del Vallo, oltre ad alcuni pregiudicati mafiosi, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, corruzione e violazione della legge elettorale. Nell'operazione, denominata "Eolo", sono stati impegnati oltre cento tra poliziotti e carabinieri, per arresti eseguiti in provincia di Trapani (Mazara del Vallo, Marsala, Trapani e Castelvetrano), nonche' a Sala Consilina (Salerno) e a Trento. Gli ordini di carcerazione riguardano: Giovan Battista Agate, di 66 anni, pluripregiudicato mafioso di Mazara del Vallo, fratello del piu' noto Mariano Agate; Luigi Franzinelli, 64 anni, imprenditore di Trento; Vito Martino, imprenditore mazarese di 41 anni, gia' assessore e consigliere comunale di Forza Italia; Melchiorre Saladino, 60 anni, imprenditore di Salemi (Trapani), ritenuto contiguo a Matteo Messina Denaro; Giuseppe Sucameli, mazarese di 60 anni, gia' architetto del Comune di Mazara del Vallo, attualmente detenuto per associazione mafiosa. Altri tre sono stati posti agli arresti domiciliari: Baldassare Campana, mazarese di 60 anni, responsabile dello Sportello unico attivita' produttive del Comune di Mazara del Vallo; Antonino Cottone, mazarese di 73 anni, imprenditore e gestore della "Calcestruzzi Mazara"; Antonio Aquara, 50 anni, imprenditore di Ottati (Salerno). Gli arrestati, a vario titolo, avrebbero consentito alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo, il controllo di attivita' economiche, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici nel settore della produzione di energia elettrica mediante impianti eolici, anche attraverso lo scambio politico-mafioso di voti. Inoltre, con la complicita' di ignoti pubblici ufficiali in servizio al Comune di Mazara del Vallo, avrebbero rivelato notizie sottoposte a segreto d'ufficio, riguardanti uno schema di convenzione per la realizzazione di un parco eolico a cura della societa' "Enerpro"; in particolare, il documento, temporaneamente asportato dalla cassaforte che lo custodiva, sarebbe stato reso noto agli amministratori della societa' concorrente "Sud Wind S.r.l.", affinche' quest'ultima potesse presentare una convenzione analoga, ma a condizioni piu' vantaggiose. Non solo. Tramite l'imprenditore di Salemi, Melchiorre Saladino, e con il concorso di altri pubblici ufficiali non ancora identificati, Vito Martino (prima da assessore, poi da consigliere comunale di Mazara del Vallo) e Baldassare Campana (nell'esercizio delle funzioni di responsabile dello Sportello unico attivita' produttive del Comune di Mazara del Vallo), avrebbero "costantemente e ripetutamente favorito la societa' Sud Wind S.r.l. nella stipula di una convenzione con il Comune di Mazara del Vallo - affermano gli investigatori - per la realizzazione di una centrale eolica per la produzione di energia elettrica, stabilendo una transazione corruttiva con Antonino Aquara e Luigi Franzinelli, rispettivamente amministratore unico e socio della Sud Wind S.r.l, ricevendo cospicue somme di denaro e autovetture di lusso".
http://www.agi.it/cronaca/notizie/200902170934-cro-rt11028-art.html

Nessun commento:

Posta un commento