lunedì 19 settembre 2011

Con Tarantini è sempre festa. Anche in Cina.




Berlusconi avrebbe portato a Pechino l'imprenditore pugliese, che racconta: "Mi ha detto che si rompe i coglioni a fare le cose ufficiali". A una ragazza che confessa di non avere fatto sesso da due mesi il premier dice: "Cribbio, ma chiodo scaccia chiodo. C'è qui il Presidentissimo"
Nelle mani di un lenone. Silvio Berlusconi, capo del governo italiano, appare un uomo completamente soggiogato da Gianpi Tarantini. È lui che gli fornisce la materia prima, le donne per i suoi deprimenti baccanali. È la sua personalissima droga e di lui non può fare a meno. Neppure quando ha impegni internazionali importantissimi. Come il viaggio in Cina del 22 ottobre 2008. Gianpi Tarantini, cocainomane dal 2003, imprenditore di protesi sanitarie alla perenne ricerca di appoggi politici a destra e a sinistra per i suoi affari nella sanità pubblica, ha partecipato a quel viaggio. Era anche lui nella delegazione a rappresentare l’Italia. Gianpi ne parla il 17 ottobre 2008 con Enrico Intini, imprenditore pugliese molto vicino a Massimo D’Alema. “Ma tu hai qualcuno che conosci a Pechino?”. Intini: “Ma per che cosa?”. Tarantini: “Io vado la settimana prossima con lui (Berlusconi, ndr), perché lui ha il G7, 14, non so che cazzo ha e mi vuole portare. Volevo qualcuno introdotto per organizzare una cena, una serata, perché lui mi ha detto che si rompe i coglioni a fare le cose ufficiali”. Enrico Intini capisce al volo e suggerisce: “Bisogna vedere qualcuno nel mondo della moda”.

Del suo viaggio in Cina Berlusconi parla anche con un’altra “esperta” di problemi internazionali,Patrizia D’Addario, escort barese (cachet dai 200 euro in su), pochi giorni prima. “Perché vado a Pechino? Vado a Pechino per la riunione Europa-Asia, ma io a partire dal primo di gennaio sono il responsabile dell’Organismo Internazionale che governerà l’economia del mondo”. Sedute al tavolo della solita cena innocente, ci sono altre donne, che, ammirate, emettono un corale “eehh” di meraviglia. Alla cena c’è l’immancabile Gianpi che cambia discorso: “Andiamo di là?” Andiamo. “Allora, signore, seguitemi”. Ma Tarantini è andato davvero in Cina? Sembra di sì a giudicare da una telefonata del 17 ottobre, quando Berlusconi gli dice che gli farà sapere se potrà “aggregarlo alla squadra per Pechino”. E poi in un altro colloquio. “Presidente! … Buonasera! La volevo ringraziare perché Marinella è stata superlativa, praticamente oggi siamo riusciti ad avere il visto in 5 ore …”. Impegni internazionali con un pensiero fisso nella mente, sempre quello, “la patonza”, come la chiama il presidentissimo.

Diciotto febbraio 2009, la giornata politica è stata faticosa, Berlusconi però trova il tempo per la quotidiana telefonata (erano venti al giorno) con Tarantini. C’è una amica, Chiara che è a Roma. “Certo – dice il Cavaliere – mi ha già telefonato, è anche molto caruccia”. In quello stesso giorno il Presidente è atteso in Vaticano per ricordare i Patti Lateranensi. Incontra i cardinali Bagnasco eBertone e la Chiesa si inchina a quell’uomo probo.

Le due donne
Due giorni dopo, il 20, Chiara racconta i dettagli del suo incontro col Cavaliere a Gianpi Tarantini. “Ma tu sei mai andata con un’altra donna, no? Dai la prossima volta…a me piacciono queste cose”. I giochi a tre, roba forte. La ragazza ha da poco interrotto una relazione, è triste, ma Berlusconi la rincuora. Le insegna le “cinque regole dell’amore” che però non vanno divulgate, le impone Tarantini. E poi, stando sempre al racconto della ragazza, la ricopre di complimenti affettuosi. “Chiara sei bella, vera, una bella scoperta, sei una ragazza intelligente, sei bellissima”. Ma all’acme del romanticismo, il Cavaliere non si tiene: “È molto bello anche il tuo culo”. Berlusconi latin-lover, ma anche profondo conoscitore dell’animo femminile. “Tu non fai all’amore da molto tempo”, le chiede. La ragazza ammette: “Da almeno due mesi”. A questo punti Silvio sbotta: “Cribbio, ma chiodo schiaccia chiodo. C’è qui il Presidentissimo”.

Ecco le professioniste
Brave ragazze, ma anche escort di progressione. Come Lucia Rossini, ragazza barese assidua frequentatrice dei festini berlusconiani. Il 6 novembre del 2008, Gianpi (che nei momenti di libertà che gli concede Berlusconi arrotonda servendo altri clienti) la chiama per proporgli un incontro. “Con un mio amico che viene dall’Inghilterra e che ha due problemi. Ce l’ha grosso e gli piace solo da dietro”. La Rossini non si scompone: “Ah ecco, però il cristiano deve pagare”. Cose da poco, dalle donne Berlusconi è ossessionato. Lo invitano ad una festa a Milano e lui racconta a Gianpi che “mi hanno offerto tutto, champagne a go-go.,. il proprietario è diventato matto e c’è stata una roba, ma una cosa di brasiliane, russe, italiane … c’ho qui otto numeri di donne nuove! Purtroppo non c’è il tempo, perché … adesso andare in giro”. Impegni di governo, che lo distolgono dalla sua attività principale: “accudire le bambine”. “Le bambine poi le ho accudite…il mio senso dell’ospitalità prevale su tutto!”. Le bimbe sono Barbara Grazioli e Ioanna Visan, ospiti il 16 ottobre 2008 a Palazzo Grazioli per una “cena elegante”.

Began: “Porta le ragazze”
Altro che “io non c’entro”. L’Ape regina organizzava, gestiva reclutava. “Gianpi, amore, pago tutto io,portami ragazze, ti prego (…) tre, quattro o cinque” dice la Began a Tarantini. C’è una cena in programma il 5 settembre 2008 a Palazzo Grazioli. “Sto organizzando domani sera… praticamente organizzo un incontro tra lui e George Clooney…e io gli ho detto ‘c’è anche una sorpresa per te’”. La sorpresa sono due nuove ragazze. La mattina precedente la cena Tarantini si mette al telefono. Chiama Sonia Carpentone Vanessa di Meglio per organizzare la serata. Quest’ultima dice che è fidanzata e dunque non fa più “stronzate” ma Gianpi non si perde d’animo e le invia una serie di sms: è un’occasione da non perdere: “vivrai in un film…regalo pazzesco…B”. Vanessa cede: “Mi tenti”. Alle 15 iniziano una serie di telefonate tra i due in cui Sabina si informa su come stanno andando le cose e sulle caratteristiche delle ragazze.
S: Come è fatta?”
G: Non molto alta, magra, due tettone… fighissima… capelli lunghi biondi…occhi chiari.
Si risentono 20 minuti dopo: “Senti ascolta…devi trovarne assolutamente un’altra…” si agita l’ape regina. “L’ho già trovata! stai tranquilla”. Alle 19 c’è la terza telefonata: “Senti però, tu mi devi capire – dice la Began – se non vanno bene, non faccio, non posso fare…perchè siccome è una cosa molto intima”. Tarantini la rassicura: “Ma vedrai che andrà sicuramente bene”. Alle 20 arriva la conferma che la cena si farà: Sabina ha infatti avuto l’ok dal premier. “Amore è confermato, ci vuole una terza!”. “Una qualunque però eh”. E la Began: “No qualunque, carina”. Arriva il giorno della cena e la favorita è tesa: “Amore ascolta confermami tutto, anche la quarta, la quinta, ti prego…”. E Gianpi: “Va bene, va bene…ma sai quanto mi è costato il biglietto? 1.800 euro”. Sabina non si fa scrupoli: “Ma ti do io i soldi…amore ti prego, pago io i biglietti, faccio tutto io…cioè, portami ragazze, ti prego”. Il 6 settembre, il giorno dopo la cena, Vanessa parla al telefono con Tarantini. “Si tutto a posto, le ragazze sono andate via alle sei, più o meno, qualcosa così. Hanno fatto un bordello…”.

L’equivoco
Ma come è iniziata questa storia? Con un equivoco, Berlusconi telefonò a Gianpi convinto di chiamare un altro Gianpaolo: Gianpaolo Traversi. Lo stesso che nella versione di Lele Morapresentò Ruby al Cavaliere. Quando si dice la sfortuna.

La Arcuri è volgare
“Cancellata”, “cassata”. Bollata. Da sogno erotico a donna da mettere fuori la porta perché fonte di imbarazzo. È la settimana di fuoco di Manuela Arcuri tra il 12 e il 18 febbraio del 2009, quando Gianpaolo Tarantini decide di stuzzicare Silvio Berlusconi con l’idea di offrirgli una nottata con la stessa showgirl e l’amica Francesca Lana. Quest’ultima è d’accordo, è la complice di Gianpi. È lei che inizia una trattativa fatta di proposte, richieste, rifiuti e rilanci. “La Lana spiega che è necessario fare la cena entro martedì in quanto l’attrice si dovrà sottoporre a un intervento chirurgico”, quindi la rassicura sull’assoluta riservatezza (“Andiamo io e te da sole, non ci sta il musicista, non ci stanno le amiche di Gianpaolo… non c’è nessuno che ti riconosce e che domani può dire che la Arcuri stava la…”). Poi le indicazioni: “Dai, baciamoci, pensiamo che è un film, pomiciamo un attimo… che cazzo ti frega è un film, domani ti svegli tuo fratello lavora e io lavoro, pensa che bello li prendi i soldi che è una fiction qui invece realizzi i tuoi sogni”.

In un’altra chiacchierata del 12 dicembre 2008, Tarantini dice alla Arcuri: “Amo’, questa sera ti voglio proprio zoccola, tette di fuori, minigonna inguinale, stasera lo dobbiamo fare impazzire”. E lei: “Ma certo amore mio”. La showgirl, però, crea problemi, vuole stare tranquilla, vuole prima vedere: “Fin quando non ho una certezza che quello che voglio accada, non faccio niente per lui”. Quindi le Iene. Il 18 febbraio va in onda un‘intervista del Trio Medusa in cui in modo anonimo si chiede di flirt veri o presunti con voti e giudizi. Il risultato è una telefonata tra Berlusconi e Tarantini, nel quale il primo dice: “Meno male che non è stata qui, perché sennò mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con una troia. Vabbè cancellata”. Gianpi: “Vabbé, ce ne sono tante”.

di Enrico Fierro e Antonio Massari


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