venerdì 30 settembre 2011

Forse l’Italia Fallirà. La Politica, di sicuro, è Già Fallita. - di Comandante Nebbia




Le diciassette pagine nella quali Confindustria descrive le cinque linee d’azione attraverso le quali ritiene sia necessario avviarsi per affrontare la crisi cercando di contenere al massimo i danni, rappresentano l’ufficializzazione formale di una vera e propria dichiarazione di fallimento per la politica italiana. Attenzione, non dell’azione di questo specifico governo, ma di quelli, di qualsiasi colore, che si sono succeduti negli ultimi trent’anni. Per non parlare delle opposizioni che, disertando colpevolmente il loro ruolo, hanno cavalcato demagogia e populismo senza produrre una sola proposta formalizzata.
Si può essere d’accordo o no con Confindustria, oppure condividerne solo in parte le proposte, ma non è questo il problema. Il disagio è è prendere atto del vuoto che consente un’azione di supplenza che un’associazione specificatamente di parte si assume a causa delle carenze della rappresentanzademocraticamente eletta.
Su queste stesse pagine, un nostro collaboratore aveva osservato come anche ai sindacati era stata fornita questa occasione e come sia stata disattesa da uno sciopero fine a se stesso che ha lasciato sul terreno solo cartacce e nessuna proposta fattiva.
E’ evidente che le proposte di Confindustria siano state formate e definite sulle basi di esigenze di parte, ma non se ne può fare una colpa alla Marcegaglia. Nel caos del naufragio, ciascuno cerca di sgottare la sua scialuppa. Ci vorrebbe un comandante che si preoccupi di mettere in salvo prima donne e bambini, ma il comandante è già lontano e osserva la sua nave affondare con criminale e cinica indifferenza.

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