martedì 4 ottobre 2011

Amanda e Raffaele assolti. Alfano: “In Italia nessuno paga per gli errori giudiziari?”




Il Giornale va all'attacco dei pm: "Sono da condannare per aver tenuto in carcere due innocenti". Capezzone tenta un parallelo con il caso di Enzo Tortora arrestato negli anni '80 per camorra e poi rivelatosi del tutto innocente. L'ex Guardasigilli va ancora oltre: "Chi risarcirà i due ragazzi?". Donadi (Idv): "Vogliono trasferire i processi di B a Perugia?"
L'articolo de Il Giornale sui "pm da punire"
Il caso di Amanda Knox e Raffaele Sollecitocome esempio di “malagiustizia”. Non sono passate nemmeno 24 ore dalla lettura della sentenza di appello e già arriva il primo commento politico al ribaltamento del giudizio di primo grado sul caso dell’omicidio della studentessa ingleseMeredith Kercher il 1° novembre del 2007. ”A mio modo di vedere, finalmente ieri è stata scritta una pagina di giustizia – ha detto il portavoce degli azzurri Daniele Capezzone – Per parte mia, resto convinto del fatto che, nell’ambito della riforma liberale della giustizia che l’Italia attende da troppo tempo, serva una seria responsabilità civile dei magistrati. Gli italiani l’avevano voluta a maggioranza larghissima con il referendum del 1987, dopo la nobile battaglia di Enzo Tortora, ma poi il Parlamento la depotenziò. E’ ora di ripristinarla”.

Knox e Sollecito come il conduttore tv arrestato per camorra negli anni ’80 e poi rivelatosi del tutto innocente? Capezzone azzarda il parallelo e chiede di riflettere sul “modello di ‘processo mediatico’ che si è purtroppo imposto in questi anni”. E se “ieri si è avuto un esito garantista – spiega ancora il portavoce – la ‘giustizia-spettacolo’, in genere, rischia di condurre per definizione a esiti giustizialisti, alla messa tra parentesi del principio costituzionale della presunzione di innocenza, e a una sistematica compressione di fatto delle ragioni di chi si difende, che viene per mesi o anni esposto a un “trattamento” mediatico che rappresenta di per sé una punizione e una lesione profonda del diritto all’immagine, all’identità, all’onore e alla reputazione, anche a prescindere dagli esiti processuali veri e propri”, conclude.

Questa mattina già Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti metteva in prima pagina un articolo di Vittorio Macioce dal titolo molto esplicito: “Amanda e Raffaele assolti. Da condannare sono i pm. Si parla della ragazza americana e del 27enne pugliese, ma in realtà di allude ad altro. Al destino che può “cadere di qua o di là e ti cambia la vita”. Alla “maledizione della carcerazione preventiva, quando sei colpevole a metà e innocente fino all’ultima sentenza”. Ai pm che “hanno puntato l’indice su di te, ma non sono stati capaci di trovare le prove”. E soprattutto alla “giustizia italiana nella quale c’è un buco nero dove regna l’incertezza”. Perché, si legge finalmente a metà articolo, “qualcosa al di là di Berlusconi e della sua storia va fatto. E in fretta. Non è più una questione politica. È umanità”. Eccolo il nodo, la vicenda del Presidente del Consiglio, le “cene eleganti” ad Arcore, le intercettazioni che svelano i contenuti poco eleganti di quelle cene. Basta sostituire le parole – Berlusconi con Amanda – e il gioco è fatto. “Conosciamo le bugie di Amanda. Conosciamo il suo diario, i suoi sogni, le sue notti d’amore. Pettegolezzi e sms. Questo ci offre la legge. Quello che non sappiamo è per quale giustizia è rimasta quattro anni in carcere. Quello che forse non sapremo mai è il nome degli assassini”.

In linea con le sue battaglie per i diritti dei detenuti, interviene sul caso anche il leader dei radicaliMarco Pannella. “Tutto sommato Amanda e Raffaele sono stati fortunati: la pressione internazionale e il fatto di provenire da due famiglie di un certo tipo hanno accorciato i tempi” di un sistema “lentissimo”. Se non ci fossero stati questi due fattori in gioco, i due ex fidanzatini “avrebbero scontato 6-7 anni da innocenti”. Pannella snocciola numeri per tirare le somme su un sistema che, a suo avviso, “non va affatto”. “In Italia – spiega – il 40% dei detenuti è in attesa di giudizio, parliamo dunque di 30 mila persone circa. Di questi, affidandosi alle statistiche, il 50% verrà proclamato innocente. Ciò si traduce in 15 mila persone rinchiuse nelle carceri, in attesa di un giudizio che li scagionerà dalle accuse dopo 6-7 anni”. Dunque, paradossalmente, “Amanda e Raffaele, e sono felicissimo per loro – tiene a puntualizzare il leader dei Radicali – tutto sommato sono stati fortunati. In tantissimi casi, troppi, le cose vanno decisamente peggio perché “ci sono migliaia di persone nelle loro condizioni, rinchiusi nei penitenziari per reati mai commessi”.


1 commento:

  1. E chi restituirà Meredith Kercher alla famiglia?
    Alfano farebbe meglio a star zitto, ha perso un’altra occasione per farlo.
    Prima si legga le motivazioni della sentenza e poi parli, perchè, probabilmente, la sentenza ha tenuto conto della mancanza di prove schiaccianti e della mancata confessione dei due e, in caso di dubbio, si assolve.
    Ciò non vuol dire che i due siano innocenti.
    In ogni caso avrebbe fatto meglio ad esprimersi in favore della vittima e non dei “presunti innocenti”.

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