venerdì 30 novembre 2012

Ilva, via libera del Cdm al decreto.


Ilva

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per il risanamento ambientale e la continuità produttiva dell'Ilva di Taranto, che recepisce le indicazioni emerse nel corso dell'incontro tra Governo, parti sociali, amministratori locali e vertici aziendali del 29 novembre scorso. Il decreto "stabilisce che la società ILVA abbia la gestione e la responsabilita' della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell'AIA".

Monti: non è decreto salva azienda ma salva lavoro e ambiente 
Non chiamatelo decreto 'salva-Ilva', perchè il provvedimento approvato oggi dal Consiglio dei ministri "semmai è 'salva ambiente, salute e lavoro presso l'Ilva di Taranto". E' l'invito del premier Mario Monti ai giornalisti, aprendo la conferenza stampa al termine del Cdm.
"Non possiamo ammettere che ci siano contrapposizioni drammatiche tra salute e lavoro, tra ambiente e lavoro e non è neppure ammissibile che l'Italia possa dare di sè un'immagine in un sito produttivo così importante un'immagine di incoerenza". Lo ha detto Mario Monti al termine del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto Ilva. "L'intervento del governo è stato necessario - ha aggiunto - perche' Taranto è un asset strategico regionale e nazionale".

I sequestri non impediscono produzione e vendita 
"I provvedimenti di sequestro e confisca dell'autorita' giudiziaria non impediscono all'azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell'autorizzazione". E' quanto prevede il decreto sull'Ilva, approvato dal Consiglio dei Ministri. "L'Ilva - spiega il comunicato stampa di Palazzo Chigi- e' tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell'autorizzazione ambientale".

Sanzioni se mancato risanamento 
Il rilascio a ottobre da parte del Ministero dell'Ambiente dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA) ha anticipato gli obiettivi fissati dall'Unione europea in materia di BAT - best available technologies (tecnologie più efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilità ambientale della produzione) di circa 4 anni. Lo ricorda il comunicato finale del Consiglio dei ministri a proposito del decreto sull'Ilva. Con il provvedimento odierno all'AIA è stato conferito lo status di legge, che obbliga l'azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall'AIA.

Il Garante
Il decreto varato oggi in Cdm sull'Ilva prevede l'istituzione di un "garante". Lo ha confermato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Sara' una figura non simbolica, ma operativa - ha detto il ministro - la preoccupazione del Governo e' quella di assicurare che il programma di risanamento ambientale avvenga"

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=172131


Ilva, proprietà può perdere azienda se non rispetta vincoli decreto-Passera.


ROMA, 30 novembre (Reuters) - Il Gruppo Riva, da cui dipende l'Ilva di Taranto, potrebbe arrivare fino a perdere la proprietà dell'azienda se non rispettasse le disposizioni di risanamento ambientali inserite nel decerto varato oggi dal governo sullo stabilimento siderurgico.
Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera durante una conferenZa stampa al termine del Consiglio dei ministri.
Nel decreto legge c'è "la possibilità che noi come Consiglio (dei ministri) prendiamo provvedimentI del tipo amministazione straordinaria, col rischio che la proprietà perda la proprietà dell'azienda" se non vengono rispettate le misure di bonifica ambientali dettate dall'Autorizzazione integrata ambientale inserita nel decreto, ha detto Passera.
"Dovevamo fare in modo che la proprietà si muovesse nella direzione di fare quegli interventi, con sanzioni e interventi sulla proprietà stessa che potrebbero togliere enorme valore all'azienda... fino al punto di perderne il controllo", ha detto Passera.
Il decreto prevede anche una multa fino al 10% del fatturato annuo dell'azienda in caso di mancata o parziale applicazione della misure.
(Massimiliano Di Giorgio)

Nessun commento:

Posta un commento