giovedì 13 aprile 2017

INCHIESTA INVESTIGATIVA SULLE ONG AL SERVIZIO DEL GRANDE CAPITALE – PARTE SECONDA

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di Cory Morningstar, 10 settembre 2012 - Traduzione di Margherita Russo
Ecco la seconda parte della lunga e approfondita inchiesta investigativa in cinque puntate sulle più famose organizzazioni non governative, la maggior parte delle quali sono finanziate dal grande capitale in quanto utilissimi strumenti  all’interno delle cosiddette Psy Operations.  Sfruttando con grande perizia tecnica la rete e i social network, esse diventano potenti veicoli di diffusione della propaganda e manipolazione del consenso, pur coperte da una  illusoria facciata di democrazia e partecipazione diretta dei cittadini. In questa parte l’attenzione è focalizzata specialmente su Occupy Wall Street, con le sue diramazioni europee, sulle inquietanti connection di Wikileaks e sul potentissimo Change.org.
Dopo il successo di TckTckTck, Havas (agenzia pubblicitaria internazionale) si è sbarazzata degli intermediari (le stesse ONG), e ha creato una propria ONG chiamata One Young World. One Young World si potrebbe definire come un modello capitalistico di pedofilia predatoria. Nel sito TakingItGlobal, sotto il titolo How to Mobilize Youth Globally to Support the Goals of the Rio 2012 Summit [l’illusoria economia “verde”], un evento RSVP dell’IYY HLM (INTERNATIONAL YOUTH YEAR – HIGH LEVEL MEETING) viene descritto con le seguenti parole:
“La vasta rete costituita da AVAAZ, Taking IT Global, Peace Child e One Young World rappresenta un ottimo strumento per rilanciare la campagna iniziata da IYY per promuovere gli obiettivi di Rio+20 attraverso social network, canali pubblicitari e di pubbliche relazioni – e con la propaganda in vecchio stile…. Il Summit Rio+20 è la migliore opportunità per marcare questo spartiacque: i giovani – per il tramite della scuola, delle loro associazioni e reti online, hanno tutte le carte in regola per aiutare l’ONU ed i suoi stati membri a spiegare questa transizione e radicarla nei cuori e nelle menti del grande pubblico. Questo meeting collaterale aumenterà la visibilità e l’importanza del meeting Rio+20 agli occhi dei partecipanti dell’IYY HLM – e li manderà a casa con nuove competenze e nuove ispirazioni per aiutare l’Onu ad ottenere uno strepitoso successo a Rio il prossimo giugno 2012.”
Fra i relatori erano David Jones (fondatore/presidente di One Young World; presidente di Havas Global Advertising) e Jeremy Heimans (fondatore/membro del comitato esecutivo di AVAAZ.org; presidente di Purpose Inc.). One Young World ha iniziato a creare organizzazioni partner in tutto il mondo a ritmo serrato (H. W. Bush è uno dei sostenitori di One Young World Pittsburgh org). Ha anche siglato una partnership con l’Association Internationale des Étudiants en Sciences Économiques et Commerciales (AIESEC); presente in oltre 110 paesi e territori e con oltre 82,000 membri, AIESEC è l’organizzazione studentesca più grande al mondo.
Il commercio della fiducia
Bisogna tenere a mente che l’industria del non-profit, proprio come l’oligarchia, mantiene il proprio potere grazie al flusso costante di denaro dalle grandi società (per il tramite delle fondazioni). Quando una ONG diventa ricca quanto le società che l’hanno finanziata, non è più necessario canalizzare finanziamenti tramite le fondazioni. Fra gli esempi più recenti troviamo la partnership tra Coca-Cola ed il World Wildlife Fund per $3 milioni e la fusione di Nature Conservancy con Dow Chemical per la bellezza di $10 milioni. Tutto ciò senza tenere minimamente in conto il denaro distribuito dall’amministrazione USA alle ONG sotto il pretesto dell’“umanitarismo.” [Agenzia stampa PR, WASHINGTON, 24 maggio 2012, “Le ONG accolgono favorevolmente il ruolo guida del Senato negli aiuti umanitari internazionali; il progetto di legge di stanziamento statale per le gestioni estere del Senato per l’esercizio finanziario 2013 prevede $52.1 miliardi di spese discrezionali per il Dipartimento di Stato, la U.S. Agency for International Development ed altri programmi di sviluppo internazionale ed assistenza umanitaria….”]
Nel 2012, dopo aver invaso e distrutto “legalmente” la Libia, che prima dell’invasione della NATO aveva il tenore di vita più elevato dell’Africa, le potenze imperialiste iniziavano a sbavare di fronte alla prospettiva di invadere/occupare la Siria, sempre con il pretesto sapientemente orchestrato dell’“intervento umanitario.” Nei paesi ricchi di risorse, l’imperialismo deruba e saccheggia ogni singola goccia del patrimonio – sia economico che culturale, oltre che ecologico. È altresì importante per le potenze imperialiste arginare la decadenza del dollaro e dell’euro e mantenere in povertà i paesi ricchi di risorse mediante il debito. (Esempio emblematico: La Libia non era indebitata. Inoltre Gheddafi stava pianificando l’introduzione del dinaro aureo, una moneta unica Africana che avrebbe dovuto consentire “un’autentica condivisione di ricchezza” per il popolo africano, permettendo così al petrolio di non essere quotato in valuta americana o in euro, per liberarsi almeno in parte dalle catene dell’imperialismo.) Osservando attentamente, si nota una progressiva, già ben avviata trasformazione dei ben oliati e minuziosamente dettagliati  ingranaggi dell’apparato propagandistico – un apparato in costante perfezionamento. La sfocatura della linea divisoria tra multinazionali, media corporativi, l’industria del non-profit e le Nazioni Unite continua ad accentuarsi, mentre parallelamente la verità inizia a venire alla luce.
Il segreto svelato
In un articolo della Strategic Culture Foundation del 21 dicembre 2011, “A Third-Rate Intelligence Agency for a Failing Super-Power: The CIA’s Global Demise”, l’autore concludeva con queste parole:
“Ogni giorno nuove ingerenze politiche della CIA a livello globale vengono rivelate. I tentativi della CIA di fomentare rivolte mediante ‘rivoluzioni a tema’ e brogli elettorali, gestiti in collaborazione con il finanziere internazionale George Soros tramite la sua rete di organizzazioni non governative (ONG) e fondazioni senza scopo di lucro, vengono sempre più allo scoperto, e per ironia della sorte proprio grazie ai mezzi di comunicazione più ardentemente sostenuti da Soros e dalla CIA – i social network. I segreti sono ormai sotto gli occhi di tutti, dalle strade dell’Egitto e della Siria, dove il coinvolgimento della CIA e di Soros in insurrezioni create artificialmente è ormai palese, fino in Russia, Venezuela, Bielorussia e Cina, dove l’ingerenza politica della CIA con la sua squadra di ‘buoni samaritani’ prezzolati da Soros incontra ormai una ferma opposizione.                                                                                                             “Mentre per decenni la CIA ha potuto godere del lusso di celarsi dietro ONG, missionari, cooperanti e giornalisti, Internet ha permesso di scoprire le reti d’influenza della CIA ed identificare i suoi agenti, lacchè e gonzi. Time magazine ha nominato ‘Persona dell’anno’ per il 2011 il tipico ‘manifestante.’  Tuttavia, man mano che le attività della CIA nel mondo vengono sempre più a galla, il ‘manifestante’ decantato dal Time non sarà più un provocatore prezzolato al servizio della CIA e di Soros – che riceve ordini e denaro da Human Rights Watch e Global Witness – ma qualcuno che protesta davvero contro l’interferenza e le aggressioni degli Stati Uniti. Questo tipo di manifestante lo si potrà trovare tanto al Cairo, Mosca, Caracas e Beirut che a New York, Washington, Chicago e Los Angeles.”
L’Open Society Institute (che nel 2011 ha cambiato il nome in Open Society Foundations) è una fondazione privata a scopo operativo e di erogazione di aiuti, fondata e tuttora presieduta da George Soros. Soros è conosciuto come un multimiliardario speculatore in valute divenuto famoso come “l’uomo che ha fatto saltare la Banca d’Inghilterra” guadagnando un miliardo di dollari di utili in un solo giorno, il 16 settembre 1992. Soros è un ex membro del consiglio di amministrazione del Council on Foreign Relations (CFR), creato nel 1924 dalle fondazioni Rockefeller e Carnegie. Il CFR è essenzialmente il braccio promozionale delle élite dominanti statunitensi, e praticamente tutta la politica USA è decisa per iniziativa e disposizione dei componenti esclusivi del CFR.   Soros ha legami profondi con la Trilateral Commission, controparte internazionale del CFR creata nel 1973 da David Rockefeller, Zbigniew Brzezinski (che ha cooperato con l’agente della CIA Gloria Steinman) e da McGeorge Bundy.  Soros ha anche accesso all’esclusivo Bilderberg Group, che opera a porte chiuse. Il Bilderberg Group è una diramazione del CFR, fondata da David Rockefeller; Dean Rusk, ex direttore della Rockefeller Foundation; Joseph Johnson, direttore del Carnegie Endowment; John J. McCloy, presidente della Ford Foundation, ed alcuni esponenti dell’oligarchia europea. Significativamente, Soros è un convinto fautore di Occupy Wall Street.
New York City Occupy Wall Street sposa Otpor e Bombing for Peace
“È davvero meraviglioso come si lascino catturare così facilmente al minimo solletico delle loro fantasie. Commedie, pagliacci, spettacoli, gladiatori, bestie esotiche, medaglie, immagini ed altri simili narcotizzanti sono stati, fin dall’antichità, le lusinghe per indurre i popoli in schiavitù, il prezzo della loro libertà, gli strumenti della tirannide. Tramite tali pratiche di adescamento gli antichi dittatori riuscirono ad indurre i sudditi a sottomettersi talmente bene che le plebi inebetite, affascinate dagli svaghi e dai vani piaceri balenati sotto i loro occhi, impararono ad assoggettarsi con la stessa innocenza, ma non con pari merito, dei bambini che imparano a leggere guardando le figure dei libri.” — Étienne de La Boétie, Discorso sulla servitù volontaria (Discours de la servitude volontaire), c. 1553
Murray N. Rothbard si chiedeva, “Dal momento che il dispotismo va contro gli interessi della maggior parte della popolazione, come è possibile che questa le dia il suo consenso? Ancora una volta, La Boétie sottolinea come tale consenso sia creato artificialmente, in gran parte tramite la propaganda diffusa tra le plebi dai governati e dai loro apologeti intellettuali. Le tecniche utilizzate oggi dai governanti – panem et circenses, mistificazione ideologica – allo scopo di ingannare le masse ed ottenerne il consenso, sono ancora le stesse dei tempi di La Boétie. L’unica differenza è la crescita esponenziale del numero degli esperti al servizio dei potenti.”
Non c’è dubbio che, se fosse ancora vivo, Étienne de La Boétie considererebbe l’industria del non-profit parte integrante, se non addirittura l’apologeta intellettuale, dell’oligarchia. La Boétie scriveva: “Si tratta della creazione, dell’acquisto per così dire permanente e costante, di una gerarchia di alleati subordinati, un codazzo di fedeli servitori, guardaspalle, e burocrati.” La Boétie riteneva che ciò fosse “la molla principale ed arma segreta del predominio, sostegno e fondamento della tirannia.”
L’articolo che segue contiene informazioni/prove fattuali che susciteranno sicuramente in molti ostilità e risentimento. Tuttavia, analizzare queste informazioni è essenziale se si vuole intravedere la luce attraverso il velo delle illusioni che permettono ad eventi, orchestrati con false apparenze per servire interessi corporativi ed imperialisti, di avere reale influenza ed esito. Le stesse forze che andrebbero contrastate riescono continuamente a riassorbire l’uomo in un sistema distruttivo – lo stesso sistema che invece dovrebbe essere isolato, combattuto e smantellato. In ciò consiste l’attuale fallimento. Continuando a negare questi fatti invece di affrontarli, l’indifferenza collettiva diviene lo strumento per assicurare la distruzione globale.
Ciò non vuol dire che non esistano settori legittimi di Occupy Wall Street (OWS) che si siano distanziati dal movimento OWS centrale, finanziato e dominato dalle ideologie neoliberali.
Ma proprio per questo è essenziale individuare i finanziamenti privati (tramite le fondazioni), oltre ad avere una ferrata consapevolezza storica. Per scavalcare le barriere di filo spinato che ci riducono in schiavitù è necessario capire come i grandi avvenimenti degli ultimi anni siano stati finanziati, progettati e controllati da poteri che andrebbero contrastati, e ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato la società al suo stato attuale.
Non dovrebbe dunque stupire che MoveOn.org, uno dei fondatori di Avaaz insieme a Res Publica, sia fra i più convinti sostenitori di Occupy Wall Street. (MoveOn e Res Publica saranno discussi ed più avanti in questa inchiesta.)
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