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lunedì 9 marzo 2026

IL CODICE DA VINCI - Viviana Vivarelli.

 

Oggi è l'8 marzo, festa delle donne. Lo dedichiamo alle 168 bambine iraniane uccise dalle bombe di un violatore di bambine, nella speranza che questa ignominia finisca per sempre.
Dice Dan Brown: “Gli antichi vedevano il mondo diviso in due metà, maschile e femminile. I loro dei e le loro dee cercavano di mantenere un equilibrio dei poteri, Yin e Yang. Quando il principio maschile e quello femminile non erano equilibrati, sorgeva il caos. Il pentacolo (simbolo di Venere) rappresentava la metà femminile di tutte le cose, un concetto religioso che gli storici delle religioni chiamano ‘il femminino sacro’ o ‘la DEA’. Le religioni antiche erano basate sull’ordine divino della natura. La dea Venere e il pianeta Venere erano una cosa sola. La dea aveva un posto nel cielo notturno ed era nota con vari nomi: Venere, la stella dell’est, Ishtar, Astante, tutti possenti concetti femminili legati alla Natura e alla Madre Terra. Il pianeta Venere traccia un pentacolo perfetto sull’eclittica ogni otto anni. Gli antichi lo avevano visto e il pentacolo era stato preso come simbolo della perfezione, della bellezza e degli aspetti ciclici dell’amore sessuale. Come tributo alla magia di Venere, i Greci avevano fatto ricorso al suo ciclo di otto anni per organizzare anche i giochi olimpici. La stella a 5 punte stava per diventare simbolo ufficiale delle Olimpiadi ma all’ultimo minuto fu trasformata in 5 anelli intrecciati. La Chiesa prese questo bellissimo simbolo femminile e lo fece diventare il simbolo del diavolo.”
Oggi il pentacolo, che era un simbolo di protezione, è diventato il Pentagono, massimo organo militare per le guerre di conquista americane, il segno di Venere si è trasformato in segno di guerra e viene dipinto sui bombardieri e messo sulle spalline dei generali, con buona pace della dea dell’amore e della bellezza.
Un pentacolo è anche il famoso disegno di Leonardo dell’uomo vitruviano, posto come una stella a 5 punte, all’interno di un cerchio protettivo, segno di unione di maschile e di femminile.
Dice ancora Dan Brown: “Nessuno poteva negare l’enorme bene fatto dalla Chiesa nel mondo sofferente di oggi, ma essa aveva alle sue spalle una lunga storia di inganni e di violenze. La sua brutale crociata per rieducare le religioni pagane e il culto della femminilità era durata tre secoli e aveva impiegato metodi astuti e terribili.
L’opera più sanguinaria era stata il manuale contro le streghe, il Malleus maleficarum, contro ‘il pericolo delle donne che pensano liberamente, che aveva insegnato al clero come individuarle, torturarle e distruggerle. La categoria delle streghe comprendeva tutte le donne istruite, le sacerdotesse, le zingare, le amanti della natura, le erboriste... anche le levatrici erano uccise per la loro pratica eretica di servirsi di conoscenze mediche per alleviare i dolori del parto, una sofferenza che per la Chiesa era la giusta punizione di Dio per la tentatrice... La donna, un tempo celebrata come l’essenziale metà dell’illuminazione spirituale, era stata bandita dai templi… Non c’erano rabbini di sesso femminile, né sacerdotesse cattoliche, né imam islamiche. L’atto, un tempo sacro, dello yeros gamos, l’unione sessuale tra uomo e donna, con cui ciascuno dei due acquistava l’unità spirituale, era stato ridefinito come peccato!... I giorni della dea erano finiti… La Madre Terra era divenuta un mondo di maschi e gli dei della distruzione e della guerra avevamo prelevato il loro terribile tributo. Per due millenni l’io maschile non era stato frenato dalla sua controparte femminile”.
Dice Jung che uomo e donna devono incontrarsi. L'Anima, o parte psichica femminile dell'uomo deve essere riconosciuta, come l'Animus, o parte psichica maschile della donna. Solo così ci sarà pace tra i sessi e armonia nell'essere umano.
La totalità della psiche richiede il riconoscimento delle sue parti e la loro integrazione, la conciliazione degli opposti, le nozze alchemiche, il Rebis, Re e Regina insieme. Ogni parte deve considerare la sua controparte e comunicare con essa o resterà spezzata e con ciò indebolita. La psiche è un mondo globale. Ricostituire questa globalità può essere una via per ricostituire una società più integra e sana. Jung non fa mai delle considerazioni psicologiche fini a se stesse, ma ha sempre in vista l’evoluzione sociale. È perfettamente convinto che la palingenesi sociale cominci dall’individuo e che, quanto più faremo per il singolo uomo, tanto più faremo per il mondo.

giovedì 6 febbraio 2020

Il manuale del prescrittore: ecco come ti allungo i tempi. - Gianni Barbacetto



C’è un video su Youtube in cui un avvocato di Napoli, Arturo Buongiovanni, racconta che cosa fa lui e tanti suoi colleghi per puntare diritto non alla dichiarazione d’innocenza dei loro assistiti, ma alla prescrizione. Approfittare delle falle del sistema giudiziario per arrivare al “game over”, alla fine dei giochi: per tempo scaduto. “Prima ancora di capire se il mio cliente è colpevole o innocente, io guardo la data del fascicolo”, spiega Buongiovanni, “ma lo fanno tutti: perché si crea la possibilità di un paracadute, se si riesce a guadagnare del tempo. Perché le notifiche spesso si perdono”.
Come “vincere” un processo per prescrizione, lezione uno: mai far eleggere domicilio legale al proprio cliente presso lo studio dell’avvocato difensore. “Da me la notifica arriva subito, non si scappa”, dice Buongiovanni al microfono di Franz Baraggino del fattoquotidiano.it, “perché devo favorire questo sistema?”. Se invece il domicilio è altrove, si crea la possibilità che le notifiche vaghino per l’Italia, non arrivino, si perdano. Tempo perso, cioè guadagnato per la prescrizione.
Lezione due: i testimoni. “Riesco a far passare una lista di testi che non risulti sovrabbondante, una ventina. E poi se un testimone non si presenta in aula, non è colpa mia. O magari si presenta in ritardo. Solitamente non c’è interruzione dei termini di prescrizione e così si guadagna tempo. Non sono mezzucci”, giura l’avvocato, “sono falle del sistema. E io ho l’obbligo di usare questi mezzi, me lo dice la Corte costituzionale, la Costituzione stessa: devo difendere come meglio posso il mio cliente”.
“La prescrizione è usata come forma (dissennata) per reagire alla lunghezza dei processi”, ripete il magistrato Piercamillo Davigo, “che in Italia sono troppi e vengono fatti morire in gran numero con la prescrizione”. L’avvocato Leopoldo Perone, con studio a Napoli, spiega che ormai molte delle manovre dilatorie messe in atto dagli avvocati sono disinnescate. “Dopo la pronuncia delle sezioni unite della Cassazione, quando il processo s’interrompe per intervento della difesa, si interrompono anche i termini di prescrizione. Succede anche gli scioperi degli avvocati”. Non sono più possibili i giochetti fatti, per esempio, dalle difese di Silvio Berlusconi, che ha guadagnato la prescrizione in ben sette processi con imputazioni gravi come corruzione giudiziaria, falso in bilancio, appropriazione indebita, finanziamenti illeciti a Bettino Craxi, rivelazione di informazioni coperte da segreto istruttorio. Reiterate ricusazioni dei suoi giudici, infinite riproposizioni di legittimi impedimenti, processi cominciati da capo per trasferimento dei giudici, trucchi e trucchetti per tirare in lungo. “Oggi un imputato normale non può usare tecniche dilatorie”, sottolinea Perone. Può però allungare il brodo chiedendo di essere interrogato, o nuove indagini, o l’interrogatorio di nuovi testimoni. Le notifiche sono un punto debole del sistema. O un punto forte del perfetto esperto in prescrizione. Una notifica omessa, o sbagliata, può far chiedere al difensore la nullità della richiesta di rinvio a giudizio o del processo. E il gioco riparte dal via. La prescrizione corre se si perdono udienze a causa di testimoni che non si presentano in aula, anche con giustificazioni ineccepibili.
Fa perdere tempo e avvicinare la prescrizione anche il giudice malato. Se poi viene trasferito, il processo deve ricominciare da capo, perché la prova deve formarsi nel processo e il giudice che emette la sentenza deve essere lo stesso che ha assistito alla formazione della prova. “Anche se è stata videoregistrata”, chiosa Davigo. Non basta acquisire la videoregistrazione, si deve rifare tutto dall’inizio.
Gli impedimenti professionali, sia del difensore, sia dell’imputato, fanno sospendere il dibattimento e correre la prescrizione. Come pure quello che Davigo chiama “effetto libretto d’assegni”. Lo racconta così. Se a una persona viene rubato un libretto d’assegni e i venti assegni del carnet sono spesi, con firma falsa, in venti diverse città, il proprietario di quel libretto viene chiamato a testimoniare in venti processi in venti città diverse. È umano che dopo tre o quattro volte si stufi e non si presenti. Ebbene, la sua assenza prolungherà i processi e farà avvicinare la prescrizione del reato per chi l’ha commesso. “Impossibile acquisire la denuncia dello smarrimento o del furto del libretto”, spiega Davigo, “e presentarla nei venti processi come prova dell’avvenuto furto o smarrimento”. Così i dibattimenti si allungano, il tempo corre, la prescrizione si avvicina.