i glicini di cetta
Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
lunedì 30 marzo 2026
Nanobot in grado di liberare le arterie dalle placche in pochi minuti.
CHI È MICHELE SENESE- Viviana Vivarelli
Michele Senese, detto 'o pazzo (Afragola, 18 novembre 1957) è un mafioso italiano, membro della Camorra, fondatore e boss del clan Senese, ritenuto uno dei più potenti boss della città di Roma.
Nato ad Afragola da una famiglia onesta e soprannominato 'o pazzo per via delle numerose perizie psichiatriche, dalla dubbia veridicità, che lo indicavano quale soggetto affetto da epilessia e schizofrenia, grazie alle quali ha più volte scampato il carcere, rappresentando, negli anni '70 e '80, come molti altri mafiosi di quei tempi, il cliché del boss folle e incapace di intendere (proprio come Raffaele Cutolo, evase dal manicomio criminale di Aversa, dov'era stato internato in virtù del suo presunto vizio di mente), Michele Senese inizia la sua carriera criminale come esponente del clan Moccia e della Nuova Famiglia, venendo ben presto coinvolto nell'esecuzione di omicidi, tra cui quello di Alfonso Catapano, fratello di Raffaele Catapano, elemento di spicco della Nuova Camorra Organizzata, ucciso a Nola agli inizi degli anni ottanta.
«È zio Michele, amico mio intimo, lui comanda tutta Roma, qualsiasi cosa passa prima da lui e poi va avanti.»
(Indagato parla di Michele Senese a un conoscente)
A soli 22 anni, Senese viene inviato a Roma da Carmine Alfieri, per assolvere al compito, per conto della Nuova Famiglia, di muovere guerra e dare la caccia ai cutoliani presenti nella città ma, soprattutto, per uccidere Vincenzo Casillo, il quale soggiornava a Roma ed era ritenuto da Carmine Alfieri e Pasquale Galasso, entrambi vertici della Nuova Famiglia, responsabile della morte dei propri fratelli. È proprio qui, a Roma, che Senese, caldeggiato dal clan Moccia, inizia ad imporsi come un vero e proprio boss, fondando un'associazione criminale dedita principalmente al traffico di sostanze stupefacenti e un crescente impero criminale, stringendo alleanze con altre organizzazioni ivi attive, come la Banda della Magliana, il clan Pagnozzi, i Fasciani e i Casamonica (i quali si approvvigionavano di stupefacenti principalmente da Senese e dalla 'ndrangheta), stringendo un solido legame con Massimo Carminati e altri clan camorristici e cosche mafiose, quali i Gallo di Torre Annunziata, gli Abate di San Giorgio a Cremano, i Rinzivillo di Gela e le cosche palermitane dell'Acquasanta e di Santa Maria di Gesù[1][5], fino ad arrivare a controllare lo spaccio di droga in diversi quartieri di Roma, come San Basilio, Cinecittà, Tor Bella Monaca, Tuscolano e Tiburtino, tramite gruppi associati[.
Al clan Senese sarebbe stato legato, inoltre, Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, legato anche a Carminati e considerato il punto di raccordo fra estrema destra romana, criminalità romana, gruppi criminali albanesi e camorra, ucciso il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti, a sud-est di Roma, zona ricadente nel raggio d'azione dei Senese e dei Pagnozzi. Piscitelli, noto trafficante di droga, sarebbe stato a capo di una batteria di picchiatori, composta da soggetti italiani e albanesi, facente capo al gruppo Senese. Michele Senese inoltre, tramite il fratello Gennaro e il Piscitelli, agli inizi degli anni '90, era entrato in contatto con il clan Abate di San Giorgio a Cremano, da cui si riforniva di eroina - prodotta in Turchia e trasportata in Italia via Germania - e di hashish proveniente dalla Spagna, da piazzare poi sul mercato della droga capitolino.
Nel giugno del 2013, Michele Senese viene tratto in arresto poiché riconosciuto mandante dell'omicidio di Giuseppe "Pinocchietto" Carlino, malavitoso membro della Banda della Marranella, occorso in data 10 settembre 2001, a Torvajanica, eseguito da Domenico Pagnozzi, esponente di spicco del clan omonimo, operante ed egemone tra l'avellinese e il beneventano e anch'esso con forti ramificazioni nella Capitale. Carlino fu ucciso per vendicare la morte di Gennaro Senese, fratello di Michele, che era stato assassinato a pugnalate il 16 settembre del 1997 da Francesco Carlino, fratello di Giuseppe, ma anche per questioni di debiti economici che i Carlino avevano procurato a Senese con altre organizzazioni dedite al narcotraffico, che gli stessi Carlino non avevano mai onorato. (Wikipedia)
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Proprio una bella persona perché il sottosegretario alla Giustizia Delmastro non lo avesse mai sentito nominare al punto da entrare in società con sua figlia in una bisteccheria, portandoci poi a mangiare mezzo Governo !!!!
Berlusconi era in rapporto tramite dell'Utri con i clan palermitani mafiosi del boss Stefano Bontate, con i clan di Santa Maria del Gesù. Mezzo dipartimento della Giustizia va a mangiare dalla camorra romana.
Davvero una bella compagnia!
E' chiaro dunque perché Nordio ha intenzione di depenalizzare il reato di Concorso esterno in associazione mafiosa, ora punito col carcere da 10 a 18 anni, pena equiparata a quella del 416-bis.
Da notare che la contiguità mafiosa nerl codice penale non è nemmeno un reato a parte. E sarebbe la prima cosa da fare qualora il M5S arrivasse al Governo, assieme a una legge contro il conflitto di interesse e all'espulsione da qualunque carica pubblica di chi incorre in reati passati in giudicato.
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La Spagna nuova locomotiva Ue. Ma noi ignoriamo Sanchez - LA NOTIZIA. - di Stefano Rizzuti
sabato 28 marzo 2026
GLI STATI UNITI NON VOGLIONO LA PACE. VOGLIONO IL DOMINIO.
Secondo Jeffrey Sachs, la logica è semplice e spietata: gli Stati Uniti puntano alla supremazia globale, Israele a quella regionale. Il resto — diritti umani, diritto internazionale, pace — è scenografia. Quando serve, si parla. Quando non serve più, si bombarda.
E c’è un dettaglio che disturba più di tutti: molti Paesi occidentali, anche nei contesti ufficiali come il Consiglio di Sicurezza ONU, non fanno altro che ripetere la linea americana. Non alleati, ma eco. Non diplomazia, ma subordinazione.
La strategia è sempre la stessa: colpire, destabilizzare, eliminare leader scomodi, sperando di installare governi docili. È successo in Iraq, in Libia, in Siria. Sempre con la stessa promessa: porteremo ordine. Sempre con lo stesso risultato: caos, guerre, sangue.
Le radici sono profonde. Nel 1953 la CIA e l’MI6 rovesciarono il governo iraniano democratico, installando uno Stato di polizia. Da allora, l’Iran non è mai stato davvero “perdonato” per essersi ripreso la propria sovranità. Il conflitto non nasce oggi: è una lunga storia di controllo e resistenza.
Intanto, mentre si parla di strategia e geopolitica, muoiono persone. Studentesse, civili, vite reali. Non pedine su una scacchiera.
E qui Sachs tira fuori una lama ancora più affilata, citando Tucidide: “I forti fanno ciò che possono, i deboli subiscono ciò che devono.” Era l’arroganza di Atene. Dodici anni dopo, Atene cadde.
La storia è chiara. Il potere che si crede senza limiti diventa cieco. E quando il diritto internazionale diventa un fastidio invece che una regola, resta solo la legge del più forte.
Il punto è questo: non siamo davanti a errori. Siamo davanti a una strategia. Una strategia che ha lasciato dietro di sé un arco di instabilità che va dalla Libia all’Iran, passando per Iraq e Siria.
Un fiume di sangue. Non per sbaglio. Per scelta.
E ogni volta la giustificazione cambia. Ma la direzione resta la stessa.
Dominio. Sempre dominio.
mercoledì 25 marzo 2026
Gilmour e sua moglie hanno lanciato un messaggio.
ULTIME NOTIZIE: David Gilmour e sua moglie hanno sconvolto il mondo annunciando un impegno di 199 milioni di dollari per svelare quella che definiscono la verità sulla "donna la cui storia è stata insabbiata dal potere". La rivelazione, trasmessa in diretta dalla residenza privata di Gilmour, ha scosso il mondo intero, totalizzando oltre 1,7 miliardi di visualizzazioni in poche ore.
Non si è trattato di un post criptico o di un sottile indizio. In piedi davanti a un enorme schermo a LED, la coppia ha svelato una serie di materiali inediti: filmati esplosivi, comunicazioni interne, registrazioni audio cariche di tensione e documenti legali riservati. La diretta streaming ha lasciato milioni di persone in silenzio assoluto mentre le prove venivano presentate in tempo reale.
Per la prima volta, Gilmour e sua moglie hanno finanziato personalmente un'ampia indagine indipendente, riunendo un team di avvocati d'élite, esperti forensi e giornalisti investigativi. Mano nella mano sotto i riflettori, hanno lanciato un messaggio chiaro: "La verità deve essere riportata al suo giusto posto".
Nel giro di pochi minuti, le immagini del momento hanno invaso i social media. Gli addetti ai lavori descrivono il mondo creativo come "scosso", soprattutto dopo che diversi nomi di spicco sono stati inaspettatamente citati nei materiali diffusi. Quella che era iniziata come una dichiarazione audace ha ora aperto le porte a un nuovo capitolo drammatico e imprevedibile, che potrebbe ridefinire il potere, la responsabilità e la fiducia del pubblico
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