domenica 26 luglio 2026

๐—•๐—ฅ๐—จ๐—ซ๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—˜๐—ฆ ๐—›๐—” ๐—ฉ๐—ข๐—Ÿ๐—จ๐—ง๐—ข ๐—™๐—”๐—ฅ๐—˜ ๐—œ๐—Ÿ ๐—š๐—œ๐—š๐—”๐—ก๐—ง๐—˜ ๐—–๐—ข๐—ก ๐—Ÿ๐—” ๐—–๐—œ๐—ก๐—”. ๐—ฃ๐—˜๐—–๐—›๐—œ๐—ก๐—ข ๐—Ÿ๐—˜ ๐—›๐—” ๐— ๐—ข๐—ฆ๐—ง๐—ฅ๐—”๐—ง๐—ข ๐—–๐—›๐—œ ๐—ง๐—œ๐—˜๐—ก๐—˜ ๐—Ÿ๐—˜ ๐—–๐—›๐—œ๐—”๐—ฉ๐—œ ๐——๐—˜๐—Ÿ ๐— ๐—”๐—š๐—”๐—ญ๐—ญ๐—œ๐—ก๐—ข.

 

Il 23 luglio l’Unione europea ha approvato il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, inserendo anche 14 imprese della Cina continentale e di Hong Kong tra quelle accusate di sostenere l’apparato industriale russo o di favorire l’aggiramento delle restrizioni occidentali. (Consiglio Europeo)
Pechino non ha organizzato una conferenza sulla “resilienza”, non ha convocato un tavolo tecnico e non ha annunciato una strategia da completare entro il 2040.
Il giorno successivo ha semplicemente risposto.
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Da quel momento gli esportatori non possono piรน fornire loro beni a duplice uso. Il divieto riguarda anche organizzazioni straniere che volessero trasferire alle aziende colpite materiali o componenti di origine cinese. Eventuali deroghe dovranno essere autorizzate direttamente dal Ministero del Commercio di Pechino. (Ministero del Commercio)
In altre parole: Bruxelles firma una lista.
Pechino chiude il rubinetto.
E dentro quel rubinetto possono passare materiali strategici, componenti elettronici e alcune terre rare indispensabili per droni, sistemi ottici, motori, radar, missili, aerospazio e tecnologie militari avanzate. (Reuters)
Qui comincia la parte comica.
L’Europa parla quotidianamente di “autonomia strategica”, ma la stessa Commissione europea riconosce che la Cina fornisce praticamente il 100% delle terre rare pesanti utilizzate nell’Unione. (Mercato Interno e PMI)
Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, Pechino controlla circa il 60% dell’estrazione mondiale delle terre rare magnetiche, il 91% della raffinazione e il 94% della produzione dei magneti permanenti sinterizzati. (IEA)
Sono i magneti che servono per automobili, turbine, robot, droni, aerei, apparati elettronici e sistemi d’arma.
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Nel 2025 le restrizioni di Pechino provocarono giร  rallentamenti e sospensioni temporanee nella produzione di alcune case automobilistiche occidentali. L’IEA calcola che un’applicazione completa dei controlli cinesi potrebbe esporre a rischio fino a 6.500 miliardi di dollari di produzione annuale fuori dalla Cina, con Europa e Stati Uniti tra le aree piรน vulnerabili. (IEA)
Non significa che domani tutte le fabbriche europee si fermeranno.
Significa qualcosa di politicamente ancora piรน grave: ๐—น’๐—˜๐˜‚๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ฎ ๐—ต๐—ฎ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฐ๐—ถ๐˜€๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐—ณ๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฎ๐—น ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ๐—ฝ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—บ๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ถ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ป๐—ผ๐—ป ๐—ฒ̀ ๐—ถ๐—ป ๐—ด๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐—ผ๐˜€๐˜๐—ถ๐˜๐˜‚๐—ถ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—ป ๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ.
รˆ la diplomazia europea del nuovo millennio:
dichiarare guerra economica con le materie prime dell’avversario,
riarmarsi con i suoi componenti,
fare la transizione verde con i suoi magneti
e poi stupirsi quando quello presenta il conto.
Bruxelles pensava di avere in mano una frusta.
Ha scoperto che era il cavo di alimentazione della propria industria e che la spina si trova a Pechino.
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Ma ha dimostrato ancora una volta di praticare una politica estera molto piรน grande della propria capacitร  industriale.
E la Cina ha risposto con una frase che non aveva bisogno di essere pronunciata:
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๐— ๐—” ๐—ฃ๐—ฅ๐—œ๐— ๐—” ๐—–๐—ข๐—ก๐—ง๐—ฅ๐—ข๐—Ÿ๐—Ÿ๐—”๐—ง๐—˜ ๐—–๐—›๐—œ ๐—ฉ๐—œ ๐—™๐—ข๐—ฅ๐—ก๐—œ๐—ฆ๐—–๐—˜ ๐—œ ๐—ฃ๐—˜๐—ญ๐—ญ๐—œ.

Don Chisciotte
Fonti: Consiglio dell’Unione europea; Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese; Reuters; Agenzia internazionale dell’energia.

“NON ATTACCATE DRAGHI”: LA RICHIESTA DEL PD AL M5S PER AIUTARE ELLY SCHLEIN di Luca De Carolis.

 

Calcoli. Verso le elezioni il Nazareno spera di avere il sostegno dell’ex Bce, che punta sempre al Colle. Ma i 5Stelle fanno muro.
FQ, 26.7.26
Lui, lei, l’altro. E i Cinque Stelle. Tra le storie talvolta tese tra Pd e Movimento si sta facendo largo un (altro) problema: ossia il rapporto sempre piรน stretto tra Elly Schlein e Mario Draghi, anche grazie alla mediazione in parte vera in parte millantata di Matteo Renzi, il fu rottamatore che passa la vita a muovere fili, o almeno a provarci. E da qui si arriva al Movimento, a cui il Pd negli ultimi tempi ha informalmente chiesto di non inveire in pubblico contro l’ex presidente della Bce. Perchรฉ i dem sperano che alla fine Draghi possa appoggiare Schlein, nella corsa alla presidenza del Consiglio. O almeno aiutarla a non trovare ostacoli da parte dei poteri forti, dentro e fuori la penisola. Un nodo centrale per la segretaria dem, che qualche settimana fa si era lamentata: “C’รจ un pezzo di establishment che mal sopporta una leadership progressista a Palazzo Chigi, e poi sconto anche il fatto di essere una donna”. E allora, cosa meglio di chiedere una mano da Draghi? Di nuovo attivissimo, dicono varie voci dai Palazzi, nel cercare sponde a tutto campo per riprovarci in chiave Quirinale.
Da qui i segnali dem al M5S, raccontati da ambienti del Pd e confermati da fonti a 5Stelle. Da dove precisano che perรฒ il M5S ha fatto e farร  muro contro aperture di credito all’ex premier. Di piรน. Un veterano del Movimento lo dice cosรฌ: “Se Schlein continua a inseguirlo, commetterร  lo stesso errore di Enrico Letta, che nel 2022 sfasciรฒ il centrosinistra nel nome dell’agenda Draghi, mandando a Palazzo Chigi Giorgia Meloni”. Uno sbaglio da non ripetere secondo i 5Stelle, che considerano da tempo l’ex governatore della Banca d’Italia un avversario. Basti ricordare un episodio su tutti: la richiesta che l’ancora premier Draghi rivolse a Beppe Grillo di togliere la leadership del M5S a Conte – come raccontรฒ Domenico De Masi al Fatto, e come lo stesso Grillo confidรฒ ad alcuni deputati del Movimento – nel giugno 2022, pochi giorni prima della caduta del governo presieduto dall’ex Bce. Quattro anni dopo, รจ ancora lui l’uomo che divide i fu giallorosa. Una vicenda in cui avrebbe un ruolo anche Renzi. “Sente regolarmente Draghi, o almeno รจ questo che racconta in giro” dicono dal M5S. Dove sono convinti che sia lui il facilitatore dei rapporti tra l’ex premier e Schlein. Un legame di cui, sempre a detta dei 5Stelle, si trova traccia nell’intervista della dem di qualche giorno fa al Foglio, forse il piรน draghiano dei quotidiani, dove la dem citava “il federalismo pragmatico” che รจ un cavallo di battaglia dell’ex premier.
Per inciso, un colloquio nel quale Schlein non ha difeso la presidente a 5Stelle della Sardegna, Alessandra Todde, sul tema delle energie rinnovabili: e anche questo l’hanno notato, nel M5S. Ma in questa storia di calcoli, sospetti e piccoli veleni c’รจ anche un’altra convitata di pietra, cioรจ la sindaca di Genova Silvia Salis. Perchรฉ nell’avvicinamento di Schlein a Draghi ci sarebbe anche la volontร  di coprirsi da una possibile Opa sulla coalizione della sindaca. La sua candidatura piacerebbe parecchio, al variopinto mondo delle grisaglie che contano. E non solo a loro, visto che un big come Dario Franceschini la ritiene un ottimo piano alternativo rispetto alla segretaria e a Conte in caso di stallo sul nome per Palazzo Chigi, e la vedrebbe benissimo almeno come mastice del centro. Giorni fa anche da Avs lo ripetevano: “Vedrete, in qualche modo Salis sarร  della partita”.
Ma la sindaca non puรฒ essere un’opzione per Schlein, che ormai si vede come unica candidata alla premiership. E d’altronde di Salis non vuole saperne neppure Conte, che un passo indietro di fronte a un nome terzo potrebbe anche farlo. “Ma dove trovarlo?” sussurra un 5Stelle di peso: assolutamente scettico anche di fronte all’ipotesi circolata in questi giorni – ne hanno scritto Il Messaggero e il Domani – di un garante per i progressisti, che li rappresenti fino alle Politiche (“Un’idea che circola nel Pd, ma che ci pare inapplicabile”).
Se si aggiunge l’ostilitร  verso le primarie di almeno metร  dei dem e di Avs, si comprende quanto sia intricata la strada per trovare il candidato/a a Palazzo Chigi del centrosinistra. Dove tutti notano i movimenti in chiave Colle anche di Paolo Gentiloni. Un altro ex premier che con Conte non ha esattamente un rapporto idilliaco. Ma che Schlein vorrebbe tenersi buono: in qualche modo.


Come sempre accade, i vecchi parrucconi, bramosi di potere, non si arrendono e cercano appoggi corposi per non perdere lo scettro del comando. 
Ma chi puรฒ fidarsi di chi si appoggia ai banchieri per interesse personale? c.

«LA PADELLA E LA BRACE» DI MARCO TRAVAGLIO FQ 26 LUG 2026

«Quando un politico vuol mandare un messaggio ai poteri marci senza farlo sapere in giro, li chiama aumma aumma o, se non ha il numero, dร  un’intervista al Foglio. Che, essendo un organo clandestino, non rischia di essere letto dalla gente normale. รˆ ciรฒ che ha fatto la Schlein: carezze a Draghi che, perse le speranze nella Meloni, si sente spesso con lei; garanzie al partito delle armi e della guerra eterna (quella in Ucraina puรฒ finire solo con una “pace giusta dal punto di vista di Kiev” e “l’isolamento di Putin”, cioรจ mai finchรฉ sarร  vivo un solo ucraino); silenzi parlanti sui crimini di Usa e Israele da Gaza alla Cisgiordania, dall’Iran al Libano alla Siria (non una sillaba neppure su Netanyahu e Trump). Queste parole e omissioni non sono sfuggite ai movimenti per la pace, che s’interrogano angosciati sull’invotabilitร  dei progressisti a trazione Pd e sull’abbraccio mortale che il Melonellum imporrร  a M5S e Avs, costretti a coalizzarsi per battere le destre e poi sostituirle con una copia sbiadita. Prospettiva che terrebbe a casa tanti giovani e astensionisti in bilico, disgustati dall’unica alternativa possibile: quella fra la padella e la brace.
Sarebbe interessante sentire la sinistra del Pd, decisiva nel 2023 per l’elezione di Elly. Bettini, su guerra, riarmo e babau russo, ha giร  dato ragione a Conte, e cosรฌ il flotillero Scotto. Bersani domanda se armare Kiev a oltranza, senza proposte realistiche di compromesso che partano dal campo di battaglia, “serva a tenere in piedi l’Ucraina o la guerra”. Ma tutti gli altri tacciono, forse per paura di non essere rinominati (le liste bloccate piacciono pure al Pd). O acconsentono, come Taruffi e Provenzano, che chiedono financo di prendere i prestiti Safe per il riarmo, scavalcando la Meloni che li respinge. Siccome questa non รจ una questione qualunque, ma “la” questione che ipoteca il futuro nostro e dei nostri figli, visto che il riarmo prosciugherร  ogni risorsa per decenni impedendo di trovare un solo euro in piรน per sanitร , scuola, ricerca, salari e investimenti, sarebbe gradita una parole chiara da tutti i big del Pd. A meno che non parli per loro una delle analiste piรน ascoltate in casa dem e in tv: Nathalie Tocci, nominata da Gualtieri in Acea, che ha appena lanciato sull’Economist un’idea geniale per convertire “gli europei a una mentalitร  di guerra”: “Mettere truppe sul campo non aiuterebbe l’Ucraina, ma potrebbe aiutare l’Europa a trovare lo stomaco per la guerra… Schierarle ora, prima di un ipotetico cessate il fuoco, potrebbe recare beneficio all’Europa, incoraggiando i cittadini a sviluppare un’attitudine mentale che li preparerebbe meglio alla guerra”. A proposito di stomaci: se la linea รจ questa, la brace puรฒ essere persino piรน vomitevole della padella.»

sabato 25 luglio 2026

๐ˆ๐‹ ๐๐”๐Ž๐•๐Ž ๐‚๐Ž๐Œ๐€๐๐ƒ๐€๐๐“๐„ ๐ƒ๐ˆ ๐Š๐ˆ๐„๐• ๐‡๐€ ๐†๐ˆ๐€̀ ๐’๐‚๐„๐‹๐“๐Ž ๐‚๐‡๐ˆ ๐‡๐€ ๐ƒ๐ˆ๐‘๐ˆ๐“๐“๐Ž ๐ƒ๐ˆ ๐„๐’๐ˆ๐’๐“๐„๐‘๐„ .

 

Maria Zakharova ha liquidato la faccenda con una frase di rara economia:
«๐„๐œ๐œ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ก๐ž́ ๐ก๐š๐ง๐ง๐จ ๐ฎ๐ง ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ง๐จ๐ฆ๐ž: ๐ง๐ž๐จ๐ง๐š๐ณ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข».
Parole pronunciate dopo la riemersione dell’intervista nella quale Mykhailo Drapatyj, appena nominato da Zelensky comandante in capo delle Forze armate ucraine, definiva la Russia «una nazione, insieme alla sua leadership, che non ha diritto di esistere».
L’intervista risale al maggio 2023, ma la versione integrale รจ stata pubblicata soltanto il 22 luglio 2026.
Eccoli, i magnifici valori europei appena usciti dalla lavanderia di Bruxelles.
Abbiamo trascorso anni ad ascoltare conferenze sulla democrazia, sermoni sulla tolleranza, corsi accelerati di inclusione e omelie contro l’odio. Poi arriva il nuovo capo dell’esercito ucraino e, con la delicatezza di un geometra incaricato di demolire un condominio, stabilisce che u̲n̲’̲i̲n̲t̲e̲r̲a̲ ̲n̲a̲z̲i̲o̲n̲e̲ ̲n̲o̲n̲ ̲h̲a̲ ̲d̲i̲r̲i̲t̲t̲o̲ ̲d̲i̲ ̲e̲s̲i̲s̲t̲e̲r̲e̲.
Non il governo russo.
Non il Cremlino.
Non una determinata classe dirigente.
๐‹๐š ๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž.
Quasi centocinquanta milioni di persone sottoposte al giudizio sommario del generale Drapatyj, tribunale monocratico con mimetica, verdetto incorporato e appello abolito per esigenze belliche.
E mentre i professionisti occidentali del fact-checking cercano disperatamente una virgola cui aggrapparsi,
il nostro raffinato umanista in uniforme completa il programma culturale spiegando che una parte consistente degli abitanti del Donbass sarebbe formata da persone irresponsabili, poco disposte a lavorare, desiderose di sussidi e sostanzialmente indifferenti al Paese nel quale vivere.
Una visione davvero inclusiva.
Prima si dichiarano i russi indegni di esistere.
Poi si descrivono gli abitanti del Donbass come materiale umano difettoso da rieducare. Infine si chiama tutto questo “difesa della democrazia” e si presenta il conto ai contribuenti europei.
Drapatyj precisa di non riferirsi alla maggioranza della popolazione del Donbass, ma soltanto a una «parte molto significativa».
Che sollievo.
Non disprezza tutti: conserva ancora qualche posto libero
nel vagone della rispettabilitร  democratica.
Zakharova usa la parola “neonazisti”.
Naturalmente i custodi del linguaggio autorizzato grideranno alla propaganda russa.
Ma quando un alto comandante militare nega il diritto all’esistenza di una nazione e divide le popolazioni tra cittadini educabili e scarti sovietici, il problema non รจ il vocabolario di Mosca.
Il problema รจ l̲a̲ ̲f̲r̲a̲s̲e̲ ̲p̲r̲o̲n̲u̲n̲c̲i̲a̲t̲a̲ ̲a̲ ̲K̲i̲e̲v̲.
Il nuovo comandante avrebbe dovuto spiegare come difendere il proprio Paese.
Ha preferito distribuire certificati di esistenza ai popoli vicini e pagelle antropologiche ai cittadini del Donbass.
Promozione meritata, dunque.
Zelensky cercava un comandante capace di risolvere i problemi dell’esercito.
Ha trovato direttamente il direttore dell’anagrafe dell’umanitร .
E adesso attendiamo fiduciosi la consueta nota europea: preoccupazione per le parole, solidarietร  incrollabile per chi
le pronuncia e nuovo assegno per aiutarlo a difendere i nostri valori.
๐ˆ ๐ฏ๐š๐ฅ๐จ๐ซ๐ข, ๐ž๐ฏ๐ข๐๐ž๐ง๐ญ๐ž๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž, ๐๐ข ๐œ๐ก๐ข ๐๐ž๐œ๐ข๐๐ž ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ข ๐ฉ๐จ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐จ๐ง๐จ ๐ซ๐ข๐ฆ๐š๐ง๐ž๐ซ๐ž ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐š ๐œ๐š๐ซ๐ญ๐š ๐ ๐ž๐จ๐ ๐ซ๐š๐Ÿ๐ข๐œ๐š.
Fonti: Presidenza dell’Ucraina; intervista Ukrainer W; RBC; Meduza.


๐ˆ๐‹ ๐‚๐Ž๐‚๐€๐ˆ๐‚๐Ž๐Œ๐ˆ๐‚๐Ž ๐’๐‚๐Ž๐๐‘๐„ ๐‚๐‡๐„ ๐ˆ๐‹ ๐Œ๐€๐‘๐„ รˆ ๐€ ๐ƒ๐Ž๐๐๐ˆ๐Ž ๐’๐„๐๐’๐Ž.

 

Zelensky denuncia che la Russia starebbe cercando di bloccare il corridoio cerealicolo ucraino, colpendo navi e infrastrutture portuali.

E infatti gli armatori, comprensibilmente preoccupati, hanno temporaneamente sospeso gli arrivi nei porti ucraini del Mar Nero.

Terribile.

Manca perรฒ un ๐ฉ๐ข๐œ๐œ๐จ๐ฅ๐ข๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฆ๐จ ๐๐ž๐ญ๐ญ๐š๐ ๐ฅ๐ข๐จ: nelle settimane precedenti Kiev aveva esteso la guerra proprio alle navi russe.

Secondo lo stesso comando ucraino, nel solo mese di luglio sarebbero state colpite 147 unitร , tra petroliere, cargo, rimorchiatori e altre imbarcazioni nel Mar Nero e nel Mar d’Azov.

Quando decidi che navi, porti e logistica commerciale dell’avversario possono diventare obiettivi, stai inaugurando una regola che anche l’avversario potrร  applicare.

N̲o̲n̲ ̲รจ̲ ̲u̲n̲a̲ ̲g̲i̲u̲s̲t̲i̲f̲i̲c̲a̲z̲i̲o̲n̲e̲.̲
รˆ causalitร  strategica.

Il Cocaicomico ha sdoganato la guerra contro petroliere, cargo, depositi e infrastrutture economiche russe. Ora osserva scandalizzato che Mosca ha iniziato a rispondere nello stesso teatro operativo.

Cosa si aspettava? Che la rappresaglia rispettasse il copione scritto a Kiev? 

Prima si accende il fiammifero sul Mar Nero.
Poi si domanda indignati chi abbia portato la benzina.

E nessuno sembra capirlo perchรฉ, nella narrazione occidentale, le conseguenze arrivano sempre senza una causa. 


Don Chisciotte

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giovedรฌ 23 luglio 2026

IL DEBITO USA รˆ DAVVERO IN ZONA ROSSA. MA QUALCUNO HA AGGIUNTO LA MACCHINA DEL FUMO. - Don Chisciotte

 

Christine Lagarde รจ andata a Washington e ha incontrato il nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh e il segretario al Tesoro Scott Bessent.

Questo รจ vero.

Che sia partita precipitosamente per partecipare a un vertice d’emergenza destinato a impedire il collasso del debito americano, invece, non compare in alcun comunicato ufficiale. Il calendario della BCE certifica gli incontri, non la sceneggiatura di Mission Impossible – Salviamo il Treasury.

Il debito americano resta comunque una bestia molto seria.

Nel primo trimestre del 2026 il debito federale totale era pari al 122,6% del PIL, non al 125-130%. Quello detenuto dal pubblico era al 98,7% e il Congressional Budget Office lo prevede al 101% entro la fine dell’anno.

Numeri enormi, storici e sufficientemente preoccupanti senza doverli mandare anche in palestra per farli diventare piรน grossi. (cbo.gov)

Anche il risparmio delle famiglie รจ basso: appena il 3% del reddito disponibile. Ma sostenere che il debito privato sia complessivamente peggiore rispetto alla vigilia del 2008 รจ un’altra forzatura.

Oggi il debito delle famiglie equivale a circa il 67,8% del PIL. Prima della crisi Lehman sfiorava il 100%. Esistono difficoltร  reali sulle carte di credito, sui prestiti automobilistici e soprattutto tra i redditi piรน bassi, ma tra «famiglie sotto pressione» e «siamo messi peggio del 2008» passa ancora qualche trilione di dollari. (fred.stlouisfed.org)

Poi c’รจ il funerale del dollaro, ormai celebrato con cadenza quasi settimanale.

Peccato che, secondo il Fondo monetario internazionale, nel primo trimestre 2026 il dollaro rappresentasse ancora il 57,13% delle riserve valutarie mondiali, non meno del 55%, ed era persino in aumento rispetto al trimestre precedente.

Anche il dollaro «ai minimi storici come ai tempi di Carter» deve essere rimandato alla prossima puntata: il principale indice ampio della Federal Reserve era a 120,5, ben sopra la base 100 del 2006.

I sistemi alternativi come mBridge sono reali e meritano attenzione. Ma mBridge ha raggiunto lo stadio di piattaforma minima funzionante, non quello di ruspa giร  parcheggiata sulla tomba del dollaro. (data.imf.org)

Ancora piรน clamoroso il capitolo sulla moneta.

Si sostiene che la quantitร  di nuovi dollari, misurata attraverso M2, sarebbe in contrazione come durante la Grande Depressione. In realtร , a maggio 2026 M2 era salita a 23.052 miliardi di dollari, contro 21.834 miliardi dell’anno precedente: circa il 5,6% in piรน.

Una contrazione cosรฌ violenta che, evidentemente, i dollari hanno dimenticato di diminuire. (fred.stlouisfed.org)

Warsh ha effettivamente ridimensionato la forward guidance e cancellato dal comunicato della Fed l’orientamento implicito verso futuri tagli dei tassi. Ma non ha annunciato alcun «QT aggressivo» nรฉ la fine del sostegno al mercato dei Treasury.

La Fed ha riaffermato la politica delle riserve abbondanti, il reinvestimento dei titoli in scadenza e persino la possibilitร  di acquistare Treasury a breve quando necessario per mantenere adeguata la liquiditร .

Piรน che ritirare il paracadute, sta discutendo come ripiegarlo senza lanciarlo accidentalmente dal finestrino. (Federal Reserve)

Un dato del testo, invece, รจ sostanzialmente corretto: a paritร  di potere d’acquisto gli Stati Uniti rappresentano oggi circa il 14,5% del PIL mondiale, contro il 19,9% della Cina. L’America non รจ piรน la fabbrica incontrastata del pianeta, anche se rimane il centro del sistema finanziario internazionale. (IMF)

Il vero ALLARME ROSSO non รจ dunque un imminente default americano annunciato in una stanza segreta da Lagarde e Warsh.

รˆ una dinamica fiscale molto meno cinematografica e molto piรน concreta: deficit al 5,8% del PIL, debito pubblico in crescita e interessi destinati ad assorbire una quota sempre maggiore del bilancio federale.

Washington ha giร  abbastanza debiti. Non serve farle prendere in prestito anche i numeri dalla fantasia.

Don Chisciotte ⚔️

Fonti: BCE; Federal Reserve e verbali FOMC; Congressional Budget Office; Federal Reserve Bank of St. Louis/FRED; Bureau of Economic Analysis; Federal Reserve Bank of New York; Fondo monetario internazionale; U.S. Treasury.

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Mentre sui campi di battaglia la guerra continua, dietro le quinte la diplomazia non si รจ mai fermata.

Secondo il Ministero degli Esteri russo, l’incontro tra Sergej Lavrov e Marco Rubio sarebbe stato richiesto dalla parte americana. Nei circa trenta minuti di colloquio sarebbero stati affrontati numerosi temi: dai rapporti bilaterali alla cooperazione tra Roscosmos e NASA, fino agli scambi culturali e parlamentari.

Sul dossier ucraino, Mosca afferma di aver ribadito tre punti fondamentali:
• l’opposizione a nuove forniture di armi a Kiev;
• la disponibilitร  a una soluzione politica e diplomatica;
• l’appoggio alle proposte discusse nei recenti contatti tra Vladimir Putin e Donald Trump ad Anchorage, sulle quali, secondo la versione russa, Putin avrebbe giร  espresso il proprio assenso.

Naturalmente questa รจ la ricostruzione fornita da Mosca. Resta da vedere quale sarร  la versione americana e soprattutto se dalle dichiarazioni seguiranno passi concreti.

Una cosa perรฒ colpisce: se davvero in appena mezz’ora sono stati affrontati tutti questi dossier, significa che il colloquio รจ stato molto piรน sostanziale di quanto la sua durata possa far pensare. Oppure, piรน semplicemente, le parti avevano giร  preparato tutto nei dettagli e l’incontro รจ servito soprattutto a confermare intese giร  maturate.

Quando Washington chiede un faccia a faccia con Mosca, vale sempre la pena osservare non soltanto ciรฒ che viene detto davanti alle telecamere, ma anche ciรฒ che si muove dietro le quinte.

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