Due presidenti, con la bocca lorda di sangue, due signori folli della guerra stanno creando caos nel mondo in una carneficina senza fine.
Dietro di loro gruppi finanziari, signori delle armi, maestri del crimine su larga scala, seguiti da una schiera di cani latranti o ammutoliti il cui valore potenziale è zero ma che continuano a pavoneggiarsi come il tacchino con le piume non sue, sciatti, scialbi, immondi, indegni del potere di governo che i popoli hanno loro dato, nell'ignoranza di plebi ridotti dai media come i cani di Pavlov, che sbavano a comando, non pensanti, non responsabili, con le reazioni meccaniche e inconsce degli zombi.
... e la guerra si allarga!
Non bastavano l'attacco alla Groenlandia, al Venezuela, a Cuba, non basta l'inutile e sanguinoso protrarsi della guerra ucraina, con l'Europa impazzita che pensa solo ad altre armi, che non fiata di fronte ad altre guerre. I due fratellini simesi dell'orrore, Trump e Netanyhau, procedono in una paranoia criminale, allargando conflitti su conflitti, senza più nemmeno uno straccio di scusa, un simulacro di prova, una scintilla d'anima, in un'avanzata orgiastica del Male.
I due signori dell'Apocalisse in procinto di rovinare il mondo.
Pietà per i vermi che ancora si prostrano ai due demoni scatenati.
I flebili balbettii di un Tajani li riassumono tutti, nella vergogna nazionale, nella degradazione umana.
E ancor peggio, i discorsi ormai farneticanti della Von der Leyen echeggiano del deserto.
L'umanità si ritira, come si ritira la spiaggia dopo una mareggiata distruttrice. E non sappiamo cosa è peggio, se la tracotanza dei nemici del mondo o la vigliaccheria di chi si scusa dicendo che non può far nulla e, intanto che non fa nulla, consente la distruzione totale di ogni forma di legge o di diritto, di ogni lembo di pace, di ogni traccia di umanità.
Non so dove voglia arrivare Israele nella sua furia sconfinata demoniaca di aggressione. E non so dove voglia arrivare Trump che nessuno sembra frenare nella sua furia scatenata di potere e di morte.
Dicevano gli antichi Greci che il peggior vizio di chi comanda è la hybris, l’orgogliosa tracotanza che porta l’uomo a presumere della propria potenza e fortuna e a ribellarsi contro l’ordine costituito, sia divino che umano, immancabilmente seguita dalla vendetta o punizione divina ( tísis ).
Diceva Eschilo:
"Nessun uomo mortale deve nutrire pensieri (di morte) troppo alti."
"La hybris, quando fiorisce, produce come frutto una spiga di rovina (até), da cui si miete un raccolto di pianto."
"Non c'è difesa per l'uomo che, nella sazietà della ricchezza, ha rovesciato con un calcio il grande altare della Giustizia per farlo sparire."
La parola hybris* dà il senso di una violenza smisurata, insolente, oltraggiosa di ogni diritto, arrogante. Porta con sé la violazione di ogni limite e misura, di fronte alle leggi degli dei, degli uomini, della natura. È la violazione di un kosmos, di un ordine naturale senza cui non c'è vita. È l'assenza di qualsiasi consapevolezza e responsabilità. È qualcosa di atroce, di buio, che spezza i confini del possibile e dell'accettabile perché mette a rischio ogni vita umana, e dunque dovrebbe essere rigettata da tutti e invece annichilisce in un silenzio di morte, perché chi non reagisce non esiste, è come fosse già morto.
Si domanda: c'è ancora un equilibrio possibile tra l'hybris di queste creature infernali e la stessa vita dell'intero mondo?
Dobbiamo davvero aspettare una vendetta divina contro questi usurpatori del potere di vita e di morte a livello globale, o possiamo cominciare, noi, a darci una mossa per frenare il Male che avanza?
*La hybris (in greco antico ὕβριςhýbris) è un concetto cardine della cultura greca che indica tracotanza, insolenza, superbia o eccesso. Definisce l'arroganza umana di chi sfida l'ordine divino o sociale, superando i limiti imposti (la "misura") e provocando la punizione divina (tisis).
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