venerdì 10 luglio 2026

La Russia non sta cercando un conflitto.

 

GIGIORGIO GORI
Vanno ai matti i piddini guerrafondai appassionati di " ha stato Putinnn " , amichetti solidali di Pi.Pi. che tentano di bullizzare Conte etichettandolo come putiniano.
Un' ossessione?
Non direi , l' Italia dovrebbe spendere 500 miliardi di euro in 10 anni ...e loro sono sulla stessa strada di Meloni .
Apvile ha esibito un post di Gori come fosse il sacro verbo, in quel post attribuisce a Giuseppe Conte di stare dalla parte della Russia non considerando la stessa un pericolo.
Giuseppe Conte espone l' ignoranza manipolativa dell' ex sindaco di Bergamo :
" MA GUARDI CHE NON SONO IO A DIRLO MA BENSÌ IL CAPO SUPREMO DELLE FORZE NATO IN EUROPA !"
Sdengggg.
Conte:
" Ci dissero che la Russia avrebbe invaso l' Europa arrivando fino al Portogallo , stanno da 4 anni a cercare di prendere il Dombass..."
E qui parte l' astrologa che legge i tarocchi
maga Apvile :
" C' è stata una pandemia che ci ha tvovati del tutto impvepavati, non avevamo nulla pev contvastavla, metta che qualcuno decida d' invadevci..."
Ho sentito bene ? Ha confrontato un virus e una pandemia a un' invasione del nemico?
Dimostrato plasticamente non sia la Russia
serve un nemico di scorta .
E chi potrebbe mai essere ?
Gli USA no perché ci hanno già invasi.
Probabile Israele visto che ha il diritto di esistere e sta già individuando la Turchia come prossimo obbiettivo , ma loro possono perché hanno il diritto di esistere e poi guai ad alzare il ditino che sei antisemitahhhh.
Ecco...saranno loro " mamma li turchi" , visto che Erdogan ha regalato a tutti gli alleati Nato
che si sono riuniti ad Ankara un gadget ricordo: una pistola con le loro iniziali ed i proiettili .
Era un messaggio .

'Campana a morto'. - Andrea Marcigliano

 

'Campana a morto'
<<Qualcosa si muove. Qualcosa si sta, drammaticamente, preparando.
Vladimir Putin sembra aver esaurito la pazienza con cui ha voluto affrontare la ormai troppo lunga crisi ucraina.
Pazienza dovuta, essenzialmente, al non volere un confronto diretto con la NATO, che poteva trascinare la Russia in una guerra senza confini.
Ora, però, la situazione sta rapidamente mutando.
Il leader russo sembra avere, ormai, raggiunto la convinzione che la NATO voglia sostenere in eterno l’Ucraina di Zelensky. Spingendola ad un, per altro inutile, massacro, al solo scopo di esaurire le forze di Mosca.
E questo è un rischio che Putin non può accettare.
Meglio, quindi, un attacco in profondità. Che risolva rapidamente la questione, eliminando l’Ucraina dalle carte geografiche politiche.
Perché questo rischio, se così è poi lecito chiamarlo, diviene giorno dopo giorno sempre più reale.
Mosca non aveva alcuna intenzione di cancellare l’Ucraina. L’intento della, cosiddetta, “Operazione Speciale” era solo quello di mettere in sicurezza la minoranza russofona del Donbas e della Crimea, che stava subendo un vero e proprio genocidio, non solo culturale, da parte del governo di Kiev.
Il perdurare del conflitto, voluto da americani ed europei, ha, tuttavia, avuto un effetto paradosso sugli obiettivi russi.
Che si sono, un po’ alla volta, dilatati.
Divenendo, prima, annessione delle province russofone. Poi, estendendosi alla conquista, ora in atto, di Odessa. Per saldare la Russia con la Transnistria e togliere, a ciò che resterebbe dell’Ucraina, ogni sbocco al mare.
Come si suol dire, però, l’appetito vien mangiando.
E poi Putin ha dovuto, obtorto collo, prendere atto di due fatti.
In primo luogo l’impossibilità di trovare una composizione diplomatica del conflitto.
Perché il governo fantoccio di Zelensky insiste nella guerra e persiste con atti di terrorismo. Spalleggiato e sostenuto dagli europei. Nonché foraggiato, più o meno velatamente, di armi americane.
Che Trump, da buon affarista, continua a fornire, facendole pagare alla UE. Anche se, come è ormai palese, ha di fatto abbandonato l’Ucraina al suo destino.
In seconda istanza, Putin ha una crescente urgenza di chiudere il conflitto ucraino. Prima che gli europei siano in grado di intervenire direttamente.
Per il momento questa è una eventualità ancora lontana e dubbia. Tuttavia certi movimenti di Macron e, soprattutto, di Merz in Germania non possono non impensierirlo.
Meglio, quindi, andare alla guerra esplicitamente. Con i rischi che questa, naturalmente, comporta.
Meglio andarvi fino a che la Russia si trova in una posizione assolutamente favorevole. Di decisa superiorità.
Questo può significare solo una cosa. Per Kiev stanno suonando le ultime ore.
E il suono è quello di una campana a morto>>.

Spiagge libere. - Josi Gerardo Della Ragione

Oggi il titolare di uno stabilimento balneare di Bacoli ha definito chi utilizza la spiaggia libera “un pezzente”. Avete letto bene. Ed ha aggiunto. “Il Sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti”.
Ecco, sarò molto breve.
Caro ex concessionario di spiaggia pubblica, ascoltami bene. Hai ragione, amo i pezzenti. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni. Ma con nuove concessioni di chioschi, in spiagge libere attrezzate, e stabilimenti, affidati con bandi pubblici. Senza piaceri, amici. Ma per merito. E con regole chiare: per i bagnanti e per i lavoratori. Cosi assicureremo ai cittadini ed a chi lavora in spiaggia più diritti, più tutele. Così libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Sarà una rivoluzione.
Perché il vostro tempo è finito.
È finita la cassa piena di soldi, a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogenizzato ai propri figli. O ad un papà di portare una bottiglia d’acqua. O ad un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi pure per riscaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio dell’occupazione del nostro litorale con il titolo di “abusivo storico”. Sono finiti gli anni di vacche grasse in cui avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sedie sdraio a peso d’oro. Sono finiti i bei tempi dei parcheggi abusivi senza pagare tasse e devastando il territorio, incassando cifre indegne anche per sole poche ore di sosta. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché “il varco del lido è proprietà privata”.
Bacoli non è la vostra. Le spiagge non sono vostre. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio, sarà la più grande conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza. Una missione epocale, che stiamo costruendo con grande lavoro, impegno, studio.
I “pezzenti” si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa.
Ve l’ho promesso: ci riusciremo.
Un ultimo appello voglio invece rivolgerlo ai lidi balneari della nostra città, guidati da imprenditori degni di questo nome. Ed a Bacoli ce ne sono. Così come mi rivolgo agli imprenditori che vogliono investire nel nostro paese, senza violentare natura, territorio. Ed assicurando lavoro.
Rispettate le leggi, non ascoltate consigli che possono arrecarvi solo danno. E preparatevi alla bellissima stagione dei bandi pubblici. Con grande serenità, e allontanando da voi chi pensa di essere padrone di un bene di tutti.
Così come mi rivolgo ai lavoratori delle spiagge, da sempre sfruttati. Ed ai lavoratori tutti, ai giovani, ai meno giovani, ai cittadini. Ribellatevi ai padroni. Il loro tempo è finito. Costituitevi in cooperative, unite le forze, preparate progetti bellissimi: e partecipate ai prossimi bandi pubblici per la gestione di stabilimenti o di chioschi in spiagge libere attrezzate di Bacoli.
Abbiamo bisogno dell’ingegno, delle idee innovative e della passione di tutti. Abbiamo bisogno di energia pulita e dirompente. Prepariamoci a scrivere una nuova pagina di gestione di beni comuni nella nostra terra. Come dovrà accadere in tutta Italia. Insieme, si fa la storia. Granello dopo granello. Un passo alla volta.

Marco Travaglio

 

Se il giornalismo esistesse ancora, la stampa europea inchioderebbe i leader Nato a una domanda: “Ci spiegate perché l’Europa dovrebbe buttare altre centinaia di miliardi nelle armi, levandoli allo Stato sociale?”.

1) Rutte: “La Russia, anche dopo la fine della guerra in Ucraina, continuerà a rappresentare una minaccia di lungo periodo alla sicurezza euro-atlantica”. Generale americano Grynkewich, comandante supremo delle forze Nato in Europa: “Ho seguito molto attentamente le informazioni di intelligence. La Russia non cerca un conflitto. Capisce il concetto di ‘alleanza difensiva’ e comprende che abbiamo una serie di vantaggi asimmetrici”. Infatti gli Usa ritirano risorse militari in Europa (verso il Golfo e il Pacifico), pur mantenendovi basi e soldati per presidiarla e usarla come pista verso il Medio Oriente, perché non credono a minacce russe. La Nato di Grynkewich è la stessa di Rutte, o un’altra a noi ignota?
2) Gli europei s’impegnano a spendere per la difesa Nato il 5% del Pil, mentre gli Usa sono al 3,1. Nel 2026 le loro spese per la difesa salgono dai 418 miliardi del 2025 a 454, cioè il 2,4% del Pil Ue e la metà del bilancio del Pentagono, mentre la Russia ne spende appena 150 (1/3 dell’Ue e 1/10 della Nato) non solo per la guerra, ma per difendere il suo territorio di Paese più vasto del mondo.
3) La Nato spillerà ai suoi soci (Usa esclusi) altri 140 miliardi in due anni per l’Ucraina, che non ne fa parte (la Meloni era contro la formula biennale, poi si è subito calata le brache). Ma Trump annuncia che “la guerra sta per finire”, forse perché ha saputo quel che accade sul campo: caduta Kostjantynivka, ora tocca a Lyman, poi ai russi restano due roccaforti per completare la conquista del Donetsk (Kramatorsk e Sloviansk). Che senso ha pianificare fondi per due anni, se tra pochi mesi potrebbe non esistere più un fronte ucraino da difendere?
4) Zelensky firma accordi con Paesi Ue per venderci un quarto delle armi e munizioni prodotte dall’Ucraina, ma intanto continua a chiederci armi gratis e soldi per fabbricarle (in 52 mesi ha avuto 215 miliardi dall’Europa e 115 dagli Usa, che ora hanno smesso). Ma se ne ha in sovrappiù, perché seguitiamo ad armarlo e a finanziarlo? E, se gliene servono di diverse, perché quelle che ci vende non ce le facciamo regalare?
5) Rutte, a sua insaputa, confessa al Financial Times: “Europa e Canada si sono impegnati ad acquistare armi dagli Usa per 300 miliardi di dollari. Questo ha l’effetto di sostenere circa 195mila posti di lavoro negli Usa”. Quindi la Nato è il bancomat di Trump, di Zelensky e delle loro industrie militari. E noi europei ci imbottiamo di armi per continuare, con più mezzi, nell’esercizio che ci riesce meglio: spararci nelle palle.

Auspicando la vittoria della Russia, dell’Iran e dei Brics, nel nuovo ordine mondiale fuori del Far West! - Tommaso Merlo

 

Auspicando la vittoria della Russia, dell’Iran e dei Brics, nel nuovo ordine mondiale fuori del Far West!

La speranza è che la Nato in Ucraina subisca una disfatta tale da disintegrarsi. La speranza è un trionfo russo dopo decenni a buttare via miliardi in guerre folli in modo da aprire una nuova stagione di buonsenso politico e di pace. La Nato da organizzazione difensiva è diventata la nostra principale minaccia. Perché cocciutamente guerrafondaia nonostante l’infinita collezione di disastri e perché talmente potente da forzare singoli paesi a dissanguarsi nonostante i loro cittadini scivolino in miseria. Dopo decenni ad insanguinare il mondo, la Nato ci ha portato la guerra in casa e da anni ormai ci costringe a regalare a Zelensky arsenali interi nella speranza sconfigga Putin per conto nostro e coroni il sogno occidentale di marciare su Mosca. Un trionfo russo metterebbe la parola fine ai rigurgiti da guerra fredda, silenzierebbe i russofobi una volta per tutte e costringerebbe gli americani a levarsi finalmente dai piedi. Una bella notizia dopo l’altra. Ma non solo, un trionfo russo creerebbe un’onda d’urto politica tale da far crollare tutti i governi europei che hanno sponsorizzato il suicidio ucraino fregandosene per anni della verità sia nelle trincee del Donbas che in quelle delle loro società. Buttare via miliardi in una guerra autolesionista ed evitabile con un minimo di prudenza quando il tuo popolo soffre, è un crimine politico imperdonabile. E non finisce qui. Un trionfo russo affonderebbe l’attuale Commissione Europea di guerrafondai nella fogna della storia come merita e si aprirebbe l’opportunità di ricostruire dalle fondamenta il progetto europeo. In un mondo sempre più continentale serve una “massa europea”, ma il pantano ucraino ha dimostrano quanto sia pericoloso il mostro tecnocratico che hanno creato. Putin sembra l’unico adulto della situazione e la speranza è che si limiti a distruggere la Nato senza allargare il conflitto in Europa nonostante la diretta complicità di alcuni paesi. I cittadini europei vogliono la pace, non vedono l’ora di ristabilire rapporti di amicizia e di collaborazione col popolo russo e non è giusto paghino per le indegne élite che li governano. E non finisce qui. La speranza è che trionfi anche l’Iran mettendo fine a decenni di catastrofica egemonia americana. Una leadership tutta dollari, basi militari ed ipocrisia che ha insanguinato il mondo con l’unico risultato di renderlo più ingiusto e pericoloso. Trump ha firmato un memorandum di resa per prendere tempo e manipolare sia il mercato del petrolio che quello politico. Incombono le elezioni e per colpa dello Stretto di Hormuz non può raccontare balle. Vanno dal benzinaio e a far la spesa anche gli invasati maga superstiti che non sanno nemmeno cosa sia l’Iran e l’unica cosa che leggono è il proprio conto corrente. Mesi di bombardamenti hanno solo svuotato gli arsenali di un paese già sull’orlo di una bancarotta finanziaria ma anche sociale per una giungla oligarchica ormai fuori controllo e una presidenza demenziale. Trump è incaprettato. La mafia sionista ormai lo tampina anche al cesso, degli Stati Uniti non gliene è mai fregato nulla ma dopo tutti i soldi spesi per comprarsi quella manica di burattini politici che gironzolano per Washington, non si rassegnano. Vogliono che quell’idiota dello sceriffo a stelle e strisce continui a duellare con gli ayatollah per conto loro e gli consegni l’agognata egemonia regionale. In modo che persiani e tutti gli arabi e un domani pure i turchi facciano la fine dei palestinesi. Deliri ideologici che un trionfo iraniano archivierebbe per sempre. Una bella notizia dopo l’altra perché checche strilli la propaganda mainstream, l’Iran vuole libertà, giustizia e rispetto del diritto internazionale per se stesso, per il Libano e per il martoriato popolo palestinese. Dopo ottant’anni di persecuzione e oppressione, vuole la fine di ogni atrocità e che i palestinesi abbiano il sacrosanto diritto di decidere sul proprio destino a casa loro. È questa la speranza. Un trionfo russo ed un trionfo iraniano che interrompano decenni di ipocrisie politiche occidentali e di miliardi buttati via con l’unico risultato di rendere il mondo più ingiusto ed insicuro. Putin e gli iraniani sembrano gli unici adulti della situazione e la speranza è che riescano a sconfiggere la Nato, gli Stati Uniti ed i sionisti evitando una escalation perché non è giusto che i cittadini paghino per le indegne élite che li governano. La speranza è che cambino schemi ed equilibri che reggono il mondo in modo da aprire una nuova stagione di buonsenso politico e di pace.
Tommaso Merlo

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giovedì 9 luglio 2026

Ursula Von Der Leyen. - Giuseppe Salamone

 


Questa criminale e naxista andrebbe processata per direttissima, altro che stare qui a discutere di mozioni di sfiducia che, ripeto, sono sacrosante e andrebbero votate senza se e senza ma!
Non solo ha acquistato miliardi di euro di vaccini con degli SMS WhatsApp poi scientemente cancellati, ma sta portando avanti una politica di spostamento di migliaia di miliardi a favore dell'alta finanza, che sta a capo sia delle Big Pharma sia delle aziende di armi. Ursula von der Leyen è l'espressione del mondo finanziario messa a capo dell'Unione Europea, dove si dirottano centinaia di miliardi di soldi nostri verso quelle che Assange chiamava "élite transnazionali".
Il tutto mentre si nascondono dietro la parola “pace”, Bruxelles, con a capo Ursula, accelera una corsa al riarmo senza precedenti. L’industria bellica europea è in pieno boom: gli ordini inevasi delle aziende della difesa hanno raggiunto i 365 miliardi di dollari, con un aumento del 103% dal 2021.
Solo la spesa militare dell’UE è salita del 31% tra il 2021 e il 2024, toccando i 350 miliardi di dollari. La tedesca Rheinmetall ha visto il suo portafoglio ordini crescere da 26 a oltre 67 miliardi in meno di quattro anni. Il colosso franco-tedesco KNDS ha raddoppiato gli ordini a 25 miliardi.
Il conto totale della nuova corsa agli armamenti europei supera gli 860 miliardi di dollari. E ora l’UE prevede di stanziare altri 150 miliardi di euro in prestiti militari da destinare agli “alleati” NATO come Regno Unito e Canada. Anche Ucraina e Islanda vengono inglobate nell’apparato bellico europeo.
Questo non è più solo un progetto economico: è la chiara preparazione a una guerra che prima o poi sarà combattuta. L’Unione Europea si conferma oggi come uno dei pericoli più grandi e gravi per la stabilità mondiale, al pari dello Stato terrorista di Israele e degli Stati Uniti.
Ursula Von Der Leyen ne è la prima responsabile, e chi la legittima non ha responsabilità minori.

ANKARA , GARANZIA FUTURA

 "Se avessimo un briciolo della dignità degli iraniani dovremmo mettere a ferro e fuoco le piazze europee"

E' stupefacente come la sfilata di Ankara non sia percepita come massima minaccia verso i popoli che ancora vivono dell' illusione democratica.
Il cartello bellicista che toglie al popolo per ingrassare la Finanza e l' industria bellica della guerra ha fatto ad Ankara bella mostra dei centri di potere che nulla hanno a che spartire con gli interessi ed il bene comune dei cittadini.
Hanno ipotecato il futuro.
Non previsioni ad un anno, a 5 , a 10, 30 anni.
HANNO FIRMATO CHE PER I PROSSIMI 30 ANNI LA RUSSIA SARÀ CONSIDERATA NEMICO E PERICOLO!
Sono dei maghi.
Non sanno cosa accadrà con l' Iran nelle prossime settimane , ma come oracoli hanno firmato una cambiale per i prossimi 30 anni, qualcosa che di per sé può essere scambiata per follia.
Non è follia .
È decidere senza il consenso democratico dei popoli che la guerra deve essere permanente , le nostre tasse di fronte a questo pericolo artificialmente creato andranno in armi e soprattutto una guerra diretta è già pianificata.
L' estrema destra ultra liberista ha ipotecato il futuro di 450 milioni di persone attorno ad un tavolo sorseggiando champagne e facendo affari.
Niente asili , sanità, scuola , missili.
Per il nostro bene, la nostra libertà, la democrazia , perché il termine democrazia viene speso da questi criminali esattamente come i criminali sionisti spendono il termine antisemitismo per compiere i peggiori crimini.
Gli oligarchi NATO voraci affaristi hanno mostrato il muso feroce dei padroni che vogliono tutto senza farsi scrupolo di salvare le apparenze.
La famosa nazificazione dell' Occidente , per fare sintesi
della profezia di Putin.
Chi ha assaltato l' Iran, sequestrato il Venezuela , sterminato il popolo palestinese, stabilisce che non è lui il criminale lanetario, ma la Russia .
E chi non è d' accordo diventa un terrorista o un propagandista russo.
Lo dicono i maggiori sponsor della guerra permanente globale.
Se avessimo un briciolo della dignità degli iraniani dovremmo mettere a ferro e fuoco le piazze europee.
Ma non ne abbiamo.