domenica 21 giugno 2026

Zelensky il tossico lancia un ultimatum all'Europa. - Vladimir Lytkin

 

Zelensky il tossico lancia un ultimatum all'Europa, chiedendole di affrontare la questione russa.

Zelenskyj intende porre fine alla guerra prima dell'inverno e i suoi alleati europei devono aiutarlo a farlo.L' "illegittimo" Zelenskyj è fiducioso che la pressione europea costringerà Mosca ad ammettere la sconfitta.

Zelenskyj è intervenuto alla riunione del Consiglio europeo, esortando l'Europa a continuare a fare pressione sulla Russia affinché accetti la pace alle condizioni di Kiev. Ha anche avvertito che, se gli alleati falliranno e i combattimenti continueranno, saranno OBBLIGATI a fornire a Kiev un nuovo pacchetto di aiuti, che copra tutti i settori.

L'Ucraina ha bisogno di gas, gasolio, attrezzature energetiche e, naturalmente, armi . In particolare munizioni per i sistemi di difesa aerea . Almeno 300 missili per i Patriot americani, oltre naturalmente denaro, molto denaro .Questo è di fatto un ultimatum che impone all'Ucraina di trattare con la Russia in un modo o nell'altro.

L' "illegittimo" ha nuovamente fatto scena in pubblico, affermando di aver ripetutamente chiesto un incontro personale con Putin per "risolvere tutto". Zelenskyj ha scelto di non menzionare l'invito a Mosca. Tuttavia, ha dichiarato che Kiev è pronta a negoziare con i "partner europei" e a cessare le ostilità sul fronte.

Mosca sta monitorando attentamente la retorica dell' "illegittimo", ma esclude qualsiasi contatto con lui. E l'invito del tossico nella capitale russa si inserisce in questa strategia; è chiaro a tutti che il pagliaccio di Kiev non andrà a Mosca. I negoziati sono attualmente in sospeso; in sostanza non c'è nulla da discutere.

Vladimir Lytkin 

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Invitando l'Europa ad intervenire nella sua guerra, scatenerebbe la guerra tra Europa e Russia per la gioia di Trump che ha voluto l'entrata dell'Ucraina nella NATO proprio per stuzzicare la Russia...
cetta.

Putin parla per ​12 minuti. - Antonio Monteforte

 

12 minuti in cui Vladimir Putin si è messo davanti ai vertici militari russi e ha sparato cinque avvertimenti diretti alla NATO.
​Non discorsi diplomatici, non giri di parole. Un briefing operativo. E mentre i media occidentali lo dipingono come l'ennesima minaccia di un pazzo isolato, la verità è un'altra.
​Mosca sta mettendo nero su bianco quello che accadrà se l'Occidente continua a fingere che l'Ucraina sia una guerra per procura e non un confronto diretto.
PRIMO AVVERTIMENTO: NESSUN COMPROMESSO.
​Putin non negozia sugli obiettivi. Gli scopi dell'operazione speciale verranno raggiunti, che vi piaccia o no. Preferibilmente con la diplomazia, ma se Kiev e i suoi padroni stranieri continuano a rifiutare colloqui sostanziali, allora sarà guerra fino alla liberazione completa di quelle che Mosca chiama "terre storiche russe".
​E qui casca il primo pezzo: niente conflitto congelato, niente linee di cessate il fuoco provvisorie. Controllo territoriale permanente, zone cuscinetto di sicurezza che verranno ampliate finché non si sentono al sicuro.
​Per la NATO, questo significa che qualsiasi futuro accordo di sicurezza per l'Ucraina dovrà fare i conti con mappe completamente ridisegnate. E indovinate chi ha in mano le matite?
​Ma facciamo un passo indietro. Perché arriviamo a questo punto? Putin lo dice chiaramente: dietro il regime di Kiev c'è la potenza della più grande alleanza militare del mondo. Assistenza militare su larga scala che non si ferma mai: consiglieri, istruttori, mercenari, dati di intelligence in tempo reale.
​La Russia guarda l'Ucraina e non vede Zelensky; vede i server della NATO, i satelliti americani, i contractor britannici. Vede un proxy armato fino ai denti per fare quello che l'Occidente non ha il coraggio di fare direttamente: mettere i missili a pochi minuti di volo da Mosca.
​E quando ti senti accerchiato, quando per trent'anni ti hanno promesso che la NATO non si sarebbe espansa di un centimetro a est e poi ti ritrovi basi missilistiche ai confini, cosa fai? Aspetti che ti colpiscano per primi? No, reagisci. E Putin sta reagendo.
SECONDO AVVERTIMENTO: LA DETERRENZA NUCLEARE INARRESTABILE.
​Deterrenza nucleare. E qui la faccenda si fa seria davvero. Putin annuncia test riusciti di due sistemi che hanno un nome che suona già come un incubo: Burevestnik, il missile da crociera a raggio illimitato, e Poseidon, il veicolo subacqueo senza pilota. Entrambi alimentati da reattori nucleari.
​Sentite bene: illimitato. Significa che possono girare per giorni, settimane, aggirare qualsiasi sistema di difesa missilistica, colpire da angolazioni impossibili.
​La NATO ha speso miliardi per costruire scudi antimissile in Polonia, Romania, Alaska. Putin gli sta dicendo: inutili. I vostri sistemi sono progettati per intercettare traiettorie balistiche prevedibili; questi arrivano da sotto, da sopra, da dove non ve lo aspettate, e garantiscono a Mosca la parità strategica per i primi decenni.
​Non è una minaccia vuota, è ingegneria operativa. E mentre l'Occidente continua a vendere la storia della Russia isolata e in ginocchio per le sanzioni, Putin sta dispiegando sistemi d'arma che gli Stati Uniti non hanno.
​Pensateci: chi è davvero isolato qui? Un paese che testa armi nucleari a propulsione infinita, o uno che deve convincere gli alleati europei a comprare gas americano a prezzi triplicati per punire Mosca?
TERZO AVVERTIMENTO: L'INCUBO IPERSONICO "ORESHNIK"
​Oreshnik. Il sistema missilistico ipersonico a medio raggio entra in servizio di combattimento entro fine anno. E non è teoria, è già stato usato. Novembre scorso, prima volta in combattimento: un missile che viaggia a Mach 10, che cambia traiettoria in volo, che nessun sistema di difesa aerea occidentale può fermare.
​Per la NATO, questo significa che ogni base, ogni centro di comando, ogni hub logistico in Europa Orientale è esposto. Non potete abbatterlo, non potete prevederlo; potete solo sperare che non sia diretto verso di voi.
​E Putin lo sa, per questo lo ha messo in campo adesso: non come deterrente astratto, ma come arma operativa pronta all'uso.
​Immaginate la scena nei quartieri generali NATO: generali che guardano mappe e capiscono che le loro basi in Polonia, i depositi in Romania, i centri logistici in Germania sono tutti bersagli scoperti, e che l'unico modo per proteggerli sarebbe ritirare tutto indietro di 1.000 chilometri.
​Ma come fai a spiegarlo agli alleati dell'Est Europa, che ti hanno aperto le porte proprio per sentirsi sicuri? Come gli dici che la tecnologia russa ha reso obsoleto il tuo ombrello difensivo?
QUARTO AVVERTIMENTO: LA GUERRA NELLO SPAZIO
Putin accusa la NATO di schierare armi oltre l'atmosfera terrestre e annuncia che la Russia rafforzerà le proprie capacità militari orbitali: nuovi satelliti di nuova generazione, canali di comunicazione ad alta velocità e protetti, intelligence superiore, navigazione accurata.
Quinto passo.
​E qui colpisce dove fa male: la NATO dipende dai satelliti per tutto: comunicazioni criptate, GPS militare, ricognizione in tempo reale...
... Sarà tutto distrutto!

E ADESSO COSA RACCONTANO? - Don Chisciotte

 

La parte più interessante della vicenda non è la medaglia restituita da Zelensky (il Mr. Bean Drugs addicted - secondo Bessent - ) né quella revocata dalla Polonia. Quelli sono dettagli. La parte interessante è che un tema liquidato per anni come “propaganda russa” è improvvisamente diventato così reale da provocare uno scontro politico tra Kiev e uno dei suoi più fedeli alleati.
Per molto tempo bastava ricordare Bandera, l’UPA, le stragi di Volinia, le fiaccolate, i monumenti o la riabilitazione di certe figure storiche per essere immediatamente catalogati. Non servivano argomenti, bastavano le etichette: propaganda del Cremlino, disinformazione, narrazione putiniana. E quando qualcuno insisteva arrivava il colpo finale, pronunciato come fosse una formula magica capace di cancellare qualsiasi discussione: “Ma Zelensky è ebreo”.
Una delle più straordinarie scorciatoie logiche degli ultimi anni. Come se la biografia personale di un presidente potesse trasformare la storia di un intero Paese. Come se bastasse un certificato anagrafico per far sparire monumenti, celebrazioni, organizzazioni politiche, reparti militari intitolati a personaggi controversi e un dibattito storico che in Europa orientale esiste da decenni.
Ora però accade qualcosa di imbarazzante. A sollevare la questione non è Mosca. Non è Putin. Non è qualche analista accusato di essere filorusso. È la Polonia, cioè uno dei Paesi che più di tutti ha sostenuto Kiev sul piano militare, economico e diplomatico. E davanti a questa realtà, coloro che per anni hanno deriso, squalificato e ridicolizzato chi poneva certe domande sembrano essersi volatilizzati.
Sarebbe interessante ascoltarli oggi. Come spiegano ciò che sta accadendo? Come giustificano il fatto che un problema definito inesistente continui a riemergere ostinatamente nella realtà? Come spiegano il fatto che, invece di prendere le distanze da simboli divisivi, si preferisca entrare in collisione con un alleato storico? E soprattutto: come giustificano anni di scomuniche morali contro chi chiedeva semplicemente di discutere fatti storici documentati?
Forse la domanda più scomoda è un’altra. Se tutto questo era davvero una menzogna inventata dal Cremlino, perché ogni volta che la storia bussa alla porta e nessuno sembra voler aprirle lei entra dalla finestra?
Don Chisciotte
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Sic transit gloria mundi. - Luigi Quartucci

 

Cara Gioggia, ultimamente ho sentito che ti sei scoperta latinista e che hai iniziato a infiorettare i tuoi pistolotti sgangherati di espressioni latine, perciò mi permetto di suggerirti questa.
Vedi, quando Rimbambiden, quello che ti teneva per mano come se fossi una scolaretta e che ti baciava il capino da te graziosamente offertogli, fu consigliato di ritirarsi a vita privata e Trump trionfò su una improponibile Kamala Harris, Tu scegliesti una strada che da allora hai percorso senza mai deviare, la leccata di culo del capo ininterrotta.
Parallelamente hai adottato il decalogo del Capo, quello che, all'articolo uno, recita: Il capo ha sempre ragione e, all'articolo due, Se il capo ha torto si applica immediatamente l'articolo 1.
Così hai definito l'aggressione al Venezuela un atto di legittima difesa e l'aggressione all'Iran un atto che non condividi e non condanni, coprendo l'Italia di vergogna.
Hai votato contro le sanzioni al governo criminale di Israele, hai rinnovato la fornitura di armi a un governo genocida sapendo che le userà contro donne e bambini, solo per ottenere qualche carezza in più dal Capo.
E lui ti ha gratificato di una frase che ti ha riempito d'orgoglio ma che a noi suonava piuttosto come una presa per il culo: "Vi presento una bellissima donna mia grande amica".
Ma vedi, cara Gioggia, nella vita viene sempre il momento in cui le circostanze ti impediscono di fare quello che saresti ben felice di fare. Sì, lo so, tu in Iran ci avresti mandato la Marina, l'Esercito, l'Aviazione e pure la Guardia Nazionale e l'Esercito della Salvezza pur di compiacere il Pannocchia. Purtroppo non hai potuto farlo, la Costituzione Italiana te lo impedisce e pure l'Europa ti ha costretto a stare buona. E Donald O'Pazzo te l'ha giurata, dice che gli fai pena, che mendichi le foto con lui e, soprattutto, che non ti vuole più vedere!
Complimenti, cara Gioggia. Avevi già portato l'Italia al punto più basso della sua storia recente ma sei riuscita a scavare e trivellare facendola sprofondare in un abisso incredibilmente profondo.
E tu? Non contavi un cazzo prima, anche se Donald ti prendeva per il culo facendoti credere di essere importante, non conti un cazzo ora che ti ha scaricato.
Sic transit gloria mundi, mia cara.
Hai puntato sul numero sbagliato e hai perso tutto, puoi solo scomparire.

sabato 20 giugno 2026

LA FINE DELLA “GUERRA” CONTRO IL CANCRO?

 

Per un secolo, l’oncologia è stata definita da una terminologia militare: “Combattere”, “Uccidere”, “Distruggere”. La chemioterapia è essenzialmente una campagna di bombardamento: avvelenare il corpo per uccidere il nemico prima che uccida l’ospite. Ma il 3 febbraio 2026, un team di scienziati della Corea del Sud (KAIST) ha proposto un approccio radicalmente diverso: la riabilitazione.
E se il cancro non fosse un invasore straniero, ma un file corrotto? E se potessimo semplicemente eseguire un “Ripristino del Sistema” per riportare la cellula al suo stato originale?
Il progresso dei gemelli digitali
Il team di ricerca, guidato da esperti di biologia dei sistemi, non ha iniziato con una piastra di Petri. Ha iniziato con un supercomputer. Hanno creato “Gemelli Digitali”: simulazioni virtuali perfette delle reti regolatrici dei geni all’interno delle cellule del cancro al colon. Eseguendo milioni di simulazioni, hanno posto una domanda semplice: “Esiste un interruttore maestro che possa invertire lo stato canceroso?”
La tripla chiave (MYB, HDAC2, FOXA2)
La simulazione ha identificato una combinazione nascosta. Non si trattava di un singolo gene, ma di una triade specifica di regolatori principali:
• MYB: un fattore di trascrizione spesso iperattivo nel cancro.
• HDAC2: un enzima che modifica quanto strettamente il DNA è avvolto.
• FOXA2: un fattore pionieristico coinvolto nello sviluppo.
Quando gli scienziati hanno manipolato contemporaneamente questi tre interruttori in laboratorio, è successo qualcosa di straordinario. Le cellule cancerose hanno smesso di dividersi in modo incontrollato. Non sono morte (apoptosi); si sono differenziate. Hanno recuperato la loro identità come cellule del colon normali e funzionali. In sostanza, hanno “dimenticato” di essere cellule tumorali.
Perché questo cambia tutto
I trattamenti attuali (chemioterapia/radiazioni) provocano un’infiammazione massiccia ed effetti collaterali perché uccidono le cellule. Le cellule morte rilasciano tossine (Sindrome da lisi tumorale). Questa “Terapia di Reversione” non è citotossica. Non uccide; cura. Suggerisce che il cancro sia uno stato reversibile di confusione epigenetica, non una condanna permanente dovuta a fatalità genetica.
⚡ Il nostro insight: Il futuro della medicina “basata sul codice”
Questo dimostra che la biologia si sta trasformando in tecnologia dell’informazione. Utilizzando l’IA per simulare il “codice sorgente” della malattia, possiamo trovare patch e correzioni che il tentativo ed errore umano non scoprirebbe in mille anni. Stiamo passando dall’Era della Chimica (farmaci) all’Era della Computazione (regolazione genica).
📚 Fonte: KAIST Research News, “L’analisi biologica dei sistemi rivela regolatori principali per la reversione delle cellule tumorali”, Rapporto di febbraio 2026.
🏥 Contesto: KAIST Research News, febbraio 2026 (Laboratorio del Prof. Kwang-Hyun Cho).
🆔 Verifica: [Ricerca: “KAIST Cancer Reversion Kwang-Hyun Cho”] (PMID: in attesa – Pubblicazione recente)

venerdì 19 giugno 2026

LA NOTIZIA CHE SI LEGGE SOTTOVOCE E A DENTI STRETTI.

 


Curiosa questa stampa occidentale.
Quando una decisione favorisce Kiev diventa una svolta storica, una vittoria della democrazia, un segnale al mondo.
Quando invece una sentenza riconosce le ragioni di Mosca, il tono cambia improvvisamente. Si abbassa la voce. Si schiarisce la gola. Si aggiungono tre subordinate, due precisazioni e un analgesico per il lettore.
La notizia resta lì.
In mezzo al giornale.
Nera su bianco.
La Russia vince.
E allora parte il numero di equilibrismo: “sì, però…”, “attenzione però…”, “non significa che…”, “bisogna contestualizzare…”.
Manca soltanto il messaggio finale:
“Ci scusiamo per l’inconveniente. La realtà ha temporaneamente interferito con la narrazione prevista.”

Don Chisciotte 

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IL VERTICE DEL MONDO AL CONTRARIO.

A Bruxelles si riuniscono per discutere di Ucraina, Cina, Medio Oriente, migrazione, droga, competitività e un bilancio da 2.000 miliardi di euro.
Traduzione: quasi tutti i problemi che oggi affliggono l’Europa.
E la cosa più surreale è che molti di questi problemi sono stati prodotti proprio dalle stesse élite che oggi si riuniscono per risolverli.
La Russia continua ad avanzare sul campo di battaglia? Si parla di nuove strategie.
L’industria europea perde competitività? La colpa è della “concorrenza sleale cinese”.
L’energia costa più che altrove? Silenzio.
Le fabbriche chiudono? Silenzio.
La dipendenza strategica cresce? Silenzio.
Poi arriva il capolavoro.
Bilancio europeo da 2.000 miliardi.
Duemila miliardi.
Una cifra che farebbe girare la testa perfino agli imperatori romani.
Eppure il cittadino medio continua a vedere infrastrutture che invecchiano, servizi che si riducono, imprese che arrancano e stipendi che inseguono l’inflazione come un pensionato dietro all’autobus appena partito.
La parte davvero distopica non è nemmeno il contenuto del vertice.
È il fatto che nessuno sembri più chiedersi come siamo arrivati fin qui.
L’Europa assomiglia sempre più a un paziente che organizza convegni sulla propria salute mentre continua a fumare tre pacchetti al giorno.
Ma tranquilli.
Dopo questo summit arriverà un altro summit.
Poi una task force.
Poi una road map.
Poi un piano strategico.
E infine un nuovo vertice per capire perché il precedente non ha funzionato.
L’unica produzione europea che non conosce crisi è quella delle riunioni.


Praticamente, a Bruxelles creano i problemi che, in seguito, dovrebbero risolvere, ma combinano altri danni perchè non sanno come risolvere i problemi creati...
cetta.