martedì 3 marzo 2026

DEMONI- Viviana Vivarelli

 

Due presidenti, con la bocca lorda di sangue, due signori folli della guerra stanno creando caos nel mondo in una carneficina senza fine.
Dietro di loro gruppi finanziari, signori delle armi, maestri del crimine su larga scala, seguiti da una schiera di cani latranti o ammutoliti il cui valore potenziale è zero ma che continuano a pavoneggiarsi come il tacchino con le piume non sue, sciatti, scialbi, immondi, indegni del potere di governo che i popoli hanno loro dato, nell'ignoranza di plebi ridotti dai media come i cani di Pavlov, che sbavano a comando, non pensanti, non responsabili, con le reazioni meccaniche e inconsce degli zombi.
... e la guerra si allarga!
Non bastavano l'attacco alla Groenlandia, al Venezuela, a Cuba, non basta l'inutile e sanguinoso protrarsi della guerra ucraina, con l'Europa impazzita che pensa solo ad altre armi, che non fiata di fronte ad altre guerre. I due fratellini simesi dell'orrore, Trump e Netanyhau, procedono in una paranoia criminale, allargando conflitti su conflitti, senza più nemmeno uno straccio di scusa, un simulacro di prova, una scintilla d'anima, in un'avanzata orgiastica del Male.
I due signori dell'Apocalisse in procinto di rovinare il mondo.
Pietà per i vermi che ancora si prostrano ai due demoni scatenati.
I flebili balbettii di un Tajani li riassumono tutti, nella vergogna nazionale, nella degradazione umana.
E ancor peggio, i discorsi ormai farneticanti della Von der Leyen echeggiano del deserto.
L'umanità si ritira, come si ritira la spiaggia dopo una mareggiata distruttrice. E non sappiamo cosa è peggio, se la tracotanza dei nemici del mondo o la vigliaccheria di chi si scusa dicendo che non può far nulla e, intanto che non fa nulla, consente la distruzione totale di ogni forma di legge o di diritto, di ogni lembo di pace, di ogni traccia di umanità.
Non so dove voglia arrivare Israele nella sua furia sconfinata demoniaca di aggressione. E non so dove voglia arrivare Trump che nessuno sembra frenare nella sua furia scatenata di potere e di morte.
Dicevano gli antichi Greci che il peggior vizio di chi comanda è la hybris, l’orgogliosa tracotanza che porta l’uomo a presumere della propria potenza e fortuna e a ribellarsi contro l’ordine costituito, sia divino che umano, immancabilmente seguita dalla vendetta o punizione divina ( tísis ).


Diceva Eschilo:
"Nessun uomo mortale deve nutrire pensieri (di morte) troppo alti."

"La hybris, quando fiorisce, produce come frutto una spiga di rovina (até), da cui si miete un raccolto di pianto."

"Non c'è difesa per l'uomo che, nella sazietà della ricchezza, ha rovesciato con un calcio il grande altare della Giustizia per farlo sparire."

La parola hybris* dà il senso di una violenza smisurata, insolente, oltraggiosa di ogni diritto, arrogante. Porta con sé la violazione di ogni limite e misura, di fronte alle leggi degli dei, degli uomini, della natura. È la violazione di un kosmos, di un ordine naturale senza cui non c'è vita. È l'assenza di qualsiasi consapevolezza e responsabilità. È qualcosa di atroce, di buio, che spezza i confini del possibile e dell'accettabile perché mette a rischio ogni vita umana, e dunque dovrebbe essere rigettata da tutti e invece annichilisce in un silenzio di morte, perché chi non reagisce non esiste, è come fosse già morto.
Si domanda: c'è ancora un equilibrio possibile tra l'hybris di queste creature infernali e la stessa vita dell'intero mondo?
Dobbiamo davvero aspettare una vendetta divina contro questi usurpatori del potere di vita e di morte a livello globale, o possiamo cominciare, noi, a darci una mossa per frenare il Male che avanza? 

*La hybris (in greco antico ὕβριςhýbris) è un concetto cardine della cultura greca che indica tracotanza, insolenza, superbia o eccesso. Definisce l'arroganza umana di chi sfida l'ordine divino o sociale, superando i limiti imposti (la "misura") e provocando la punizione divina (tisis).

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L'interruttore molecolare che riporta le cellule del cancro al colon allo stato di cellule normali.

 

Per decenni, il cancro è stato considerato un processo irreversibile. Ma un gruppo di scienziati in Corea del Sud ha ottenuto un risultato che sta cambiando questa idea.

I ricercatori del Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST) hanno identificato un “interruttore molecolare” capace di riportare le cellule del cancro al colon a uno stato simile a quello normale, senza distruggerle. Invece di eliminarle, sono riusciti a riprogrammarle.

La scoperta si basa sul controllo di proteine chiave che determinano il comportamento cellulare. Quando questo interruttore viene attivato correttamente, le cellule smettono di comportarsi come cellule tumorali e recuperano funzioni più stabili.

Sebbene sia ancora in fase sperimentale, apre una possibilità che prima sembrava impossibile: non solo combattere la malattia, ma cambiarne il destino dall’interno.

Alcune rivoluzioni non eliminano il problema. Lo trasformano.

Fonte: Nature Communications / KAIST

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Una proteina ripara i danni del midollo spinale umano.

 

La professoressa Tatiana Coelho de Sampaio, dell'Università Federale di Rio de Janeiro, sta rivoluzionando la medicina rigenerativa. Dopo circa 30 anni di ricerche ha creato la polilaminina, una proteina placentare che riconnette i neuroni lesi.

Il trattamento sperimentale prevede una singola iniezione entro 72 ore dall'evento. Su 8 pazienti trattati, 2 sono deceduti per i traumi iniziali, ma ben 6 hanno ripreso funzioni motorie. Bruno Drummond de Freitas, da tetraplegico, ha persino ripreso a camminare.

Con l'avvio della Fase 1 clinica ufficiale, questa scoperta potrebbe offrire una cura definitiva per le paralisi prima ritenute irreversibili in medicina.

A febbraio 2026, la dottoressa ha annunciato che il partner Laboratório Cristália distribuirà il farmaco gratis nel sistema sanitario pubblico brasiliano.

#medicina #scienza #ricerca #brasile #lesionispinali #fblifestyle 

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Leggi anche: 

https://www.nursenews.eu/2025/10/01/polilaminina-e-rigenerazione-del-midollo-spinale-tra-speranza-e-realta/

L'occhio bionico che ripristina la vista ai ciechi.


Un salto rivoluzionario nella tecnologia medica potrebbe cambiare il modo in cui trattiamo la cecità. Medici e ricercatori in Australia hanno presentato un avanzato occhio bionico progettato per ripristinare la visione funzionale trasmettendo segnali direttamente al cervello.

Il dispositivo funziona bypassando le cellule retiniche danneggiate e stimolando la corteccia visiva tramite elettrodi impiantati e sistemi di elaborazione esterni. Questo approccio è particolarmente promettente per alcuni tipi di cecità in cui l’occhio non riesce a trasmettere correttamente i segnali, ma il cervello è ancora in grado di interpretarli.

A livello globale, oltre 40 milioni di persone vivono con la cecità e milioni di altre soffrono di gravi deficit visivi. Innovazioni come questa rappresentano un settore in crescita delle neuroprotesi, dove la tecnologia interagisce direttamente con il sistema nervoso per ripristinare sensi perduti.

I primi trial sono focalizzati sulla sicurezza, sulla chiarezza delle immagini e sulla capacità dei pazienti di interpretare efficacemente i segnali visivi. Sebbene una visione pienamente naturale possa non essere immediatamente raggiungibile in tutti i casi, anche un ripristino parziale potrebbe migliorare notevolmente l’indipendenza e la qualità della vita.

Gli esperti raccomandano un ottimismo prudente, poiché i risultati a lungo termine e test clinici più ampi determineranno quanto diffusamente la tecnologia potrà essere applicata. Tuttavia, la fusione tra neuroscienze e ingegneria sta rapidamente spingendo i confini di ciò che una volta era considerato impossibile.

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Leggi anche: https://www.google.com/search?q=occhio+bionico&ie=UTF-8


Il perodo che stiamo vivendo è caratterizzato da due fattori contrastanti tra loro: una scarsissima e deludente politica a livello mondiale ed un incremento della ricerca in campo scientifico, medico e tecnologico. 
Possiamo ben sperare che il fattore della ricerca ci aiuti a superare il fattore politico.
cetta.

lunedì 2 marzo 2026

Le proprietà del Tarassaco,

 

Uno studio dell'Università di Windsor, in Canada, ha rivelato che l'estratto di radice di tarassaco è in grado di eliminare fino al 95% di alcune cellule cancerose in sole 48 ore, senza intaccare quelle sane.

Il meccanismo? Attiva l'apoptosi, la morte programmata delle cellule malate, un obiettivo che la chemioterapia tradizionale fatica a centrare con precisione.

Quella che un tempo era solo un'erbaccia da giardino sta ora entrando in trial clinici avanzati come potenziale terapia antitumorale sicura, accessibile e naturale: la prova che le soluzioni più potenti potrebbero essere già sotto i nostri occhi, nascoste tra le foglie di un semplice soffione.


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MARCO TRAVAGLIO - BIG MAMA ALLA DIFESA - IFQ- 2 marzo 2026

Ci scusiamo per aver scritto che né l’Ue né i governi europei né i ministri meloniani né i loro reggipalle “riformisti” hanno detto una parola chiara sull’attacco criminale di Usa e Israele all’Iran. Quando il Fatto era già in stampa, i suddetti tartufi hanno scandito parole chiarissime: ma a favore dell’aggressione a uno Stato sovrano, spacciata per “attacco preventivo” (per prevenire non si sa cosa);e contro le legittime rappresaglie del Paese aggredito.

Ecco la presidente del Parlamento Ue, tal Metsola: “Gli attacchi del regime iraniano contro i paesi del Golfo sono ingiustificabili e imperdonabili. Il regime iraniano deve astenersi da qualsiasi ulteriore escalation contro Stati del Golfo, Israele o cittadini europei o statunitensi”.
Quindi, se Usa e Israele, violando l’abc del diritto internazionale, sterminano un capo di Stato e centinaia di civili, incluse 148 bambine e ragazze nella loro scuola per liberare le donne iraniane dal velo, è cosa buona e giusta; se invece il Paese aggredito risponde con una rappresaglia pienamente legittimata dal diritto internazionale contro gli aggressori e i loro complici, è un peccato mortale.
Alle giovani trucidate dai liberatori pensa però una dei tanti vicepresidenti del Parlamento europeo, tal Picierno, ovviamente del Pd: “Viva l’Iran libero… Quando viene deposto un dittatore (le hanno detto che Khamanei è stato deposto, ndr), è sempre un giorno di festa per il mondo libero… nel nome delle bambine, delle ragazze e delle donne minacciate, torturate e assassinate da un regime criminale” (par di sentirle, le loro urla di giubilo da sottoterra).
Poi naturalmente tutti a sanzionare l’aggressore Putin perché ha imparato da noi; e ad armare l’Ucraina aggredita (non a caso Zelensky plaude entusiasta agli aggressori dell’Iran, con le stesse parole che Putin usa per lui).
A proposito: quando parte la prima fornitura di armi e missili a lunga gittata all’esercito iraniano aggredito? Vorremmo tanto chiederlo al ministro Crosetto, ma purtroppo è impegnato a rientrare da Dubai, dove villeggiava durante l’attacco senza avvertire i servizi segreti, cosa peraltro inutile visto che né quelli né la Meloni erano stati avvertiti dall’alleato privilegiato (che pare si sia scordato persino di Di Maio, “inviato speciale della Ue nel Golfo”). Si conferma così il ruolo fondamentale dell’Italia come ponte fra Trump e Ue, grazie anche alla decisiva presenza di Tajani nel Board of Peace in veste di osservatore-finanziatore, cioè di guardone-pagante. Purtroppo le migliaia di italiani bloccati nei Paesi del Golfo, fra cui la cantante Big Mama, non hanno la fortuna di chiamarsi Crosetto e restano lì, sotto i droni e i missili iraniani, grazie alla squisita premura degli “alleati”. Con amici così, che bisogno abbiamo di nemici?

domenica 1 marzo 2026

Omar Yaghi, vincitore del Premio Nobel per la Chimica.

Omar Yaghi, vincitore del Premio Nobel per la Chimica nel 2025, ha sviluppato un innovativo sistema solare in California. Questa tecnologia rivoluzionaria è in grado di estrarre acqua potabile purissima direttamente dall'arida aria del deserto.
Il dispositivo sfrutta i MOF, speciali spugne molecolari ad altissima efficienza. Ogni modulo genera fino a 1.000 litri di acqua al giorno, funzionando anche con umidità al 15%. Soltanto 1 grammo di questi materiali garantisce una superficie di cattura enorme.
La tecnologia supera ogni limite delle infrastrutture attuali. Il metodo assicura acqua potabile pulita scavalcando i costosi impianti di desalinizzazione.
L'invenzione avvia una produzione di massa destinata a salvare moltissime popolazioni. Questo strumento segna una svolta storica contro la crisi climatica.