domenica 22 marzo 2026

Cina: entra in funzione la prima turbina a gas cinese da 550 MW di classe F.

 

Il 21 marzo, la prima turbina a gas da 550 MW di classe F, considerata il "gioiello della corona dell'industria", ovvero l'Unità 1 del progetto della turbina a gas di Tongnan di China Huadian a Chongqing, in Cina, ha completato con successo 168 ore di funzionamento a pieno carico, entrando ufficialmente in produzione. Questo evento segna una nuova svolta per il Paese nell'applicazione di apparecchiature energetiche ad alta capacità, efficienza e pulizia.

Quando funzionerà a piena capacità, la turbina enererà circa 2,1 miliardi di kWh all’anno, consentendo un risparmio annuo di 200.000 tonnellate di carbone standard e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 860.000 tonnellate. Le emissioni di inquinanti come biossido di zolfo e polveri saranno prossime allo zero, offrendo così benefici sia economici che ecologici.

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giovedì 19 marzo 2026

Hollywood nel panico...

Hollywood nel panico dopo che Mel Gibson
e Jim Caviezel hanno annunciato
il nuovo film "Kids On Island"
Le placche tettoniche dell'industria dell'intrattenimento stanno cambiando.
Dopo il grande e indipendente successo di Sound of Freedom, il duo di Mel Gibson e Jim Caviezel ha dato il via a un progetto molto più pericoloso per lo status quo intitolato:
"Kids On Island",
si dice che il film abbia superato le narrazioni generali del traffico per concentrarsi specificamente sugli eventi documentati e sui visitatori di alto profilo del Little St. James di Jeffrey Epstein.

Marco Travaglio Show Ridicolizza la Santanchè e il Pubblico RIDE

 

Travaglio. [applauso] >> Daniela Santanchè, lo sapete, è stata rinviata a giudizio per falso in bilancio di Visibigli editore perché secondo il GUP di Milano i bilanci del gruppo sono stati falsificati per 7 anni dal 2016 al 2023. i primi cinque sotto la sua gestione. Conti truccati, secondo il giudice, per evitare di fallire o di tirar fuori i soldi per ripianare il buco, nascondendo perdite enormi anche con falsi crediti per almeno 3 milioni di pubblicità inesistenti.

Il processo inizia il 20 marzo e la vedrà imputata insieme a 15 persone, tra cui il suo compagno Dimitri Kunz, l’ex fidanzato Canagio Mazzauro e la sorella Fiorella Garnero. Ma la Santan è imputata anche per truffa all’INPS, cioè allo Stato per aver usato in pandemia la cassa integrazione Covid per alcuni dipendenti che non sapevano di essere in cassa, infatti andavano regolarmente a lavorare e intanto lei incassava.

 erò quel processo rischia di andare a Roma e di finire, come quasi tutti i processi a Roma, no? Eh, il 29 gennaio la Cassazione deciderà sulla competenza e se Milano la perde i tempi si allungano e lei su questo punta. Ma non basta perché la Santanche è anche indagata per bancarotta fraudolenta per il crack della Ky Group che è una società del settore alimentare biologico che è finita in liquidazione giudiziale per un buco di oltre 8,6 milioni, perché la Santa Sì, è una pessima ministra ma è molto peggio come imprenditrice. Lei ha il pollice nero per gli affari, qualunque cosa tocchi finisce in malora. Quindi, quindi [applauso] la domanda è: deve dimettersi o no? Ecco, io lo chiederei a lei che di dimissioni è un’esperta di fama mondiale, ma di dimissioni altrui però, perché negli ultimi 13 anni ha chiesto di dimettersi praticamente a tutti gli avversari politici per qualsiasi motivo, anche il più miserabile. Breve riepilogo per gli smemorati, quindi soprattutto per la Sant’Anchè 2012 Gianfranco Fini, casa di Montecarlo, non è nemmeno indagato e lei ha già deciso. L’Espresso certifica la casa di Fini non è quella dei moderati, ma quella di Montecarlo. Mettersi no è uno. Teniamo il conto, eh, perché son tanti. 2013, terzi di Sant’Agata, ministro degli esteri del governo Monti, gestisce il caso dei due marò arrestati per avere sparato a due pescatori indiani. Oggi aspetto le dimissioni del ministro Terzi. Non sapeva che poi Terti sarebbe diventato senatore di Fratelli d’Italia, cioè del suo stesso partito in cui oggi militano entrambi. E due. 2013 Josefa l’escapionessa di Canoa, che era ministra del governo Letta non aveva pagato € 3000 di IMU su una palestra che aveva censito come abitazione. La Meloni disse: “Sono certa della buona fede della idem, ma le dimissioni sarebbero auspicabili. serve un atto di responsabilità. La politica deve dare l’esempio. Oggi ha detto che la Santanche non si deve dimettere perché non basta un rinvio a giudizio, ma la Iden non era almeno indagata. Vabbè, altri tempi. Che disse la Santch della Iden? Se fosse successo a una di noi del centrodestra saremmo già state cacciate. Ma quando mai? Letta farebbe bene a sostituirla. Si è dimostrata molto arrogante. L’arroganza non premia mai. Certamente non è una ladra, ma si è presentata come paladina della morale, dell’etica e della correttezza. E le cose che ha fatto, pur essendo per me un peccato veniale, sono del tutto incompatibili con l’immagine che aveva dato di campionessa integerma, quindi basta presentarsi come dei delinquenti e poi si può fare i delinquenti e rimanere i ministri, no? E intanto siamo a tre. 2014 inchiesta mondo di mezzo mafia capitale. Coinvolti politici di destra, di centro e di sinistra che aspettano i consiglieri comunali di Roma a dare le dimissioni. Dice la Santa Che i consiglieri comunali di Roma sono 48. Molti di loro non c’entravano niente, ma lei in blocco li voleva cacciare tutti. 48 + 3 siamo a quota 51 richieste di dimissione. 2017 La Boschi, governo Gentiloni. Conflitti di interessi di Banca e Truria, vi ricordate? Cosa aspetta Mariaena Boschi di mettersi? Che è giusto, no? Però poi la Santanche non si è accorta di avere anche lei un conflitto di interessi con il Tiga, essendo ministra del turismo e siamo a 52. 2019. Il sindaco di Milano Beppe Sala viene condannato in primo grado per falso in atto pubblico e poi in appello lo salverà la prescrizione. Per lui la Santanche fa un’eccezione dice “Non chiederò le dimissioni di Beppe Sala”. Garantisti lo sia sempre. La sinistra giustizialista invece dovrebbe chiedere le sue dimissioni per coerenza. Si vede che il falso in atto pubblico le piaciucchia parecchio, no? i condannati poi prescritti le piacciono tantissimo, quindi Sala deve restare. 2019 Lorenzo Fioramonti, ministro dell’istruzione del governo Conte 2, aveva fatto in passato dei commenti insultanti contro Berlusconi, Giuliano Ferrara eppure la Santanchè e lei implacabile. A me questi omuncoli non fanno né caldo né freddo, ma vi chiedo, può uno così continuare a fare il ministro? Io sono una risposta dimissioni. E siamo a 53. 2020 Manglio Di Stefano, sottosegretario agli esteri dei 5 Stelle, fa un tweet dove invece di scrivere libanesi scrive libsus e la Santa che è implacabile. Se sei sottosegretario degli esteri e confondi il Libano con la Libia e i libanesi coi libici, ti tocca dare le dimissioni per dichiarata inadeguatezza di Stefano fuori. Lei invece ha solo attribuito il film Il Gatto Pardo a un certo Lucchini. Forse perché essendo la editrice di Chuck, che è il giornale del cinema, non aveva mai sentito parlare questo sconosciuto regista Luchino Visconti. [applauso] 2020 e siamo a 54 eh con Di Stefano, ma non basta. 2020 Paola Pessina, vicepresidente del PD della Fondazione Cariplo, posta una foto della Meloni e commenta: “Giorgia Meloni sta diventando calva. L’eccesso di testosterone, oltre che cattivi, fa diventare brutti”. È una cazzata, no? Apriti cielo. La Santachella Azanna. Il PD si vanta di difendere le donne la parità di genere, ma insulta di continuo fin sul piano fisico che è imbarazzo le donne di destra. Giorgia Meloni è quotidianamente vittima di attacchi ributtanti. Fondazione Caribbero esiga le dimissioni dell’inqualificabile Pessina. Quella se ne va, ma alla santa anche non basta. La pessima pessina ha altre poltrone da cui dimettersi e siamo a 55. Negli stessi giorni un certo Carlo Borghetti, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, anche lui del PD, mette un mi piace al post della famigerata pessina. Apriti cielo, la Santanché. Capito? Quelli per i diritti delle donne. Dimissioni subito pure di sto Borghetti e siamo a 56. 2020 Giuseppe Conte era al governo, doveva dimettersi praticamente un giorno sì e l’altro pure per qualsiasi ragione. Anche il giorno in cui ha detto “Domani mi dimetto”. A lei non bastava. Giuseppe non ha rinviato la salita al colle domani mattina per concedersi un’altra notte di mercato delle vacche a caccia di volta Gab di responsabili, vero? Conte di missioni, Conte di Met e siamo a 57 2020-2022. Sono i 3 anni in cui Speranza è ministro della salute, prima del Conte 2, poi del governo Draghi. anche lui doveva dimettersi in continuazione per qualunque motivo, per la gestione della pandemia, per la proroga dello stato di emergenza e per una cosa ancora più grave, la chiusura degli impianti sciistici. Chiediamo le dimissioni di speranza da mesi. La una nazione non può sostenere oltre i suoi guai. Un esempio, in Svizzera piste di sci, nessun impatto sui contagi. Qui ha chiesto investimenti ai gestori e li ha chiusi a 48 ore dall’apertura. Come abbia fatto a chiudere degli impianti che non erano ancora aperti? Non si capisce. Evidentemente li ha chiusi al cubo. Nel 2022, [applauso] nel 2022 la Santanchet torna alla carica sempre con speranza, stavolta per le mascherine a scuola. Manco quelle si dovevano portare. Gravissimo quanto scoperto fuori dal coro. Il ministro della salute non è in possesso di documentazione scientifica che dimostri rapporto rischi benefici su uso mascherina a scuola. Il ministro si dimostra ancora una volta inadeguato e ne chiediamo le dimissioni e siamo a 58 20. Sempre i giudici di sorveglianza con la scusa del Covid scarcerano due boss mafiosi. La Santanché, come tutta la destra, finge di non sapere che i giudici di sorveglianza non prendono ordini dal ministro. Il ministro non può arrestare e nemmeno scarcerare nessuno, ma lei dà la colpa a Bonafede, ministro della giustizia del Conte 2. Spostare boss mafiosi fuori dalle carceri è un atto gravissimo che non può rimanere impunito. Vogliamo le dimissioni immediate del ministro Bonafede. Siamo a 59, ma non è finita. Tocca a Lucia Zolina, ministra 5 Stelle dell’istruzione, per i leggendari banchi a rotelle, che l’abbiamo spiegato, non l’ha inventati Lazolina, li hanno ordinati i dirigenti scolastici e glieli hanno mandati su ordinazione. La Santan però non bada a queste sottigliezze. Ecco che fine hanno fatto i famosi banchi a rotele della Zolina. 400.000 banchi comprati con i soldi di tutti rimasti inutilizzati. Vadano a casa incapaci di missioni e siamo a 60. Stesso anno, via pure il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, perché il governo gli aveva aumentato lo stipendio, come se fosse una scelta sua. Migliaia di famiglie sono sul lastrico ma Tridico, si raddoppia lo stipendio con effetto retroattivo. Vergogna, vergogna, vergogna. Rettifichi la porcata e dia le dimissioni. Prima di stasera gli dava anche il timing e siamo a 61. Scandalo Palamara. Quattro membri del CSM si dimettono, ma la Santanche vuole che se ne vadano anche gli altri che non c’entravano niente. In tutto sono 24, quindi Fratelli d’Italia chiedere dimissioni immediate di tutti i membri del CSM. Finalmente si metterà la parola fine a questo scandalo perché lei è garantista naturalmente. Quindi 61 + 24 siamo a 85 richieste di dimissione. 2021 Luciana Lamorgese ministra dell’interno del governo Draghi doveva dimettersi perché aveva addirittura permesso che si tenesse un RVE party che naturalmente non sapeva nemmeno che si era tenuto perché i Reay Party notoriamente si tengono in segreto. Dopo quello che è successo a Reay Party nel viterbese con una manifestazione illegale di quella portata durata 6 giorni, un ministro dell’interno dovrebbe interrogare la propria coscienza e rassegnare le dimissioni e siamo a 86. Stesso anno viene ucciso in Congo l’ambasciatore italiano Luca Attanasio. E di chi è la colpa per la Sant’anchè? Di di Maio. Il ministro Di Maio era colpevole. Perché ha negato il potenziamento della scorta ad Attanasio? La Farnesina dica la verità, se la notizia venisse confermata le dimissioni di Di Maio sarebbero d’obbligo e siamo a 87. 2021 Giuseppe Provenzano, vicesegretario del PD scrive su Twitter che Fratelli d’Italia è fuori dall’arco democratico e repubblicano. La Santachè fuoribonda è Provenzano essere fuori dall’arco costituzionale per le sue gravissime dichiarazioni. Non c’è nulla di più antidemocratico che eliminare il primo partito d’Italia. Adesso l’unica cosa che può fare è dimettersi. Ma va. Non dice da cosa, visto che Provenzano non era né ministro né sottosegretario, quindi non aveva da dimettersi da nulla. Ma siamo a 88 [applauso] e gran finale, gran finale sempre nel 2021 il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra critica un centro vaccinale nella sua città Cosenza. La Santanch è implacabile lo stende. Ogni secondo che passa senza che vengano annunciate le dimissioni di Nicola Morra è un insulto alla memoria di una donna straordinaria come Io Santelli che non si capisce che cosa c’entrasse alla politica e all’umanità addirittura. Morra dimettiti e chiudiamo con 89. Poi quando la destra è andata al governo, la Santanché ha smesso proprio sul più bello, no? Perché sarebbe toccato a lei. Perché il guaio che sui social nulla si cancella, tutto rimane, no? rimane tutto. È la migliore mozione di sfiducia contro la Sant’anchè, l’ha scritta proprio la Sant’Anchè con i nomi che abbiamo appena enumerato. Però io qualche dubbio sulle sue dimissioni ce l’ho, intanto perché sono terrorizzato da chi viene dopo, cioè conoscendo la classe dirigente del centr-destra, se la prima scelta della Meloni era la Santanché, figuriamoci chi potrebbe essere la seconda? Un lombrico, un una muffa, un calamaro, plank. 

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mercoledì 18 marzo 2026

SHOCK PETROLIO, UNO DEI PEGGIORI EVENTI PER LA DEMOCRAZIA’

 

STIGLITZ. Premio Nobel per l'economia
La guerra di Trump in medioriente la paghiamo noi (ditelo alla sua amica Giorgia Meloni)

(ANSA) – “Saranno i cittadini comuni a sostenere la maggior parte dei costi”, tra “aumento dei prezzi del petrolio” e dei beni importati. “Gli Usa avevano già una crisi del costo della vita, e ora è ancora più grave”. “Questo è uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia”.
Lo ha detto Stiglitz in un’intervista all’ANSA prima della partecipazione a Bruxelles al Simposio Fiscale Ue 2026. “Non solo Trump ha ridotto le sanzioni contro la Russia, ma il prezzo del petrolio russo è schizzato alle stelle”: “purtroppo la Russia è un grande vincitore”.
“Vediamo gli americani pagare il prezzo in termini di aumento dei prezzi del petrolio e di tutto ciò che importano, con effetti lungo tutta la catena di approvvigionamento” è stata la premessa.
“Gli Stati Uniti avevano già una crisi del costo della vita, e ora è ancora più grave”. “Finora l’Iran ha provocato forti aumenti nei prezzi di petrolio e gas, ma ci aspettiamo che, se la situazione continuerà, questi aumenti si estendano anche al cibo, all’alluminio e a molte altre materie prime”, ha segnalato.
In questa situazione “ci sono alcuni vincitori: le compagnie petrolifere stanno andando molto bene... e, purtroppo, la Russia è un grande vincitore”. “Non solo Trump ha ridotto le sanzioni contro la Russia, ma il prezzo del petrolio russo è schizzato alle stelle. Questo è uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia”.
“Nel momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina, invece di investire massicciamente nelle energie rinnovabili, l’Europa si è concentrata sulla costruzione di terminali di gas naturale liquefatto, rendendosi vulnerabile a un altro shock. Ho sempre scherzato dicendo che il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e sono più affidabili di Trump. Quindi l’Europa avrebbe dovuto investire di più nella creazione di energia rinnovabile”. Lo ha detto il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz intervenendo al Simposium fiscale Ue 2026 a Bruxelles
“Il mondo oggi affronta una crisi climatica, lo sappiamo tutti. Affronta anche una crisi delle disuguaglianze e una crisi della democrazia. C’è una vulnerabilità della democrazia, un arretramento democratico che molti di noi non si aspettavano nel corso della propria vita, e tutto questo è avvenuto molto rapidamente.
Sapete tutti abbastanza della crisi climatica. È una crisi di lunga durata”. Su questo “le tasse avrebbero fatto una grande differenza una carbon tax, non al livello basso che avete in Europa, non dovrei criticare perché negli Stati Uniti è pari a zero, ma a un prezzo del carbonio che rifletta il costo reale, superiore ai 100 euro per tonnellata”.
TRUMP È CIRCONDATO DA MILIARDARI SIMBOLO DI DERIVA OLIGARCHICA’
“C’è stato un aumento enorme delle disuguaglianze, in particolare ai vertici, e questo si collega all’erosione democratica: quando si concentrano potere di mercato e ricchezza nelle mani di pochi, si traduce inevitabilmente in un’erosione della democrazia”. “Nulla lo dimostra meglio dell’immagine del giorno dell’insediamento di Donald Trump, circondato da miliardari: anche l’America è diventata un’oligarchia, si spera temporaneamente”.
“Il denaro ha dettato le politiche economiche e ogni aspetto delle politiche pubbliche”. “Negli ultimi 25 anni oltre il 40% dell’aumento della ricchezza è andato all’1% più ricco, mentre il 50% più povero ha ricevuto solo l’1%”.
“L’1% più ricco ha visto la propria ricchezza crescere di 1,3 milioni di dollari, il 50% più povero di poco più di 500”.
Per questo “serve una fiscalità più progressiva” e “una qualche forma di tassa sui grandi patrimoni”, vedi la proposta danese dello 0,5% come “un passo nella giusta direzione”.

Gli elicotteri Usa sulle Madonie, Minardo: «Le autorità locali non andavano avvisate». - di Giacinto Pipitone 17 Marzo 2026

 

A chiarire cosa è avvenuto è stato il presidente della commissione Difesa del Senato: «Si tratta di attività del tutto ordinarie»

Mentre a Roma e Palermo si moltiplicano interrogazioni parlamentari perché il ministro Crosetto e la Meloni chiariscano i rischi per la Sicilia, da Sigonella è la stessa Us Navy statunitense a spiegare che quelli sulle Madonie sono stati «voli di addestramento di routine effettuati rispetto delle normative italiane».

Diffuse le prime foto, ieri il clima si è immediatamente surriscaldato. Il Pd si è mosso all’Ars con Valentina Chinnici: «È l'ennesimo atto unilaterale che rischia di trascinare la nostra Isola e l'Italia in uno scenario di tensione bellica senza che vi sia stata alcuna informazione o dibattito democratico». E al Senato i Dem hanno rilanciato con Alessandro Alfieri, Enza Rando e Antonio Nicita che hanno chiesto se il ministro della Difesa, la Prefettura e la Regione fossero stati preventivamente avvisati.

A chiedere chiarezza è stata anche la Cgil col segretario regionale Alfio Mannino e quello palermitano Mario Ridulfo. E pure i 5 Stelle col capogruppo all’Ars Antonio De Luca hanno attaccato: «Essere partner della Nato non vuol dire essere succubi degli americani, specialmente in questo periodo».

A chiarire cosa è avvenuto è stato Nino Minardo, presidente della commissione Difesa del Senato: «Si tratta di attività del tutto ordinarie. Gli elicotteri navali sono progettati e addestrati per operare anche su terreni non preparati, effettuando touchdown temporanei su pianori o aree aperte durante le esercitazioni operative. Le immagini diffuse mostrano operatori che scendono rapidamente dal portellone laterale: un quadro pienamente compatibile con normali attività addestrative di inserzione e recupero di team operativi». Ma soprattutto il senatore di Forza Italia rileva che «i voli militari, compresi quelli degli assetti alleati che operano da Sigonella, si svolgono nel pieno rispetto della sovranità nazionale. Avvengono nel quadro degli accordi internazionali e sotto il coordinamento delle autorità italiane competenti per la gestione dello spazio aereo, a partire dall’Aeronautica Militare. Allo stesso modo, queste attività rientrano nelle competenze dello Stato: le amministrazioni locali non sono normalmente destinatarie di comunicazioni preventive». Infine, Minardo invita a riflettere su un fatto: «Se davvero fossimo di fronte alla preparazione di operazioni militari sensibili, difficilmente verrebbero documentate in un post pubblico sui social della stessa U.S. Navy».

Ma l’allarme sul volo degli elicotteri ieri è arrivato anche da ambienti del centrodestra. Per il leghista Vincenzo Figuccia «è inopportuno che i sindaci dei territori interessati non siano stati preventivamente informati. In futuro vi sia un maggiore coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle comunità interessate».

https://gds.it/articoli/politica/2026/03/17/gli-elicotteri-usa-sulle-madonie-minardo-le-autorita-locali-non-andavano-avvisate-81d0c2d0-0232-47c7-a4d5-7228f174a137/


Sono profondamente turbata da questa notizia... non dobbiamo permettere che ciò accada! In quanto nostra leader, la Meloni è responsabile della nostra sicurezza e del nostro benessere; se dovesse accadere qualcosa di grave, dovrà risponderne.

cetta.

𝗕𝗢𝗡𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗘 𝗜𝗟 𝗚𝗥𝗘𝗘𝗡 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔.

 

𝐈𝐥 𝐟𝐚𝐧𝐚𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐩𝐨𝐯𝐞𝐫𝐭𝐚̀, 𝐝𝐞𝐯𝐚𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐭𝐮̀ 𝐚𝐭𝐥𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚.
🔻
L'ultima sortita del “verde” Angelo Bonelli, che bolla come «fuori dalla realtà» l'idea di tornare al gas russo, è il segnale definitivo di una politica che ha smarrito ogni contatto con la terra e con il popolo. Sotto una patina di retorica "green", si nasconde un progetto che non solo ci condanna alla perdita dell’industria, ma prepara una 𝘀𝗽𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗮𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 della Sardegna, della Sicilia e della Penisola italiana.
Un capolavoro di follia che rischia di produrre contemporaneamente deindustrializzazione, impoverimento sociale e desolazione ambientale.
Cioè, assistiamo al paradosso di un ambientalismo che, nel nome dell’ambiente, finisce per distruggere territorio, economia e pace.

𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝟲𝟬 𝗚𝗪: 𝗟𝗼 𝘀𝘃𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗯𝗲𝗶 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶.

Bonelli promette l’installazione di 60 GW di rinnovabili in appena tre anni. Si tratta di un annuncio privo di qualsiasi 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐦𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 o possibilità di mercato nel campo delle forniture. Ma c’è di peggio: un'operazione di tale portata, forzata in tempi così brevi, comporterebbe la trasformazione di gran parte del territorio nazionale in un 𝗶𝗺𝗺𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗰𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼. Come giustamente osservato, terre come la 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 e la 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮, insieme a gran parte della dorsale appenninica e persino le Alpi, verrebbero sacrificate sull'altare di un ecologismo astratto, subendo effetti irreversibili che nulla hanno a che fare con la tutela dell'ambiente.
È questo il "bell'ambientalismo" dei Verdi? Distruggere la bellezza identitaria di comunità umane millenarie per inseguire slogan irrealizzabili?

𝗜𝗹 𝗴𝗮𝘀 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲

Contrariamente alla propaganda di Bonelli che riprende il peggio delle stupidaggini russofobe che hanno accelerato il declino di un intero continente, il gas russo ha rappresentato per decenni un fattore di 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗹𝗮𝗻𝗲𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 e un'energia preziosa per una transizione ordinata. Rinunciarvi non è affatto una scelta ecologica, ma una sottomissione alle logiche della NATO che impone l'acquisto di gas americano a prezzi insostenibilmente superiori.
Senza il "ponte" del gas, la transizione non sarà un progresso, ma una 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝘀𝗵𝗼𝗰𝗸 che svuoterà le tasche dei cittadini e chiuderà le fabbriche, rendendo il mutamento
socialmente intollerabile.

𝗗𝗮𝗹𝗹'𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹 "𝗩𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗠𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲"

Bonelli, allineato ai 𝗩𝗲𝗿𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗵𝗶 – organici al blocco più bellicista e atlantista d'Europa – finge di ignorare l'impatto ambientale della guerra. Mentre propone di fatto di coprire di specchi e acciaio le nostre colline, tace colpevolmente sul "𝘃𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲": l'attività bellica è una delle più devastanti del pianeta per consumo di idrocarburi e distruzione ecosistemica.
Sostenere l'escalation e il riarmo, come fa la classe dirigente subalterna a Washington e ai maggiordomi di Bruxelles di cui Bonelli è parte integrante, significa essere i veri 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗰𝗼𝘀𝗳𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲.

𝗨𝗻 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗼𝘁𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝘂𝗱𝗱𝗶𝘁𝗶.

Chi rifiuta il pragmatismo energetico per consegnarsi ai predatori d'oltreoceano non si presenta come un patriota, ma come l’ennesimo esecutore di ordini altrui.
Quella di Bonelli non assomiglia a una politica ambientale. In tutta evidenza è 𝗮𝘁𝗹𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗺𝗼 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 travestito da ecologia. È una visione che vuole un'Italia servile, deindustrializzata e, infine, colpita al cuore nella sua bellezza paesaggistica.
Una "ucrainizzazione" della nostra società che dobbiamo respingere con forza per difendere la nostra sovranità e il nostro futuro.

Pino Cabras 

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CASTA CONTRO CARTA. Marco Travaglio FQ 18.03”26

 

Fanno tenerezza la Meloni e le sue quinte colonne che tentano di dimostrare la bontà della schiforma Nordio col decisivo argomento che c’è un sacco di politici, professori, (de)pensatori, (im)prenditori e ma(g)nager del centrosinistra che votano Sì.
Oh bella, sai che stupore: sono 35 anni, da quando fu beccata a rubare da Mani Pulite, che l’intera Casta padronale sogna di demolire la Carta per mettere la giustizia sotto la politica per continuare a farsi i suoi porci comodi impunita e indisturbata.

E anche questo voto, come tutti da vent’anni, non è fra destra e sinistra, ma fra Popolo e Casta. Negli anni 90 e 2000, mentre B. depenalizzava i suoi reati e mandava in prescrizione i suoi processi, il centrosinistra varava le peggiori “riforme” per incenerire anche i processi degli altri.
Come se la giustizia non l’avesse paralizzata abbastanza il Codice di Giuliano Vassalli, pessimo ministro della Giustizia per conto di Craxi (celebre fra l’altro per aver trascinato al Csm il giudice Carlo Alemi, che osava indagare su Dc&camorra nel sequestro Cirillo), che ora il Sì e il No si contendono manco fosse Giustiniano.

La boiata del nuovo articolo 111 della Costituzione (il famoso “giusto processo”) nacque nel 1998-’99 dall’inciucio bicamerale sul nuovo articolo 513 del Cpp che cestinava le prove di Tangentopoli: siccome fu raso al suolo dalla Consulta,
destra e sinistra lo trasformarono in norma costituzionale. E senza referendum, perché lo votarono tutti, tranne Rifondazione.

Infatti l’opposizione a B. la facevano i girotondi in piazza, non i partiti in Parlamento.
La sinistra di destra, che si fa chiamare “riformista” per mancanza di riforme, si sublimò poi nel veltronismo e nel renzismo: le ultime due versioni light del berlusconismo.
Con la solita compagnia di giro di intellettuali di corte, avvocati di partito e di clientela, sedicenti costituzionalisti giunti anche ai vertici della Consulta che trovano sempre qualche cavillo per giustificare le peggiori schiforme perché tengono famiglia e cattedra: gente che la Carta l’ha sempre odiata e coglie ogni occasione per demolirla.

Poi, per fare numero, c’è qualche vecchio avanzo di craxismo e spesso di galera. Questa è la famosa “sinistra del Sì” che impazza sui media come se avesse dietro le masse: invece ha dietro il deserto.

Ruderi di ceto politico senza popolo: un po’ a caccia di poltrone (“Ehi, Giorgia, io sono qua, sempre a disposizione!”), un po’ in cerca di vendette contro i magistrati che li hanno inquisiti, un po’ contro il Pd che finalmente li ha scaricati, ma soprattutto contro gli elettori che – meglio tardi che mai – hanno smesso di votarli.

Chi pensa che nobilitino il Sì porta solo acqua al No. Certi nomi e certe facce non sono un blasone, ma un’aggravante. 

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