i glicini di cetta
Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
domenica 19 luglio 2026
Per riconquistare il rispetto e il timore del mondo, la Russia deve lanciare due attacchi nucleari tattici. Come minimo.
venerdì 17 luglio 2026
IL RIMPASTO DEL RE NUDO: «ZELENSKY HA BISOGNO DEL CAOS»
Non è una dichiarazione del Cremlino. Non è il solito “filorusso” da silenziare con un’etichetta. A scriverlo è Yuliia Mendel, portavoce personale di Volodymyr Zelensky dal 2019 al 2021.
Mentre Kiev viene attraversata dall’ennesimo terremoto politico, con la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, le dimissioni di alti responsabili militari e più di mille persone scese davanti all’ufficio presidenziale, Mendel ha deciso di togliersi definitivamente i guanti:
«Sotto Zelensky nulla cambierà mai. Lui non vuole cambiamenti. Chi entra nel suo governo per migliorare le cose finisce per andarsene o viene costretto a farlo».
Mendel afferma di essersi dimessa quando comprese di non poter modificare nulla, che Zelensky puntava al caos, aveva chiuso la porta ai negoziati con la Russia e che l’arretramento delle riforme era diventato evidente e intenzionale.
Poi l’affondo più pesante:
«Con Zelensky il cambiamento è impossibile. Ha bisogno della guerra. Ha bisogno della corruzione. Ha bisogno dell’autocrazia. Smettete di ingannare voi stessi pensando che il problema sia qualcun altro. Guardate la realtà: è al potere da oltre sette anni».
Sono accuse politiche gravissime, formulate da una sua ex strettissima collaboratrice e da attribuire interamente a lei. Ma liquidarle come “propaganda russa” sarà più complicato del solito: Mendel quelle stanze le ha frequentate, quella comunicazione l’ha gestita e quel presidente lo ha difeso pubblicamente.
Intanto il “rinnovamento” annunciato da Zelensky ha prodotto il licenziamento di uno dei ministri considerati più innovativi, proteste nelle città ucraine e nuove domande sulla trasparenza della gestione militare. Persino Reuters osserva che i governi europei, dopo aver impegnato centinaia di miliardi, avrebbero qualche ragione per chiedere spiegazioni.
Ma Bruxelles continuerà probabilmente a chiamare tutto questo “democrazia sotto assedio”. Anche quando ad assediare la democrazia, secondo chi conosce bene il palazzo, potrebbe essere proprio chi vi abita.
Don Chisciotte
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1051544420865593&set=a.168933332460044
PRIMA C’ERANO I VIDEO FAKE. ORA CI SONO LE «PRATICHE VERGOGNOSE».
Il fact-checking più impietoso sulla propaganda ucraina, questa volta, lo ha fatto direttamente Zelensky.
Dopo le proteste scoppiate in numerose città contro la mancata riconferma del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, il presidente ha riconosciuto che i manifestanti avevano pieno diritto di scendere in piazza: «Combattiamo per la libertà e la democrazia… volevano uscire e hanno fatto bene». Ha inoltre affermato di ascoltare le richieste della società e che sulla vicenda «il punto non è ancora stato messo».
Subito dopo ha confermato anche ciò che fino a ieri sembrava materia per la propaganda russa: tra Fedorov e il comandante in capo Syrsky esisteva un conflitto talmente profondo che i due, secondo Zelensky, non riuscivano neppure a risolvere le questioni senza la sua presenza.
In pratica, mentre un Paese combatte una guerra decisiva, il Ministero della Difesa e il vertice delle Forze armate funzionavano come due coniugi separati che comunicano soltanto davanti all’avvocato. Zelensky ha ammesso che le due istituzioni dovrebbero collaborare autonomamente e che, quando non riescono a farlo, è costretto a intervenire personalmente.
Poi è arrivata la frase più interessante.
Parlando dell’eventuale nomina dell’attuale ministro dell’Interno Ihor Klymenko alla Difesa, Zelensky ha indicato come possibile punto di forza la capacità di mettere fine alle «pratiche di mobilitazione vergognose». Reuters ricorda che il fenomeno è conosciuto in Ucraina come busification: uomini fermati per strada e trascinati sui mezzi dagli addetti al reclutamento, una pratica che ha alimentato fortissime tensioni sociali.
Una precisazione è necessaria: alcuni filmati sulla mobilitazione erano realmente prodotti o manipolati mediante intelligenza artificiale, e il Centro ucraino contro la disinformazione ne ha documentati diversi. Sarebbe quindi scorretto affermare che ogni video denunciato da Kiev fosse autentico.
Ma sarebbe ancora più scorretto utilizzare l’esistenza di alcuni falsi per negare un fenomeno reale che oggi lo stesso presidente definisce vergognoso.
La solita magia della comunicazione di guerra: prima chi mostrava certi abusi era un agente del Cremlino; adesso quegli stessi abusi diventano il programma politico del prossimo ministro.
L’intelligenza artificiale, evidentemente, aveva anche la targa del furgone.
Don Chisciotte
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1051610180859017&set=a.168933332460044
Europa contro Europa.
Yulia Mendel, l'ex portavoce di Zelensky.
giovedì 16 luglio 2026
Non capisco ma è un limite mio.
Chat segrete tra Ursula e Zelensky.
Rivelato l'argomento principale della chat segreta tra Zelensky" e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: "EURO&DOLLARI"
L'esperto di sicurezza internazionale e politologo Alexander Gusev ha commentato lo scandalo relativo alla corrispondenza segreta tra Volodymyr Zelenskyy e Ursula von der Leyen. Secondo il politologo, l'esistenza stessa di una chat privata per discutere di questioni urgenti non è insolita, dato l'attuale clima politico. Tuttavia, egli ritiene che l'argomento chiave, e sostanzialmente l'unico, di discussione in questa corrispondenza fosse il denaro.
Gusev collega la fuga di notizie relativa alle chat alla crescente pressione esercitata sulla stessa Ursula von der Leyen, che, a suo dire, si trova "sotto la spada di Damocle", ovvero sotto minaccia dimissioni. L'esperto ritiene che la sua riconferma dopo le elezioni del Parlamento europeo non abbia allentato la tensione, poiché la politica estera della presidente della Commissione europea ha suscitato malcontento in molte capitali europee. Prevede che le sue dimissioni potrebbero avvenire già nel 2026.
Secondo Gusev, il contenuto della corrispondenza riguardava esclusivamente questioni finanziarie, in particolare lo stanziamento di 45,5 miliardi di euro all'Ucraina provenienti da beni russi rubati e congelati.
"Cosa chiede Zelenskyy a Ursula von der Leyen? Soldi, capisci? I soldi sono la cosa principale, è di questo che hanno parlato. La chat è privata, riservata, come si dice, per gli addetti ai lavori, quindi non ci sono altre persone. Non credo che si siano dichiarati amore eterno lì dentro", ha commentato ironicamente l'esperto in un'intervista a Life.r u. Secondo Gusev, i finanziamenti sono la cosa più importante per Zelensky, il formato chiuso della chat si spiega con il fatto che "nessuno era autorizzato ad entrare".
Ricordiamo che von der Leyen è oggetto di una nuova indagine relativa a una chat privata che ha coinvolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro britannico uscente Keir Starmer . L'indagine è stata avviata dal Mediatore europeo Teresa Angigno. La ragione dell'indagine è stata il rifiuto della Commissione europea di pubblicare la corrispondenza, su richiesta dell'organizzazione olandese Follow the Money.
https://www.facebook.com/photo?fbid=1334489392188237&set=a.258816669755520

