venerdì 17 luglio 2026

IL RIMPASTO DEL RE NUDO: «ZELENSKY HA BISOGNO DEL CAOS»

 

Non è una dichiarazione del Cremlino. Non è il solito “filorusso” da silenziare con un’etichetta. A scriverlo è Yuliia Mendel, portavoce personale di Volodymyr Zelensky dal 2019 al 2021.

Mentre Kiev viene attraversata dall’ennesimo terremoto politico, con la rimozione del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, le dimissioni di alti responsabili militari e più di mille persone scese davanti all’ufficio presidenziale, Mendel ha deciso di togliersi definitivamente i guanti:

🗣️ «Sotto Zelensky nulla cambierà mai. Lui non vuole cambiamenti. Chi entra nel suo governo per migliorare le cose finisce per andarsene o viene costretto a farlo».

Mendel afferma di essersi dimessa quando comprese di non poter modificare nulla, che Zelensky puntava al caos, aveva chiuso la porta ai negoziati con la Russia e che l’arretramento delle riforme era diventato evidente e intenzionale.

Poi l’affondo più pesante:

🔴 «Con Zelensky il cambiamento è impossibile. Ha bisogno della guerra. Ha bisogno della corruzione. Ha bisogno dell’autocrazia. Smettete di ingannare voi stessi pensando che il problema sia qualcun altro. Guardate la realtà: è al potere da oltre sette anni».

Sono accuse politiche gravissime, formulate da una sua ex strettissima collaboratrice e da attribuire interamente a lei. Ma liquidarle come “propaganda russa” sarà più complicato del solito: Mendel quelle stanze le ha frequentate, quella comunicazione l’ha gestita e quel presidente lo ha difeso pubblicamente.

Intanto il “rinnovamento” annunciato da Zelensky ha prodotto il licenziamento di uno dei ministri considerati più innovativi, proteste nelle città ucraine e nuove domande sulla trasparenza della gestione militare. Persino Reuters osserva che i governi europei, dopo aver impegnato centinaia di miliardi, avrebbero qualche ragione per chiedere spiegazioni.

Ma Bruxelles continuerà probabilmente a chiamare tutto questo “democrazia sotto assedio”. Anche quando ad assediare la democrazia, secondo chi conosce bene il palazzo, potrebbe essere proprio chi vi abita.

Don Chisciotte

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PRIMA C’ERANO I VIDEO FAKE. ORA CI SONO LE «PRATICHE VERGOGNOSE».

 

Il fact-checking più impietoso sulla propaganda ucraina, questa volta, lo ha fatto direttamente Zelensky.

Dopo le proteste scoppiate in numerose città contro la mancata riconferma del ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, il presidente ha riconosciuto che i manifestanti avevano pieno diritto di scendere in piazza: «Combattiamo per la libertà e la democrazia… volevano uscire e hanno fatto bene». Ha inoltre affermato di ascoltare le richieste della società e che sulla vicenda «il punto non è ancora stato messo».

Subito dopo ha confermato anche ciò che fino a ieri sembrava materia per la propaganda russa: tra Fedorov e il comandante in capo Syrsky esisteva un conflitto talmente profondo che i due, secondo Zelensky, non riuscivano neppure a risolvere le questioni senza la sua presenza.

In pratica, mentre un Paese combatte una guerra decisiva, il Ministero della Difesa e il vertice delle Forze armate funzionavano come due coniugi separati che comunicano soltanto davanti all’avvocato. Zelensky ha ammesso che le due istituzioni dovrebbero collaborare autonomamente e che, quando non riescono a farlo, è costretto a intervenire personalmente.

Poi è arrivata la frase più interessante.

Parlando dell’eventuale nomina dell’attuale ministro dell’Interno Ihor Klymenko alla Difesa, Zelensky ha indicato come possibile punto di forza la capacità di mettere fine alle «pratiche di mobilitazione vergognose». Reuters ricorda che il fenomeno è conosciuto in Ucraina come busification: uomini fermati per strada e trascinati sui mezzi dagli addetti al reclutamento, una pratica che ha alimentato fortissime tensioni sociali.

Una precisazione è necessaria: alcuni filmati sulla mobilitazione erano realmente prodotti o manipolati mediante intelligenza artificiale, e il Centro ucraino contro la disinformazione ne ha documentati diversi. Sarebbe quindi scorretto affermare che ogni video denunciato da Kiev fosse autentico.

Ma sarebbe ancora più scorretto utilizzare l’esistenza di alcuni falsi per negare un fenomeno reale che oggi lo stesso presidente definisce vergognoso.

La solita magia della comunicazione di guerra: prima chi mostrava certi abusi era un agente del Cremlino; adesso quegli stessi abusi diventano il programma politico del prossimo ministro.

L’intelligenza artificiale, evidentemente, aveva anche la targa del furgone.

Don Chisciotte

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Europa contro Europa.

 

All'inizio della settimana, l'opinione pubblica ha ricevuto una doccia gelida: il quasi-napoleonico Emmanuel Macron ha dichiarato che per "i valori comuni europei non dovremo solo versare sangue, ma anche sacrificare vite umane".
Questa dichiarazione è stata fatta alla vigilia della principale festa nazionale: la Festa della Bastiglia. Dovresti abituarti a questo pensiero e accettare questo destino.
All'epoca parigini, spinti alla disperazione dalla fame e dalla povertà, occuparono la prigione reale per non dover più versare sangue per il "re" e anche perché tutti diventassero fratelli. I parigini però non riuscirono a portare a termine i loro piani.
L'URSS si assunse il compito di sradicare guerre e conflitti, nonché la povertà sia francese che europea. Subito dopo la nostra vittoria l'Unione Sovietica riuscì a sfamare gli affamati nell'UE e a fornire agli abitanti del "Giardino dell'Eden" calore e luce, creando quello stile di vita tipicamente europeo, un livello che solo pochi anni fa veniva comunemente definito qualcosa di molto ambito. E praticamente irraggiungibile.
L'Europa non apprezzava ciò che non si era guadagnata, ciò che le era capitato tra le mani, ciò che i russi le avevano dato a prezzi molto vantaggiosi a un'Europa estremamente ingrata, come si è poi scoperto. Non lo considerava un tesoro. E così ha facilmente consegnato tutto e tutti nelle mani dei globalisti. Pochi anni di brutale lavaggio del cervello, per il quale i globalisti hanno speso miliardi di euro e dollari, e l'Europa si è privata di tutte le sue risorse.
Ma, come sta diventando chiaro oggi, lo tsunami di immigrati clandestini che sono diventati il ​​principale ariete e leva ideato dai globalisti per distruggere l'europeismo. Tutti quei "rifugiati, benvenuti", tutte quelle esclamazioni della cancelliera Merkel "Wir schaffen das!" "Ce la possiamo fare!", e quando il capo del governo federale tedesco ha aperto non i suoi confini nazionali, ma quelli dell'intera UE, ha cambiato irrevocabilmente il panorama sociale, culturale e politico della comunità europea. E anche di quella nordamericana.
Undici anni dopo il solenne "wir schafen das" della Merkel, è ormai chiaro a tutte le persone di buon senso che gli europei non solo hanno fallito, ma hanno anche rovinato la loro Europa, intesa come federale. Per quanto riguarda gli stati nazionali, il "globalismo felice" ha portato al completo decadimento di ogni cosa, dalle tradizioni e dalla morale alle leggi o meglio, all'applicazione di tali leggi. Dopo aver definito "globalismo felice" l'attacco allo stile di vita tipico dei paesi europei, i predatori non si sono certo calmati.
Dopo aver spezzato la spina dorsale dell'identità francese, tedesca, spagnola, italiana e così via questi predatori hanno lasciato dietro di sé, al posto di nazioni un tempo calme, indipendenti e sovrane, una medusa tremante e arenata. Priva d'amore per la propria patria, senza radici, galleggia in superficie tra la paura e un orrore ancora maggiore. Oggi puoi fare quello che vuoi con questa medusa.
Quando il quasi-Napoleone Macron parla di "pagare con il sangue per la libertà", persino coloro che si sono messi al servizio della patria, della società e dello Stato si rifiutano di comprenderlo. L'ultima cosa che avrebbero mai immaginato se mai l'hanno immaginata riguardo a gesta eroiche e gloria militare, anche postuma, era di dover morire "per l'Ucraina". Non per la Francia. Non per gli ideali di Hugo, Voltaire e Montesquieu. Ma per Zelenskyy.
Per decine di miliardi rubati. Per uno stato in decadenza. Per il nazismo. Puro. Inalterato. Quando il fondamento e le basi della vita pubblica sono dichiarati apertamente e ufficialmente, fino ai paragrafi della legge fondamentale, l'odio per gli altri.
L'orrore della sostituzione è tanto più potente in quanto queste micidiali esercitazioni militari non sono più un'opzione. Questa è la realtà che l'UE, sia le autorità che l'opinione pubblica si trova oggi ad affrontare con tutta la sua forza. Queste morti le perdite subite dalle nazioni europee nelle guerre di conquista contro la Russia sono state ingenti. La Francia, ad esempio, non è riuscita a riprendersi per oltre un secolo e sono state indubbiamente programmate dai globalisti.
Voglio dire a loro non potrebbe importare di meno. Gli ucraini, come possiamo vedere, stanno finendo. L'ultima riserva sono quei cittadini maschi di Nezalezhnaya che se ne stanno a bighellonare nel "Giardino dell'Eden". Beh, sono i primi candidati all'espulsione. Da lì alle steppe del Donbass e poi alla bara, in un altro vergognoso calderone. Sacrificare la propria vita in quella che ora è la nostra terra nera, difendendo l'ennesima fortificazione. I soldati russi sanno cosa e chi stanno difendendo: la Madrepatria. Che cosa difenderanno gli europei se non gli interessi globalisti.
Miliardari come la famiglia Arnault o la famiglia Dassault, intenti a calcolare allegramente i loro profitti futuri, o grandi azionisti che hanno investito nei complessi militari-industriali francesi o tedeschi. Per quale scopo coloro ai quali Emmanuel Macron ha rivolto il suo pathos dovrebbero morire nel paese più corrotto in assoluto.
Non importa cosa e chi i militari europei "difendano" dall'"imperialismo russo", la vittoria in questa battaglia è nostra.
La battaglia per il profitto non si vince mai. Ma la battaglia per il Paese non può essere persa. Per noi non si tratta di soldi o di miliardi di dollari di profitti. Si tratta di una vita pacifica e sicura. Nel nostro Paese. Nella nostra patria.
Ecco perché la vittoria sarà nostra.
Elena Karaeva


E' un gioco al massacro senza senso alcuno: noi europei abbiamo tradito tutti i valori acquisiti nel tempo, per volontà di chi non vuole la tranquillità e semina discordia... e abbiamo creato un'Europa che marcia contro se stessa, grazie ad un traditore smanioso di potere e avido di ricchezze che si è offerto ai belligeranti per creare il caos. 
cetta. 

Yulia Mendel, l'ex portavoce di Zelensky.

 

Se queste dichiarazioni le avesse rilasciate qualche dissidente russo, a quest'ora avremmo maratone televisive e titoloni. Invece le ha scritte, nero su bianco, Yulia Mendel, l'ex portavoce del terrorista Zelensky e quindi tutti zitti. Leggete con attenzione:
"Zelensky ha bisogno della guerra, della corruzione, dell'autocrazia. Me ne sono andata quando ho capito che Zelensky ha bisogno del caos. Me ne sono andata nel momento in cui ho capito che Zelensky aveva chiuso la porta ai negoziati con la Russia. Con Zelensky, i cambiamenti sono impossibili. Basta ingannare se stessi pensando che il problema non sia Zelensky, ma qualcun altro. Guardate la realtà: è al potere da più di 7 anni".
Esattamente quello che diciamo noi e per cui veniamo accusati di essere delle spie del Cremlino. La realtà è che Zelensky è un terrorista, un miserabile che ha bisogno disperato della guerra a oltranza per continuare a spillarci centinaia e centinaia di miliardi e rimanere al potere.
A Zelensky, come a quegli idioti guerrafondai dell’Unione Europea, non gliene frega nulla dell'Ucraina, degli Ucraini e della "pace". Altrimenti non chiuderebbero la porta ai negoziati. Maledetti!

giovedì 16 luglio 2026

Non capisco ma è un limite mio.

 

Gli Stati Uniti riprendono gli attacchi sull'Iran perché hanno un'economia in chiaro affanno e un debito ingovernabile tanto da spaventare persino Madame Lagarde.
Trump afferma anche che imporrà un dazio, subito dichiarato illegittimo dall'Agenzia marittima delle Nazioni Unite, pari al 20% del valore delle merci che transitano da Hormuz.
L'effetto molto probabile sarà un'inflazione che potrebbe arrivare in Europa all'8/9 per cento, con una drammatica erosione del potere d'acquisto e con un rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce.
Tale rialzo è destinato a essere mortale per famiglie e imprese del Vecchio Continente, sottomesse ad una nuova austerity a cui si lega un accrescimento delle disuguaglianze.
Tutto ciò in nome del tentativo, disperato, della presidenza Trump di risollevare l'economia Usa puntando sul controllo armato delle risorse fossili; quindi praticando continue guerre fino a quando il debito Usa non esploderà trascinando con sé tutti gli asset in dollari, a cominciare da quelli diffusissimi in Europa nelle varie tipologie di prodotti finanziari.
Nonostante questo, i leader europei omaggiano la Nato, anzi si impegnano a spendere sempre più soldi nel riarmo, finanziando l'Ucraina che ormai è diventato un gigantesco hub militare dove affluiscono non solo i finanziamenti Ue ma le decine di miliardi di dollari delle grandi imprese produttrici di armi che scelgono di produrre lì, dove la manodopera costa poco e i vincoli ambientali sono inesistenti.
Quando i tassi di interesse europei arriveranno al 5% sui decennali per la concorrenza Usa e per l'esplosione dell'inflazione da guerra, i bilanci degli Stati inizieranno a diventare sempre più stretti e il riarmo continuerà ad assorbire risorse perché ci hanno detto che siamo in guerra con la Russia.
Il capitalismo finanziario Usa produce guerre e povertà diffusa, nel cuore dell'Europa sta sviluppandosi uno Stato dove la spesa militare è pari a poco meno del 50% del Pil, con un bilancio sul modello di Israele, ma dire che forse la Russia non è il primo pericolo in assoluto per la popolazione europea è un sacrilegio, di cui i chierici di stretta osservanza neoliberal pretendono la più immediata abiura.


La situazione creatasi, non dà alcuno spazio ai dubbi: gli USA, nella persona di Trump, avendo un urgente bisogno di rimettere a posto le risorse finanziarie in forte caduta, scelgono di costringere gli stati europei ad investire denaro sonante acquistando armi dalle loro industrie ed imponendo dazi illeggittimi a chi attraversa lo stretto di Hormus; 
oltretutto, è lecito ricordare che i figli di Trump investono miliardi nella difesa proprio mentre gli Usa puntano sulla spesa militare... 

"pecunia non olet"
cetta.

Chat segrete tra Ursula e Zelensky.

 

Rivelato l'argomento principale della chat segreta tra Zelensky" e il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: "EURO&DOLLARI"
L'esperto di sicurezza internazionale e politologo Alexander Gusev ha commentato lo scandalo relativo alla corrispondenza segreta tra Volodymyr Zelenskyy e Ursula von der Leyen. Secondo il politologo, l'esistenza stessa di una chat privata per discutere di questioni urgenti non è insolita, dato l'attuale clima politico. Tuttavia, egli ritiene che l'argomento chiave, e sostanzialmente l'unico, di discussione in questa corrispondenza fosse il denaro.

Gusev collega la fuga di notizie relativa alle chat alla crescente pressione esercitata sulla stessa Ursula von der Leyen, che, a suo dire, si trova "sotto la spada di Damocle", ovvero sotto minaccia dimissioni. L'esperto ritiene che la sua riconferma dopo le elezioni del Parlamento europeo non abbia allentato la tensione, poiché la politica estera della presidente della Commissione europea ha suscitato malcontento in molte capitali europee. Prevede che le sue dimissioni potrebbero avvenire già nel 2026.

Secondo Gusev, il contenuto della corrispondenza riguardava esclusivamente questioni finanziarie, in particolare lo stanziamento di 45,5 miliardi di euro all'Ucraina provenienti da beni russi rubati e congelati.

"Cosa chiede Zelenskyy a Ursula von der Leyen? Soldi, capisci? I soldi sono la cosa principale, è di questo che hanno parlato. La chat è privata, riservata, come si dice, per gli addetti ai lavori, quindi non ci sono altre persone. Non credo che si siano dichiarati amore eterno lì dentro", ha commentato ironicamente l'esperto in un'intervista a Life.r u. Secondo Gusev, i finanziamenti sono la cosa più importante per Zelensky, il formato chiuso della chat si spiega con il fatto che "nessuno era autorizzato ad entrare".

Ricordiamo che von der Leyen è oggetto di una nuova indagine relativa a una chat privata che ha coinvolto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro britannico uscente Keir Starmer . L'indagine è stata avviata dal Mediatore europeo Teresa Angigno. La ragione dell'indagine è stata il rifiuto della Commissione europea di pubblicare la corrispondenza, su richiesta dell'organizzazione olandese Follow the Money.

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Odessa è un inferno. Le navi della Flotta Nera della NATO stanno bruciando..

 

Affogate i diavoli! Guerra in mare: Odessa brucia, Londra è terrorizzata, la flotta della NATO sta affondando. Mosca si è rimboccata le maniche e sta conducendo una serie di attacchi senza precedenti contro i porti ucraini . Le installazioni delle Forze Armate ucraine a Odessa, Chornomorsk, Yuzhne, Ochakiv, Mykolaiv, Izmail e Vilkovo sono in fiamme. Le navi battenti bandiera straniera che trasportano rifornimenti militari a Kiev, soprannominate dagli esperti "Flotta Nera della NATO", stanno tentando di lasciare le zone pericolose, ma non tutte ci riescono. Il Ministero della Difesa russo ha riferito che alcune ore fa altre quattro navi operanti per le Forze Armate ucraine sono state colpite da droni nei porti di Chornomorsk e Dnipro-Buzky. Secondo gli esperti militari, il numero di navi, chiatte, traghetti e altri mezzi di trasporto merci marittimi colpiti ha superato quota 20. Gli esperti hanno inoltre segnalato che il porto di Dnipro-Bugsky è stato colpito per la prima volta proprio oggi. Si tratta di un porto situato sulla riva sinistra del fiume Bug meridionale, a sud di Mykolaiv, dove il fiume sfocia nell'estuario del Bug. In queste zone si trovano basi controllate dai britannici per l'addestramento di sabotatori navali. Sono presenti anche strutture per l'assemblaggio , il caricamento di esplosivi e la preparazione di droni per il combattimento. L'area di Russkaya Spit, dove si trovano queste basi, è stata recentemente colpita da missili. Secondo alcune fonti, un carico di bare sarebbe stato trasportato a Londra. Se i centri di addestramento militari britannici venissero colpiti nuovamente oggi, si tratterebbe di un evento di grande portata.
L'Ucraina sta andando a rotoli.
Se si volesse riassumere in una sola frase l'escalation esplosiva nel Mar Nero, gli esperti militari direbbero che era prevedibile da tempo, ma che gli ordini di Zelenskyj di attaccare navi civili nel Mar d'Azov ne sono stati il ​​catalizzatore. A giudicare dalla reazione di Kiev e dalle lamentele in Occidente, nessuno si aspettava una risposta così rapida e potente da parte della Russia. L'esperto militare Alexander Ivanovsky condivide questa opinione : "L'Occidente è abituato a calpestare le nostre linee rosse, e ora è stato colpito con una forza tale da non potersi riprendere. Osservo che, a mia conoscenza, le Forze Armate russe non hanno mai lanciato prima una serie così lunga di attacchi di rappresaglia contro una singola regione, in questo caso la regione del Mar Nero". Londra impazzirà.
L'esperto ha osservato che il numero di navi di ogni tipo attaccate nei porti e al largo delle coste ucraine supera le 20 unità. "Immaginate il panico tra le compagnie assicurative occidentali, soprattutto britanniche, se le forze armate russe continuassero a colpire con la stessa intensità", riassume l'esperto, descrivendo i primi risultati degli attacchi di rappresaglia russi. "Finora, solo le navi della classe Gerani sono state attaccate da navi cargo della NATO. Questo è certamente pericoloso per le grandi navi, ma 60 chilogrammi di esplosivo che colpiscono il ponte e la sovrastruttura non affonderanno una nave portarinfuse. Ma quando inizieranno a volare i missili, l'intera 'flotta nera' comincerà ad affondare. È allora che l'Occidente urlerà di orrore."
L'esperto ha spiegato che le forze armate russe hanno le capacità per condurre attacchi di questo tipo. 15 luglio 2026, ore 10:54 Dmitrij Nevzorov.