i glicini di cetta
Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
sabato 14 febbraio 2026
ZELENSKY, PIÙ MORTO CHE NATO .
Il re è nudo. - Marco Travaglio
Scandalo, orrore, vituperio! 𝐆𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢 ha detto al Giornale di Calabria che al referendum su magistratura e politica “𝐯𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐍𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚” e “𝐯𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐒𝐢̀ 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢, 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐮𝐭𝐚𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐨𝐧𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞”. Parole inappuntabili, a cui avrebbe potuto aggiungere un’ovvietà: voteranno Sì anche persone perbene disinformate dalla propaganda del Sì, che non hanno capito di fare il gioco di indagati, imputati, massoneria deviata eccetera.
La reazione del governo e addirittura dei presidenti di Camera e Senato è stata la stessa che investe i personaggi autorevoli quando dicono che 𝐢𝐥 𝐫𝐞 è 𝐧𝐮𝐝𝐨. Nel 2013 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚𝐭𝐨, assessore alla Cultura della Sicilia, disse al Parlamento europeo che in quello italiano c’erano personaggi “che farebbero qualunque cosa… Queste troie che si trovano in giro nel Parlamento dovrebbero aprire un casino pubblico…”. Ovviamente parlava dei voltagabbana che si vendono al migliore offerente, tradiscono i loro elettori e rinnegano tutte le promesse elettorali. Ma le alte cariche dello Stato finsero di non capire, inscenarono la solita 𝐟𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐚𝐫𝐭𝐮𝐟𝐨 e insorsero come un sol uomo, dalla Boldrini a Grasso e anche il Quirinale (allora occupato da Napolitano) si fece sentire sotto traccia, finché il presidente Crocetta licenziò Battiato.
Ora la scena si ripete con Gratteri. E il bello è che a insorgere sono quelli del 𝐒𝐢̀ che copiano il piano di 𝐆𝐞𝐥𝐥𝐢 (capo della loggia deviata P2), dedicano la 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 a 𝐂𝐫𝐚𝐱𝐢 (pluri-pregiudicato) e 𝐁. (pregiudicato e membro della P2) e si fregiano del sostegno di pregiudicati come 𝐃𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐭𝐫𝐢, 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐭𝐢, 𝐂𝐮𝐟𝐟𝐚𝐫𝐨, 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐠𝐨𝐧𝐢, 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐮𝐥𝐢, patteggiatori come 𝐓𝐨𝐭𝐢 𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐦𝐚𝐫𝐚, piduisti come 𝐂𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐭𝐭𝐨, imputati come 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞̀, condannati in primo grado come 𝐃𝐞𝐥𝐦𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨, indagati autoassolti come 𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨, 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞𝐝𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐭𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨.
𝐒𝐚𝐥𝐯𝐢𝐧𝐢 annuncia che denuncerà Gratteri, dimenticandosi di avere anche lui una condanna per razzismo (per il famoso coro “Senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani. O colerosi, terremotati, con il sapone non vi siete mai lavati”). Strepitoso 𝐎𝐜𝐜𝐡𝐢𝐮𝐭𝐨 che, in quanto indagato (per corruzione) e fautore del Sì, intima a Gratteri di non ripetere mai più che gli indagati votano Sì.
𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 invece vuole estendere l’altra schiforma piduista, quella sugli esami psicoattitudinali per i neomagistrati, alle toghe a fine carriera (esigenza peraltro già dimostrata dalla sua, di carriera), facendo intendere che Gratteri sia matto. E, sia chiaro, probabilmente lo è: 𝐬𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 𝐟𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐳𝐳𝐨.
𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐓𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 – 𝐈𝐥 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐐𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝟏𝟒 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
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venerdì 13 febbraio 2026
LA FINE DELLA “GUERRA” CONTRO IL CANCRO?
Per un secolo, l’oncologia è stata definita da una terminologia militare: “Combattere”, “Uccidere”, “Distruggere”. La chemioterapia è essenzialmente una campagna di bombardamento: avvelenare il corpo per uccidere il nemico prima che uccida l’ospite. Ma il 3 febbraio 2026, un team di scienziati della Corea del Sud (KAIST) ha proposto un approccio radicalmente diverso: la riabilitazione.
E se il cancro non fosse un invasore straniero, ma un file corrotto? E se potessimo semplicemente eseguire un “Ripristino del Sistema” per riportare la cellula al suo stato originale?
Il progresso dei gemelli digitali.
Il team di ricerca, guidato da esperti di biologia dei sistemi, non ha iniziato con una piastra di Petri. Ha iniziato con un supercomputer. Hanno creato “Gemelli Digitali”: simulazioni virtuali perfette delle reti regolatrici dei geni all’interno delle cellule del cancro al colon. Eseguendo milioni di simulazioni, hanno posto una domanda semplice: “Esiste un interruttore maestro che possa invertire lo stato canceroso?”
La tripla chiave (MYB, HDAC2, FOXA2)
La simulazione ha identificato una combinazione nascosta. Non si trattava di un singolo gene, ma di una triade specifica di regolatori principali:
• MYB: un fattore di trascrizione spesso iperattivo nel cancro.
• HDAC2: un enzima che modifica quanto strettamente il DNA è avvolto.
• FOXA2: un fattore pionieristico coinvolto nello sviluppo.
Quando gli scienziati hanno manipolato contemporaneamente questi tre interruttori in laboratorio, è successo qualcosa di straordinario. Le cellule cancerose hanno smesso di dividersi in modo incontrollato. Non sono morte (apoptosi); si sono differenziate. Hanno recuperato la loro identità come cellule del colon normali e funzionali. In sostanza, hanno “dimenticato” di essere cellule tumorali.
Perché questo cambia tutto.
I trattamenti attuali (chemioterapia/radiazioni) provocano un’infiammazione massiccia ed effetti collaterali perché uccidono le cellule. Le cellule morte rilasciano tossine (Sindrome da lisi tumorale). Questa “Terapia di Reversione” non è citotossica. Non uccide; cura. Suggerisce che il cancro sia uno stato reversibile di confusione epigenetica, non una condanna permanente dovuta a fatalità genetica.
Il nostro insight: Il futuro della medicina “basata sul codice”
Questo dimostra che la biologia si sta trasformando in tecnologia dell’informazione. Utilizzando l’IA per simulare il “codice sorgente” della malattia, possiamo trovare patch e correzioni che il tentativo ed errore umano non scoprirebbe in mille anni. Stiamo passando dall’Era della Chimica (farmaci) all’Era della Computazione (regolazione genica).
Fonte: KAIST Research News, “L’analisi biologica dei sistemi rivela regolatori principali per la reversione delle cellule tumorali”, Rapporto di febbraio 2026.
Contesto: KAIST Research News, febbraio 2026 (Laboratorio del Prof. Kwang-Hyun Cho).
Verifica: [Ricerca: “KAIST Cancer Reversion Kwang-Hyun Cho”] (PMID: in attesa – Pubblicazione recente)
#RicercaSulCancro #KAIST #GemelloDigitale #Epigenetica #CancroAlColon #FuturoDellaMedicina #Biohacking #BiologiaDeiSistemi #TerapiaGenica
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martedì 10 febbraio 2026
METTIAMO ORDINE NEL DISORDINE DELLA PROPAGANDA D’OCCIDENTE. -
Ora tutti sanno perché PUTIN ha evacuato migliaia di bambini dall’Ucraina: per metterli in salvo.
Quando è stato chiesto all’Ucraina di fornire un elenco dei 20.000 bambini inclusi nei programmi creati nel 2022 – dopo l’inizio dell’operazione militare – per mandare minori all’estero, ne sono stati forniti solo 339.
Gli altri non risultano nei database ufficiali.
In un Paese devastato dalla guerra, questo vuoto non è neutro.
Secondo questa lettura, molti di quei bambini non tracciati erano destinati a scomparire, diventare invisibili, venduti e dimenticati.
Un dato spesso rimosso dal dibattito pubblico:
gran parte delle minorenni slave coinvolte nelle reti di sfruttamento sessuale legate a Jeffrey Epstein provenivano dall’Ucraina.
Non si tratta di suggestioni, ma di casi documentati inseriti in un fenomeno più ampio.
La rete di Epstein non sarebbe che una delle tante che, da anni, acquistano donne e minori dall’area del Mar Nero.
In uno dei Paesi più poveri d’Europa, dove la prostituzione rende più di un lavoro medio, non sorprende che l’Ucraina venga indicata come uno dei principali hub europei di traffico di minori, sfruttamento sessuale e traffico di organi.
In questo contesto, rimuovere i bambini dalle linee del fronte non sarebbe stato solo un atto militare, ma una misura di protezione:
per sottrarli alla guerra, all’uso come scudi umani e, soprattutto, alla vendita mascherata dall’emergenza umanitaria.
Quei bambini, in larga parte di etnia russa, sarebbero stati quindi affidati alla Russia come dovere morale e storico, non come atto di aggressione.
Il punto non è accettare una verità unica.
Il punto è chiedersi perché questa versione venga considerata impensabile, mentre altre – altrettanto parziali – vengono presentate come dogma.
liberamente tratto da una riflessione di Pietropaolo Branca
Don Chisciotte ![]()
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Il Portogallo ha votato ed eletto in massa come nuovo Presidente il socialista progressista Antonio Josè Seguro.
Più che doppiato il candidato dell’ultradestra Andrè Ventura.
66,8% a 33,1% il risultato finale.
Una vittoria schiacciante che conferma due cose:
Quando vengono proposte (e applicate) ricette autenticamente di sinistra e progressiste, il popolo le sostiene e le vota.
La seconda e ancora più importante: al ballottaggio Seguro è stato votato non solo dai socialisti ma anche da liberali e centristi, con oltre il 10% di votanti in più rispetto alle ultime elezioni presidenziali.
Significa che i cittadini portoghesi hanno creato letteralmente un cordone sanitario per evitare che salisse al potere chi strizza l’occhio a nostalgie fasciste.
E questa è una grande notizia.
Prendiamo appunti.
Lorenzo Tosa
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lunedì 26 gennaio 2026
Se Dio ha creato tutto, chi ha creato Dio? – La risposta di Einstein.
Se Dio ha creato ogni cosa, chi ha creato Dio? Questa domanda ha ossessionato l’umanità per millenni. I filosofi l’hanno dibattuta, i teologi l’hanno temuta e alla maggior parte delle persone è stato detto semplicemente di accettare che la domanda non ha risposta o peggio che porla dimostra una mancanza di fede.
Ma nel 1954 Albert Einstein scrisse una lettera che conteneva la sua risposta a questa precisa domanda. Una lettera talmente controversa che quando fu venduta all’asta nel 2018 qualcuno pagò 2.9 milioni di dollari per possederla. Perché mai qualcuno dovrebbe pagare tanto per una singola lettera? Perché Einstein rivelò in quelle pagine qualcosa che sfida tutto ciò che ti è stato insegnato su Dio, sulla creazione e sulla natura stessa dell’esistenza.
Ciò che stai per ascoltare non è la versione edulcorata di Einstein che appare sui libri di testo. Questo non è il genio amichevole che tirava fuori la lingua per le telecamere. Questo è Einstein il filosofo, Einstein il mistico. Einstein l’uomo che trascorse i suoi ultimi decenni lottando con domande a cui la scienza da sola non poteva rispondere e la sua conclusione su chi ha creato Dio potrebbe disturbarti oppure potrebbe finalmente darti la pace che stavi cercando prima di rivelare ciò in cui Einstein credeva realmente?
Ho bisogno che tu capisca perché questo è importante. La domanda su chi ha creato Dio non è solo un gioco di parole filosofico, è il fondamento su cui poggiano tutte le tue convinzioni sull’esistenza. Se Dio avesse bisogno di un creatore, allora quel creatore avrebbe bisogno di un creatore e così via all’infinito.
Questo si chiama regresso infinito. E se il regresso infinito fosse reale, allora forse non ci sarebbe una causa ultima, nessuno scopo, nessun significato. Tutto semplicemente è senza alcuna ragione. Questo pensiero terrorizza la maggior parte delle persone. terrorizzò anche Einstein, almeno all’inizio.
Ma ecco dove la risposta di Einstein differisce da qualsiasi cosa tu abbia sentito prima. non evitò la domanda, non si nascose dietro il mistero o la fede, invece ridefinì ciò che Dio è realmente e così facendo risolse il paradosso in un modo che neé credenti religiosi negli atei si aspettavano. Nell’aprile del 1929 il rabbino Alberto Goldoni, rabi Herbert Goldstein, inviò a Einstein un telegramma con una domanda diretta: “Crede in Dio?” La risposta di Einstein divenne una delle dichiarazioni religiose più analizzate del XXo secolo. Rispose:
“Credo nel Dio di Spinoza che si rivela nell’armoniosa legalità del mondo, non in un Dio che si preoccupa del destino e delle azioni dell’umanità”. Quella singola frase cambiò ogni cosa, ma la maggior parte delle persone non ha idea di cosa significhi realmente chi era Spinoza. E perché Einstein invocò specificamente il suo nome? Baruk Spinoza era un filosofo olandese del X secolo che fu scomunicato dalla sua comunità ebraica per eresia.
Il suo crimine propose un’idea talmente radicale che sia le autorità religiose che quelle secolari volevano che fosse messo a tacere. Spinoza sosteneva che Dio e la natura non sono due cose separate, sono la stessa cosa. Dio è natura. La natura è Dio. Non esiste un creatore soprannaturale che esiste al di fuori della creazione.
Il creatore e la creazione sono un’unica sostanza unificata. Questo non è ateismo, questo è qualcosa di molto più profondo. Spinoza lo chiamò Deus si natura, che significa Dio o natura. La O non è una scelta tra due opzioni, è un’equazione. Dio è uguale a natura. Quando guardi un tramonto, stai guardando Dio. Quando studi fisica, stai studiando la mente di Dio.
Quando senti il battito del tuo cuore, stai sperimentando Dio in prima persona. Ora puoi capire perché Einstein abbracciò questa idea così completamente, come fisico. Einstein trascorse la sua vita a scoprire le leggi matematiche che governano l’universo. Ogni equazione che scoprì, ogni legge naturale che rivelò, era una prova di ciò che Spinozza chiamava l’armoniosa legalità del mondo.
Per Einstein fare scienza era un atto religioso, non perché la scienza lo portasse a credere in una figura barbuta su un trono, ma perché la scienza rivelava l’ordine sbalorditivo che per me ha tutta l’esistenza. Ma ecco dove questo risponde alla domanda originale. Se Dio è la natura stessa, allora chiedere chi ha creato Dio è lo stesso che chiedere chi ha creato la natura.
E questa domanda ha un significato molto diverso. Non sta chiedendo di un essere soprannaturale, sta chiedendo dell’esistenza stessa, perché c’è qualcosa piuttosto che niente. Einstein si confrontò con questa domanda per tutta la sua vita. Nel suo saggio del 1949, Il mondo come io lo vedo, scrisse che gli scienziati sono posseduti dal senso della causalità universale.
Ogni effetto ha una causa che può essere scoperta da argomentazioni razionali. Questo è il fondamento del pensiero scientifico. Niente accade senza una ragione. Ogni evento è il risultato di eventi precedenti che si estendono indietro nel tempo. Ma questo crea un problema. Se ogni cosa ha una causa, cosa ha causato la prima causa? Se l’universo è iniziato con il Big Bang, cosa ha causato il Big Bang? E cosa ha causato qualunque cosa abbia causato il Big Bang? Questa catena di causalità sembra risalire all’infinito, a meno che non ci sia qualcosa che non ha bisogno di una causa, qualcosa che semplicemente è eternamente e fondamentalmente. La teologia tradizionale risolve questo dicendo che Dio è quella causa incausata. Dio esiste necessariamente al di fuori del tempo, non necessitando di un creatore perché Dio semplicemente è. Ma questo solleva un’altra domanda.
Se possiamo accettare che qualcosa esista senza essere causato, perché presumere che quel qualcosa sia una divinità personale e cosciente piuttosto che l’universo stesso? Questo è esattamente dove è arrivato Einstein. A suo avviso, l’universo stesso, con tutte le sue leggi matematiche e il suo ordine armonioso, è il fondamento incausato di tutta l’esistenza.
Non esiste un creatore separato che si trova al di fuori della creazione. La creazione è il proprio fondamento dell’essere. Le leggi della fisica non sono imposte da un legislatore esterno. Sono la natura intrinseca della realtà che si esprime attraverso la forma matematica. Lascia che sia molto chiaro su cosa significa questo.
Einstein non era un ateo nel senso comune. Disse esplicitamente che non poteva essere chiamato ateo perché il problema è troppo vasto per le menti umane, ma rifiutò anche l’idea di un Dio personale che ascolta le preghiere, interviene negli affari umani o premia e punisce il comportamento. In una lettera del 1953 Einstein scrisse: “Non credo nell’immortalità dell’individuo e considero l’etica una preoccupazione esclusivamente umana, senza alcuna autorità sovrumana dietro di essa.
” Questo è l’Einstein che non ti insegnano a scuola. Questo è l’Einstein, le cui opinioni religiose erano così sfumate, così filosofiche, così al di fuori delle categorie convenzionali che sia i religiosi che gli atei hanno cercato di rivendicarlo come proprio, ma non appartiene a nessuno dei due campi, ha tracciato una via di mezzo che la maggior parte delle persone non ha mai nemmeno considerato.
Ora lascia che ti riveli le implicazioni più profonde della posizione di Einstein. Se Dio non è un creatore separato, ma è identico all’universo stesso, allora la domanda su chi ha creato Dio si trasforma in una domanda sulla natura dell’esistenza. E qui Einstein trovò qualcosa di notevole.
Nel suo lavoro sulla relatività, Albert Einstein ha dimostrato che il tempo non è assoluto, passato, presente e futuro non sono categorie rigide, sono relativi all’osservatore. Nella sua famosa lettera alla famiglia del suo amico di una vita, Michele Besso, Einstein scrisse: “Per persone come noi che credono nella fisica, la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinatamente persistente.” Pensate a cosa significa.
Se il tempo stesso è un’illusione, se passato, presente e futuro esistono simultaneamente in quello che i fisici chiamano un universo a blocco. Allora la domanda su cosa sia venuto prima diventa priva di significato. In una realtà senza tempo non c’è un prima. Non c’è un prima e un dopo in senso ultimo. La catena di causalità che sembra richiedere una causa prima esiste solo dalla nostra prospettiva limitata all’interno del tempo.
Da fuori del tempo, dalla prospettiva dell’universo stesso. Tutto semplicemente è tutti i momenti esistono eternamente. Il Big Bang e la morte termica del cosmo sono ugualmente presenti nel tessuto dello spaziot-tempo. Questa è la risposta ultima di Einstein alla domanda su chi ha creato Dio. La domanda presuppone una struttura di tempo lineare che si rompe ai livelli più profondi della realtà, dalla prospettiva dell’eternità che è l’unica prospettiva disponibile a quello che Einstein chiamava il Dio di Spinoza. Non c’è un evento di creazione, c’è solo esistenza completa e intera, contenente tutti i momenti al suo interno. So che è molto da assimilare e so che contraddice molto di ciò che vi è stato insegnato, ma considerate questo. Albert Einstein non parlava come un filosofo dilettante che si inventa le cose, parlava come l’uomo che ha rivoluzionato la nostra comprensione dello spazio, del tempo e della realtà stessa.
Quando Einstein ci dice che la distinzione tra passato, presente e futuro è un’illusione, non sta offrendo una banalità spirituale. sta descrivendo la struttura matematica dell’universo come rivelato dalle sue stesse equazioni. Se state trovando questo video valido, se la prospettiva di Einstein vi sta dando qualcosa che non avete trovato altrove, il pulsante Supergie è il modo in cui potete supportare più contenuti come questo.
Ogni contributo aiuta questo canale a continuare a portarvi intuizioni che non sentirete da nessun’altra parte e apprezzo genuinamente tutti coloro che scelgono di aiutare in questo modo. Ora lasciatemi condividere qualcosa di ancora più provocatorio. Albert Einstein credeva che questo ordine cosmico, questa armonia matematica che pervade tutta l’esistenza evochi una specifica risposta emotiva in coloro che la percepiscono veramente.
La chiamava il sentimento religioso cosmico. Nel suo saggio del 1930, religione e scienza, Einstein scrisse: “L’individuo sente la futilità dei desideri e degli scopi umani e la sublimità e il meraviglioso ordine che si rivelano sia nella natura che nel mondo del pensiero. L’esistenza individuale lo impressiona come una sorta di prigione e vuole sperimentare l’universo come un singolo intero significativo.
” Rileggete questa frase. Einstein descrive l’esistenza individuale come una sorta di prigione. Dice che la persona che percepisce l’ordine cosmico vuole trascendere il proprio sé individuale e sperimentare l’universo come un singolo intero significativo. Questo è misticismo. Questo è linguaggio spirituale detto da Albert Einstein.
Ed ecco cosa la maggior parte delle persone non coglie. Einstein disse esplicitamente che questo sentimento religioso cosmico è il motivo più forte e più nobile per la ricerca scientifica. scrisse: “Una persona che è religiosamente illuminata mi sembra essere una persona che al meglio delle proprie capacità si è liberata dalle catene dei propri desideri egoistici ed è preoccupata da pensieri, sentimenti e aspirazioni a cui si aggrappa a causa del loro valore super personale.
” Einstein non faceva scienza per accumulare fatti, faceva scienza come forma di adorazione. Ogni equazione era una preghiera, ogni scoperta era una rivelazione e il Dio che adorava non era un essere separato dall’universo, ma l’universo stesso, espresso attraverso le sue proprie leggi matematiche. Ora lasciatemi affrontare l’obiezione che molte persone sollevano a questo punto.
Se Dio è solo l’universo, se non c’è una divinità personale che si preoccupa di noi. Qual è il punto di tutto? Il Dio di Einstein offre qualche conforto, qualche guida, qualche speranza? Einstein lottò anche questa domanda nella sua famosa lettera del 1950 a Roberto Marchesi, un padre addolorato che aveva perso suo figlio, Einstein scrisse di quella che chiamava l’illusione ottica della coscienza.
Disse, “Un essere umano è una parte del tutto chiamato da noi universo, una parte limitata nel tempo e nello spazio. Egli sperimenta se stesso, i suoi pensieri e sentimenti come qualcosa di separato dal resto, una sorta di illusione ottica della sua coscienza. Questa illusione è una sorta di prigione per noi, restringendoci ai nostri desideri personali e all’affetto per poche persone a noi più vicine.
Il nostro compito deve essere quello di liberarci da questa prigione, ampliando la nostra cerchia di compassione per abbracciare tutte le creature viventi e l’intera natura nella sua bellezza. Questo è il Vangelo di Einstein. L’illusione della separazione è la nostra prigione. La liberazione arriva attraverso il riconoscimento della nostra unità con tutta l’esistenza.
E la compassione, l’ampliamento della cerchia di empatia che si estende oltre noi stessi è il cammino verso la libertà. Questo non è nichilismo. Questo non è ateismo freddo e privo di significato. Questa è una profonda visione spirituale che richiede più da noi, non meno. Quando vi rendete conto che non siete separati dall’universo, ma siete l’universo che sperimenta se stesso attraverso un particolare punto di vista, qualcosa cambia.

Le vostre piccole preoccupazioni sembrano meno urgenti. La vostra paura della morte comincia a dissolversi. Il vostro senso di connessione con tutti gli esseri viventi si approfondisce. Smettete di chiedere cosa l’universo può darvi e cominciate a chiedere cosa potete contribuire al tutto. Questo è ciò che Einstein intendeva quando disse che il comportamento etico dovrebbe basarsi sulla simpatia, sull’educazione e sui legami sociali, senza richiedere una base religiosa, non perché la moralità non conti, ma perché la genuina moralità fluisce naturalmente dal riconoscimento della nostra fondamentale unità con tutta l’esistenza. Non avete bisogno di comandamenti da un Dio esterno quando vi rendete conto che danneggiare un altro essere letteralmente danneggiare voi stessi.
Lasciatemi riportare tutto questo alla domanda originale. Se Dio ha creato tutto, chi ha creato Dio? La risposta di Einstein. La domanda stessa si basa su un malinteso. Se Dio è identificato con l’universo stesso, con l’armonia matematica e l’ordine legale che pervade tutta l’esistenza, allora Dio non ha creato nulla perché Dio non è separato dalla creazione.
Creazione e creatore sono uno. Le leggi della fisica non richiedono un legislatore esterno perché sono la natura intrinseca dell’esistenza che si esprime e dalla prospettiva dell’eternità che è l’unica prospettiva disponibile a ciò che veramente è. Non c’è una causa prima perché non c’è un prima e un dopo.
Il tempo stesso è una caratteristica dell’universo manifesto, non qualcosa che lo precede. Chiedere cosa c’era prima del tempo è come chiedere cosa c’è a nord del Polo Nord. La domanda contiene in sé la sua stessa incoerenza. Questa non è una scappatoia, non è evitare la domanda difficile, è riconoscere che alcune domande si dissolvono quando le comprendiamo correttamente.
Il paradosso di chi ha creato Dio è un paradosso solo se ci aggrappiamo a certe assunzioni su cosa sia Dio e su come funzioni il tempo. Liberati da queste assunzioni e il paradosso evapora. Voglio lasciarvi con un ultimo pensiero di Albert Einstein. Nel suo saggio del 1930, Il mondo come io lo vedo scrisse: “L’esperienza più bella che possiamo avere è il misterioso.
È l’emozione fondamentale che sta alla base della vera arte e della vera scienza. Chi non la conosce, non sa più meravigliarsi, non sa più stupirsi, è come morto e i suoi occhi sono offuscati. Einstein non perse mai il suo senso di meraviglia. anche dopo decenni passati a svelare i segreti matematici del cosmo, rimase intimorito dall’ordine misterioso che si rivela a un’indagine paziente.
Chiamò questo timore un sentimento religioso cosmico e credeva che fosse accessibile a chiunque fosse disposto a guardare abbastanza in profondità la natura delle cose. Quindi la prossima volta che qualcuno vi chiede chi ha creato Dio, potete condividere la risposta di Einstein. Dio, inteso come lo intendeva Spinoza.
Non è un essere che è stato creato. Dio è l’esistenza stessa, l’armonia legale di tutto ciò che è, l’ordine matematico che rende l’universo comprensibile. Questo Dio non ha avuto un inizio perché questo Dio è il terreno su cui avvengono tutti gli inizi e le fini. Questo Dio non ha bisogno di un creatore, perché questo Dio è il tessuto della creazione stessa.
E se questo vi lascia insoddisfatti, se desiderate ancora una divinità personale che ascolti, si prenda cura e intervenga. Einstein lo capirebbe. disse esplicitamente che le sue opinioni non erano per tutti, ma suggerì anche che il sentimento religioso cosmico, una volta sperimentato, offre qualcosa che la religione personale non può fornire, una liberazione dalla prigione di sé, un senso di unità con il tutto, una pace che non deriva dal credere che un essere potente sia dalla vostra parte, ma dal riconoscere che non ci sono parti, solo l’unica vasta esistenza di cui siete parte inseparabile. Questo è ciò in cui Einstein credeva. Questo è ciò che raramente vi dicono sul più grande scienziato del 20° secolo. E ora lo sapete. Cosa ne pensate della risposta di Einstein? Vi soddisfa o solleva più domande? Il Dio di Spinoza vi sembra una vera religione o vi sembra ateismo con passaggi extra? Voglio conoscere la vostra reazione onesta.
Commentate qui sotto con i vostri pensieri e ricordate, quando non siete d’accordo è allora che avvengono le conversazioni più interessanti. Rispondo ai commenti nelle prime ore, quindi non aspettate.