mercoledì 25 marzo 2026

Gilmour e sua moglie hanno lanciato un messaggio.

 

ULTIME NOTIZIE: David Gilmour e sua moglie hanno sconvolto il mondo annunciando un impegno di 199 milioni di dollari per svelare quella che definiscono la verità sulla "donna la cui storia è stata insabbiata dal potere". La rivelazione, trasmessa in diretta dalla residenza privata di Gilmour, ha scosso il mondo intero, totalizzando oltre 1,7 miliardi di visualizzazioni in poche ore.

Non si è trattato di un post criptico o di un sottile indizio. In piedi davanti a un enorme schermo a LED, la coppia ha svelato una serie di materiali inediti: filmati esplosivi, comunicazioni interne, registrazioni audio cariche di tensione e documenti legali riservati. La diretta streaming ha lasciato milioni di persone in silenzio assoluto mentre le prove venivano presentate in tempo reale.

Per la prima volta, Gilmour e sua moglie hanno finanziato personalmente un'ampia indagine indipendente, riunendo un team di avvocati d'élite, esperti forensi e giornalisti investigativi. Mano nella mano sotto i riflettori, hanno lanciato un messaggio chiaro: "La verità deve essere riportata al suo giusto posto".

Nel giro di pochi minuti, le immagini del momento hanno invaso i social media. Gli addetti ai lavori descrivono il mondo creativo come "scosso", soprattutto dopo che diversi nomi di spicco sono stati inaspettatamente citati nei materiali diffusi. Quella che era iniziata come una dichiarazione audace ha ora aperto le porte a un nuovo capitolo drammatico e imprevedibile, che potrebbe ridefinire il potere, la responsabilità e la fiducia del pubblico

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ITALO BOCCHINO, UNA VITA DA VASSALLO. - Andrea Scanzi

 

E’ il sogno di tutti: rinascere Bocchino. Di lui non si può non amare anzitutto l’onestà intellettuale, la piacevolezza, il garbo e quel suo non essere mai tifoso. Non è facile per noi comuni mortali raggiungere i suoi livelli, ma impegnandoci possiamo quantomeno avvicinarci al Siddharta del Melonismo. Ecco alcune caratteristiche del nostro eroe.
- In primo luogo, Italo B(alb)occhino ha dimenticato buona parte del proprio passato, fatto sì di non poche cazzate (da sempre uno dei suoi marchi di fabbrica), ma anche di un’attività parlamentare finiana non immune da scatti d’orgoglio. In Bocchino esistono due tempi distinti, un “a.M” e un” d.M”: avanti Meloni e dopo Meloni. Prima egli era un pellegrino in cerca dell’agnizione, dopo egli ebbe a vedere la Luce. E quella luce era Donna Giorgia.
- Bocchino è un uomo totalmente privo di contenuti. Non sa nulla di nulla, e anche per questo è onnipresente nei migliori talk di La7. Lui crede che lo scelgano perché è bravo, ma non gli viene mai il dubbio che lo preferiscano ad altri perché le sue tesi sono così improponibili e ad minchiam che, per contrasto, tutti risultano più credibili di lui.
(- Tutti tranne uno: Renzi. Quando Formigli li ha messi uno contro l’altro, gli spettatori non hanno potuto che sperare metaforicamente in un asteroide liberatorio).
- Non avendo contenuti, ma solo una discreta dialettica e una sconfinata faccia tosta da provocatore greve, Bocchino si limita a ripetere ogni volta il solito plot: recitare a pappagallo la linea di Fratelli d’Italia su qualsiasi tema; negare l’evidenza; frignare perché nessuno lo fa parlare in salotti dove è “sempre in minoranza”; ricordare che Meloni ha vinto le elezioni e nei sondaggi è ancora alta, dunque ha ragione lei a prescindere poiché benedetta dal lavacro popolare; infine, quando persino lui si rende conto che sta sparando delle boiate che neanche un daino sott’acido, parte con l’attacco personale a chi si trova davanti.
- Quest’ultima prassi, ormai consolidata e anzi virilmente (?) ostentata, viene adottata con tutti coloro che lo bastonano dialetticamente senza fatica (e del resto zittirlo è più facile che dribblare Acerbi). Negli ultimi mesi Bocchino ha colpito sotto la cintura un sacco di gente, da Padellaro a Rula Jebreal, da Travaglio a Landini, da Saviano (ovviamente non in presenza) a Piccolotti eccetera. Ne è sempre uscito con le ossa rotte, ma ha fatto finta di non accorgersene, magari poi andando pure a casa e dicendo agli amici (se ne ha) che ha vinto lui e li ha messi sotto tutti. Ciao core.
- Pochi giorni fa Bocchino ha insultato anche Michela Murgia. E’ la nuova frontiera del bocchinismo (con rispetto parlando): dileggiare anche chi non c’è più. Son soddisfazioni.
- La reazione di chiunque abbia sale in zucca e amor proprio, di fronte alla caricaturale propaganda adulatoria di Bocchino, è quella di mandarlo a quel paese senza passare dal via. Lo ha fatto Massimo Cacciari durante una puntata mitologica di Accordi & Disaccordi, e nel farlo ha dato voce ai vaffa di milioni di italiani (a stare bassi).
- Se l’onestà intellettuale fosse acqua, Bocchino sarebbe il deserto del Gobi. Per lui Meloni è la Luce, è la Madonna, è il Nobel per l’Economia in pectore. Siamo ormai al “non avrai altro Dio all’infuori di Donzelli”. Vamos!
- La sua attività servile nei confronti del governo non conosce sosta. Pur di compiacere l’esecutivo attuale, direbbe pure che la Santanché è Madre Teresa di Calcutta. Bocchino sancisce in questo senso uno scatto ulteriore rispetto a precedenti aedi del potere come Fede e Bondi, di cui è la versione più incarognita e al contempo tragicomica.
Quella di Italo B(alb)occhino è quindi una vera e propria vita da vassallo, che gli ha permesso di stare sulle palle a tutti. Probabilmente anche alla Meloni stessa. Daje Italo!
(Uscito oggi sul Fatto Quotidiano)

martedì 24 marzo 2026

23 marzo 2026 - al Referendum sulla Giustizia ha vinto il NO - la nostra Costituzione non si tocca!

 

E sia ben chiaro, io non ho votato NO perchè me lo suggeriva la politica, l'ho fatto perchè mi sono documentata, ho tratto le mie deduzioni, ed ho deciso secondo coscienza.
Pertanto, non è giusto attribuire la vittoria ad un partito, ma a chi ha votato e, cioè, a chi ha, a pieno diritto, la potestà di decidere ciò che è meglio per il paese e la collettività: il popolo sovrano.
E ritengo che chi viene scelto a governare debba sempre tenere a mente che gli è stato affidato il compito di governare un paese con responsabilità, di essere al servizio del paese e della collettività e non di esserne padrone e, pertanto, decidere di legiferare ad libitum.
E chi la pensa diversamente, non ha capito nulla, ed è per questo che il paese va a rotoli e sono pochissime le cose che funzionano come dovrebbero...

cetta.

domenica 22 marzo 2026

Cina: entra in funzione la prima turbina a gas cinese da 550 MW di classe F.

 

Il 21 marzo, la prima turbina a gas da 550 MW di classe F, considerata il "gioiello della corona dell'industria", ovvero l'Unità 1 del progetto della turbina a gas di Tongnan di China Huadian a Chongqing, in Cina, ha completato con successo 168 ore di funzionamento a pieno carico, entrando ufficialmente in produzione. Questo evento segna una nuova svolta per il Paese nell'applicazione di apparecchiature energetiche ad alta capacità, efficienza e pulizia.

Quando funzionerà a piena capacità, la turbina enererà circa 2,1 miliardi di kWh all’anno, consentendo un risparmio annuo di 200.000 tonnellate di carbone standard e una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di circa 860.000 tonnellate. Le emissioni di inquinanti come biossido di zolfo e polveri saranno prossime allo zero, offrendo così benefici sia economici che ecologici.

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giovedì 19 marzo 2026

Hollywood nel panico...

Hollywood nel panico dopo che Mel Gibson
e Jim Caviezel hanno annunciato
il nuovo film "Kids On Island"
Le placche tettoniche dell'industria dell'intrattenimento stanno cambiando.
Dopo il grande e indipendente successo di Sound of Freedom, il duo di Mel Gibson e Jim Caviezel ha dato il via a un progetto molto più pericoloso per lo status quo intitolato:
"Kids On Island",
si dice che il film abbia superato le narrazioni generali del traffico per concentrarsi specificamente sugli eventi documentati e sui visitatori di alto profilo del Little St. James di Jeffrey Epstein.

Marco Travaglio Show Ridicolizza la Santanchè e il Pubblico RIDE

 

Travaglio. [applauso] >> Daniela Santanchè, lo sapete, è stata rinviata a giudizio per falso in bilancio di Visibigli editore perché secondo il GUP di Milano i bilanci del gruppo sono stati falsificati per 7 anni dal 2016 al 2023. i primi cinque sotto la sua gestione. Conti truccati, secondo il giudice, per evitare di fallire o di tirar fuori i soldi per ripianare il buco, nascondendo perdite enormi anche con falsi crediti per almeno 3 milioni di pubblicità inesistenti.

Il processo inizia il 20 marzo e la vedrà imputata insieme a 15 persone, tra cui il suo compagno Dimitri Kunz, l’ex fidanzato Canagio Mazzauro e la sorella Fiorella Garnero. Ma la Santan è imputata anche per truffa all’INPS, cioè allo Stato per aver usato in pandemia la cassa integrazione Covid per alcuni dipendenti che non sapevano di essere in cassa, infatti andavano regolarmente a lavorare e intanto lei incassava.

 erò quel processo rischia di andare a Roma e di finire, come quasi tutti i processi a Roma, no? Eh, il 29 gennaio la Cassazione deciderà sulla competenza e se Milano la perde i tempi si allungano e lei su questo punta. Ma non basta perché la Santanche è anche indagata per bancarotta fraudolenta per il crack della Ky Group che è una società del settore alimentare biologico che è finita in liquidazione giudiziale per un buco di oltre 8,6 milioni, perché la Santa Sì, è una pessima ministra ma è molto peggio come imprenditrice. Lei ha il pollice nero per gli affari, qualunque cosa tocchi finisce in malora. Quindi, quindi [applauso] la domanda è: deve dimettersi o no? Ecco, io lo chiederei a lei che di dimissioni è un’esperta di fama mondiale, ma di dimissioni altrui però, perché negli ultimi 13 anni ha chiesto di dimettersi praticamente a tutti gli avversari politici per qualsiasi motivo, anche il più miserabile. Breve riepilogo per gli smemorati, quindi soprattutto per la Sant’Anchè 2012 Gianfranco Fini, casa di Montecarlo, non è nemmeno indagato e lei ha già deciso. L’Espresso certifica la casa di Fini non è quella dei moderati, ma quella di Montecarlo. Mettersi no è uno. Teniamo il conto, eh, perché son tanti. 2013, terzi di Sant’Agata, ministro degli esteri del governo Monti, gestisce il caso dei due marò arrestati per avere sparato a due pescatori indiani. Oggi aspetto le dimissioni del ministro Terzi. Non sapeva che poi Terti sarebbe diventato senatore di Fratelli d’Italia, cioè del suo stesso partito in cui oggi militano entrambi. E due. 2013 Josefa l’escapionessa di Canoa, che era ministra del governo Letta non aveva pagato € 3000 di IMU su una palestra che aveva censito come abitazione. La Meloni disse: “Sono certa della buona fede della idem, ma le dimissioni sarebbero auspicabili. serve un atto di responsabilità. La politica deve dare l’esempio. Oggi ha detto che la Santanche non si deve dimettere perché non basta un rinvio a giudizio, ma la Iden non era almeno indagata. Vabbè, altri tempi. Che disse la Santch della Iden? Se fosse successo a una di noi del centrodestra saremmo già state cacciate. Ma quando mai? Letta farebbe bene a sostituirla. Si è dimostrata molto arrogante. L’arroganza non premia mai. Certamente non è una ladra, ma si è presentata come paladina della morale, dell’etica e della correttezza. E le cose che ha fatto, pur essendo per me un peccato veniale, sono del tutto incompatibili con l’immagine che aveva dato di campionessa integerma, quindi basta presentarsi come dei delinquenti e poi si può fare i delinquenti e rimanere i ministri, no? E intanto siamo a tre. 2014 inchiesta mondo di mezzo mafia capitale. Coinvolti politici di destra, di centro e di sinistra che aspettano i consiglieri comunali di Roma a dare le dimissioni. Dice la Santa Che i consiglieri comunali di Roma sono 48. Molti di loro non c’entravano niente, ma lei in blocco li voleva cacciare tutti. 48 + 3 siamo a quota 51 richieste di dimissione. 2017 La Boschi, governo Gentiloni. Conflitti di interessi di Banca e Truria, vi ricordate? Cosa aspetta Mariaena Boschi di mettersi? Che è giusto, no? Però poi la Santanche non si è accorta di avere anche lei un conflitto di interessi con il Tiga, essendo ministra del turismo e siamo a 52. 2019. Il sindaco di Milano Beppe Sala viene condannato in primo grado per falso in atto pubblico e poi in appello lo salverà la prescrizione. Per lui la Santanche fa un’eccezione dice “Non chiederò le dimissioni di Beppe Sala”. Garantisti lo sia sempre. La sinistra giustizialista invece dovrebbe chiedere le sue dimissioni per coerenza. Si vede che il falso in atto pubblico le piaciucchia parecchio, no? i condannati poi prescritti le piacciono tantissimo, quindi Sala deve restare. 2019 Lorenzo Fioramonti, ministro dell’istruzione del governo Conte 2, aveva fatto in passato dei commenti insultanti contro Berlusconi, Giuliano Ferrara eppure la Santanchè e lei implacabile. A me questi omuncoli non fanno né caldo né freddo, ma vi chiedo, può uno così continuare a fare il ministro? Io sono una risposta dimissioni. E siamo a 53. 2020 Manglio Di Stefano, sottosegretario agli esteri dei 5 Stelle, fa un tweet dove invece di scrivere libanesi scrive libsus e la Santa che è implacabile. Se sei sottosegretario degli esteri e confondi il Libano con la Libia e i libanesi coi libici, ti tocca dare le dimissioni per dichiarata inadeguatezza di Stefano fuori. Lei invece ha solo attribuito il film Il Gatto Pardo a un certo Lucchini. Forse perché essendo la editrice di Chuck, che è il giornale del cinema, non aveva mai sentito parlare questo sconosciuto regista Luchino Visconti. [applauso] 2020 e siamo a 54 eh con Di Stefano, ma non basta. 2020 Paola Pessina, vicepresidente del PD della Fondazione Cariplo, posta una foto della Meloni e commenta: “Giorgia Meloni sta diventando calva. L’eccesso di testosterone, oltre che cattivi, fa diventare brutti”. È una cazzata, no? Apriti cielo. La Santachella Azanna. Il PD si vanta di difendere le donne la parità di genere, ma insulta di continuo fin sul piano fisico che è imbarazzo le donne di destra. Giorgia Meloni è quotidianamente vittima di attacchi ributtanti. Fondazione Caribbero esiga le dimissioni dell’inqualificabile Pessina. Quella se ne va, ma alla santa anche non basta. La pessima pessina ha altre poltrone da cui dimettersi e siamo a 55. Negli stessi giorni un certo Carlo Borghetti, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, anche lui del PD, mette un mi piace al post della famigerata pessina. Apriti cielo, la Santanché. Capito? Quelli per i diritti delle donne. Dimissioni subito pure di sto Borghetti e siamo a 56. 2020 Giuseppe Conte era al governo, doveva dimettersi praticamente un giorno sì e l’altro pure per qualsiasi ragione. Anche il giorno in cui ha detto “Domani mi dimetto”. A lei non bastava. Giuseppe non ha rinviato la salita al colle domani mattina per concedersi un’altra notte di mercato delle vacche a caccia di volta Gab di responsabili, vero? Conte di missioni, Conte di Met e siamo a 57 2020-2022. Sono i 3 anni in cui Speranza è ministro della salute, prima del Conte 2, poi del governo Draghi. anche lui doveva dimettersi in continuazione per qualunque motivo, per la gestione della pandemia, per la proroga dello stato di emergenza e per una cosa ancora più grave, la chiusura degli impianti sciistici. Chiediamo le dimissioni di speranza da mesi. La una nazione non può sostenere oltre i suoi guai. Un esempio, in Svizzera piste di sci, nessun impatto sui contagi. Qui ha chiesto investimenti ai gestori e li ha chiusi a 48 ore dall’apertura. Come abbia fatto a chiudere degli impianti che non erano ancora aperti? Non si capisce. Evidentemente li ha chiusi al cubo. Nel 2022, [applauso] nel 2022 la Santanchet torna alla carica sempre con speranza, stavolta per le mascherine a scuola. Manco quelle si dovevano portare. Gravissimo quanto scoperto fuori dal coro. Il ministro della salute non è in possesso di documentazione scientifica che dimostri rapporto rischi benefici su uso mascherina a scuola. Il ministro si dimostra ancora una volta inadeguato e ne chiediamo le dimissioni e siamo a 58 20. Sempre i giudici di sorveglianza con la scusa del Covid scarcerano due boss mafiosi. La Santanché, come tutta la destra, finge di non sapere che i giudici di sorveglianza non prendono ordini dal ministro. Il ministro non può arrestare e nemmeno scarcerare nessuno, ma lei dà la colpa a Bonafede, ministro della giustizia del Conte 2. Spostare boss mafiosi fuori dalle carceri è un atto gravissimo che non può rimanere impunito. Vogliamo le dimissioni immediate del ministro Bonafede. Siamo a 59, ma non è finita. Tocca a Lucia Zolina, ministra 5 Stelle dell’istruzione, per i leggendari banchi a rotelle, che l’abbiamo spiegato, non l’ha inventati Lazolina, li hanno ordinati i dirigenti scolastici e glieli hanno mandati su ordinazione. La Santan però non bada a queste sottigliezze. Ecco che fine hanno fatto i famosi banchi a rotele della Zolina. 400.000 banchi comprati con i soldi di tutti rimasti inutilizzati. Vadano a casa incapaci di missioni e siamo a 60. Stesso anno, via pure il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, perché il governo gli aveva aumentato lo stipendio, come se fosse una scelta sua. Migliaia di famiglie sono sul lastrico ma Tridico, si raddoppia lo stipendio con effetto retroattivo. Vergogna, vergogna, vergogna. Rettifichi la porcata e dia le dimissioni. Prima di stasera gli dava anche il timing e siamo a 61. Scandalo Palamara. Quattro membri del CSM si dimettono, ma la Santanche vuole che se ne vadano anche gli altri che non c’entravano niente. In tutto sono 24, quindi Fratelli d’Italia chiedere dimissioni immediate di tutti i membri del CSM. Finalmente si metterà la parola fine a questo scandalo perché lei è garantista naturalmente. Quindi 61 + 24 siamo a 85 richieste di dimissione. 2021 Luciana Lamorgese ministra dell’interno del governo Draghi doveva dimettersi perché aveva addirittura permesso che si tenesse un RVE party che naturalmente non sapeva nemmeno che si era tenuto perché i Reay Party notoriamente si tengono in segreto. Dopo quello che è successo a Reay Party nel viterbese con una manifestazione illegale di quella portata durata 6 giorni, un ministro dell’interno dovrebbe interrogare la propria coscienza e rassegnare le dimissioni e siamo a 86. Stesso anno viene ucciso in Congo l’ambasciatore italiano Luca Attanasio. E di chi è la colpa per la Sant’anchè? Di di Maio. Il ministro Di Maio era colpevole. Perché ha negato il potenziamento della scorta ad Attanasio? La Farnesina dica la verità, se la notizia venisse confermata le dimissioni di Di Maio sarebbero d’obbligo e siamo a 87. 2021 Giuseppe Provenzano, vicesegretario del PD scrive su Twitter che Fratelli d’Italia è fuori dall’arco democratico e repubblicano. La Santachè fuoribonda è Provenzano essere fuori dall’arco costituzionale per le sue gravissime dichiarazioni. Non c’è nulla di più antidemocratico che eliminare il primo partito d’Italia. Adesso l’unica cosa che può fare è dimettersi. Ma va. Non dice da cosa, visto che Provenzano non era né ministro né sottosegretario, quindi non aveva da dimettersi da nulla. Ma siamo a 88 [applauso] e gran finale, gran finale sempre nel 2021 il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra critica un centro vaccinale nella sua città Cosenza. La Santanch è implacabile lo stende. Ogni secondo che passa senza che vengano annunciate le dimissioni di Nicola Morra è un insulto alla memoria di una donna straordinaria come Io Santelli che non si capisce che cosa c’entrasse alla politica e all’umanità addirittura. Morra dimettiti e chiudiamo con 89. Poi quando la destra è andata al governo, la Santanché ha smesso proprio sul più bello, no? Perché sarebbe toccato a lei. Perché il guaio che sui social nulla si cancella, tutto rimane, no? rimane tutto. È la migliore mozione di sfiducia contro la Sant’anchè, l’ha scritta proprio la Sant’Anchè con i nomi che abbiamo appena enumerato. Però io qualche dubbio sulle sue dimissioni ce l’ho, intanto perché sono terrorizzato da chi viene dopo, cioè conoscendo la classe dirigente del centr-destra, se la prima scelta della Meloni era la Santanché, figuriamoci chi potrebbe essere la seconda? Un lombrico, un una muffa, un calamaro, plank. 

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mercoledì 18 marzo 2026

SHOCK PETROLIO, UNO DEI PEGGIORI EVENTI PER LA DEMOCRAZIA’

 

STIGLITZ. Premio Nobel per l'economia
La guerra di Trump in medioriente la paghiamo noi (ditelo alla sua amica Giorgia Meloni)

(ANSA) – “Saranno i cittadini comuni a sostenere la maggior parte dei costi”, tra “aumento dei prezzi del petrolio” e dei beni importati. “Gli Usa avevano già una crisi del costo della vita, e ora è ancora più grave”. “Questo è uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia”.
Lo ha detto Stiglitz in un’intervista all’ANSA prima della partecipazione a Bruxelles al Simposio Fiscale Ue 2026. “Non solo Trump ha ridotto le sanzioni contro la Russia, ma il prezzo del petrolio russo è schizzato alle stelle”: “purtroppo la Russia è un grande vincitore”.
“Vediamo gli americani pagare il prezzo in termini di aumento dei prezzi del petrolio e di tutto ciò che importano, con effetti lungo tutta la catena di approvvigionamento” è stata la premessa.
“Gli Stati Uniti avevano già una crisi del costo della vita, e ora è ancora più grave”. “Finora l’Iran ha provocato forti aumenti nei prezzi di petrolio e gas, ma ci aspettiamo che, se la situazione continuerà, questi aumenti si estendano anche al cibo, all’alluminio e a molte altre materie prime”, ha segnalato.
In questa situazione “ci sono alcuni vincitori: le compagnie petrolifere stanno andando molto bene... e, purtroppo, la Russia è un grande vincitore”. “Non solo Trump ha ridotto le sanzioni contro la Russia, ma il prezzo del petrolio russo è schizzato alle stelle. Questo è uno degli eventi peggiori che si possano immaginare per la democrazia”.
“Nel momento in cui la Russia ha invaso l’Ucraina, invece di investire massicciamente nelle energie rinnovabili, l’Europa si è concentrata sulla costruzione di terminali di gas naturale liquefatto, rendendosi vulnerabile a un altro shock. Ho sempre scherzato dicendo che il sole e il vento non sono perfettamente affidabili, ma sono più affidabili di Putin e sono più affidabili di Trump. Quindi l’Europa avrebbe dovuto investire di più nella creazione di energia rinnovabile”. Lo ha detto il Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz intervenendo al Simposium fiscale Ue 2026 a Bruxelles
“Il mondo oggi affronta una crisi climatica, lo sappiamo tutti. Affronta anche una crisi delle disuguaglianze e una crisi della democrazia. C’è una vulnerabilità della democrazia, un arretramento democratico che molti di noi non si aspettavano nel corso della propria vita, e tutto questo è avvenuto molto rapidamente.
Sapete tutti abbastanza della crisi climatica. È una crisi di lunga durata”. Su questo “le tasse avrebbero fatto una grande differenza una carbon tax, non al livello basso che avete in Europa, non dovrei criticare perché negli Stati Uniti è pari a zero, ma a un prezzo del carbonio che rifletta il costo reale, superiore ai 100 euro per tonnellata”.
TRUMP È CIRCONDATO DA MILIARDARI SIMBOLO DI DERIVA OLIGARCHICA’
“C’è stato un aumento enorme delle disuguaglianze, in particolare ai vertici, e questo si collega all’erosione democratica: quando si concentrano potere di mercato e ricchezza nelle mani di pochi, si traduce inevitabilmente in un’erosione della democrazia”. “Nulla lo dimostra meglio dell’immagine del giorno dell’insediamento di Donald Trump, circondato da miliardari: anche l’America è diventata un’oligarchia, si spera temporaneamente”.
“Il denaro ha dettato le politiche economiche e ogni aspetto delle politiche pubbliche”. “Negli ultimi 25 anni oltre il 40% dell’aumento della ricchezza è andato all’1% più ricco, mentre il 50% più povero ha ricevuto solo l’1%”.
“L’1% più ricco ha visto la propria ricchezza crescere di 1,3 milioni di dollari, il 50% più povero di poco più di 500”.
Per questo “serve una fiscalità più progressiva” e “una qualche forma di tassa sui grandi patrimoni”, vedi la proposta danese dello 0,5% come “un passo nella giusta direzione”.