sabato 2 settembre 2023

La chiave per essere felici? Ce lo dice Albert Einstein.

 

Il noto esperto non ha contribuito solamente ad apportare dei grandi cambiamenti nel suo campo, egli era una mente da un’intelligenza ed una sensibilità indescrivibile, che partoriva e condivideva pensieri anche riguardo i problemi sociali e politici del suo tempo, supportando a gran voce i valori di giustizia, uguaglianza e libertà. Tra i pensieri più affascinanti del noto scienziato, particolare attenzione per quella della felicità.

Secondo lo studioso, gli unici ingredienti necessari per raggiungerla erano la capacità di godere e di apprezzare le cose semplici della vita. Tra i numerosi scritti, i 4 concetti essenziali per essere felici sono sicuramente quelli che meritano più attenzione.

Il primo concetto esposto da Einstein è il seguente: “L’importante è non smettere di fare domande. La curiosità ha una sua ragione di esistere”. Per lo studioso la curiosità era il motore dell’apprendimento, un aspetto da potenziare inevitabilmente. 

Il secondo invece, il fisico lo riassume con le seguenti parole: “Cerca di non diventare un uomo di successo. Diventa piuttosto un uomo di valore”, per raggiungere la felicità non possono mancare relazioni umane ed amicizie autentiche e sincere.

Penultimo ma di grande spessore, è il concetto che Einstein riassume così: “L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata. L’immaginazione circonda il mondo”, colui che pensa al di fuori degli schemi, coltiva l’immaginazione e cerca continuamente soluzioni creative per affrontare le sfide della vita, vive la vita con maggiore consapevolezza e percorre la strada della via che lo conduce verso la felicità interiore.

Ed infine, il quarto concetto è: “Se vuoi vivere una vita felice, legala ad uno scopo, non alle persone o alle cose”, per lo studioso per raggiungere la felicità è inevitabile perseguire i propri obiettivi con determinazione ed al tempo stesso contribuire a ciò che produce benessere a chi ci circonda.

https://www.105.net/news/tutto-news/1355431/albert-einstein-4-regole-felicita.html?fbclid=IwAR1obQ0nmhG7-vsEnKxMaTeVdcTFm5mkLZi45XeIrZV8_P_dm59kPpa6mnQ

"un giorno Socrate venne aggredito da un uomo." - Professor X - Guendalina Maddei

 

Lo sapevate che… un giorno Socrate venne aggredito da un uomo. Era un uomo rozzo, incivile che, avuta la peggio nella discussione, arrivò perfino a schiaffeggiarlo.
Ancora oggi ci sono tante persone così, persone che non sanno dialogare, persone che quando non sanno come argomentare le loro idee, incominciano ad urlare. Diventano aggressivi. Ricorrono alla violenza. Ma come reagì Socrate? Non fece nulla! Non gridò, non ricambiò la violenza, nulla. Uno dei suoi discepoli si meravigliò dell’atteggiamento di Socrate, ma il grande filosofo gli rispose: «se mi avesse preso a calci un asino, l'avrei forse condotto in giudizio?»
Cosa vi sta dicendo Socrate? Che una persona intelligente non può abbassarsi al livello di un idiota. Socrate credeva nel dialogo, ci credeva fermamente, per Socrate democrazia è dialogare, ma il dialogo è possibile soltanto quando c’è dall’altra parte la volontà di dialogare. «Ci vogliono due anni per imparare a parlare e cinquanta per imparare a tacere,» diceva Luciano De Crescenzo. «È solo quando riesci a “tacere”, evitando discussioni inutili, che mostri la tua saggezza.»
Entrambi, fateci caso, vi stanno dicendo la stessa cosa. Gli ignoranti, i maleducati, gli incivili sono sempre esistiti. Sempre. Oggi però a differenza dei tempi di Socrate sembrano essersi moltiplicati. I social hanno legittimato la violenza, l’aggressività verbale. Chiunque si sente il diritto di offenderti. O pensate alla televisione, una babele moderna dove chi parla deve manifestare la propria “superiorità” gridando e insultando il proprio interlocutore. Ogni giorno vanno in scena tali deprimenti siparietti: adulti che non fanno che gridare perché non hanno neanche la capacità di confutare con pacatezza il loro avversario.
Ecco, a me è capitato di ricevere insulti davvero pesanti qui sui social. E allora incominci a perdere la pazienza, ti viene quasi voglia di ribattere a questi «leoni da tastiera» che ti sputano addosso il loro veleno. Ma sapete una cosa? In quei momenti faccio un lungo respiro e ripenso alle parole di Socrate. O per dirla come Shaw: «Ho imparato tanto tempo fa a non fare lotta con i maiali. Ti sporchi tutto e, soprattutto, ai maiali piace».
Ripubblicato per i nuovi lettori
Guendalina Middei, anche voi mi conoscete come Professor X