sabato 14 febbraio 2026

ZELENSKY, PIÙ MORTO CHE NATO .

 

Zelensky sta tornando al ruolo comico e grottesco che gli era proprio quando ancora faceva televisione, dopo aver interpretato l’eroe per qualche anno non lesinando la neve che gli veniva pagata dai pusher della guerra e delle armi per reggere questo ruolo.
Oddio è anche vero che non ha mai davvero smesso perché l’allegra compagnia dei buffoni europei e dei killer americani lo ha sempre tenuto sotto i riflettori e non gli sono mancati i copioni da recitare a memoria, ma ultimamente ha visto il pubblico un po’ stanco e così si è dedicato alle barzellette tirandone fuori una ogni giorno: difficile fare l’elenco perché davvero sono tante:
Non parlerò mai con Putin, voglio parlare con Putin; non cederemo mai territori, forse potremo cedere qualcosa; voglio entrare nella Nato, no ma mi basta entrare nella Ue, insomma un tiro e molla continuo che ultimamente è culminato nel facciamo le elezioni, non facciamo le elezioni.
Il fatto è che deve assolutamente seguire un canovaccio che nell’ultimo anno si è strappato visto che Washington vuole chiudere la guerra prima che essa mostri quanta carta ci sia fra i denti della tigre americana mentre i regimi europei non possono chiudere il conflitto, perché, dopo aver distrutto la propria economia, vivono sul filo del rasoio della propaganda e con la pace rischierebbero che persino opinioni pubbliche disorientate e passive li caccino via.
E all’oligarchia di comando questo non piace affatto perché mette a rischio il loro giocattolo preferito, vale a dire la Ue, lo strumento che permette loro di fottersene del consenso e di fare ciò che vogliono senza curarsi degli interessi e della volontà popolare.
Non è un caso che hanno mobilitato Draghi a dire che ci vuole la Federazione e marciano a passi forzati verso l’euro digitale, per far trovare i loro sudditi di fronte al fatto compiuto, senza nemmeno interpellarli.
La parola d’ordine che viene distribuita è sempre quella degli inizi: diventerete ricchi, lavorerete un’ora in meno, tutto sarà più facile, insomma queste sciocchezze che nascondono una evidente realtà:
i vostri soldi, pochi o molti che siano, diventeranno definitivamente nostri.
Ma il fatto è che l’Ucraina è distrutta, la guerra è palesemente persa e ormai il regime nazista di Kiev sacrifica le proprie truppe solo per avanzare di qualche chilometro, piantare la bandiera ucraina su qualche cartello, fotografarla e poi scapparsene via lasciando dietro di se una scia di morti e di mezzi distrutti, mentre ogni giorno che passa la situazione si fa più critica.
In questa situazione l’unico modo per il sodalizio armato occidentale, più morto che Nato, è quello di confondere e di illudere, lanciando una qualche campagna pubblicitaria per dire che e che non tutto è perduto. Dopotutto qualche gonzo a cui affibbiare il pacco, lo si trova sempre.
Questa volta, visto che sul piano militare non c’è nulla da dire, e gli ucraini sono senza energia elettrica e acqua, si è rispolverata la vecchia leggenda che l’economia russa si trova sull’orlo di un collasso.
C’è chi si è preso la briga di elencare tutte le volte che questa narrazione è stata ripresa nel corso della guerra, un vero rito apotropaico:
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L’imminente collasso economico della Russia – Atlantic , 2 marzo 2022
Ciò che attende la Russia potrebbe essere molto peggiore del caos degli anni ’90 – Aljazeerah , 4 marzo 2022
L’economia russa è destinata al collasso – The Conversation , 10 marzo 2022
La Russia ammette di essere a rischio collasso economico a causa della guerra di Putin – Telegraph , 9 maggio 2022
“Combustione più lenta”. La Russia evita il collasso economico, ma il declino è iniziato – CNN , 29 agosto 2022
La Russia ammette di essere stata sull’orlo del collasso economico – Business Insider , 20 novembre 2023
Perché la fortuna dell’economia russa si sta esaurendo – Moscow Times , 21 novembre 2023
Putin sotto pressione mentre l’economia russa è sull’orlo della caduta libera dopo l'”ultimatum” degli Stati Uniti – Express , 4 maggio 2024
L’economia russa affronta una “crisi strisciante”, avvertono gli economisti – Newsweek , 8 luglio 2024
L’indebolimento del commercio energetico russo e la perdita dell’accesso al dollaro innescheranno una grave recessione entro un anno – Business Insider , 13 luglio 2024
Una catastrofe economica si nasconde dietro la crescita del PIL russo, mentre Putin “getta tutto nel camino” – Fortune , 19 agosto 2024
La guerra in Ucraina sta mettendo a dura prova l’economia e la società russa – Economist , 28 novembre 2024
L’economia di guerra russa mostra nuove crepe dopo il crollo del rublo – WSJ , 29 novembre 2024
Come l’economia russa ha raggiunto il punto di rottura – Telegraph , 7 dicembre 2024
L’economia russa entrerà in un anno di sofferenza nel 2025 – Business Insider , 25 dicembre 2024
L’economia russa è sull’orlo del collasso – Modern Diplomacy , 3 gennaio 2025
Bomba a orologeria per l’economia russa: Putin mette in guardia dal debito di guerra “sismicamente dirompente” – Newsweek , 13 gennaio 2025
Dipendenti dalla guerra: indebolire l’economia russa – CEPA.org, 5 febbraio 2025
L’economia russa è stagnante, ma questo non la costringerà a porre fine alla guerra – The Conservation , 10 marzo 2025
La Russia ha bisogno di cambiamenti nella politica monetaria per evitare una recessione, afferma il ministro dell’economia – Reuters , 19 giugno 2025
L’economia russa è finalmente in stagnazione. Cosa significa per la guerra e per Putin? – Guardian , 6 febbraio 2026
L’economia russa è in crisi mentre i ricavi da petrolio e gas crollano al minimo degli ultimi cinque anni – Daily Express , 6 febbraio 2026
L’economia di guerra di Putin è sull’orlo dell’implosione – Telegraph , 9 febbraio 2026
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È solo un piccolo elenco che poi si è immillato in tutta l’informazione occidentale, che di fatto risponde a un solo editore globale.
Come si può vedere più le cose andavano male più c’era bisogno di questi stupefacenti, capaci di ribaltare lo stato delle cose: in realtà sono l’economia statunitense e quella europea ad essere in grossi guai, sia pure per ragioni divers.
Prima questa proiezione sugli altri delle proprie condizioni o dei propri istinti predatori era un semplice uso pratico,
ora è diventata una certezza matematica.
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Il re è nudo. - Marco Travaglio

 

Scandalo, orrore, vituperio! 𝐆𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢 ha detto al Giornale di Calabria che al referendum su magistratura e politica “𝐯𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐍𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚” e “𝐯𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐒𝐢̀ 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢, 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐮𝐭𝐚𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐨𝐧𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞”. Parole inappuntabili, a cui avrebbe potuto aggiungere un’ovvietà: voteranno Sì anche persone perbene disinformate dalla propaganda del Sì, che non hanno capito di fare il gioco di indagati, imputati, massoneria deviata eccetera.

La reazione del governo e addirittura dei presidenti di Camera e Senato è stata la stessa che investe i personaggi autorevoli quando dicono che 𝐢𝐥 𝐫𝐞 è 𝐧𝐮𝐝𝐨. Nel 2013 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚𝐭𝐨, assessore alla Cultura della Sicilia, disse al Parlamento europeo che in quello italiano c’erano personaggi “che farebbero qualunque cosa… Queste troie che si trovano in giro nel Parlamento dovrebbero aprire un casino pubblico…”. Ovviamente parlava dei voltagabbana che si vendono al migliore offerente, tradiscono i loro elettori e rinnegano tutte le promesse elettorali. Ma le alte cariche dello Stato finsero di non capire, inscenarono la solita 𝐟𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐚𝐫𝐭𝐮𝐟𝐨 e insorsero come un sol uomo, dalla Boldrini a Grasso e anche il Quirinale (allora occupato da Napolitano) si fece sentire sotto traccia, finché il presidente Crocetta licenziò Battiato.

Ora la scena si ripete con Gratteri. E il bello è che a insorgere sono quelli del 𝐒𝐢̀ che copiano il piano di 𝐆𝐞𝐥𝐥𝐢 (capo della loggia deviata P2), dedicano la 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 a 𝐂𝐫𝐚𝐱𝐢 (pluri-pregiudicato) e 𝐁. (pregiudicato e membro della P2) e si fregiano del sostegno di pregiudicati come 𝐃𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐭𝐫𝐢, 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐭𝐢, 𝐂𝐮𝐟𝐟𝐚𝐫𝐨, 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐠𝐨𝐧𝐢, 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐮𝐥𝐢, patteggiatori come 𝐓𝐨𝐭𝐢 𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐦𝐚𝐫𝐚, piduisti come 𝐂𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐭𝐭𝐨, imputati come 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞̀, condannati in primo grado come 𝐃𝐞𝐥𝐦𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨, indagati autoassolti come 𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨, 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞𝐝𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐭𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨.

𝐒𝐚𝐥𝐯𝐢𝐧𝐢 annuncia che denuncerà Gratteri, dimenticandosi di avere anche lui una condanna per razzismo (per il famoso coro “Senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani. O colerosi, terremotati, con il sapone non vi siete mai lavati”). Strepitoso 𝐎𝐜𝐜𝐡𝐢𝐮𝐭𝐨 che, in quanto indagato (per corruzione) e fautore del Sì, intima a Gratteri di non ripetere mai più che gli indagati votano Sì.

𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 invece vuole estendere l’altra schiforma piduista, quella sugli esami psicoattitudinali per i neomagistrati, alle toghe a fine carriera (esigenza peraltro già dimostrata dalla sua, di carriera), facendo intendere che Gratteri sia matto. E, sia chiaro, probabilmente lo è: 𝐬𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 𝐟𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐳𝐳𝐨.

𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐓𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 – 𝐈𝐥 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐐𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝟏𝟒 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔 


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