Scandalo, orrore, vituperio! 𝐆𝐫𝐚𝐭𝐭𝐞𝐫𝐢 ha detto al Giornale di Calabria che al referendum su magistratura e politica “𝐯𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐍𝐨 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐂𝐚𝐥𝐚𝐛𝐫𝐢𝐚” e “𝐯𝐨𝐭𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐒𝐢̀ 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐚𝐠𝐚𝐭𝐢, 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐮𝐭𝐚𝐭𝐢, 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐨𝐧𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐢𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐢 𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞”. Parole inappuntabili, a cui avrebbe potuto aggiungere un’ovvietà: voteranno Sì anche persone perbene disinformate dalla propaganda del Sì, che non hanno capito di fare il gioco di indagati, imputati, massoneria deviata eccetera.
La reazione del governo e addirittura dei presidenti di Camera e Senato è stata la stessa che investe i personaggi autorevoli quando dicono che 𝐢𝐥 𝐫𝐞 è 𝐧𝐮𝐝𝐨. Nel 2013 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚𝐭𝐨, assessore alla Cultura della Sicilia, disse al Parlamento europeo che in quello italiano c’erano personaggi “che farebbero qualunque cosa… Queste troie che si trovano in giro nel Parlamento dovrebbero aprire un casino pubblico…”. Ovviamente parlava dei voltagabbana che si vendono al migliore offerente, tradiscono i loro elettori e rinnegano tutte le promesse elettorali. Ma le alte cariche dello Stato finsero di non capire, inscenarono la solita 𝐟𝐢𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐚𝐫𝐭𝐮𝐟𝐨 e insorsero come un sol uomo, dalla Boldrini a Grasso e anche il Quirinale (allora occupato da Napolitano) si fece sentire sotto traccia, finché il presidente Crocetta licenziò Battiato.
Ora la scena si ripete con Gratteri. E il bello è che a insorgere sono quelli del 𝐒𝐢̀ che copiano il piano di 𝐆𝐞𝐥𝐥𝐢 (capo della loggia deviata P2), dedicano la 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 a 𝐂𝐫𝐚𝐱𝐢 (pluri-pregiudicato) e 𝐁. (pregiudicato e membro della P2) e si fregiano del sostegno di pregiudicati come 𝐃𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐭𝐫𝐢, 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐢𝐭𝐢, 𝐂𝐮𝐟𝐟𝐚𝐫𝐨, 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐢𝐠𝐨𝐧𝐢, 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐮𝐥𝐢, patteggiatori come 𝐓𝐨𝐭𝐢 𝐞 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐦𝐚𝐫𝐚, piduisti come 𝐂𝐢𝐜𝐜𝐡𝐢𝐭𝐭𝐨, imputati come 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞̀, condannati in primo grado come 𝐃𝐞𝐥𝐦𝐚𝐬𝐭𝐫𝐨, indagati autoassolti come 𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨, 𝐏𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞𝐝𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐌𝐚𝐧𝐭𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨.
𝐒𝐚𝐥𝐯𝐢𝐧𝐢 annuncia che denuncerà Gratteri, dimenticandosi di avere anche lui una condanna per razzismo (per il famoso coro “Senti che puzza, scappano anche i cani, sono arrivati i napoletani. O colerosi, terremotati, con il sapone non vi siete mai lavati”). Strepitoso 𝐎𝐜𝐜𝐡𝐢𝐮𝐭𝐨 che, in quanto indagato (per corruzione) e fautore del Sì, intima a Gratteri di non ripetere mai più che gli indagati votano Sì.
𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 invece vuole estendere l’altra schiforma piduista, quella sugli esami psicoattitudinali per i neomagistrati, alle toghe a fine carriera (esigenza peraltro già dimostrata dalla sua, di carriera), facendo intendere che Gratteri sia matto. E, sia chiaro, probabilmente lo è: 𝐬𝐞 𝐝𝐢𝐜𝐢 𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐍𝐨𝐫𝐝𝐢𝐨 𝐟𝐚 𝐢𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐩𝐚𝐳𝐳𝐨.
𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐓𝐫𝐚𝐯𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 – 𝐈𝐥 𝐅𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐐𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝟏𝟒 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔
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