sabato 26 agosto 2023

GALIMBERTI E IL NARCISISTA. - Viviana Vivarelli

 

Dice Galimberti che il narcisista è talmente pieno di sé da essere fondamentalmente incapace di conservare una relazione. Può anche sembrare simpatico, intelligente e brillante, ma non riesce ad immedesimarsi nell'altro. Lo considera solo un applausometro. Le emozioni, i sentimenti, le reazioni dell'altro per lui non esistono o esistono sotto forma di fastidi, per cui può troncare la relazione istantaneamente con delle motivazioni o anche senza, senza curarsi dello stato d'animo dell'altro, indifferente alle macerie che si lascia dietro.
Il narcisista in genere è incapace di amare un'altra persona perché ama fondamentalmente solo sé stesso. I soggetti narcisisti hanno dentro di sé un senso di vuoto che non riescono a riempire perché non hanno modi di relazionarsi sani, sono troppo pieni di sé stessi per capire il senso di dedizione all'altro che l'amore richiede. Capiscono solo le pulsioni del proprio io, e allo stesso tempo hanno un io frammentato che per stare insieme richiede un senso alto di grandiosità e di egocentrismo.
Le loro capacità affettive relazionali sono immature e adolescenziali, per cui non riescono ad essere emotivamente coinvolti nella relazione né capiscono il coinvolgimento dell'altro, che tendono ad abbandonare bruscamente quando la loro vanità non ne ha più bisogno.
Secondo il criterio diagnostico DSM-IV il narcisista presenta un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento). Ha bisogno di ammirazione ma è privo di empatia.
  1. Per esempio esagera i propri risultati e le proprie capacità e si aspetta di essere valutato come superiore agli altri.
  2. Ha fantasie di grande successo, potere, fascino, bellezza e di amore ideale.
  3. Crede di essere speciale, unico e di poter essere capito solo da persone speciali.
  4. Richiede eccessiva ammirazione.
  5. E' convinto che tutto gli sia dovuto, senza sentirsi in dovere o in obbligo verso gli altri. Pretende che le sue aspettative siano immediatamente soddisfatte.
  6. Si approfitta degli altri o ne sfrutta le emozioni o i sentimenti per nutrire la propria vanità.
  7. Non è capace di capire i sentimenti e le necessità degli altri.
  8. E’ categorico e pretende che la propria volontà detti legge.
  9. Può essere arrogante, pretende di avere sempre ragione. E' estremamente ripetitivo per quanto riguarda la proprie idee o opinioni. E' assertivo e incapace di capire la posizione dell'altro.
Si valuta che i soggetti decisamente narcististici siano per lo più maschi e rappresentano il 3% della popolazione.
Non serve a niente usare con loro della psicoterapia. Sono in parte o totalmente incapaci di cambiare.
Ci sono due tipi di Narcisisti: aperti o mascherati.
I primi hanno doti da istrione, sono affascinanti e pieni di sé e hanno bisogno di un pubblico di ammiratori, sono scaltri, arroganti ed aggressivi. Hanno un alto livello di autostima e bassa tolleranza alle critiche.
I narcisisti mascherati non stanno al centro della scena, non sono esibizionisti e sono molto permalosi.
Ma entrambi i tipi hanno bisogno di essere ammirati, hanno fantasie di grandezza, sentimenti di invidia mascherati da ipercriticismo, difficoltà a controllare gli impulsi e tendenza a sfruttare gli altri.
Non è sempre facile individuare un soggetto narcisista, può sembrare socialmente integrato e occupare posizioni di rilievo nelle forze dell’ordine, nella sanità, nell’avvocatura, può essere un soggetto intelligente, abile stratega e molto apprezzato, che dà un'ottima immagine di sé al mondo.
Quando si incontra un narciso le cose sono molto veloci: da subito si entra nel vivo di una relazione stabile e sembra che tutto quello che si desidera si possa realizzare.
Se lei sogna una famiglia e dei figli, lui subito le propone di sposarlo e fare 10 figli, se lei ama i viaggi o il teatro, lui sarà un viaggiatore provetto ed un grande cultore della materia.
Sembra di aver incontrato l’uomo perfetto, l’altra metà della mela!
Si entra subito in una fase iniziale detta "love bombing" in cui si stabilisce una relazione forte immediata con la partner per soddisfare i suoi bisogni primari.
A quel punto il Narciso getterà la maschera del principe azzurro e si manifesterà. Lo sfruttamento sarà totale, sia emotivo che affettivo, sia strumentale che economico.
Subito dopo le aree di gratificazione e di riconoscimento della compagna inizieranno ad essere sempre minori, facendo posto a meccanismi di svalutazione e di manipolazione che renderanno il partner sempre più infelice, debole e insicuro.
Seguiranno scoppi di rabbia immotivata, bugie e false affermazioni per indebolire sempre più la partner. Il Narciso tende a esercitare il suo potere sulle emozioni dell'altra fino a stroncarla.
Allo stesso tempo il Narciso non prova sentimenti nè empatia, non si sente in colpa, ha sempre ottime giustificazioni
Quando ha ridotto la partner ed essere una nullità, la scarica e passa a un'altra donna (fase dello scarto) con cui ricomincia l'opera di seduzione.
Il Narciso è incapace di dare un amore duraturo e sa solo abusare psicologicamente della donna producendole danni anche gravi simili alla sindrome post traumatica da stress.
Il Narciso tratta gli altri come oggetti.
Stare con un Narciso è come salire su una montagna russa, ci sono picchi altissimi e livelli bassissimi e si passa dall’uno all’altro velocemente e di continuo.
Un narciso è capace di dire parole dolcissime ed appassionate, fare l’amore e un momento dopo di arrabbiarsi furiosamente per un futile pretesto; la persona è spiazzata, ma deve stare sempre all’erta, perché nel momento in cui si rilassa lui colpisce svalutando e rimproverando.
Lei, che ha ancora dentro la sua testa l’immagine del principe azzurro,non ci può credere, nega la situazione e ricerca in tutti i modi quella realtà gratificante vissuta. Questa è la scissione, la separazione del principe azzurro dall’abusante; lui usa ma lei, in modo collusivo, cerca di difendere e mantenere dentro di sé quell’immagine di lui buona, quella che non riesce a lasciare.
A questo punto, chi si sente in colpa è sempre lei che si domanda dove ha sbagliato e cerca di riparare e fare bene le cose e di soddisfarlo sempre di più nelle sue necessità; ma non andrà mai bene, e se va bene ed arriva il riconoscimento e l’elogio, ci sarà un’altra cosa che lo renderà scontento.
A volte il Narciso usa il silenzio come arma di vessazione: o non risponde ad una domanda o resta muto per ore, per giorni. Spesso si estranea, intento al computer o sul cellulare, a fare cosa? Si domanda lei, forse a chattare con un’altra? Sì perché spesso c’è (sempre) un’altra, una terza persona , di cui ti parla: un’amica che ti presenta innocentemente.
Il Narciso è uno scontento cronico, è un sacco vuoto che deve essere riempito dagli altri, e le critiche non sono altro che espressione di una grande invidia verso chi sa fare ed essere.
LE PREDE DEL NARCISO SONO SPESSO DONNE INTELLIGENTI, CAPACI, MOLTO ACCOGLIENTI, DISPONIBILI E GENEROSE NELLE LORO ESPRESSIONI DI SE', MA ANCHE MOLTO SENSIBILI E CON DELLE AREE DI FRAGILITÀ.
Nella loro storia troviamo infatti spesso una figura narcisistica, spesso un padre o una madre, coloro insomma che hanno contribuito alla loro ferita narcisistica.
Ciò fa da aggancio nel legame di coppia, perché quei meccanismi di manipolazione, lei li ha già vissuti e sono stati messi in atto proprio dalle figure di riferimento primario, da quelle persone che per definizione non ti farebbero mai del male, quelle che ti hanno messo al mondo, quelle che ti dovrebbero proteggere più di tutti.
Questo rende più difficile uscire dal legame di coppia, perché ciò significa iniziare un cammino di decodifica e di consapevolezza della propria storia nella sua globalità.
Dopo molto tempo la vittima, se aiutata e/o aiutandosi può iniziare a recuperare aree di nuova funzionalità interna. Un lento recupero può avvenire solo dopo un’astinenza completa e continuativa, come in ogni situazione di dipendenza affettiva: il non contatto diventa un imperativo categorico che può portare ad una prognosi positiva.
L’astinenza dal narciso (come dalle droghe, dal gioco o dall’alcool) è una condizione indispensabile, perché nella persona rimangono insediati per molto tempo pensieri ossessivi che perseguitano internamente e con cui si deve fare i conti ogni momento della giornata.
Questo rende la vittima debole e fragile ai ritorni del narcisista, che anche se ha lasciato la donna continua a tentare di usarla e controllarla , perché quello che dà piacere al Narciso è l’esercizio del potere sull’altro. Dopo mesi o anni, con un incontro casuale, che casuale non è il Narciso si rifà vivo e prova di nuovo a farvi cadere in trappola.
UNA “COMPLEMENTARE” SPESSO , OLTRE AD AVER VISSUTO CON UN GENITORE NARCISO, HA INCONTRATO PIÙ DI UN PARTNER NARCISO, COME UNA STORIA CHE RICORRE ALL’INFINITO SE NON VIENE RISOLTO IL NODO ORIGINALE.
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