giovedì 9 luglio 2026

Ursula Von Der Leyen. - Giuseppe Salamone

 


Questa criminale e naxista andrebbe processata per direttissima, altro che stare qui a discutere di mozioni di sfiducia che, ripeto, sono sacrosante e andrebbero votate senza se e senza ma!
Non solo ha acquistato miliardi di euro di vaccini con degli SMS WhatsApp poi scientemente cancellati, ma sta portando avanti una politica di spostamento di migliaia di miliardi a favore dell'alta finanza, che sta a capo sia delle Big Pharma sia delle aziende di armi. Ursula von der Leyen è l'espressione del mondo finanziario messa a capo dell'Unione Europea, dove si dirottano centinaia di miliardi di soldi nostri verso quelle che Assange chiamava "élite transnazionali".
Il tutto mentre si nascondono dietro la parola “pace”, Bruxelles, con a capo Ursula, accelera una corsa al riarmo senza precedenti. L’industria bellica europea è in pieno boom: gli ordini inevasi delle aziende della difesa hanno raggiunto i 365 miliardi di dollari, con un aumento del 103% dal 2021.
Solo la spesa militare dell’UE è salita del 31% tra il 2021 e il 2024, toccando i 350 miliardi di dollari. La tedesca Rheinmetall ha visto il suo portafoglio ordini crescere da 26 a oltre 67 miliardi in meno di quattro anni. Il colosso franco-tedesco KNDS ha raddoppiato gli ordini a 25 miliardi.
Il conto totale della nuova corsa agli armamenti europei supera gli 860 miliardi di dollari. E ora l’UE prevede di stanziare altri 150 miliardi di euro in prestiti militari da destinare agli “alleati” NATO come Regno Unito e Canada. Anche Ucraina e Islanda vengono inglobate nell’apparato bellico europeo.
Questo non è più solo un progetto economico: è la chiara preparazione a una guerra che prima o poi sarà combattuta. L’Unione Europea si conferma oggi come uno dei pericoli più grandi e gravi per la stabilità mondiale, al pari dello Stato terrorista di Israele e degli Stati Uniti.
Ursula Von Der Leyen ne è la prima responsabile, e chi la legittima non ha responsabilità minori.

ANKARA , GARANZIA FUTURA

 "Se avessimo un briciolo della dignità degli iraniani dovremmo mettere a ferro e fuoco le piazze europee"

E' stupefacente come la sfilata di Ankara non sia percepita come massima minaccia verso i popoli che ancora vivono dell' illusione democratica.
Il cartello bellicista che toglie al popolo per ingrassare la Finanza e l' industria bellica della guerra ha fatto ad Ankara bella mostra dei centri di potere che nulla hanno a che spartire con gli interessi ed il bene comune dei cittadini.
Hanno ipotecato il futuro.
Non previsioni ad un anno, a 5 , a 10, 30 anni.
HANNO FIRMATO CHE PER I PROSSIMI 30 ANNI LA RUSSIA SARÀ CONSIDERATA NEMICO E PERICOLO!
Sono dei maghi.
Non sanno cosa accadrà con l' Iran nelle prossime settimane , ma come oracoli hanno firmato una cambiale per i prossimi 30 anni, qualcosa che di per sé può essere scambiata per follia.
Non è follia .
È decidere senza il consenso democratico dei popoli che la guerra deve essere permanente , le nostre tasse di fronte a questo pericolo artificialmente creato andranno in armi e soprattutto una guerra diretta è già pianificata.
L' estrema destra ultra liberista ha ipotecato il futuro di 450 milioni di persone attorno ad un tavolo sorseggiando champagne e facendo affari.
Niente asili , sanità, scuola , missili.
Per il nostro bene, la nostra libertà, la democrazia , perché il termine democrazia viene speso da questi criminali esattamente come i criminali sionisti spendono il termine antisemitismo per compiere i peggiori crimini.
Gli oligarchi NATO voraci affaristi hanno mostrato il muso feroce dei padroni che vogliono tutto senza farsi scrupolo di salvare le apparenze.
La famosa nazificazione dell' Occidente , per fare sintesi
della profezia di Putin.
Chi ha assaltato l' Iran, sequestrato il Venezuela , sterminato il popolo palestinese, stabilisce che non è lui il criminale lanetario, ma la Russia .
E chi non è d' accordo diventa un terrorista o un propagandista russo.
Lo dicono i maggiori sponsor della guerra permanente globale.
Se avessimo un briciolo della dignità degli iraniani dovremmo mettere a ferro e fuoco le piazze europee.
Ma non ne abbiamo.

«E NOI PAGHIAMO» - Marco Travaglio

 

«Se il giornalismo esistesse ancora, la stampa europea inchioderebbe i leader Nato a una domanda: “Ci spiegate perché l’Europa dovrebbe buttare altre centinaia di miliardi nelle armi, levandoli allo Stato sociale?”.

1) Rutte: “La Russia, anche dopo la fine della guerra in Ucraina, continuerà a rappresentare una minaccia di lungo periodo alla sicurezza euro-atlantica”. Generale americano Grynkewich, comandante supremo delle forze Nato in Europa: “Ho seguito molto attentamente le informazioni di intelligence. La Russia non cerca un conflitto. Capisce il concetto di ‘alleanza difensiva’ e comprende che abbiamo una serie di vantaggi asimmetrici”. Infatti gli Usa ritirano risorse militari in Europa (verso il Golfo e il Pacifico), pur mantenendovi basi e soldati per presidiarla e usarla come pista verso il Medio Oriente, perché non credono a minacce russe. La Nato di Grynkewich è la stessa di Rutte, o un’altra a noi ignota?

2) Gli europei s’impegnano a spendere per la difesa Nato il 5% del Pil, mentre gli Usa sono al 3,1. Nel 2026 le loro spese per la difesa salgono dai 418 miliardi del 2025 a 454, cioè il 2,4% del Pil Ue e la metà del bilancio del Pentagono, mentre la Russia ne spende appena 150 (1/3 dell’Ue e 1/10 della Nato) non solo per la guerra, ma per difendere il suo territorio di Paese più vasto del mondo.

3) La Nato spillerà ai suoi soci (Usa esclusi) altri 140 miliardi in due anni per l’Ucraina, che non ne fa parte (la Meloni era contro la formula biennale, poi si è subito calata le brache). Ma Trump annuncia che “la guerra sta per finire”, forse perché ha saputo quel che accade sul campo: caduta Kostjantynivka, ora tocca a Lyman, poi ai russi restano due roccaforti per completare la conquista del Donetsk (Kramatorsk e Sloviansk). Che senso ha pianificare fondi per due anni, se tra pochi mesi potrebbe non esistere più un fronte ucraino da difendere?

4) Zelensky firma accordi con Paesi Ue per venderci un quarto delle armi e munizioni prodotte dall’Ucraina, ma intanto continua a chiederci armi gratis e soldi per fabbricarle (in 52 mesi ha avuto 215 miliardi dall’Europa e 115 dagli Usa, che ora hanno smesso). Ma se ne ha in sovrappiù, perché seguitiamo ad armarlo e a finanziarlo? E, se gliene servono di diverse, perché quelle che ci vende non ce le facciamo regalare?

5) Rutte, a sua insaputa, confessa al Financial Times: “Europa e Canada si sono impegnati ad acquistare armi dagli Usa per 300 miliardi di dollari. Questo ha l’effetto di sostenere circa 195mila posti di lavoro negli Usa”. Quindi la Nato è il bancomat di Trump, di Zelensky e delle loro industrie militari. E noi europei ci imbottiamo di armi per continuare, con più mezzi, nell’esercizio che ci riesce meglio: spararci nelle palle.»

F.Q. 9 luglio 

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