sabato 17 gennaio 2026

In Belgio, quando compi 65 anni, non ricevi solo gli auguri.

 

In Belgio, quando compi 65 anni, non ricevi solo gli auguri. Ti arriva una lettera ufficiale dal Dipartimento delle Pensioni. Nessun giro di parole, nessuna burocrazia complicata. Solo un messaggio chiaro:

“Lei è diventato pensionato. Ci invii il numero del suo conto bancario per ricevere il suo stipendio mensile.”

E se hai bisogno di supporto?
“Chiami questo numero per fissare un appuntamento.”

Semplice, diretto, umano.
Perché lì, la pensione non è considerata una resa. È un riconoscimento. Non è l’inizio dell’invisibilità, ma l’apertura di una nuova fase di vita, tutelata e rispettata.

Lo Stato non dimentica chi ha contribuito a costruire il presente. Anzi, se ne prende cura. E lo fa così:

✔ Sgravi sull’affitto per chi vive in casa o appartamento
✔ Contributi mensili per sostenere le spese abitative
✔ Accesso alla sicurezza sociale con costi minimi
✔ Sconti su bollette e mezzi pubblici
✔ Assistenza sanitaria quasi gratuita
✔ Cure dentistiche semi-gratuite, con tanto di multa se salti il controllo annuale!

E tutto questo… in un Paese che non ha risorse naturali da vendere. Niente petrolio. Niente miniere.

Ma ha qualcosa di più prezioso: l’onestà.

Perché quando nessuno ruba, i conti tornano. E i diritti non restano promesse: diventano realtà.

Un sistema così non nasce dal nulla. È il frutto di una scelta collettiva, di una cultura che ha messo la dignità al centro. Che ha deciso che il valore di una persona non si misura in produttività, ma in umanità.

Forse è proprio questo il segreto: la vera ricchezza non è sotto terra.
È dentro le persone. 

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Il popolo belga è un popolo di persone deliziose, accoglienti, premurose. 
Posso affermarlo con certezza perchè ci sono stata e sono rimasta impressionata dalla loro affabilità e genuinità. 
Naturalmente, il fatto di sentirsi curati e coccolati dallo Stato in cui vivono, dà loro un senso di tranquillità e serenità che fa star bene.
cetta.

L’INSPIEGABILE MISTERO DI “PUMA PUNKU”.

 

Per “Puma Punku” normalmente si intende un’area lunga circa 167 metri, e ampia 117 metri. Su questa zona si trova una piattaforma in pietra che misura 6,75 × 38,72 metri. Su di essa si trovano dei blocchi di andesite e arenaria rossa. Diversi di questi blocchi hanno una mole mastodontica. Uno di questi blocchi misura 7,81 metri x 5,17 metri x 1,07 metri. Questo masso dovrebbe pesare almeno 131 tonnellate. Ci sono altri quattro blocchi di grandezza simile sulla piattaforma. Anche se sono state localizzate le cave da cui probabilmente questi blocchi megalitici sono stati tratti, non si ha idea di come i costruttori siano riusciti a portarli fin lì, ad una distanza di diversi chilometri, e in alta montagna, a 3.800 metri di altezza!

Nel perimetro di Puma Punku si trovano anche altri blocchi, più piccoli, ma con delle caratteristiche che li rendono unici. Si possono descrivere come blocchi quadrangolari con una facciata a forma di “H”. Tra le caratteristiche che li rendono unici c’è senza dubbio l’estrema precisione del loro taglio. Gli angoli interni ed esterni dei blocchi, gli spigoli e ogni altro dettaglio sono realizzati con una precisione millimetrica, in modo tale che possono aderire perfettamente l’uno all’altro.
Secondo praticamente tutti gli studiosi, chi ha realizzato quei blocchi doveva possedere un qualche tipo di strumentazione ad altissima precisione. L’incredibile accuratezza del taglio delle pietre di Puma Punku richiama da vicino la precisione con cui è stata realizzata in Egitto la “Camera del Re” e l’interno dei parallelepipedi del Serapeo di Saqqara. In molti di questi blocchi si vede il simbolo che viene ripetuto anche nelle piramidi di Giza, che dà la forma alla Grande Galleria e alla nicchia della Camera della Regina. Si tratta di una “V” rovesciata a gradoni.

Un’altra caratteristica unica di questi blocchi è che si presentano come “blocchi modulari”, che si possono incastrare tra loro in diversi modi, come una sorta di “gigantesco lego”. Inoltre, questi “enormi pezzi di lego” vengono tenuti insieme da un ingegnoso sistema di staffe interne, composte da una lega di rame-arsenico-nichel-bronzo. Sono stati trovati anche due blocchi di diorite che erano uniti insieme con un sistema simile. La precisione con cui sono stati realizzati tutti questi blocchi lascia sconcertati gli osservatori. Non sembra affatto di vedere oggetti del passato.

Questi blocchi di roccia un tempo componevano qualche tipo di edificio, mentre oggi sono sparsi per terra in maniera disordinata. Sembra come se una gigantesca mazza da baseball abbia colpito improvvisamente una costruzione fatta con dei lego, sparpagliandoli disordinatamente sul pavimento. Questo indica che, anche in questo caso, una gigantesca “onda d’urto” ha colpito violentemente questa zona, come sembra sia avvenuto anche a Sacsayhuamán. Sembra che questa gigantesca onda d’urto, di una violenza terribile, abbia buttato tutto gambe all’aria.

L’articolo continua sul libro:
HOMO RELOADED – 75.000 ANNI DI STORIA NASCOSTA

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La terra ha subito 5 estinzioni di massa, è probabile, pertanto, che una delle popolazioni che ci hanno preceduto fosse tecnicamente più avanzata della nostra attuale.

cetta