Ora tutti sanno perché PUTIN ha evacuato migliaia di bambini dall’Ucraina: per metterli in salvo.
Quando è stato chiesto all’Ucraina di fornire un elenco dei 20.000 bambini inclusi nei programmi creati nel 2022 – dopo l’inizio dell’operazione militare – per mandare minori all’estero, ne sono stati forniti solo 339.
Gli altri non risultano nei database ufficiali.
In un Paese devastato dalla guerra, questo vuoto non è neutro.
Secondo questa lettura, molti di quei bambini non tracciati erano destinati a scomparire, diventare invisibili, venduti e dimenticati.
Un dato spesso rimosso dal dibattito pubblico:
gran parte delle minorenni slave coinvolte nelle reti di sfruttamento sessuale legate a Jeffrey Epstein provenivano dall’Ucraina.
Non si tratta di suggestioni, ma di casi documentati inseriti in un fenomeno più ampio.
La rete di Epstein non sarebbe che una delle tante che, da anni, acquistano donne e minori dall’area del Mar Nero.
In uno dei Paesi più poveri d’Europa, dove la prostituzione rende più di un lavoro medio, non sorprende che l’Ucraina venga indicata come uno dei principali hub europei di traffico di minori, sfruttamento sessuale e traffico di organi.
In questo contesto, rimuovere i bambini dalle linee del fronte non sarebbe stato solo un atto militare, ma una misura di protezione:
per sottrarli alla guerra, all’uso come scudi umani e, soprattutto, alla vendita mascherata dall’emergenza umanitaria.
Quei bambini, in larga parte di etnia russa, sarebbero stati quindi affidati alla Russia come dovere morale e storico, non come atto di aggressione.
Il punto non è accettare una verità unica.
Il punto è chiedersi perché questa versione venga considerata impensabile, mentre altre – altrettanto parziali – vengono presentate come dogma.
liberamente tratto da una riflessione di Pietropaolo Branca
Don Chisciotte ![]()
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Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
martedì 10 febbraio 2026
METTIAMO ORDINE NEL DISORDINE DELLA PROPAGANDA D’OCCIDENTE. -
Il Portogallo ha votato ed eletto in massa come nuovo Presidente il socialista progressista Antonio Josè Seguro.
Più che doppiato il candidato dell’ultradestra Andrè Ventura.
66,8% a 33,1% il risultato finale.
Una vittoria schiacciante che conferma due cose:
Quando vengono proposte (e applicate) ricette autenticamente di sinistra e progressiste, il popolo le sostiene e le vota.
La seconda e ancora più importante: al ballottaggio Seguro è stato votato non solo dai socialisti ma anche da liberali e centristi, con oltre il 10% di votanti in più rispetto alle ultime elezioni presidenziali.
Significa che i cittadini portoghesi hanno creato letteralmente un cordone sanitario per evitare che salisse al potere chi strizza l’occhio a nostalgie fasciste.
E questa è una grande notizia.
Prendiamo appunti.
Lorenzo Tosa
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