Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
martedì 30 giugno 2026
Il metodo Hitler. -
venerdì 26 giugno 2026
«I GUERRIERI DI PENNA E DI GOVERNO FANNO LA MORALE NEI TALK TV» Pino Corrias
lunedì 22 giugno 2026
ATTERRAGGIO SULLA REALTÀ - Marco Travaglio
venerdì 19 giugno 2026
Chi è costui? Un affabulatore?
sabato 23 maggio 2026
E' bene che si sappiano "tutte" le notizie, anche quelle scomode per chi comanda...
Il tristo individuo non vuole che la guerra, da lui provocata dietro richiesta di chi comanda, cessi, tanto lui è protetto, lui non ci va in guerra... lui fa la vittima; vittima che, con la guerra in atto, riceve soldi e armi...
Ma non si deve sapere, il regime lo deve proteggere perchè è stato bravo ed ubbidiente...
cetta.
lunedì 18 maggio 2026
Le fiamme di Mosca e il cinismo della propaganda.
sabato 16 maggio 2026
Si aggrapperà al potere fino alla fine, afferma Mykola Azarov.
mercoledì 29 aprile 2026
Perché l'Europa non cerca una via d'uscita dallo stallo ucraino...
Recentemente, criticando la politica estera statunitense, cosa quantomeno ridicola, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato, in particolare:
giovedì 16 aprile 2026
DRONI, NON PANE.
Mentre gli italiani fanno i conti con bollette sempre più pesanti, stipendi fermi e un’inflazione che rosicchia anche il carrello della spesa, il governo decide che la priorità è un’altra: produrre DRONI insieme all’Ucraina.
Non per difendere il territorio nazionale, non per una strategia autonoma, ma per inserirsi sempre più profondamente dentro una guerra che NON È LA NOSTRA.
L’incontro tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky non porta a un tentativo di mediazione, non apre spiragli diplomatici, ma consolida una scelta precisa: rafforzare
la PRODUZIONE MILITARE.
Nel frattempo, il cosiddetto “war tour” europeo del leader ucraino serve a una cosa sola: garantire continuità alla guerra, non certo alla pace.
E poi c’è un dettaglio che dovrebbe far riflettere tutti:
la Russia ha reso pubblici nomi e indirizzi delle aziende coinvolte nella produzione di droni in Europa.
Questo significa una cosa molto semplice: quei luoghi diventano OBIETTIVI SENSIBILI.
Tradotto ancora più chiaramente: il rischio si sposta anche QUI.
Così, senza un vero dibattito pubblico, senza una discussione seria nel Paese, ci ritroviamo dentro la filiera bellica, esponendo territorio e imprese,
mentre continuiamo a raccontarci che tutto questo serve alla pace. Ma la verità è più lineare e meno rassicurante: stiamo NORMALIZZANDO LA GUERRA dentro casa nostra.
E allora la domanda è inevitabile: davvero questa è la priorità di un Paese che fatica ad arrivare a fine mese?![]()
seguici anche su TELEGRAM dove troverai contenuti censurabili su FB: https://t.me/donchisciotte667
https://www.facebook.com/photo/?fbid=3350753631773047&set=a.397017047146735
giovedì 9 aprile 2026
«DIES IRAN» - Marco Travaglio
«Sembra ieri
che,
grazie ai bombardamenti american-israeliani,
l’Iran era lì lì per diventare il paradiso terrestre: regime change, mullah e pasdaràn morti o in galera o convertiti al cristianesimo e/o all’ebraismo, abolizione dell’Islam, governo liberaldemocratico col figlio dello Scià o qualcun altro scelto da Trump e/o Netanyahu, addio arricchimento dell’uranio, oppositori in trionfo, ragazze truccatissime coi capelli al vento, petrolio gratis e chiù pilu per tutti.
Il Battaglione Bibi, sparso fra i media, la destra propriamente detta e la sinistra di destra (i “riformisti”) non avevano dubbi:
sì, vabbè, qualche migliaio di innocenti sarebbero morti ammazzati, ma non era il caso di sottilizzare.
Ora, ove mai reggesse la tregua dopo i 38 giorni della guerra più pazza del mondo, il bilancio è più che lusinghiero.
Hormuz, prima gratis per tutti, viene riaperto solo a chi paga il pizzo all’Iran, che ne diventa padrone.
Il regime è più forte di prima, avendo resistito al peggior attacco da 40 anni, con Khamenei jr. (più oltranzista e incazzato) al posto di Khamenei sr. (un po’ meno).
E se nel 2003 l’anziano ayatollah scomunicava con la fatwa le armi nucleari, ora nessun iraniano oserà più negare che l’atomica sia l’unico deterrente contro altre aggressioni.
Giovani e donne che manifestavano contro il regime, illusi da Trump col famoso “resistete, stiamo arrivando”, si ritrovano in balia di una repressione ancor più dura.
In sintesi: gli Usa hanno perso la guerra, come tutte le altre dal 1946.
E anche la faccia:
nessuno negozierà più con chi bombarda l’interlocutore con cui sta trattando; nessuno si fiderà più di parole retrattili che non valgono nulla (diversamente da quelle di Xi Jinping e Putin, che parlano poco, ma poi mantengono).
Il 27 febbraio, alla vigilia dell’attacco, il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, mediatore nei negoziati insieme ai trumpiani Witkoff e Kushner, dichiarò alla Cbs che l’Iran aveva fornito “piena disponibilità allo stoccaggio zero dell’uranio arricchito”, accettato ispettori Aiea e supervisori Usa (mentre Israele ha sempre rifiutato ispezioni ai propri siti nucleari) e perfino un’intesa sui missili da negoziare con gli Stati del Golfo: insomma “era pronto un accordo molto più avanzato di quello negoziato da Obama”.
Ora invece l’Iran proseguirà coi suoi piani nucleari e ha mostrato una disponibilità di missili molto superiore alle stime delle disastrose intelligence di Usa e Israele, sforacchiando l’Iron Dome di Bibi e smascherando le ridotte scorte missilistiche dei due nemici.
Ci sarebbero poi le comparse: la Meloni che “non condanna e non condivide” e la Von der Leyen che dice “grazie al Pakistan per la sua mediazione”.
Ma della servitù parliamo magari un’altra volta.»
F.Q. 9 aprile
https://www.facebook.com/photo/?fbid=3343624742485936&set=a.465946793587093
mercoledì 11 marzo 2026
Ursula Von der Leyen ha appena pronunciato un discorso terribile, tutto incentrato sull'uso della forza e sulla necessità di fare la guerra.
Ursula Von der Leyen ha appena pronunciato un discorso terribile, tutto incentrato sull'uso della forza e sulla necessità di fare la guerra.
Basterebbe solo questo per capire che le politiche portate avanti da questa signora sono totalmente incompatibili con la Costituzione della Repubblica italiana.
Lo schema che stanno usando è di nuovo quello dell'emergenza.
Putin è il nuovo covid, il mostro, il pericolo, la minaccia, l'elemento che può farti morire e che ti rende bisognoso di protezione.
Di fronte a un'emergenza così incombente non c'è tempo per le discussioni, per le macchinose assemblee democratiche che fanno solo perdere tempo mentre il mostro avanza. Il tuo diritto a dissentire non conta nulla perché bisogna proteggere la collettività.
Si deve correre, essere uniti, scavalcare il Parlamento, rinunciare ai diritti.
E non sono ammessi "disertori".
Non a caso usavano questa espressione anche durante il covid, e lo paragonavano a una guerra.
Ora come allora chi non è d'accordo con le politiche portate avanti dalle classi dirigenti sta con il nemico, tifa per il mostro,
va silenziato, censurato, magari anche arrestato.
Come in Romania, dove sono state annullate le elezioni e il vincitore è stato arrestato e poi escluso dalla ripetizione delle elezioni. Per non parlare della censura verso chi prova a fare sentire le ragioni dell'altro. L'ospitata di un giornalista russo nella nostra tv pubblica è stata repentinamente cancellata su ordine di una europarlamentare italiana. Perché si dovrebbe avere paura di ascoltare il punto di vista dell'altro? Poi lo si può contestare, si può non essere radicalmente d'accordo, ma se arrivi al punto di vietare all'altro di parlare sei già in un regime di comunicazione di guerra, non hai fiducia nelle tue ragioni e vuoi essere certo che la tua propaganda sia l'unica da dare in pasto alle masse.
Le armi invece sono il nuovo vaccino, lo strumento salvifico verso cui dirottare tutte le risorse pubbliche, che dall'oggi al domani diventa argomento unico di discussione per il carrozzone mediatico e nel dibattito politico.
Non esiste più emergenza climatica, magicamente il debito pubblico non mette più a repentaglio la stabilità delle nostre istituzioni, tutti si riscoprono keynesiani, oltretutto stavolta quando dicono di voler usare il bazooka non è più solo un'espressione figurata.
L'esercito europeo e la difesa comune sono quegli strumenti attraverso cui raggiungere la salvezza e la sicurezza in maniera pratica ed efficiente.
Perché per comprare ciò di cui abbiamo bisogno per proteggerci, o per produrlo più in fretta, c'è bisogno di accentrare il potere decisionale presso una sola entità, la quale deve avere carta bianca per ordinare le commesse magari anche con un sms.
Se ci pensate, è il modo più "stalinista" di gestire la cosa pubblica, ma paradossalmente ci dicono che tutto questo serve proprio per non diventare come i russi, e difendere la democrazia liberale.
E' vero, siamo in pericolo, qualcuno minaccia la nostra libertà, la nostra sicurezza, e ci ha dichiarato guerra.
Ma si tratta dei "nostri".
Francesco Forciniti
https://www.facebook.com/photo/?fbid=3312804968901247&set=a.397017047146735
Gatta ci cova, però... se accettiamo sanzioni dagli alleati e rifiutiamo di acquistare gas e petrolio ad un prezzo minore offerto dal "mostro" - definito tale dall'alleato fedifrago...
cetta


