mercoledì 23 settembre 2020

Un mondo migliore.












Diciamocelo francamente, il risultato del referendum e delle ultime elezioni politiche ha dato due chiari segnali, da un lato la voglia di cambiamento, dall'altro la volontà di mantenere lo satus quo.

Ed è naturale che sia così, poiché la popolazione è composta da vari strati sociali e culturali, ognuno dei quali ha aspettative diverse dovute alle proprie e svariate necessità.

La politica, quella attenta, non deve fare altro che cogliere questi segnali e farli propri.

In altri termini, dovrebbe eliminare quelle deleterie disuguaglianze culturali ed economiche createsi nel tempo restituendo ad ogni cittadino pari dignità morale e materiale; poi dovrebbe adoperarsi affinchè le leggi vengano rispettate da tutti - perché farle e non adoperarsi per farle rispettare le invalida - adoperarsi per creare servizi efficienti affidandoli a personale capace e responsabile... e via discorrendo.

Il cittadino onesto vuole il cambiamento perché vuole sentirsi sicuro, vuole giustizia, vuole essere garantito, vuole poter dire che le tasse che paga sono ben spese.

Il cittadino meno onesto, usando sotterfugi adoperati dai molti impuniti, sapendo di poter aggirare e sfuggire le leggi, vuole mantenere lo status quo.

Equità, lealtà, onestà, sincerità sono le regole del vivere civile.

Cetta.

Basta tifo. - Massimo Erbetti

 



















Basta con il tifo da stadio, la politica è una cosa seria. Ma veramente volete vivere la politica, come vivreste una partita di calcio?
La politica condiziona le nostre vite, le scelte della politica decidono il nostro futuro, quando qualcuno decide ad esempio di votare no al referendum solo per fare un dispetto a Tizio o Caio, c'è qualcosa che non va, c'è il fallimento di un'intera società. La costituzione è cosa seria, non è un derbi, modificarla non si esaurisce nei 90 minuti di una partita, eppure in molti hanno vissuto il referendum così.
C'è una crisi in atto, una crisi dei valori, una crisi di contenuti, non possiamo nascondercelo. Le persone sono spaesate, vivono nell'incertezza, lo dimostra il fatto che nel giro di due anni gli elettori hanno cambiato le proprie preferenze e continuano a farlo....2018 M5s al 33%, PD 18%, Lega 17% e FdI poco più del 4%.nel 2019 alle europee Lega 34%,PD 22%,M5s 17% e FdI oltre i 6%...gli ultimi sondaggi del 2020 invece danno la lega al 26%,il PD al 20/22%, FdI 15% e M5s al 14%, cosa sta succedendo? Perché le persone cambiano idea continuamente? Milioni di voti fluttuano, vanno da destra a sinistra, da sinistra a destra...Crisi identitaria la chiamano, si crisi identitaria, ma di chi? Dei partiti? O della società? Oggi tutti vogliono soluzioni semplici a problemi complessi, si vuole tutto e subito e se non si riesce a darle nell'immediato, vieni abbandonato. Non si può più programmare a lungo termine, non si giudica il lavoro di un governo durante tutta una legislatura, lo dimostra il fatto che il M5s, nel giro di due anni, ha perso più della metà dei consensi, ma questo vale anche per la Lega e in modo contrario per FdI. Sono bastati solo due anni, a modificare i "gusti" (politici) degli italiani per ben due volte.
Cosa accadrà fra un anno? E a fine legislatura? Quello che vale oggi, domani potrebbe non valere più nulla.
Il Movimento 5 Stelle in questo momento, dopo la sconfitta alle regionali, dovrebbe riflettere sulla propria identità, quella che l’aveva reso forte nel 2018. Vero, verissimo ragioniamoci. Valutiamo e decidiamo cosa fare...purtroppo non ho una ricetta, magari ad averla, la ricetta buona per tutto non esiste, però qualcosa si potrebbe fare...ci vuole unita di intenti ci vuole la voglia di costruire e non di distruggere, dovremmo tutti remare nella stessa direzione. Ma l'animo umano è strano...si salta al volo sul carro del vincitore, per poi scenderne con la stessa velocità con cui ci si è saliti, quando le cose vanno male...si punta il dito, ma si evita accuratamente di guardarsi dentro...non ho mai sentito nessuno dire: "cosa ho sbagliato io?" "Cosa potevo fare, che non ho fatto?" "Ho messo veramente il bene comune, al primo posto?" "Oppure ho pensato per primo al mio tornaconto?"...È colpa sua, tua, loro...eeh no, cari miei, si vince e si perde tutti insieme e tutti insieme si deve costruire e ricostruire, analizzare e risolvere.
Abbiamo la responsabilità di milioni di persone che ci hanno dato fiducia, milioni di esseri umani che ci hanno affidato il futuro e abbiamo la responsabilità di tutelarli, anche se hanno deciso di votare altri...perche la politica, quella vera, quella con la P maiuscola è questa...pensare alla gente, pensare al futuro delle persone... non puntare il dito.
Basta tifo, basta interessi personali, basta!
Facciamo la cosa giusta e se alla fine, fare la cosa giusta per le persone, sarà anche la cosa giusta per noi, meglio e se non lo sarà, pazienza...non dobbiamo pensare a noi e alla nostra sopravvivenza politica, noi siamo nati per aiutare la gente, non per le poltrone.

https://www.facebook.com/massimo.erbetti/posts/10218385748700695

Santa Sede: "L'eutanasia è un crimine, complice chi legifera".

 


Congregazione vaticana per la Dottrina della fede; "Con tale atto, l'uomo sceglie di causare direttamente la morte di un altro essere umano innocente".

"La Chiesa ritiene di dover ribadire come insegnamento definitivo che l'eutanasia è un crimine contro la vita umana perché, con tale atto, l'uomo sceglie di causare direttamente la morte di un altro essere umano innocente". Lo afferma la Congregazione vaticana per la Dottrina della fede nella Lettera "Samaritanus bonus". "Coloro che approvano leggi sull'eutanasia e il suicidio assistito - aggiunge - si rendono, pertanto, complici del grave peccato che altri eseguiranno. Costoro sono altresì colpevoli di scandalo perché tali leggi contribuiscono a deformare la coscienza, anche dei fedeli".

L'eutanasia, spiega l'ex Sant'Uffizio, "è un atto intrinsecamente malvagio, in qualsiasi occasione o circostanza". "Tale dottrina è fondata sulla legge naturale e sulla Parola di Dio scritta, è trasmessa dalla Tradizione della Chiesa ed insegnata dal Magistero ordinario e universale", ribadisce, e "qualsiasi cooperazione formale o materiale immediata ad un tale atto è un peccato grave contro la vita umana". "Dunque, l'eutanasia è un atto omicida che nessun fine può legittimare e che non tollera alcuna forma di complicità o collaborazione, attiva o passiva", aggiunge.

"Inguaribile non vuol dire incurabile" - "Inguaribile non è mai sinonimo di 'incurabile'". E' il concetto posto a premessa del documento "Samaritanus bonus. Lettera sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita", approvato dal Papa il 25 giugno scorso e pubblicato oggi, con cui la Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede - dinanzi alle iniziative legislative in vari Paesi sull'argomento - ribadisce i principi dottrinali e magisteriali contro l'eutanasia e il suicidio assistito, considerando che "il valore inviolabile della vita è una verità basilare della legge morale naturale ed un fondamento essenziale dell'ordine giuridico". Secondo l'ex Sant'Uffizio, un ostacolo "che oscura la percezione della sacralità della vita umana è una erronea comprensione dalla 'compassione' . Davanti a una sofferenza qualificata come 'insopportabile', si giustifica la fine della vita del paziente in nome della 'compassione'. Per non soffrire è meglio morire: è l'eutanasia cosiddetta 'compassionevole'. Sarebbe compassionevole aiutare il paziente a morire attraverso l'eutanasia o il suicidio assistito. In realtà, la compassione umana non consiste nel provocare la morte, ma nell'accogliere il malato, nel sostenerlo dentro le difficoltà, nell'offrirgli affetto, attenzione e i mezzi per alleviare la sofferenza". Ecco, quindi che, "la Chiesa, nella missione di trasmettere ai fedeli la grazia del Redentore e la santa legge di Dio, già percepibile nei dettami della legge morale naturale, sente il dovere di intervenire in tale sede per escludere ancora una volta ogni ambiguità circa l'insegnamento del Magistero sull'eutanasia e il suicidio assistito, anche in quei contesti dove le leggi nazionali hanno legittimato tali pratiche". 

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/09/22/santa-sede-leutanasia-e-un-crimine-complice-chi-legifera_281f3af9-c845-4b41-b38d-dbddf840e516.html

Che fare per far capire alla Santa Sede che le leggi di uno Stato vengono fatte per tutti i cittadini e non solo per i credenti?
Che fare per far capire alla santa Sede che ogni cittadino ha diritto di decidere per se stesso?
Ma poi, a prescindere dalla fede, chi paga per mantenere in vita un malato inguaribile?
Infine, se il loro Dio decide che il malato debba morire, perchè mantenerlo "forzatamente" in vita?
La loro è una ribellione verso il volere del loro Divino?
Cetta.


Rosicate, gente, rosicate. - Marco Travaglio










          Finora non ci avevano capito niente. Ma ora, compulsati i dati elettorali, i professionisti della politica e dell’informazione han capito tutto. E l’hanno presa bene.

Italia Morta. “Il dato di Italia Viva è straordinario: Iv c’è ed è ancora più attraente nel Paese e in Parlamento”. Lo dice l’ex Innominabile, ora Invotabile, dall’alto del trionfale 4,5% scarso nella sua Toscana (inutile perché Giani ha vinto di 8 punti, però “siamo stati determinanti non numericamente, ma politicamente per l’enorme mobilitazione”: quella contro se stesso), del prorompente 3,75 della Boschi a Laterina, del sontuoso 1,6 di Scalfarotto in Puglia (lì si univano alle esequie Calenda e Bonino per far perdere meglio Emiliano, che infatti ha vinto), del 2,4 in Liguria e dello 0,6% in Veneto (settimo posto su nove, dietro la lista No Vax). Non male per quello che doveva “svuotare il Pd come Macron coi socialisti francesi”. Nel 2016 aveva promesso di lasciare la politica dopo il referendum, ma non aveva precisato quale: era questo.

Brindisi a Sambuca. Maurizio Sambuca Molinari, direttore di Repubblica ma soprattutto ideologo e trascinatore del No, è tutto contento del 70% del Sì perché “cala il vento del populismo” e si “disegna un cambiamento di umore degli italiani nei confronti dei sovranisti e dei populisti”, nonché la disfatta di Lega e M5S. Strano: solo tre giorni fa Rep definiva il referendum “Un voto sui 5Stelle”: quindi il 70% è tutto loro? A noi però affascina vieppiù la questione del “populismo”, che è come l’Araba Fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa. Al Sud vince Emiliano e stravince De Luca, molto più populisti dell’azzimato Di Maio: in che senso cala il vento? E il taglio dei parlamentari non era la quintessenza dell’“antipolitica populista”? Ora se ne dovrebbe dedurre che il 70% degl’italiani sono populisti, dunque il vento cresce. Però molti grillini con una mano (quella populista) han votato Sì e con l’altra (quella antipopulista) han votato Emiliano e Giani contro i populisti. E lo stesso han fatto la gran parte dei pidini. Quindi milioni di italiani sono contemporaneamente populisti e antipopulisti. È il famoso elettore disgiunto.

Il trionfo del No. Stefano Folli e Sebastiano Messina regalano altre soddisfazioni. Folli si consola: “Il plebiscito sognato da Di Maio non c’è stato” perché, pensate: “Cosa sarebbe successo se alcuni partiti storici, invece di affidarsi a un Sì opportunistico, avessero fatto campagna per il No? Si può immaginare che l’esito sarebbe stato diverso”. Se poi il 70% degli italiani, anziché votare Sì, avesse votato No, si può immaginare senza tema di smentita che il No avrebbe vinto col 100%.

E pazienza, è andata così. Anche Messina è tutto giulivo perché “non è il trionfo cantato da Di Maio” , anzi il 70 a 30 è un tripudio del No. Segue un acuto parallelo coi Sì negli altri referendum: purtroppo cita quelli abrogativi, mentre questo era costituzionale, il quarto dopo il Titolo V del 2001 (35% di votanti, Sì al 64%), la Devolution del 2006 (52% di votanti, Sì al 38%) e il ddl Renzi-Boschi del 2016 (65% di votanti, Sì al 40%). Dunque il taglio dei parlamentari (54% di votanti, Sì al 70%) è la riforma costituzionale più votata della storia repubblicana. Cioè il trionfo cantato da Di Maio. A proposito: neanche Zaia, col suo misero 77%, ha avuto un plebiscito: ben il 23 dei veneti gli han votato contro.

Voce del verbo violare. Anche Luciano Violante, alfiere del No, è tutto giulivo perché col Sì “ha prevalso un argomento serio e democratico, la necessità di fare altre riforme”. Ed è “merito della campagna del No”. Lui, potendo scegliere, partirebbe da un “nuovo bicameralismo”, molto simile a quello renziano bocciato dal 60% degl’italiani, quindi i sinceri democratici devono riprovarci: gli elettori vanno puniti.

I poveri, pussa via. “Nelle periferie il taglio del numero dei parlamentari diventa un mezzo plebiscito, nel sofisticato e colto (e ricco) centro storico non passa”. L’illuminata analisi la si deve al Corriere della Sera: i poveri delle periferie sono burini e ignoranti, mentre i ricchi sono colti e sofisticati. Ecco: il 70% del Sì vale meno: diciamo il 35. Ergo ha quasi perso.

I tre Feltri. Vittorio, su Libero, chiede a Mattarella di “sciogliere le Camere, non più costituzionali”: hic! Stefano, sul Domani, titola su “Il declino dei populisti. Vincono il referendum ma perdono il Paese”: vedi Sambuca. Mattia, sull’Huffington Post, vede uno straripante “popolo del No che nessuno sa rappresentare” (a parte tutti i giornali, tranne uno). E ricorda Woody Allen in Provaci ancora, Sam, che rincasa tutto pesto da una rissa e racconta: “Ho dato una lezione a dei tipi che davano noia a Julie: a uno ho dato una botta col mento sul pugno, a quell’altro una nasata sul ginocchio”.

Di Battutista. Dibba comincia a capire e critica la linea 5Stelle di correre da soli. Peccato che fosse la sua. Si sarà accorto che le alleanze servono (vedi le Comunali, molto meglio delle Regionali) e comunque, se non le fanno i vertici, le fanno gli elettori contro i vertici. Avvertire Laricchia, Lezzi&C.

Le Sordine. Più comico dell’Invotabile c’è solo Mattia Santori. Sorvola sulla tranvata referendaria e dice che il Pd ha vinto grazie a lui: “Il Pd festeggia le vittorie in Toscana e Puglia, ma lo spumante nei calici viene dalla cantina delle Sardine”. Le sardine in carpione.

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/09/23/rosicate-gente-rosicate/5940685/