lunedì 23 febbraio 2026

Editoriale di Marco Travaglio - 22 Febbraio 2026. - SEPARARE I COGLIONI




Ricapitolando. A Torino il pm chiede l’arresto di tre manifestanti al corteo di Askata e il gip ne manda uno ai domiciliari e due all’obbligo di firma: quindi separiamo le carriere perché i giudici obbediscano ai pm. A Roma il pm chiede la condanna di 29 fascisti di CasaPound per i saluti romani ad Acca Larentia e il gup li proscioglie: quindi separiamo le carriere perché i giudici disobbediscano ai pm (cosa che peraltro già fanno a carriere unificate). A Palermo il giudice civile condanna il Viminale a risarcire 90 mila euro alla SeaWatch per il sequestro illegittimo di una nave, che sarebbe stato legittimo se il prefetto l’avesse confermato entro 10 giorni dal ricorso dell’Ong, invece non fece niente rendendolo nullo. A Roma il giudice civile condanna il Viminale a risarcire 700 euro a un algerino con 23 condanne, 11 arresti e 2 espulsioni perché, anziché rimpatriarlo, lo trasferì dal Friuli a Brindisi; ma poi, senza dirglielo né notificargli il provvedimento scritto, lo spedì in Albania, da dove non si può rimpatriare nessuno senza riportarlo in Italia. A Roma il giudice civile condanna il Viminale a risarcire 21 milioni ai proprietari di un palazzo occupato dal 2004 e sequestrato nel 2018 che doveva sgomberare dal 2022, ma non l’ha mai fatto. Quindi separiamo le carriere di giudici e pm, anche se in queste cause civili il pm non c’è e non serve nessuno per segnalare al giudice che il Viminale viola continuamente le leggi e ci costa ora 700, ora 90 mila euro, ora 21 milioni perché non sa fare il suo mestiere, autorizzando il sospetto che convenga separare gli incapaci dal ministero dell’Interno, oltreché da quello della Giustizia.

Tragicomica finale: secondo i video e i suoi quattro colleghi, l’agente che uccise il pusher marocchino nel boschetto di Rogoredo non doveva difendersi da nulla. La vittima era disarmata, lui ci faceva affari finché la freddò con un colpo alla tempia, s’inventò una pistola a salve e trascinò i colleghi a coprirlo, ritardare i soccorsi e adattare la scena alla falsa versione. La Procura ha indagato lui e i colleghi per verificarne i racconti. Lega, melones e trombettieri vari l’hanno lapidata perché “i pm stanno coi pusher”, ergo separiamo le carriere. Il governo ha varato e il Colle ha avallato un dl Sicurezza che costringe i pm a non indagare gli agenti che sparano, ma a segnarli su un registro a parte (i “diversamente indagati). Salvini ha lanciato la raccolta firme “Io sto col poliziotto”: così, a prescindere. Purtroppo le firme si sono fermate a quota 7.045 perché le parti fra l’aggressore e l’aggredito si sono invertite. Quando separeremo il governo dai coglioni sarà sempre troppo tardi.

 

In una svolta rivoluzionaria, i ricercatori di tre importanti università americane hanno scoperto un metodo per distruggere le cellule tumorali utilizzando la luce, eliminando completamente la necessità di farmaci o chemioterapia. I primi studi mostrano un sorprendente tasso di successo del 99%, offrendo una speranza senza precedenti ai milioni di persone che combattono questa devastante malattia.

La tecnica, nota come fototerapia a livello cellulare, prende di mira le cellule tumorali con lunghezze d’onda luminose altamente precise che le inducono a disgregarsi, lasciando intatte le cellule sane. A differenza dei trattamenti tradizionali, questo approccio evita i gravi effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia, offrendo un’alternativa più sicura ed efficace.

Gli esperti affermano che questa scoperta potrebbe trasformare il trattamento del cancro a livello globale. Sfruttando la luce per smantellare selettivamente le cellule maligne, i medici potrebbero presto disporre di una terapia non invasiva in grado di trattare diversi tipi di tumore, compresi quelli resistenti ai metodi convenzionali.

Sebbene siano necessari ulteriori studi prima di un utilizzo su larga scala, questo traguardo rappresenta un importante passo avanti in oncologia, dimostrando che un giorno il cancro potrebbe essere combattuto senza i danni collaterali causati dalle terapie attuali. L’era della terapia oncologica mirata e priva di farmaci potrebbe essere più vicina che mai.

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