venerdì 7 agosto 2026

FINALMENTE QUALCUNO HA FATTO LA DOMANDA PROIBITA.

 

Mentre Giorgetti spiegava agli italiani perché sia necessario aprire nuovo spazio nel bilancio per la Difesa, Riccardo Ricciardi ha posto una domanda tanto semplice quanto vietata:
«Ma la Russia ci sta minacciando davvero? Pensiamo veramente che venga a invadere l’Italia e a fare la guerra a Roma?»
Poi ha ricordato un dettaglio che nella narrazione ufficiale viene generalmente smarrito sotto il tappeto:
gli Stati Uniti hanno centinaia di basi e installazioni militari sparse nel mondo.
Ma a minacciare l’umanità, naturalmente, sarebbero sempre e soltanto gli altri.
Il punto non è sostenere che non esistano pericoli o che la Russia non abbia responsabilità enormi nella guerra in Ucraina.
Il punto è capire se ogni tensione internazionale debba trasformarsi automaticamente in una cambiale in bianco per l’industria militare.
Per ospedali, scuole, stipendi e famiglie ci spiegano che bisogna rispettare i conti.
Quando compaiono carri armati, missili e caccia di nuova generazione, invece, i soldi miracolosamente spuntano.
Chi chiede quanto costerà viene accusato di irresponsabilità.
Chi presenta il conto viene celebrato come statista.
Don Chisciotte

Fonti: Camera dei deputati/Agenzia Vista; Quotidiano Nazionale; GAO; Dipartimento della Difesa USA.


Forse dovremmo armarci per difenderci dagli USA, guerrafondai per eccellenza e unici ad aver usato il nucleare per bombardare due città: Hiroshima e Nagasaki... 
La Russia, non dimentichiamolo, ci ha liberato dai nazisti tedeschi...
cetta.

Giuseppe Conte ha respinto con forza le accuse della commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid.

 

Doveva essere il giorno del grande processo a Giuseppe Conte per la gestione del Covid, la vendetta politica perfetta di Giorgia Meloni, il "plotone d’esecuzione”, come lo ha definito lui.
E invece l’ex Presidente del Consiglio con un colpo da maestro è riuscito a ribaltare il tavolo trasformandolo in un atto d’accusa al governo Meloni.
Dalle carte della difesa ha tirato fuori, e contemporaneamente consegnato ai pm, un verbale ricevuto in forma anonima che mostra come la società del suo grande accusatore, la Jc Elecrtonics di Dario Bianchi, abbia contraffatto le mascherine Covid.
“La stessa società - ha spiegato Conte - alla quale il governo Meloni ha dato 100 milioni di euro”.
Non solo. In dieci minuti di audizione Conte, oltre a presentare il documento, ha smontato punto per punto le accuse dando a Meloni & C. una lezione di stile, politica e rispetto delle istituzioni.
“Giuro di dire la verità sul mio onore. L'onore per me viene prima di tutto, significa rispetto verso me stesso e verso le persone che hanno perso la vita durante la pandemia, verso i loro familiari e verso gli operatori sanitari.
Giuro sul mio onore, l'onore che qualcuno qui ha perso già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili.
L'onore che qualcuno qui non ha più riguadagnato, in occasione di questa commissione, concepita come un plotone d'esecuzione nei miei confronti e, al contempo, come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti.
Non mi sono mai sottratto. Così intendo la politica, la politica per me è trasparenza e anche massima rendicontazione del proprio operato, sempre e comunque".
Non accetto lezioni sulla paura e sull'onore da chi non può darle. Non posso accettare che venga rappresentata la mia posizione come una posizione di paura di chi deve nascondere, perché sono altre. Ancora ieri in Parlamento abbiamo visto le situazioni in cui si ha paura, si scappa, non si forniscono le chat, si scudano i compagni di partito. Non credo che ci sia qualcuno che mi debba insegnare qualcosa.
Abbiamo lavorato in una situazione di grande difficoltà per cercare di salvare il Paese, non distinguendo il giorno dalla notte, ma non è una frase fatta.
Abbiamo salvato nel 2020 oltre 330.000 posti di lavoro, grazie al blocco dei licenziamenti che noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di fare.
Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda. Perché comportamenti illeciti non ci sono mai stati. Ho svolto il mio compito come la Costituzione impone con disciplina e onore. E non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che gettate per mera speculazione politica finiscono per estendersi anche sugli uomini e sulle donne dello Stato che si sono battute per salvaguardare la comunità nazionale.
I governi nazionali hanno dovuto tutti operare questo bilanciamento, ovviamente rimettendo ai Parlamenti nazionali la verifica politica e alle Corti di giustizia la verifica giudiziaria.
Uso una parola molto cara da parte di alcuni, anche se qui finiamo per oscurarne il significato: sono loro i veri ‘patrioti’, erano loro in trincea. Poi ci sono non i veri patrioti, ma gli speculatori di una grave tragedia nazionale e internazionale.
Non ricordiamo un vostro contributo utile, da parte degli speculatori, un suggerimento plausibile come gesto di responsabilità per la difesa del Paese”.
Pensavano di mettere all’angolo Conte per motivi di greve propaganda, come tutto quello che fa il governo Meloni.

Hanno finito per essere messi alle corde loro.
Ora lo spieghino agli italiani.
E che siano più convincenti delle loro (risibili) accuse.

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