giovedì 27 agosto 2026

QUANDO MUOIONO I BAMBINI RUSSI, IL SILENZIO CAMBIA VOLUME.

 

Maria Zakharova ha lanciato un messaggio durissimo dopo l’attacco con droni della notte tra il 23 e il 24 agosto contro diverse aree della Russia meridionale.
A Krasnodar, secondo le autorità russe, i detriti di un drone hanno colpito anche un centro privato per minori. Tre adolescenti di 13, 15 e 16 anni sono morti e altri bambini sono rimasti feriti. La notizia delle tre vittime è stata riportata anche da Reuters sulla base delle dichiarazioni della commissaria russa per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova.
Zakharova non ha usato mezzi termini. Ha accusato il governo ucraino di mostrare con i fatti quale valore attribuisca alla vita dei bambini e ha rivolto poi l’attacco più pesante alle organizzazioni internazionali, agli organismi per i diritti umani e ai grandi media occidentali:
«VERGOGNA alle organizzazioni internazionali, VERGOGNA alle istituzioni straniere per i diritti umani, VERGOGNA ai media mondiali».
Parole feroci.
Ma c’è una domanda alla quale qualcuno, prima o poi, dovrà rispondere.
Quanto vale la vita di un bambino russo?
Perché quando un bambino muore a Kiev, Kharkiv o Odessa — giustamente — televisioni, governi, ambasciate e istituzioni europee trovano immediatamente parole di condanna.
Quando invece a morire sono tre ragazzi russi di tredici, quindici e sedici anni, quella stessa indignazione sembra improvvisamente molto più difficile da trovare.
E qui non serve nemmeno stabilire quale fosse il bersaglio previsto del drone. Tre ragazzi sono morti. Questo dovrebbe bastare.
Condannare la morte di bambini ucraini e tacere davanti alla morte di bambini russi non è difendere i diritti umani. È trasformare i diritti umani in uno strumento politico, valido per alcuni e molto meno per altri.
Su questo punto Zaharova ha ragione: se le organizzazioni internazionali vogliono conservare una qualche credibilità, non possono scegliere le vittime alle quali concedere indignazione sulla base del passaporto.
Un bambino non diventa meno innocente perché è nato dall’altra parte del fronte.
E se siamo arrivati al punto in cui persino la morte di tre adolescenti deve essere filtrata attraverso la domanda “da che parte stavano?”, allora questa guerra ha già prodotto qualcosa di ancora più grave delle macerie:
ha abituato una parte dell’Occidente a considerare alcune vittime più degne
di altre.
Questo sì, è vergognoso.
📌 FONTI
• Reuters, 24 agosto 2026
• Associated Press, 24 agosto 2026
• Anadolu Agency, 24 agosto 2026
• Ministero degli Esteri della Federazione Russa – dichiarazione di Maria Zakharova, 24 agosto 2026
• Dichiarazioni del governatore del territorio di Krasnodar Veniamin Kondratiev e della commissaria per i diritti dell’infanzia Maria Lvova-Belova
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Una notizia va data per quella che è, senza interpretazioni personali di comodo, se ciò succede, non si è in un regime democratico. cetta.