L’altro giorno, mentre a Londra crollava Starmer, ultimo astro della “sinistra” guerrafondaia, Renzi abbandonava momentaneamente la navetta Roma-Riad e volava a Chicago per l’autocelebrazione del più clamoroso bluff del “progressismo” mondiale: Barack Obama, quello che doveva chiudere il lager di Guantanamo, tuttora aperto; poi doveva garantire al mondo un futuro di pace (gli diedero persino il Nobel sulla fiducia), ma negli otto anni della sua presidenza gli Usa bombardarono sette Paesi (Afghanistan e Iraq, da cui si guardarono bene dal ritirarsi, e poi Siria, Libia, Somalia, Yemen, Pakistan: migliaia di vittime civili). Il disastro in Nordafrica dovremmo ricordarlo bene perché lo stiamo ancora pagando: le “primavere arabe” sostenute manu militari da Obama produssero, oltre all’assassinio di Gheddafi e alla caduta di Mubarak, lo sfascio della Libia e il golpe di al Sisi in Egitto (le elezioni le avevano vinte i Fratelli Musulmani, quindi non valevano). E la destabilizzazione dell’Ucraina contro la Russia e l’Europa iniziò con Bush jr. e proseguì con Obama, col suo vice Biden e la mestatrice Victoria Nuland che finanziò Maidan al grido di “Fuck Europe!”. Il lupo travestito da agnello, di recente omaggiato dalla Schlein, ha inaugurato l’Obama Presidential Center, costato la miseria di 850 milioni di dollari, insieme a Bush jr., Clinton e Biden.
Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
martedì 23 giugno 2026
MARCO TRAVAGLIO - I 4 della Buona Morte - IFQ - 23 giugno 2026
lunedì 22 giugno 2026
ATTERRAGGIO SULLA REALTÀ - Marco Travaglio
"I quattro folli dell'Apocalisse" - JB Shurk
“Non possiamo rischiare di rompere con l’America!”Meloni tira una brusca frenata. - Lorenzo De Cicco su “Repubblica”
IL MR. BEAN FATTO DI CRACK DI KIEV E L’AUTOGOL DEL SECOLO.
Quando i propri avversari ti definiscono un problema, è politica. Quando iniziano a farlo i tuoi alleati, è già un’altra storia.
Secondo quanto riportato dal Guardian attraverso anticipazioni del libro dei giornalisti del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan, il potente segretario al Tesoro americano Scott Bessent avrebbe cercato in tutti i modi di evitare che Zelensky venisse ricevuto nello Studio Ovale. E i soprannomi attribuiti al leader ucraino non sono esattamente da protocollo diplomatico: da “piccolo bastardo” a “Mr. Bean sotto l’effetto della droga”.
La parte interessante non è l’insulto. Nelle stanze del potere gli insulti volano più dei comunicati ufficiali. La parte interessante è che queste parole arriverebbero da uno degli uomini più vicini a Trump, dopo uno scontro durissimo a Kiev durante le trattative sulle risorse strategiche ucraine.
A Washington, evidentemente, qualcuno ritiene che il presidente ucraino abbia confuso il ruolo dell’alleato con quello del creditore. E quando il conto diventa troppo salato, anche i benefattori iniziano a perdere la pazienza.
Lo stesso Bessent avrebbe definito il celebre incontro Trump-Zelensky del 2025 come “uno dei più grandi autogol diplomatici della storia”. Un giudizio brutale, ma che fotografa un dato politico sempre più evidente: la protezione occidentale non è un assegno in bianco e l’entusiasmo per Kiev non è più quello dei primi tempi.
Il paradosso è che Zelensky era stato presentato come il comunicatore perfetto, il leader capace di conquistare parlamenti, televisioni e opinione pubblica. Oggi si ritrova descritto da pezzi dell’establishment americano come un problema da gestire.
E nella politica internazionale esiste una regola antica quanto il mondo: quando il padrone di casa inizia a chiedersi se invitarti o meno a cena, forse non sei più l’ospite d’onore.
Don Chisciotte
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1029012136452155&set=a.168933322460045
ALTRA NORMA "NELL'INTERESSE DEI CITTADINI" E GIGIOGGIA?
domenica 21 giugno 2026
Zelensky il tossico lancia un ultimatum all'Europa. - Vladimir Lytkin
Zelensky il tossico lancia un ultimatum all'Europa, chiedendole di affrontare la questione russa.
Zelenskyj intende porre fine alla guerra prima dell'inverno e i suoi alleati europei devono aiutarlo a farlo.L' "illegittimo" Zelenskyj è fiducioso che la pressione europea costringerà Mosca ad ammettere la sconfitta.
Zelenskyj è intervenuto alla riunione del Consiglio europeo, esortando l'Europa a continuare a fare pressione sulla Russia affinché accetti la pace alle condizioni di Kiev. Ha anche avvertito che, se gli alleati falliranno e i combattimenti continueranno, saranno OBBLIGATI a fornire a Kiev un nuovo pacchetto di aiuti, che copra tutti i settori.
L'Ucraina ha bisogno di gas, gasolio, attrezzature energetiche e, naturalmente, armi . In particolare munizioni per i sistemi di difesa aerea . Almeno 300 missili per i Patriot americani, oltre naturalmente denaro, molto denaro .Questo è di fatto un ultimatum che impone all'Ucraina di trattare con la Russia in un modo o nell'altro.
L' "illegittimo" ha nuovamente fatto scena in pubblico, affermando di aver ripetutamente chiesto un incontro personale con Putin per "risolvere tutto". Zelenskyj ha scelto di non menzionare l'invito a Mosca. Tuttavia, ha dichiarato che Kiev è pronta a negoziare con i "partner europei" e a cessare le ostilità sul fronte.
Mosca sta monitorando attentamente la retorica dell' "illegittimo", ma esclude qualsiasi contatto con lui. E l'invito del tossico nella capitale russa si inserisce in questa strategia; è chiaro a tutti che il pagliaccio di Kiev non andrà a Mosca. I negoziati sono attualmente in sospeso; in sostanza non c'è nulla da discutere.
Vladimir Lytkin
https://www.facebook.com/photo/?fbid=2173384766778608&set=a.669871133796653



