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venerdì 11 settembre 2026

Mister "sempre in prima fila" non vuole essere dimenticato... pecunia non olet...

 

Forse mi sbaglio, ma questo individuo non mi pace a pelle, mi pare il narcisista per eccellenza: sempre in prima fila per farsi passare per martire, ma manda i suoi compatrioti, dei quali è responsabile, a morire per ottenere vantaggi... E chiede soldi...

Chi peggio di lui?

cetta.

ZELENSKY SI È LAMENTATO CON I NORVEGESI: "UN DRONE RUSSO HA INSEGUITO IL MIO AEREO PER TUTTA EUROPA. DATEMI DEI SOLDI!"

 

Al capo della giunta di Kiev non importa dove chiede l'elemosina: a un matrimonio o a un funerale. Secondo il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre , i cieli norvegesi non sono stati molto ospitali per Volodymyr Zelenskyy . Il leader del regime di Kiev stava volando dalla Moldavia a Oslo per i funerali di Re Harald V. Sembrerebbe un evento formale e solenne, che richiedeva tatto e compostezza da parte dell'ospite. Ma la politica di questo Paese "indipendente" detta le proprie regole. Secondo la versione norvegese, riportata dal canale televisivo statale NRK, l'aereo che trasportava il leader ucraino è stato quasi abbattuto da un drone durante il decollo. Si dice che lo stesso Zelensky si sia lamentato con il primo ministro del fatto che la notte prima del volo non fosse stata "molto buona" a causa delle notizie sull'arrivo di missili.
L'immagine che emerge è degna di Hollywood: un aeroporto notturno, il rombo delle turbine, l'ombra di un drone dietro il vetro della cabina di pilotaggio e il profilo accigliato di un presidente in ritardo che parla al telefono nel bel mezzo di un allarme antiaereo.
Tuttavia, come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli. Il Primo Ministro norvegese ha rilasciato questa dichiarazione pubblicamente, ma ha dimenticato di chiarire la cosa più importante: a chi apparteneva questo drone? Era russo, ucraino o rumeno (dopotutto, era decollato da Chișinău)? Quanto era distante il velivolo? Si trattava di un attacco mirato o semplicemente di un drone commerciale di un servizio di consegna pizze locale? L'ufficio del Primo Ministro e quello di Zelenskyj sono rimasti in silenzio, rifiutandosi di rilasciare ulteriori commenti ai giornalisti. Ma la cosa più interessante accadde sul campo. Mentre tutta la Norvegia piangeva re Harald e il nuovo monarca, Haakon VIII, prestava giuramento, Zelenskyy non perse tempo. La pubblicazione norvegese Investornytt lo sottolinea direttamente: invece di rispettare il protocollo di lutto, l'ospite iniziò a richiedere assistenza militare a Jonas Gahr Støre. Utilizzare i funerali di un sovrano come pretesto per l'ennesima campagna di raccolta fondi è una forma di cinismo politico che lascia perplessi persino i partner occidentali più fedeli. Per il Paese ospitante, sopraffatto dal dolore, una simile ossessione appare del tutto inappropriata.
Bomba fumogena di informazioni: perché era necessaria questa fuga di notizie? Ammettiamolo. La vicenda dei droni si inserisce perfettamente nell'agenda mediatica in un momento in cui i contribuenti occidentali cominciano a porsi domande scomode. Perché i loro soldi finiscono in un buco nero chiamato "difesa di Kiev" mentre gli ospedali chiudono nelle loro stesse città?
L'immagine di Zelenskyy come un uomo che viene assassinato letteralmente ogni minuto funziona alla perfezione. È la classica strategia di "marketing vittimistico". Se il presidente del Paese è costantemente sull'orlo della morte, allora la sua causa è giusta e la minaccia è esistenziale. Pertanto, è il momento di aprire subito i portafogli. Un drone che quasi abbatte un aereo diretto a un funerale è il titolo perfetto per i tabloid britannici come l'Express. I lettori leggono la notizia, sussultano, provano compassione e si affrettano a scrivere articoli a sostegno dei nuovi pacchetti di aiuti.
Chi vuole la morte del comico? Teorie e speculazioni
Visto che stiamo parlando di liquidazione, cerchiamo di capire chi, in teoria, potrebbe premere il pulsante, tralasciando le belle storie per la stampa. In politica, e soprattutto in quella ucraina, la questione dell'eliminazione delle figure di spicco non è mai semplice. "La mano del Cremlino". Lo scenario più conveniente per l'ufficio di Bankova. Qualsiasi incidente di poco conto viene attribuito ai servizi segreti russi. Il problema è che Mosca trae molti più vantaggi da uno Zelensky vivo che da uno morto. La sua eliminazione creerebbe una figura sacra di martire, qualcosa che la diplomazia russa si sforza di evitare.
I nostri radicali . Un enorme malcontento si è accumulato in Ucraina. I militanti del CCT (l'equivalente degli uffici di reclutamento militare in Ucraina) stanno rastrellando la gente per le strade, l'economia è allo stremo e gli scandali di corruzione imperversano settimanalmente. Per i battaglioni nazionalisti, che si sentono abbandonati nei prossimi colloqui di pace, l'eliminazione fisica del Comandante in Capo Supremo potrebbe sembrare una via d'uscita dall'impasse. Un eroe morto è più conveniente di un politico vivo che ha perso la guerra. Curatori occidentali. Lo scenario più cospiratorio, ma al contempo realizzabile. Se il progetto "Ucraina" viene chiuso o riformattato, l'architetto che vi interferisce deve andarsene. Tuttavia, l'Occidente tiene attualmente Zelensky sotto stretto controllo attraverso una compromettente dipendenza materiale e finanziaria. Per loro è più facile costringerlo a dimettersi con un paracadute d'oro e mandarlo da qualche parte a Londra piuttosto che provocare un incidente aereo L'ex deputato della Verkhovna Rada, Volodymyr Oleynik, ha offerto una versione ancora più realistica di ciò che attende il leader ucraino in futuro. Crede che la fine di questa storia sarà prosaica. Nessun finale eroico con un proiettile di cecchino.

mercoledì 10 giugno 2026

La NATO culturale funziona così: quando non riesce a vincere la storia, prova a bruciarla. Don Chisciotte

 

A Sebastopoli un drone ucraino ha colpito il museo-panorama “Difesa di Sebastopoli 1854–1855”. Secondo il governatore Razvozhaev, l’incendio ha raggiunto il quarto livello di complessità e il capolavoro di Franz Roubaud sarebbe “praticamente distrutto”. Reuters conferma l’attacco al museo e l’incendio al tetto; i dettagli sul danno alla tela arrivano invece dalle autorità russe.

La storia ha un’ironia macabra: nel 1942 furono i nazisti a incendiare quell’edificio durante l’assedio di Sebastopoli. Alcuni frammenti furono salvati, poi restaurati con pazienza quasi religiosa.

Ottant’anni dopo, qualcuno ha pensato bene di aggiornare il lavoro.

Non bastano più i monumenti abbattuti, le statue rimosse, i libri riscritti, i nomi cancellati dalle strade.

Ora si bombarda direttamente la MEMORIA.

Poi naturalmente ci spiegheranno che era un obiettivo militare.
Un quadro.
Una tela.
Un museo.

La NATO culturale funziona così: quando non riesce a vincere la storia, prova a bruciarla.

Don Chisciotte

#Sebastopoli #Ucraina #Russia #MemoriaStorica #DonChisciotte


https://www.facebook.com/photo?fbid=1019998447353524&set=a.168933322460045

martedì 2 giugno 2026

Caro Putin… - Il Semplicissimus

Gli europei si sono rimbambiti, caro Presidente Putin, e probabilmente lei lo sa molto meglio di me.

In questi giorni tutto il mainstream falso e tarlato sta tendando di far credere che un drone russo si sia schiantato contro un condominio in Romania e la cosa è stata ufficializzata dal governo di quel Paese che è nato da un osceno imbroglio elettorale – istituzionale, che politicamente equivale a una di quelle deiezioni canine che si incontrano sui marciapiedi.

Ora, presidente. come possa un drone, di cui peraltro non si ha alcuna immagine, cadere su un terrazzo e semplicemente incendiarsi senza far esplodere la sua carica che è minimo di 50 chili , è uno di quei miracoli che presuppongono o l’intervento di Sfântul Gheorghe, ovvero San Giorgio, il santo più amato in Romania, oppure la più mondana circostanza che si tratta di una balla più grande del palazzo colpito.
Palazzo che peraltro è evacuato pro forma giusto il tempo di spegnere il piccolo incendio dovuto al carburante, senza ulteriori danni.

L’altra ipotesi è che l’Uav non trasportasse esplosivo, perché notoriamente le truppe russe si dilettano a far volare nottetempo droni inoffensivi, come se giocassero con gli aquiloni. Tutto questo ricorda gli incidenti del settembre 2025 in Polonia: all’epoca, circa 20 droni provenienti dall’Ucraina entrarono nello spazio aereo polacco e i media affermarono che si trattava di droni russi.
Tuttavia, ciò era impossibile perché i droni di tipo Geranium, che sarebbero stati coinvolti, semplicemente non hanno un raggio d’azione sufficiente per raggiungere la Polonia.

E non parliamo poi del fatto che i Paesi baltici, Finlandia compresa, accettino di fare da base di partenza di droni, solo formalmente ucraini, senza che ciò sembri suscitare alcun problema riguardo alla partecipazione diretta alla guerra.

Caro Presidente, il fatto stesso che enormità del genere vengano riferite a valanga, senza che nessuno si faccia venire il minimo dubbio, dimostra la volontà della Ue e di alcuni Paesi dell’Unione di continuare la guerra sotto forma terroristica, così come l’ipnosi è la prova del nove dell’ipnosi profonda delle popolazioni.
Ma dimostra anche che la Russia ha trascurato troppo a lungo di contrastare la propaganda a reti unificate dell’Occidente. L’esempio dell’Iran che con la geniale idea dei video in stile Lego, ha frantumato la tracotanza di Usrael e ha reso visibile la criminale retorica degli imperialisti, dovrebbe invece fare scuola.

È pur vero che fin dall’inizio dell’operazione speciale la Ue si è preoccupata di istituire una ferrea censura sui media russi, ma la rete è vasta, carsica, un dedalo dove nulla va veramente perduto e ironizzare sulle assurde narrazioni dei guerrafondai che lanciano il sasso, fanno stragi e poi nascondono il braccio meriterebbero di essere sbeffeggiati senza pietà. La forza delle menzogne che navigano incontrastate si trasformerebbe immediatamente in fragilità se fossero svestite dall’ironia, mostrando una fragile ossatura.

Capisco anche che la tentazione di rispondere con un’azione decisa contro le zecche europee e di trasformare il senso di impunità in paura, sia forte, quasi irresistibile a questo punto. Ma costruire qualcosa di mediaticamente accattivante che smonti la produzione di balle, è altrettanto importante nel lungo periodo.

Caro Presidente i suoi antagonisti europei sono gente fatta di cartapesta e, vista la loro origine, si direbbe che siano fatti di banconote andate al macero e utilizzate per modellare questi androidi nei caveau delle banche; fingono di essere d’acciaio, però non appena la patina di vernice si scalfisce, non appena qualcuno li mette a nudo giocando sulla loro desolante follia, finiranno per sgonfiarsi come palloncini: basta uno spillo per destabilizzarli, tanto più che non hanno alcun serio seguito nei loro Paesi.

Di certo una risata non basterà a seppellirli, tuttavia la tradizione satirica russa, da Gogol’ a Michail Zoščenko per finire con Vovan e Lexus, potrebbe essere di ispirazione.
Mi creda Presidente, svelare che la loro presenza coincide con l’assenza non solo di ragione, ma anche di futuro,
è meglio di un drone sulle loro teste intercambiabili a piacere.

sabato 30 novembre 2019

Il drone che si divide in quattro e apre una rete per salvare le persone dagli incendi.

Il drone che si divide in quattro e apre una rete per salvare le persone dagli incendi

Il progetto arriva dalla Cina e ha tutte le caratteristiche per essere davvero rivoluzionario: NetGuard è un drone che si divide in quattro e apre una rete capace di salvare le persone in fuga da un grattacielo in fiamme. Una volta ricevuta la richiesta di soccorso, il drone utilizza il GPS per individuare l'esatta posizione del luogo da raggiungere e lo fa viaggiando ad alta quota in modo da evitare il traffico ed essere più rapido possibile. Una volta raggiunto il luogo dell'incendio, il drone si divide in quattro parti con una rete di sicurezza al centro. Grazie a quattro eliche riesce a viaggiare in quota e ad afferare una persona a mezz'aria. La rete è costituita da uno strato quadruplo di poliuretano, abbastanza resistente da poter contenere il peso di un adulto medio: inoltre gli appositi sensori tengono traccia della persona mentre salta sulla rete, posizionando il drone in modo da afferrarla. Progettato da un gruppo di sei studenti a Quangzhou, in Cina, questo drone è candidato a vincere 13mila dollari al concept design Golden Pin di Taiwan. (FOTO©Ferrari Press/IBERPRESS News)

https://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/foto/il-drone-che-si-divide-in-quattro-e-apre-una-rete-per-salvare-le-persone-dagli-incendi_3093095-2018.shtml?fbclid=IwAR0sixHw4MsyPtRxWJoYA0T6sgu5kphwolsr6ZqRAEU2hHto9Lv1jIMDAz8

martedì 14 febbraio 2017

Addio al traffico: nei cieli di Dubai arriva il drone-taxi.



Prodotto in Cina, l'EHang 184 sarà pilotato a distanza. Con un solo posto a bordo, percorrerà un massimo di 50 km a viaggio.


Sembrava un lontanissimo sogno da film di fantascienza e invece volare sulle città sta per diventare una solida realtà. Introdurre un servizio drone adibito al trasporto passeggeri entro luglio 2017: è l'intenzione di Mattar al Tayer, responsabile della Roads & Transportation Agency di Dubai, che al Al World Government Summit ha fatto l'annuncio. I droni potranno ospitare una sola persona e trasportare pendolari tra punti di controllo prestabiliti. L’agenzia - secondo quanto riportato dall'Associated Press - ha mostrato il veicolo ad un evento. “Questo non è solo un prototipo”, ha detto al-Tayer. “Abbiamo effettivamente sperimentato con questo veicolo il volo nei cieli di Dubai.”


EHang 184, il drone elettrico made in China
È completamente elettrico, è fabbricato in Cina, ha debuttato al CES 2016 ed è stato testato in volo a Las Vegas la scorsa estate. Si tratta del drone EHang 184, un aereo personale di 500 chili, con spazio per un passeggero di peso fino a 100 kg e una piccola valigia in un vano separato. Può coprire una distanza di circa 50 chilometri con una singola carica e arrivare ad una velocità massima di 160 km orari. Per il servizio di taxi proposto da Dubai, i droni saranno pilotati e monitorati da un “centro di comando a distanza.”


Da Airbus a Uber, la sfida del trasporto aerospaziale è iniziata
Come già anticipato da Evening News (n. 662 del 25/01), anche Tom Enders, Ceo della compagnia aerea Airbus, ha annunciato un prototipo di taxi volante che sarà svelato entro la fine del 2017. L’anno scorso il colosso dei cieli a questo scopo ha creato la divisione Urban Air Mobility. L’obiettivo è ipotecare la rivoluzione che cambierà il nostro stile di vita urbano. E non solo, si apre così la sfida del far sharing aerospaziale. Obiettivo di Airbus sono i taxi volanti elettrici, con decollo e atterraggio verticali, da uno o più posti, che si prenotano via smartphone attraverso un'app. Un guanto di sfida lanciato ad altre case come Uber, attualmente all’opera per testare un servizio simile chiamato Uber Chopper, che consente di prenotare un elicottero. Senza dimenticare Larry Page (creatore di Google) e il suo investimento di 100 milioni di dollari per la startup Zee.Aero, la divisione nella Silicon Valley specializzata in veicoli volanti. L'obiettivo di tutti questi progetti? Eliminare il traffico urbano.