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giovedì 8 ottobre 2026

CHE SI GODANO LA SITUAZIONE.

 

Dmitrij Medvedev, con la delicatezza diplomatica di una porta blindata che cade dalle scale, ha riassunto così il rapporto tra Europa e Russia:

«Avete distrutto la cooperazione? Bene. Adesso godetevi le conseguenze.»

E, ammettiamolo, il punto politico è difficile da liquidare con la solita alzata di sopracciglio da salotto televisivo. 
Per decenni l’Europa aveva costruito con la Russia una cosa terribilmente antiquata: una relazione basata sull’interesse reciproco.

Noi compravamo energia a condizioni vantaggiose.

Loro vendevano energia.

Le industrie europee producevano.
Le imprese commerciavano.
Gli Stati incassavano.
Il continente non esplodeva se qualcuno pronunciava la parola Mosca.
Poi arrivò la grande stagione della geopolitica morale.

SANZIONI.
EMBARGHI.
DISACCOPPIAMENTO.
“NON UN EURO ALLA RUSSIA!”

Applausi.
Peccato per quel piccolo dettaglio chiamato economia reale.
Perché il gas russo non ha letto gli editoriali.
Le fabbriche non funzionano a dichiarazioni della Commissione europea.
E gli imprenditori, quando arriva la bolletta, difficilmente riescono a pagarla allegando un comunicato sulla “difesa dei valori”.
Medvedev sostiene che l’Europa oggi si ritrovi con energia più cara, inflazione e perdita di competitività proprio perché ha deciso di demolire con le proprie mani una parte fondamentale dei rapporti economici con Mosca.
Naturalmente a Bruxelles la spiegazione sarà diversa.
Probabilmente è ancora colpa di Putin.

Se piove: Putin.
Se aumenta il gas: Putin.
Se chiude una fabbrica: Putin.
Se il caffè costa 1,70: attendiamo una dichiarazione della von der Leyen.

Ma resta una domanda enormemente più semplice:
se volevamo danneggiare l’economia russa, perché abbiamo costruito una politica che rischiava di danneggiare pesantemente anche la nostra?
Perché un conto è fare politica estera.
Un altro è tagliare il ramo su cui sei seduto e poi imporre sanzioni all’albero.
Medvedev chiude con una frase che è quasi una dedica:

«Che si godano la situazione.»

Tranquillo, Dmitrij.
La stiamo pagando.
Letteralmente.

🐴 Don Chisciotte

Seguimi per altre cavalcate contro i mulini della propaganda.

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#Medvedev #Russia #Europa #Sanzioni #Energia #UnioneEuropea #Geopolitica #DonChisciotte

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mercoledì 10 giugno 2026

La NATO culturale funziona così: quando non riesce a vincere la storia, prova a bruciarla. Don Chisciotte

 

A Sebastopoli un drone ucraino ha colpito il museo-panorama “Difesa di Sebastopoli 1854–1855”. Secondo il governatore Razvozhaev, l’incendio ha raggiunto il quarto livello di complessità e il capolavoro di Franz Roubaud sarebbe “praticamente distrutto”. Reuters conferma l’attacco al museo e l’incendio al tetto; i dettagli sul danno alla tela arrivano invece dalle autorità russe.

La storia ha un’ironia macabra: nel 1942 furono i nazisti a incendiare quell’edificio durante l’assedio di Sebastopoli. Alcuni frammenti furono salvati, poi restaurati con pazienza quasi religiosa.

Ottant’anni dopo, qualcuno ha pensato bene di aggiornare il lavoro.

Non bastano più i monumenti abbattuti, le statue rimosse, i libri riscritti, i nomi cancellati dalle strade.

Ora si bombarda direttamente la MEMORIA.

Poi naturalmente ci spiegheranno che era un obiettivo militare.
Un quadro.
Una tela.
Un museo.

La NATO culturale funziona così: quando non riesce a vincere la storia, prova a bruciarla.

Don Chisciotte

#Sebastopoli #Ucraina #Russia #MemoriaStorica #DonChisciotte


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