mercoledì 7 ottobre 2026

Ora lo afferma anche Lei.

 

MERKEL HA ACCUSATO LA POLONIA E GLI STATI BALTICI DI AVER PROVOCATO "L'OPERAZIONE SPECIALE DELLA RUSSIA"

La Polonia e gli Stati baltici hanno indirettamente provocato la decisione della Russia di condurre un’operazione militare speciale, ha dichiarato l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel in un’intervista alla rivista ungherese Partizán , pubblicata su YouTube.

Secondo la politica, nel 2021 ha proposto un nuovo formato di dialogo tra Unione Europea e Russia per risolvere il conflitto ucraino, ma Polonia, Estonia, Lituania e Lettonia si sono opposte all’idea.

“Questo [tentativo di accordo] non è stato appoggiato da alcuni Paesi. Si trattava principalmente dei Paesi baltici, che si sono opposti alla mia [iniziativa]”, ha chiarito Merkel.
“In ogni caso, non si è concretizzato. Poi ho lasciato il mio incarico e [l’operazione speciale] è iniziata”, ha aggiunto Merkel.

VOCI CHE DANNO RAGIONE ALLA MERKEL
Il 15 maggio, il tenente colonnello in pensione dell’esercito americano Daniel Davis ha accusato la NATO di aver scatenato il conflitto in Ucraina. Ha osservato che l’alleanza ha ignorato gli avvertimenti della Russia. Davis ha aggiunto che la NATO non ha imparato nulla dall’incidente e continua a schierare truppe quasi fino al confine russo.

Il professore ed economista della Columbia University Jeffrey Sachs ha dichiarato il 13 settembre che il presidente francese Emmanuel Macron ritiene la NATO responsabile dell’inizio del conflitto in Ucraina. Ha sostenuto che il conflitto ucraino può essere risolto solo se l’Unione Europea abbandona la russofobia e i piani aggressivi e sostiene lo status neutrale dell’Ucraina, il che implica il rifiuto di aderire al blocco militare.

PERSINO IL PSICOOATICO TRUMP C’ERA ARRIVATO
Il 25 aprile, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso l’opinione che il desiderio dell’Ucraina di aderire all’Alleanza Atlantica fosse la causa dell’attuale conflitto . Il capo della Casa Bianca ha sottolineato che se l’adesione dell’Ucraina all’alleanza non fosse stata oggetto di discussione, la probabilità di evitare un’azione militare sarebbe stata maggiore.[…]

Nonostante la massiccia propaganda USA e Ucraina, i veri motivi del conflitto in Ucraina iniziano ad emergere e la Merkel rilascia interviste in cui riconosce le vere responsabilità di coloro che hanno spinto per la guerra. Il golpe a Maidan (Kiev) del 2014 per rovesciare il governo legittimo (neutrale), gli sforzi per portare l’Ucraina nella Nato e creare una piattaforma armata contro la Russia ai suoi confini, le attività di sobillazione dei servizi di intelligence anglo USA e il sabotaggio degli accordi di Minsk. Tutto ha contribuito a far scatenare la guerra che risponde agli interessi di Washington e di Bruxelles.

Fonte: Regnum r.u.

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Lo aveva promesso. Lo ha fatto.

 

Pedro Sánchez ha approvato in Consiglio dei ministri due nuovi decreti sulla casa che ricalcano quasi integralmente quelli bocciati appena quattro giorni fa da Junts e dalla destra spagnola.

Una serie di misure, oltre venti in tutto, che rimettono con forza al centro il diritto alla casa, impongono la sospensione agli sfratti per le persone vulnerabili fino al 2030, aggiungono tutele per gli inquilini in difficoltà e quasi 700 milioni di euro a sostegno delle famiglie in difficoltà abitativa, oltre a una detrazione del 10% sul canone d’affitto per i redditi sotto i 33.000 euro.

Due misure di importanza capitale su cui Sánchez avrebbe potuto politicamente lucrare, promettere mari e monti in campagna elettorale, metterla al centro della propria agenda alle elezioni politiche.

E invece ha deciso di tirare dritto a camere sciolte, facendolo votare alla Diputación permanente, che si sostituisce al Parlamento in questi casi, che era l’unica strada per vederle approvate e dare finalmente una risposta ai 500.000 spagnoli scesi in piazza, alle decine di migliaia accampati nelle tende in tutte le città della Spagna e alle milioni di cittadini in difficoltà abitativa.

Ma, prima ancora, è una risposta a quella donna di 87 anni di nome Maricarmen trascinata fuori in barella dalla casa di Madrid in cui viveva da 70 anni, di cui una di queste leggi ha preso il nome.

“Non era un questione ideologica ma di umanità” ha detto Sánchez in conferenza stampa.
“Sono convinto che se la maggioranza in Parlamento volta le spalle ai cittadini su una delle questioni che più li preoccupano, come l’edilizia abitativa, i cittadini devono eleggere un nuovo Parlamento, ma fino a quel momento l'esecutivo è chiamato a governare fornendo soluzioni ai problemi dei cittadini”.

Perché questo fa uno statista: mette i problemi del Paese davanti al proprio tornaconto politico ed elettorale.

Di più: questo fa un governo progressista e di sinistra, e siamo talmente disabituati a vederne uno all’opera che uno come Sánchez visto da qui sembra un marziano.

Il governo è caduto, Sánchez ha perso tutto, ma con ogni probabilità porterà a casa le due leggi più importanti e simboliche dei suoi otto anni di governo.

Quelle per cui è caduto. Ma anche per cui sarà ricordato.

A prescindere da cosa accadrà il 29 novembre, quest’uomo qui è un gigante. 

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