Vi invito davvero a leggere il post del ministro Crosetto. Non fermatevi ai titoli: leggetelo fino in fondo.
A un certo punto scrive:
“Investire nella Difesa non significa soltanto rafforzare la capacità militare del Paese. Significa anche sostenere industria, ricerca, innovazione, tecnologia, lavoro e crescita nazionale.”
Ed è qui il punto.
Perché se tutto diventa “Difesa”, allora tutto può essere giustificato in nome della Difesa.
Più spesa militare? È crescita.
Più armamenti? È innovazione.
Più fondi al comparto bellico? È sviluppo.
Sembra quasi che l’unico motore dell’economia sia l’industria delle armi.
Poi aggiunge che “la sicurezza, la libertà e la competitività dell’Italia non hanno colore”.
Una frase suggestiva, certo. Ma proprio perché non hanno colore dovrebbero poter essere discusse. Senza trasformare ogni critica al riarmo in una critica alla sicurezza del Paese.
Nessuno nega che viviamo una fase internazionale complessa. Il punto è un altro: dimostrare che spendere decine di miliardi in più per la Difesa sia la risposta migliore. Questo non è un fatto. È una scelta politica. E come tutte le scelte politiche può e deve essere discussa.
Leggete il post. Vale la pena farlo. Perché, al di là della retorica, racconta molto bene la direzione che qualcuno vorrebbe far prendere all’Italia.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=3440523472796062&set=a.397017047146735