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martedì 7 luglio 2026

“𝗟𝗘 𝗔𝗨𝗧𝗢𝗥𝗜𝗧𝗔’ 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗔𝗟𝗜 𝗨𝗖𝗥𝗔𝗜𝗡𝗘 𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗥𝗢𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗙𝗔𝗥 𝗘𝗦𝗣𝗟𝗢𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗚𝗔𝗦𝗗𝗢𝗧𝗧𝗢 𝗡𝗢𝗥𝗗 𝗦𝗧𝗥𝗘𝗔𝗠”

 

Per ringraziare L'unione Europea continuano a finanziare questa sporca guerra che è diventata un affare per l'oligarchia corretta Ucraina capeggiata da Zelenzky che non ha minimamente intenzione di finire la guerra, più dura più guadagna.
Secondo la Procura tedesca, sono state le “𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮' 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮𝗹𝗶 𝘂𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗲” ad aver ordinato di far esplodere il #gasdotto 𝗡𝗼𝗿𝗱 𝗦𝘁𝗿𝗲𝗮𝗺, che attraversava il Mar Baltico e portava il #gas russo direttamente in Germania.
Il gasdotto è saltato in aria nel settembre 2022, alcuni mesi dopo l’inizio della guerra in #Ucraina. Il #sabotaggio 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗹’#𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝗹𝗮 #𝗚𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗶𝗮 𝗲 𝗹’#𝗨𝗘 𝗮 𝘃𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗹 𝗴𝗮𝘀 𝗿𝘂𝘀𝘀𝗼 e a rivolgersi ad approvvigionamenti incerti, molto più costosi e molto più climalteranti provenienti in gran parte dagli #USA.
All’indomani dell’esplosione del Nord Stream, ricordate?, “Sabotaggio russo”, titolava Repubblica. Gli USA 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗲𝘀𝗽𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 #𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮. L’establishment dell’UE e i governi europei erano più cauti, ma suggerivano sostanzialmente la stessa cosa. Ora le #indagini conducono a tutt’altro risultato.
Secondo la Procura tedesca, 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗸𝗶𝗽𝗽𝗲𝗿, 𝘀𝘂𝗯𝗮𝗰𝗾𝘂𝗲𝗶 𝗲𝗱 𝗲𝘀𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗲𝘀𝗽𝗹𝗼𝘀𝗶𝘃𝗶 𝗵𝗮 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗮𝗯𝗼𝘁𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗡𝗼𝗿𝗱 𝗦𝘁𝗿𝗲𝗮𝗺 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮' 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮𝗹𝗶 𝘂𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗲. Tutti in libertà, ad eccezione della presunta “mente” del piano.
Si tratta di un ex ufficiale dell’esercito ucraino, Serhii Kuznietsov, detenuto in Germania. Contro di lui la magistratura tedesca ha ora formulato 𝗮𝗰𝗰𝘂𝘀𝗲 𝗽𝗲𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲, a cominciare da quella di complicità in un crimine di #guerra.
Kuznietsov si proclama innocente. È stato arrestato in Italia nell’agosto 2025, mentre era in vacanza a #Rimini, dietro 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗼𝗰𝘂𝗿𝗮 𝘁𝗲𝗱𝗲𝘀𝗰𝗮. Qualche mese dopo è stato estradato in Germania.
Sempre su mandato della Procura tedesca, 𝗶𝗻 #𝗣𝗼𝗹𝗼𝗻𝗶𝗮 in quello stesso periodo 𝗲' 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗡𝗼𝗿𝗱 𝗦𝘁𝗿𝗲𝗮𝗺 𝘂𝗻 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗼 𝘂𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗼. Il tribunale polacco però ha deciso di 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝗿𝗴𝗹𝗶 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮' e di non estradarlo in Germania perché, se anche fosse stato colpevole (cosa che egli negava), avrebbe avuto diritto all’ 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮' 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 per gli atti effettuati nell’ambito della sua attività per lo Stato ucraino.
Subito dopo il sabotaggio del Nord Stream (era il 27 settembre 2022), la presidente della Commissione europea, Ursula von der #Leyen, ha promesso via Twitter “𝗹𝗮 𝗽𝗶𝘂' 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲” contro gli autori del gesto che – suggeriva l’UE – erano con ogni probabilità i russi.
Ora che invece va configurandosi la responsabilità dello Stato ucraino, 𝗰𝗵𝗶𝘀𝘀𝗮' se von der Leyen vorrà mantenere quella promessa.
E soprattutto, vogliamo ancora gettare miliardi di euro per armare l’Ucraina? L’UE ha subito 𝗶𝗹 𝗽𝗶𝘂' 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 sul suo territorio da parte non della Russia, ma 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮' 𝗨𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗲, con tutte le conseguenze che ciò ha avuto sui costi dell’energia per le famiglie e sulla crisi della competitività industriale.
𝗟’𝗨𝗰𝗿𝗮𝗶𝗻𝗮, dicono i fatti di oggi, 𝗲' 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗲 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 #𝗮𝗴𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲. Con degli amici così, che bisogno abbiamo dei nemici?
Fonti:
• Il comunicato stampa della Procura tedesca https://www.generalbundesanwalt.de/.../Pressemitteilung...
• L’impatto sul clima del gas liquefatto statunitense https://www.dariotamburrano.it/.../piu-sporco-del.../...
• La prima pagina di Repubblica sull’esplosione del Nord Stream, conservata attraverso Il Post https://www.ilpost.it/.../le-prime-pagine-di-oggi-3291/...
• La matrice del sabotaggio secondo l’establishment USA ed UE https://www.bbc.com/news/business-63084613, https://www.politico.com/.../nord-stream-pipeline...
• Il fermo di Serhii Kuznietsov a Rimini nell’agosto 2025 https://ilmanifesto.it/bombe-sul-nord-stream-ucraino...
• La sua estradizione in Germania 
• L’arresto e la liberazione di un altro sospettato in Polonia https://www.reuters.com/.../polish-court-considers.../...
• Il tweet di von der Leyen dopo il sabotaggio del Nord Stream https://x.com/vonderleyen/status/1574856534064041996

martedì 2 febbraio 2016

Truffe degli statali tra sanità e appalti In 10 mesi un buco da 4 miliardi. - Fiorenza Sarzanini



Appalti truccati, assenteismo e consulenze inutili: i dipendenti pubblici infedeli finiscono nel dossier della Guardia di Finanza per il 2015.

Ormai si sfiorano i quattro miliardi di euro, cifra record di «buco» nei conti dello Stato. È la voragine creata dall’attività illecita di circa 7.000 dipendenti pubblici infedeli. Funzionari corrotti oppure impiegati che non hanno rispettato la legge nello svolgimento delle proprie mansioni e dunque hanno compiuto illeciti che vanno dalle omissioni agli abusi. Ci sono le truffe nel settore sanitario, i mancati controlli nell’erogazione di pensioni, indennità ed esenzioni, le procedure truccate per la concessione degli appalti. Ci sono gli appalti gonfiati e i medici assenteisti, le consulenze inutili e i doppi incarichi tra i casi più eclatanti scoperti dagli investigatori della Guardia di finanza. Sono gli ultimi dati relativi alle verifiche compiute nel 2015 a raccontare l’Italia dell’illegalità e degli sprechi che provoca danni alla collettività. Mostrando un andamento che inquieta: in soli quattro mesi, da giugno a ottobre dello scorso anno, la cifra contestata è salita di oltre 500 milioni di euro. Vuol dire oltre 100 milioni ogni trenta giorni a dimostrazione che molto ancora c’è da fare — soprattutto negli uffici pubblici più periferici — per stroncare il malaffare. Basti pensare che sono ben 3.590 le persone denunciate per aver compiuto reati nel settore delle gare pubbliche.
La sanità «assente»
A Modena è stato denunciato un medico che — pur risultando in servizio — rimaneva in ospedale appena un paio d’ore. Da almeno cinque anni «la regolare presenza veniva garantita solo una volta a settimana» e per cercare di giustificarsi «ha portato i tabulati del marcatempo di un’altra struttura ospedaliera dove svolgeva attività libero professionale intramoenia». Gli sono già stati sequestrati 40 mila euro, ma i controlli sono tuttora in corso. A Imperia i dottori del dipartimento di Medicina legale «certificavano la morte delle persone pur non avendo effettuato alcuna analisi perché erano altrove». Sono decine i documenti falsi trovati nel corso delle perquisizioni.
I farmaci inutili.
La truffa scoperta a Milano nel giugno scorso era ben più articolata e ha provocato un danno immenso. In una struttura sanitaria convenzionata con il servizio nazionale «sono stati eseguiti oltre 4.000 interventi chirurgici in violazione delle norme di accreditamento relative alla presenza minima di operatori e anestetisti, nonché di impiego di medici specializzandi». L’azienda ha comunque «autocertificato il mantenimento dei requisiti richiesti per l’accesso al rimborso della prestazione sanitaria offerta, ottenendo indebiti rimborsi per oltre 28 milioni di euro». A Brindisi si è scoperto che la prescrizione di 15.541 farmaci per l’ipertensione era stata compiuta in maniera illecita. Sono 482 i medici denunciati per un danno alla Asl pari a 194 milioni di euro.
Falsi moduli per l’Inps
Quello dei benefit percepiti grazie a certificazioni false è ormai un vero e proprio affare che coinvolge migliaia di persone in grado di contare sui dipendenti pubblici amici o parenti. A Potenza si è scoperto che molti anziani prendevano l’assegno sociale previsto per i residenti, pur avendo deciso di trasferirsi all’estero, grazie agli impiegati che avevano contraffatto i documenti. Soldi rubati: 259 milioni di euro. Addirittura 500 milioni di euro sono stati sottratti alle casse dell’Inps a Viterbo dove venivano «modificati i moduli per il riscatto della laurea o la ricongiunzione di periodi contributivi per ottenere indebitamente un notevole “sconto” sull’effettiva somma da versare all’Istituto previdenziale, per il riconoscimento di ulteriori periodi contributivi utili ai fini pensionistici».

I doppi guadagni.
A Potenza un dipendente del Comune svolgeva attività privata negli orari in cui avrebbe dovuto essere in servizio. Faceva il geometra. Compensi rubati: 70 mila euro. A Milano un dirigente della Regione truccava gli appalti e in cambio riceveva favori personali. L’ultimo, la ristrutturazione da favola del suo appartamento. Valore accertato: 150 mila euro.