mercoledì 13 maggio 2026

"Operazione Dynasty": tangenti, riciclaggio e l'ombra di Zelensky dietro il nuovo scandalo di Kiev. - di Clara Statello per l'AntiDiplomatico

 

Proprio quando il presidente russo Vladimir Putin apre ai colloqui con l’UE e ad un incontro ai massimi livelli con il presidente ucraino Zelensky, un nuovo scandalo scuote palazzo Marijsnky. Lunedì sera la polizia anticorruzione ha consegnato all’ex numero due di Bankova la notifica di indagine per riciclaggio di denaro sporco. Dopo l’arresto di Andriy Ermak, l’intera area dei palazzi governativi di Kiev è stata chiusa e passata a setaccio dagli uomini di NABU e SAP, le due agenzie anticorruzione imposte dopo il Maidan da Bruxelles e Washington, che operano in coordinamento con l’FBI.

Il giorno dopo, l’ex capo dell’ufficio presidenziale è stato portato davanti al VAKS, l’alta corte anticorruzione. La procura ha chiesto il carcere preventivo con cauzione milionaria: 180 milioni di grivne, pari a più di 4 milioni di dollari.

La decisione verrà presa entro venerdì. Il processo avverrà a porte chiuse. L’accusa ha presentato al giudice 16 volumi, ognuno di 250 pagine contro Ermak. Farebbe parte dell’affare Dynasty, una gigantesca “lavatrice” per ripulire il denaro proveniente dalle tangenti sugli appalti Energoatom, assieme a Timur Mindich, Oleksii Chernyshov e forse allo stesso Zelensky.

In tutto – secondo gli inquirenti - 460 milioni di grivne, pari a 10,5 milioni di dollari di denaro pubblico riciclato mediante un progetto immobiliare di stra-lusso. 

Da Mida a Dynasty

Kozyn è un’amena località pluviale a sud di Kiev, tra il Dnepr e il suo affluente Kozynka. Antico shtetl ebraico citato da Babel nei suoi racconti, oggi è un’area verde, con parchi e riserve naturali, dove trovare rifugio dalla capitale. Ospita ristoranti di lusso, un campo da golf e persino un country club. E naturalmente gigantesche ville lungo le rive e le insenature dei due fiumi.

E’ qui che avrebbe dovuto sorgere il complesso Dynasty, 4 mega ville extralusso da mille metri quadri l’una, con piscina, sala benessere, palestra. Segreto il nome dei quattro acquirenti, indicati come: R1, R2, R3, R4.

Questa storia inizia nel 2019, subito dopo l’insediamento del neo-eletto presidente Volodymyr Zelensky a palazzo Marijnsky. A giugno una società immobiliare acquista quattro ettari di terreno dal consiglio del villagio di Kozyn. È la Bloom Development LLC, fondata l’anno precedente da Oleksii Chernyshov. Sappiamo dall’inchiesta Midas che il suo nome in codice è “Che Guevara”. L’altro protagonista, invece, è Karlson, ovvero Timur Mindich, il più stretto socio di Zelensky, nonché co-fondatore di Qvartal 95 e – più recentemente – di Fire Point, la società che produce droni a lunga gittata e i missili Flamingo per Kiev.

All’epoca dell’investimento “Che Guevera” è un semplice uomo d’affari. Ma con Zelensky presidente la sua carriera politica prende il volo. Nell’autunno 2019 diventa governatore dell’Oblast di Kiev (e per questo cede la quota di Bloom Development alla moglie). Poi viene “promosso” a Ministro per lo sviluppo delle comunità e dei territori dal 2020 al 2022, Ceo di Naftogaz dal 2022 al 2024 e infine dal dicembre 2024 a luglio 2025 ricopre l’incarico di vice primo ministro e ministro dell’Unità Nazionale, un ministero creato appositamente per gestire l’emigrazione e i rapporti con gli ucraini all’estero, in un momento di difficoltà di mobilitazione nell’esercito. 

In base ai dati forniti da NABU, il valore del terreno acquistato per la realizzazione del progetto residenziale Dynasty variava all’epoca  da 4.000 a 20.000 dollari USA per 100 metri quadrati.

Il progetto prevedeva, oltre alle 4 mega ville su una superficie di 1000 mq ciascuna, anche la costruzione di ulteriori abitazioni e locali di servizio per ogni residenza. Inoltre, i partecipanti si erano accordati per una quinta villa condivisa che avrebbe incluso un'area benessere, una piscina, una palestra e altri servizi.

Il costo di costruzione di una singola villa si aggirava intorno ai 2 milioni di dollari. Solo il 10% del prezzo sarebbe stato pagato su canali legali. Il restante in contanti, in parte con i soldi ottenuti dalle mazzette sugli appalti Energoatom, al centro dello scandalo Mida.

Per ripulire questi soldi, i partecipanti all’affare (R1, R2, R3, R4) avrebbero addirittura acquistato fatture false. 

Metodi di finanziamento

Secondo gli investigatori, la costruzione è stata finanziata attraverso due canali. Il primo metodo era relativamente "pulito" e con le quote versate su canali tracciabili, il cosiddetto Modulo 1. A tale scopo, era stata creata la Sunny Shore, cooperativa edilizia controllata da uomini della cerchia di “Che Guevera”. Ufficialmente fungeva da committente per il progetto di costruzione.

Per NABU, l'”intento era quello di dare l'impressione che i fondi avessero un'origine legittima”. Il finanziamento "pulito" rappresentava solo circa il 10% dei fondi totali utilizzati per la costruzione delle dimore."

La restante parte delle somme proveniva da attività criminale. Dalle indagini, infatti è emersa una seconda via di finanziamento, il cosiddetto “Modulo 2”.

Parte del denaro utilizzato per la costruzione era  consegnato in contante agli operai che effettivamente eseguivano i lavori, tramite l'assistente personale di "Che Guevara" presso un altro ufficio a Kiev. Un'altra parte del denaro proveniva da una persona appartenente alla cerchia di "Karlson".

È stato inoltre accertato che la costruzione delle dimore della dinastia non si è interrotta con l'inizio della guerra con la Russia. Piuttosto si è intensificata. "Che Guevara" pretendeva che i lavori di costruzione procedessero più velocemente e continuassero su più turni per tutta la giornata, fino a tarda sera. 

Metodi di riciclaggio del denaro.

Poiché la reale portata della costruzione non corrispondeva alle fonti di finanziamento ufficialmente dichiarate, nel 2024 il “gruppo criminale” ha iniziato a cercare modi per riciclare il denaro, acquistando documenti che avrebbero falsamente confermato la provenienza lecita dei fondi.

Il costo di questi servizi ammontava al 15,5-16,5% della somma totale.

Secondo NABU e SAPO, tra il 2021 e il 2025, i futuri proprietari delle ville e altri individui avrebbero riciclato quasi 460 milioni di grivne, pari a 10,5 milioni di dollari attraverso il progetto di costruzione. L'indagine ha accertato che questi fondi sono stati ottenuti attraverso le attività di un'organizzazione criminale capeggiata da "Karlson", in particolare tramite la gestione di un "sistema di riciclaggio" che accumulava e riciclava fondi provenienti da diverse fonti, inclusi schemi di corruzione presso Energoatom.

Il progetto è stato sospeso nel luglio 2025. Dopo l’arresto di “Che Guevara”, “Karlson” ordinò al suo rappresentante edile di interrompere e accantonare temporaneamente i lavori fino a “tempi migliori”. Che non sono mai arrivati. Le proprietà, infatti sono stati confiscate, dopo l’avvio dell’operazione Mida, che ha costretto Mindich a fuggire nottetempo in Israele e Ermak alle dimissioni dal suo incarico a Bankova, come numero due di Zelensky.  

Già allora si parlava di un suo coinvolgimento in un affare edilizio a Kozyn collegato agli appalti energetici. Ma il caso è esploso soltanto adesso, dopo la pubblicazione dei nuovi “nastri Mindich”, con le conversazioni dei protagonisti della storia. Conversazioni, occorre sottolinearlo, per lo più in lingua russa

Il coinvolgimento di Zelensky

Gli investigatori, grazie alle intercettazioni sono riusciti a risalire ai nomi degli acquirenti. R3 e R4 erano gli stessi Mindich e Chernyshov. Ermak era contrassegnato come R2. Dalle conversazioni emerge inoltre che, mentre Biden metteva in guardia Kiev da un imminente attacco russo, pochi giorni prima del 24 febbraio 2022, l’ex capo dell’ufficio presidenziale parlava con il suo architetto per definire il design della villa.

Su R1 resta il punto interrogativo. In base a quanto emerge dalle conversazioni, si tratterebbe del capo. Secondo la rivista ucraina Strana, si tratterebbe proprio di Volodymir Zelensky. Inoltre il nome “Vova” diminutivo di “Volodymy” viene fuori in una conversazione tra Mindich e una donna, proprio nell’appartamento al numero 9a di via Hrushevskoho a Kiev.

Ad ogni modo, anche se Zelensky fosse coinvolto, in qualità di presidente della Repubblica godrebbe dell’immunità, dunque non potrebbe essere indagato. Oggi in conferenza stampa Nabu e SAP non hanno né smentito né confermato l’esistenza di indagini su di lui.

Sarebbe dunque da escludere un’operazione di lawfare, come quelle viste in Brasile contro Lula o in Cile contro Daniel Jadue. In caso di indagine, Zelensky si troverebbe piuttosto in una situazione simile a quella di Netanyahu, ovvero incentivato a proseguire la guerra il più a lungo possibile, per non dover revocare la legge marziale e indire nuove elezioni. Tuttavia, non è escluso che, data la nuova fase in cui sta entrando la guerra, con i partner europei che valutano un dialogo con Mosca e i piani di Washington, dietro l’indagine possa esserci un braccio di ferro tra Bruxelles e Kiev.

L’obiettivo però non sarebbe quello di un cambio a palazzo Marijnsky ma di una ridefinizione degli equilibri di potere, soprattutto in vista della gestione dei miliardi che arriveranno a Kiev dall’Europa, come sostegno alla guerra.

Andrii Yermak, l’uomo che con Zelensky aveva condiviso il bunker durante l’offensiva russa su Kiev, invece è accusato di riciclaggio di denaro proveniente da attività criminali, ai sensi dell'articolo 209.3 del codice penale ucraino. E rischia dagli 8 ai 12 anni di carcere.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-operazione_dynasty_tangenti_riciclaggio_e_lombra_di_zelensky_dietro_il_nuovo_scandalo_di_kiev/45289_66846/

ULTIME NOTIZIE: Il campione di tennis Jannik Sinner lascia senza parole l'élite mondiale - non con un titolo, ma con uno scopo!

 

Il campione di tennis Jannik Sinner, una stella nascente dal talento sempre più influente, ha appena lasciato senza parole alcuni dei circoli più ricchi e influenti del pianeta. Non con una prestazione in campo. Non con successi sportivi. Ma con una decisione audace, potenzialmente in grado di cambiare la vita, che in pochi avevano previsto.
Il 26 aprile, durante uno scintillante gala sul tappeto rosso a Los Angeles, a cui hanno partecipato dirigenti di Hollywood, miliardari del settore tecnologico, figure di potere globali e membri dell'élite culturale, Jannik Sinner è salito sul palco per ricevere un "Global Impact Award".
Molte erano le aspettative riposte nella sua carriera, nella sua ascesa nel tennis e nella sua fama. D'altra parte, ciò che hanno ricevuto è stato silenzio e fermezza.
A Jannik Sinner non piaceva festeggiare. Non cercava gli applausi del pubblico. Non voleva addolcire il suo messaggio per le telecamere. Rimase lì, immobile e impassibile, osservando una sala permeata di ricchezza, influenza e privilegi.
"Stasera siamo tutti eleganti", disse con calma. "Celebriamo il successo. Celebriamo le vittorie. Ma fuori da queste porte ci sono famiglie che pregano per avere qualcosa da mangiare. I veterani continuano a combattere anche dopo essere tornati a casa. I genitori sono costretti a scegliere tra pagare l'affitto o comprare le medicine. Questo non dovrebbe essere considerato normale."
Un silenzio assoluto calò nella sala.
"Non è una questione politica", continuò. "È una questione di responsabilità. Se abbiamo la fortuna di ricevere troppi privilegi e scegliamo la consolazione invece della compassione, cosa facciamo veramente con ciò che ci è stato dato?"
Poi arrivò il momento che cambiò completamente l'atmosfera.
In piedi sotto le luci brillanti del palco, Jannik Sinner annunciò che avrebbe destinato una parte consistente dei suoi futuri guadagni – stimati in oltre 150 milioni di dollari – a iniziative umanitarie a lungo termine. Gli obiettivi: alloggi per veterani, supporto per la salute mentale, programmi di recupero dalle dipendenze, iniziative contro l'insicurezza alimentare e sostegno diretto alle famiglie in difficoltà.
"Ho ricevuto più di quanto avessi mai immaginato", ha affermato. "Ma ci sono ancora tantissime persone che faticano persino ad arrivare a fine settimana. La compassione senza azione vale poco."
Non ci fu una reazione esplosiva. Nessun applauso assordante, almeno non all'inizio. Piuttosto, qualcosa di più profondo: un silenzio pesante e riflessivo. Una sala piena di personaggi influenti costretti a confrontarsi con parole non pensate per intrattenere, ma per affrontare la realtà.
Jannik Sinner concluse con un messaggio che continuò a risuonare a lungo dopo la fine della serata:
"L'eredità non ha nulla a che fare con la fama o la fortuna. Riguarda l'aiutare qualcuno quando la vita ti ha messo al tappeto. Se lasciamo questo mondo nel benessere, ma nulla è realmente cambiato, allora non abbiamo fatto abbastanza."

UN GOVERNO PER I TROPPO RICCHI - Viviana Vivarelli

 

In Italia, il numero di persone con patrimoni estremamente elevati è in crescita, concentrando una parte significativa della ricchezza nazionale nelle mani di pochi.
Il numero di miliardari in Italia è stimato tra 62 e 79 individui, con un patrimonio complessivo che supera i 300 miliardi di dollari.
Circa 2.600 persone in Italia possiedono un patrimonio superiore ai 100 milioni di euro.
Si stimano circa 517.000 milionari (che hanno più di 1 milione di dollari), pari a meno dell'1% della popolazione
Il 5% più ricco delle famiglie italiane possiede circa la metà della ricchezza nazionale (49,4%), con una tendenza che vede il 91% della nuova ricchezza prodotta finire nelle mani di questa fascia elitaria.
C'è dunque una forte disuguaglianza, con i super ricchi che aumentano il proprio potere economico e politico e la propria impunità penale, mentre una parte della popolazione subisce una riduzione del potere d'acquisto e un peggioramento del tenore di vita.
Si consideri anche che questi super ricchi spesso evadono il fisco, e, quando vengono beccati, patteggiano con riduzioni consistenti delle quote da pagare così che l'evasione fisccale non solo non è penalizzata o multata ma viene addirittura premiata.
Un caso reale ha visto un'impresa con ingenti debiti fiscali e il conto corrente pignorato ottenere, tramite la procedura di composizione negoziata della crisi e una transazione fiscale, una riduzione del debito dell'85%, con il pagamento della parte residua spalmato su 96 rate!
Un albergatore o un imprenditore può arrivare a una riduzione del peso fiscale fino all'80%!
Contemporaneamente chi per povertà non riesce a pagare l'affitto ora sarà sfrattato più rapidamente, mentre la famiglia che non ce la fa a crescere decentemente i figli se li vedrà sottrarre dallo Stato, mentre 6 milioni di Italiani non hanno più i soldi per curarsi.
Attraverso la transazione fiscale, molte aziende, specialmente nel settore turistico o della ristorazione, riescono ad ottenere un forte abbattimento dell'IVA e delle sanzioni (che spesso costituiscono la parte maggiore del debito), garantendo la continuità aziendale.
Un'impresa che ha un fatturato superiore ai 2 milioni può negoziare con l'Agenzia delle Entrate una transazione fiscale nel quadro di un Accordo di ristrutturazione dei debiti, riducendo la spesa fiscale complessiva.
Ci aggiungiamo i condoni fiscali a pioggia, da Berlusconi in poi, provvedimenti straordinari che permettono ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione tributaria pagando somme ridotte rispetto al dovuto, spesso eliminando sanzioni e interessi, per cui chi può evita di pagare le tasse sperando in un successivo condono.
Vedi rottamazione delle cartelle esattoriali, stralcio dei debiti fino a 1.000€, e condono tombale legato al concordato preventivo 2024-2025.
Nel 2025 l'evasione fiscale ha toccato i 120 miliardi (l'ultima Finanziaria è stata di 20 miliardi) e il fisco ha recuperato 36,2 miliardi di euro su 120 mentre la stima complessiva del sommerso è tornata a toccare i 100 miliardi di euro, con il lavoro autonomo e d'impresa che registra ancora tassi elevati. Ovviamente si aumenta la classe politica, ma non si aumentano gli operatori fiscali e si ignora il fatto che ora, con i satelliti, è facilissimo sapere tutto di tutto.
In realtà sarebbe facilissimo individuare tutte le transazioni finanziarie e le reali entrate di ogni contribuente se solo avessimo al Governo una classe politica che non vuole favorire così smaccatamente evasori e ricchissimi.
E una patrimoniale applicata ai super milionari ridurrebbe di molto il debito pubblico. Loro rimarrebbero super ricchi esattamente come prima ma il paese avrebbe una spinta formidabile per uscire dal pantano del debito che oggi si pretende di far pagare alle classi medio basse.
All'inverso, lavoratori dipendenti e pensionati sono pesantemente tassati, i pensionati addirittura alla fonte anche se il lavoro aveva già pagato le tasse a suo tempo, per cui la tassazione risulta raddoppiata.
In Italia, nel 2026, la tassazione sulle pensioni si basa sugli scaglioni IRPEF e, con aliquote simili a quelle del lavoro dipendente, tra aliquote IRPEF, addizionali regionali e comunali, l'impatto fiscale è significativo, spesso superando il 30% per i redditi medio-alti. La tassazione è progressiva: 23% fino a 15.000€, 25% da 15.001€ a 28.000€, 35% da 28.001€ a 50.000€, e 43% oltre 50.000€.
Il Governo Meloni non ha fatto che aumentare queste iniquità fiscali con i recenti regali alle banche e alle società energetiche, evitando di tassare i loro extraprofitti e non intervenendo sugli aumenti esagerati delle bollette o dei servizi bancari, a fronte di interessi ridotti praticamente a zero.
Nel triennio meloniano le banche hanno generato profitti elevati per oltre 112 miliardi.
Le Società Energetiche sono cresciute del 135% rispetto al periodo pre-Covid con extraprofitti di 120 miliardi di euro.
Ma la Meloni li ha premurosamente protetti.
Viceversa ha infierito sul taglio del welfare, ovvero dello stato sociale", che comprende tutti quei servizi o quelle sovvenzioni dello Stato che migliorano la vita dei cittadini più poveri o disabili o con redditi inferiori al costo della vita.
L'articolo 38 della Costituzione garantisce che ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere abbia diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. Prevede aiuti pubblici per i lavoratori in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria. Prevede pensioni di vecchiaia, invalidità e sussidi di disoccupazione. Accesso a cure mediche, ospedali e prevenzione. Accesso al sistema scolastico e universitario. Sostegno a persone in condizioni di povertà, disabilità o marginalità. Tende a ridurre le disuguaglianze redistribuendo il reddito attraverso la tassazione progressiva. Garantisce protezione dai rischi legati al ciclo di vita (vecchiaia) o al mercato del lavoro. Garantisce che i bisogni primari siano considerati diritti di cittadinanza e non merci.
Al contrario la Meloni e i suoi Ministri non solo hanno falcidiato i diritti dei lavoratori e penalizzato disoccupati e pensionati, eliminando il reddito minimo di cittadinanza, negando il salario minimo, tassando in modo iniquo e discriminatorio, tagliando sempre più ospedali, asili e scuole... (ora si parla anche di eliminare il medico di base e di aumentare la privatizzazione della sanità pubblica), tagliando gli aiuti ai disabili, agli anziani, alle donne, ma anche aumentando il peso e il costo dell'apparato politico, con un fiorire di leggi penali finalizzate a rendere impunibili ricchi, politici e mafiosi, con chiare collusioni della classe politica con i peggiori elementi della società.
Ormai in questo tentativo continuo di premiazione dei più ricchi sia fiscalmente che penalmente e di compressione e immiserimento dei più poveri con la protezione iniqua di evasori, trasgressori e criminalità organizzata, il Governo Meloni ha calpestato anche le leggi europee ed è indifferente ai suoi richiami continui.
Come se non bastasse, in 3 anni e mezzo la Meloni si è mangiata la bellezza di 209 miliardi di PNRR senza aver investito un euro nella ripresa economica, nel miglioramento della sanità, della scuola, o della ricerca, nel recupero del territorio, nelle rinnovabili... aumentando i troppo poveri, mettendoci dentro guerre che non ci appartengono a arrivando a cadere in una procedura di infrazione europea a causa di spese superiori agli incassi.
Il fatto che ancora, malgrado questo operato inaccettabile e distruttivo, la triade di destra continui ad incassare voti, specie in Lombardia e Veneto, e miri, nell'indifferenza generale al premierato assoluto con una legge elettorale incostituzionale, dice da solo lo stato di degradazione culturale e sociale di questo Paese.