martedì 31 marzo 2026

Energia gratuita, potremmo utilizzarla anche noi, perchè non farlo?

 

Le condutture comunali delle grandi città trasportano enormi quantità di acqua. Perché allora non sfruttare questo flusso per produrre energia gratuita?
Le condutture comunali delle grandi città trasportano ogni giorno enormi quantità di acqua. Perché allora non sfruttare il costante flusso che attraversa queste infrastrutture urbane per produrre energia pulita?
L’idea, di certo non nuova, è stata messa in pratica nella città di Portland, nell’Oregon, dalla Lucid Energy. La società ha realizzato delle turbine di mini idroelettrico perfettamente integrabili alle condutture idriche cittadine. Per poter produrre energia pulita LucidPipe Power System, questo il nome del sistema, rimpiazza alcuni tratti esistenti della tubatura tradizionale alimentata a gravità.
Quando l’acqua vi scorre attraverso fa ruotare la turbina ad asse verticale inserita centralmente, che a sua volta è collegata ad un generatore elettrico all’esterno del condotto. Gli ingegneri che hanno ideato il progetto spiegano come le mini turbine idroelettriche riescano a svolgere il loro lavoro senza diminuire in maniera significativa la portata dell’acqua, e senza quindi interferire con l’efficienza della pipeline.
Il sistema installato a Portland, diverse turbine in serie per una potenza complessiva di 200 kW, è stato finanziato privatamente dalla Harbourton Alternative Energy, e la sua installazione è stata completata proprio in questi mesi.
Attualmente il progetto sta testando l’affidabilità e l’efficienza di questo speciale impianto di mini idroelettrico, verificando anche che i sensori e il sistema di controllo intelligente funzionino correttamente.
Il passo successivo sarà, quindi, quello di iniziare la produzione di energia pulita a piena capacità entro marzo. Una volta a regime la LucidPipe dovrebbe produrre una media di 1.100 MWh l’anno, una quantità sufficiente per alimentare circa 150 abitazioni.
Non si tratta di una prima assoluta, dal momento che la società lo aveva già testato nel 2012 a Riverside, in California dove ancora oggi l’impianto pilota rifornisce la rete comunale con 20 MWh, ma se il progetto dovesse mantenere le promesse iniziali, Lucid Energy ha già in mente di esportare la best practies in tutti gli USA.

Perchè da noi non se ne parla?

LA DEMOCRAZIA CHE GIUSTIZIA SENZA PROCESSO.

C’è un momento, nella storia dei popoli, in cui le parole cambiano significato.
E “sicurezza” diventa vendetta legalizzata.
E “legge” diventa licenza di uccidere.
Sessantadue mani alzate.
Sessantadue firme su un principio antico quanto la barbarie:
lo Stato che decide chi può vivere e chi può morire.
E tutto questo mentre qualcuno, con voce composta e giacca stirata, continuerà a chiamarla… democrazia.
Diecimila detenuti.
Diecimila esseri umani trasformati in numeri.
Diecimila vite sospese tra una firma e un’esecuzione.
Non è più questione di destra o sinistra.
Non è più geopolitica.
È qualcosa di più semplice — e più inquietante:
quanto vale oggi una vita, quando diventa “scomoda”?
Perché il punto non è Israele.
Non è Palestina.
Non è nemmeno la Knesset.
Il punto è il SILENZIO.
Quel silenzio elegante, occidentale, selettivo…
che sa indignarsi a giorni alterni,
che pesa il dolore con la bilancia degli interessi,
che decide chi è vittima… e chi è sacrificabile.
Oggi si vota una legge.
Domani si normalizza un’idea.
Dopodomani si perde definitivamente il limite.
E allora la domanda è una sola:
quando la morte diventa atto amministrativo,
quanto manca prima che diventi routine?

da: Don Chisciotte

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In questa situazione noi cittadini diventiamo semplici pedine, necessarie solo per contribuire al mantenimento del loro strapotere...
cetta

Senza parole...
















“Con questa sinistra non andremo da nessuna parte.” - Nanni Moretti

 

C’è una frase di Nanni Moretti che, da anni, suona come una condanna senza appello: “con questa sinistra non andremo da nessuna parte.”
Non era una provocazione, ma un verdetto. E, come spesso accade ai verdetti lucidi, il tempo non lo ha smentito, lo ha semplicemente confermato.
Dentro questa scia si colloca l’intervento di Massimo Cacciari, sabato scorso, ad "Accordi e Disaccordi". Ma qui non siamo più nel campo delle diagnosi.
Siamo già in quello dell’autopsia.
“Aver cominciato a parlare di primarie un secondo dopo il risultato del referendum è da pazzi. Ma cosa volete, ma cosa volete recuperare, ma a chi interessano le primarie del centrosinistra?
Se la riforma della giustizia interessava all’un per cento degli italiani, le primarie del centrosinistra interessano allo zero virgola zero uno per cento. Non interessa un piffero di niente a nessuno.
Interesserebbe il programma, certo, ma non basta dire "faremo il programma".
Sono anni che dite faremo il programma, presenteremo il progetto. Sempre la stessa storia. Ma quali sono i contenuti?
Quali sono le scelte?
Ci sono nodi precisi, questioni fiscali, tributarie, il welfare. Dov’è l’unità su queste cose? Non c’è. Non esiste.
E allora di che cosa stiamo parlando? Per salvare il welfare bisogna fare una politica fiscale aggressiva sui profitti, sulle banche, sui redditi più alti. Ma dove li trovate i soldi? Dove? Sotto il cavolo?
Ma di cosa state parlando, delle primarie? Ma qui ci sono guerre in corso, c’è la Palestina, c’è l’Ucraina, ci sono questioni enormi di politica internazionale. E su queste cose qual è la posizione? Dov’è una linea comune? Non esiste. Non si è formata nessuna unità.
E allora di che cosa parliamo? E poi cosa volete recuperare i giovani se un giorno state con la von der Leyen e il giorno dopo dite un’altra cosa? Ma che credibilità avete?
Prima si chiariscono queste questioni fondamentali, poi si può discutere di leadership, di primarie, di tutto il resto. Ma prima viene la politica, prima viene il programma, prima vengono le scelte vere.
Cosa me ne frega delle primarie. Facciano un programma serio, e allora forse la gente, forse anche i giovani, torneranno a votare.”
Il punto, a ben vedere, è quasi imbarazzante nella sua semplicità.
Si discute del come scegliere un leader quando non si sa più per fare cosa. Si organizza la competizione, ma manca l’oggetto della competizione. Si costruisce il contenitore, avendo smarrito il contenuto.
E allora le primarie non rivelano una sintesi, ma mascherano un’assenza. Non selezionano una direzione, ma certificano che una direzione non c’è.
È qui che la frase di Moretti smette definitivamente di essere memoria e diventa presente. Perché non è che “non si va da nessuna parte”: è che non si sa nemmeno più dove si dovrebbe andare.
E, in politica, questo non è un errore. È una resa.
E intanto i giovani, coloro che dovrebbero rappresentare il futuro, continuano ad andarsene, in silenzio, senza clamore, di certo non per capriccio, ma per necessità. Perché qui, più che un orizzonte, si intravede un vicolo cieco; più che una prospettiva, una lunga attesa senza esito.
Non è fuga, dunque. È una scelta razionale, quasi inevitabile. Cercare altrove ciò che qui non si è stati capaci di costruire.
( 📸 da Pinterest )

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Il problema è che la politica ha dimenticato qual'è il suo vero significato e chi vuol fare politica lo fa solo per la pecunia e per il potere che ne derivano.
cetta.