venerdì 10 aprile 2026

LA RESA DI TRUMP FIRMATA DALLA CINA, CHE HA SPINTO L'IRAN A RIAPRIRE HORMUZ - Giorgio Cattaneo

 

Centomila soldati cinesi pronti all'impiego, fuori dai confini nazionali per la prima volta nella storia, nel caso in cui Teheran fosse stata davvero in pericolo.
Poi i ceceni del reggimento Achmat, agli ordini di Putin, già schierati lungo il confine afghano e motivati a loro volta a intervenire dalla parte degli iraniani.
Senza contare vari sommergibili russi, dotati di missili ipersonici, appena dislocati a poche miglia da Hormuz. Queste, secondo il generale Cesare Dorliguzzo, intervistato da Francesco Toscano su Visione TV, sono le “solide ragioni” che avrebbero spinto Donald Trump all'ingloriosa ritirata dal teatro bellico iraniano, dopo aver fallito tutti gli obiettivi. Tranne forse uno: la colossale distrazione di massa.
Quest'ultima è la tesi dell'avvocato Alessandro Fusillo, già strenuo difensore dei cittadini italiani durante la psico-pandemia:
«Gli Usa, che sono un regime sanguinario e genocida, con la missione Artemis sono pronti a inventarsi persino un secondo finto sbarco sulla Luna».
Per Fusillo, interpellato da Fabio Frabetti su Border Nights, la stessa devastante guerra di aggressione contro Teheran, assolutamente criminale e banditesca, sarebbe stata scatenata come gigantesco diversivo politico-mediatico «vista la gravità del quadro emerso dagli Epstein Files», che dipingono Trump come un docile burattino di Israele, completamente compromesso dal Deep State sionista.
Più articolata l'analisi che l'esperto statunitense Scott Ritter, già ispettore Onu per il nucleare, fornisce al popolare video-blogger Judge Andrew Napolitano: se a far capitolare gli Usa è stata l'inattesa resistenza dell'Iran, a regalare al disperato Trump una via d'uscita, finalmente, è stata la Cina, che ha convinto gli iraniani a fermarsi, riaprendo lo Stretto di Hormuz (vitale per l'economia di Pechino).
Per Ritter, ormai giganteggia la statura mondiale di Xi Jinping: attraverso il Pakistan e con l'avallo dei russi, il leader cinese ha di fatto sbloccato una crisi energetica drammatica, che stava iniziando a paralizzare il mondo. Crisi innescata dalla folle aggressione israelo-statunitense: l'attacco a tradimento contro l'Iran era scattato senza che vi fosse un vero allarme e
per giunta a negoziati in corso.
Vista l'impossibilità di piegare Teheran,
non restava che il terrorismo: bombardamenti a tappeto sulle città e, magari, il ricorso all'arma atomica.
Clamorosamente, l'ex trumpiano di ferro Tucker Carlson è arrivato a invitare i generali americani a disobbedire agli ordini. Per la verità, sia il Pentagono che la Cia avevano tentato di dissuadere la Casa Bianca dall'attaccare l'Iran, avvertendo che sarebbe stato impossibile batterlo. Sicuramente, dice Ritter, gli alti comandi hanno opposto resistenza anche a campagna in corso.
Pesantissimo, poi, il fallimento della catastrofica missione per impossessarsi dell'uranio iraniano: mascherata da recupero del pilota di un caccia abbattuto, l'operazione –
che avrebbe coinvolto oltre 150 velivoli – è stata annullata dalla prontezza della difesa iraniana.
«Gli Usa hanno fallito tutti gli obiettivi e non hanno acquisito alcun risultato, né politico né militare», sintetizza Ritter: «Il governo iraniano non è cambiato e il suo nucleare (civile) non è stato toccato». Idem il vasto arsenale dei missili balistici, che hanno raso al suolo tutte le basi Usa nel Golfo Persico.
Le portaerei? Tenute lontanissime dai missili iraniani. Impensabile poi uno sbarco dei marines: sarebbe stato un suicidio.
Tuttora, lo Stretto di Hormuz resta sotto il pieno controllo di Teheran. «Per gli Stati Uniti, questa è una sconfitta schiacciante. È anche l'inizio di un declino ormai vistoso. Per Trump, significa il quasi sicuro disastro alle imminenti elezioni di medio termine, a prescindere dalle esilaranti storielle che si inventerà, per tentare di raccontare che il vincitore sarebbe lui».
A pesare è la fortissima delegittimazione della Casa Bianca:
il presidente è stato abbandonato dai trumpiani della prima ora, quelli del movimento Maga, delusi e traditi dalla censura imposta agli Epstein Files. Un super-trumpiano come Joe Kent, capo dell'antiterrorismo, si è dimesso in modo rumoroso: accusa il presidente di aver aggredito l'Iran senza motivo, solo per assecondare Netanyahu.
Francesco Toscano è fra quanti si domandano se Trump, oltre a essere “compromesso” e forse ricattato, non sia anche spaventato:
«È stato verosimilmente il Mossad a uccidergli sotto il naso un fedelissimo come Charlie Kirk, leader dei giovani Maga: si era permesso di accusare Netanyahu di tacita complicità nella strage del 7 Ottobre».

«CAZZATOLLAH» - Travaglio - F.Q. 10 aprile

«Corriere::
“Il regime degli ayatollah è fallito da tempo…
In piazza c’è chi inneggia alla monarchia e al ritorno del figlio del Pahlavi” (Polito, 12.1).

Repubblica:
“Bazyar: ‘La rivoluzione ci sarà, il sistema non regge più’” (16.1). “Ebadi: ‘Per liberarci l’intervento straniero è indispensabile’” (11.3).

Stampa:
“Iran, la stretta degli Usa. Pahlavi scende in campo: ‘Il cambiamento sono io’” (17.1). “Dall’Iran libero benefici alla crescita” (Cottarelli, 1.3). “Azione coordinata per far cadere la Repubblica islamica” (Stefanini, 1.3). “’Teheran non ha quasi più lanciamissili’” (3.3). “La guerra Usa al regime è giusta, ma ora devono andare fino in fondo” (B.H. Lévy, 8.3).

Messaggero:
“Teocrazia sempre più isolata. Un tracollo di Khamenei porterebbe la libertà a milioni di persone” (Campi,12.1).

Giornale:
“Arrivano i nostri”, “Meno male che Trump c’è” (Cerno, 14.1). “La forza non ci piace, ma è l’unica via” (Minzolini, 1.3). “Liberi dal male”, “Lo stop al petrolio ridimensiona la Cina”(1.3).

Libero:
“La spallata che serve per far cadere la Repubblica islamica” (12.1). “Cercasi Flotilla in rotta sull’Iran” (Sechi, 12.1). “Finalmente!” (1.3). “Hormuz chiuso per mancanza di assicurazioni. Ma ora ci pensa Donald…” (Dragoni, 5.3).
“Petrolio e gas in netta discesa. Panico sui mercati già finito” (5.3). “Contro le armi di Israele, l’Iran è una tigre di carta” (21.3). “Il fantasma di Khamenei simbolo della sconfitta” (24.3). “’Teheran è crollata per il 70% e gli arabi stanno con Israele’” (31.3). “Con la sconfitta di Teheran tornerà anche il petrolio” (2.4).

Foglio:
“Il regime iraniano si sta consumando” (9.1). “Sognare il regime change” (rag. Claudio Cerasa, 9.1). “Esportare la libertà a Teheran” (15.1). “Il ruggito di Israele per il regime change: è guerra preventiva” (1.3). “Non c’è momento più propizio per far cadere un regime” (2.3).
“Essere antifascisti oggi significa augurarsi un Iran libero” (4.3). “Nel Golfo tutti d’accordo: la fine del regime apre una nuova èra” (5.3). “Sostenere il partito della resa incondizionata. In una settimana Israele e Usa hanno quasi raggiunto gli obiettivi militari” (7.3).
“Ci sono più Ferrari a Teheran che a Roma. Il regime è finito” (12.3).

Riformista:
“Spallata finale. ‘Regime al collasso, Israele darà il colpo di grazia’” (9.1). “Teheran, stiamo arrivando”, “Make Iran Great Again” (14.1).
“Nirenstein: ‘Restaurazione della monarchia? Reza III si presenta come figura unitaria, può aprire la via alla democrazia” (14.1). “Fate presto” (15.1). “L’Asse del Bene” (3.3). “Una nuova primavera a Teheran” (Vernetti, 5.3).
“La guerra di liberazione dell’Iran” (5.3). “I benefici infiniti della rimozione di un regime” (Marattin, 11.3).

E pazienza, dài, è andata così.»

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LUCIGNOLO E IL PAESE DEI BALOCCHI - Viviana Vivarelli

 

Ho cominciato la giornata ascoltando a reti unite il discorso trionfante della Meloni che esaltava tutti i successi conseguiti. Dopo poco il mio stomaco non ha retto alla mole straordinaria di bugie sversate a capocchia con una faccia da schiaffi straordinaria e ho dovuto spengere la tv.
Tutto esattamente come Trump che ieri cianciava esaltando la sua inesistente vittoria nella guerra contro l'Iran mentre le ha buscate.
La capacità di stravolgere i fatti di questa gente è sovrumana. A loro Satana gli fa un baffo.
Ecco cosa mancava ai due buonissimi governi di Conte: un megafono come la Meloni.
Ma davvero ci sarà qualcuno, poveraccio o oligarca, che può credere a queste stronzate?
Ma l'ha detto che siamo ultimi in Europa e siamo scesi in tutte le classifiche internazionali?
Può almeno spiegarci come mai è così disallineata con i dati della Corte dei Conti? Crede che a forza di stronzate si possa rovesciare la realtà?
Già nel 2025, la Corte dei conti ha evidenziato un peggioramento dei conti pubblici italiani, con un rapporto deficit/PIL al 3,1%, con previsioni di calo dopo le recenti riforme governative.
La pressione fiscale è salita al 43,1% e il debito pubblico al 137,1% del PIL.
I dati ISTAT confermano un peggioramento dei conti pubblici, una pressione fiscale in aumento (43,1% nel 2025 vs 42,5% nel 2024) e un debito pubblico in crescita (137,1% nel 2025).
La Corte ha sottolineato che, a causa di inefficienze, viene riscosso solo il 17,7% dell'evasione scoperta.
Il rapporto debito/PIL, pur scendendo dal picco pandemico, ha mostrato una risalita tra il 2024 e il 2025, attestandosi intorno al 137%, confermando la sua alta vulnerabilità.
Il costo per il servizio del debito è elevato, superando i 70 miliardi di euro all'anno, pesando notevolmente sulle casse statali.
Negli ultimi 4 anni il debito pubblico italiano è cresciuto di circa 420 miliardi di euro.
Sono stati sprecati in regalie a clienti e famigli i 209 miliardi del PNRR ottenuti da Conte senza alcun miglioramento del territorio, della sanità, della scuola, dell'economia, dell'ambiente.
Assenza totale di piani a lungo respiro.
Abbiamo 2 milioni di disoccupati con un governo che considera occupato anche chi ha fatto un'ora di lavoro in tre mesi.
Abbiamo quasi 3 milioni di lavoratori precari.
Negli ultimi 4 anni la popolazione italiana è diminuita di circa 70–80 mila persone. In cambio sono arrivati 396.000 migranti. Di questi ne sono stati rimpatriati solo 90.000.
Distruzione del sistema penale, con depenalizzazione di reati considerati pesanti per l'Unione Europea.
Ripristino di affollamento di nomine nei posti pubblici e di benefit e privilegi.
Rapporti sempre più stretti con mafia, camorra e 'ndrangheta.
Ulteriore perdita di sovranità con sudditanza a Trump e a Netanyahu.
Immissione in un teatro di guerra.
45 miliardi spesi in armamenti (contro l'ultima Finanziaria che è stata di 20 miliardi)
1) Corruzione (Transparency International)
2022: ~41° posto
2023: 42°
2025: 52° posto (peggioramento)
→ Calo netto (~10 posizioni) e punteggio in diminuzione
2) Libertà di stampa (Reporter Sans Frontières)
2022: 58°
2023–2024: ~46°
2025: 49° posto
→ Peggioramento recente (–3 posizioni)
→ Ultimi in Europa occidentale
3) Felicità (World Happiness Report)
Italia intorno a 30°–35° posto (anni recenti)
→ non tra i primi paesi avanzati
4) Libertà economica
Italia fuori top 30 mondiale
Sintesi generale
Peggiorano chiaramente:
corruzione
libertà di stampa
felicità
libertà economica
diritti civili