venerdì 29 maggio 2026

SANCHEZ IN ITALIA.

 


SANCHEZ IN ITALIA ha incontrato il Papa, imprenditori italiani, vertici della FAO, ma non Meloni...troppo impegnata con un' agenda che non si incastrava...

Questa la versione ufficiale.

La realtà però è altra .

Incontrare Sanchez che viaggia accompagnato da Luis Planas ministro dell' Agricoltura che la Spagna candida a direttore della FAO diventa scontro con Melini che attraverso Lollobrigida vuole imporre nel ruolo Luigi Martina ex segretario del PD .
Lollobrigida vuole protestare con l' Europa che
è colpevole di aver accettato la candidatura , roba da non credere , mentre Procaccini se la prende con Schlein che non parteggia e non si espone quando loro, la destra, propone un candidato del PD !!

Un caso di poltrone per " dare lustro all' Italia" ,
sempre di prestigio si tratta oppure è un gesto
d' avvicinamento al PD?
Schlein non reagisce, e la Destra s' incazza.

Ma c'è altro. Sanchez sotto attacco di USA e Israele, Meloni non vuole foto accanto a lui
Per non irritare i due criminali amici.
E poi cortesia a favore dell' estrema destra di Vox .
E poi i due non condividono nulla...

E poi...un capo di governo ... come fa a non rispettare un protocollo di regole istituzionali nei rapporti tra stati , dove sta il garbo diplomatico ? Nulla. Non c'è nulla.
Che brutta figura signora mia!

Intanto Meloni incontra dirigenti di Netflix per un docufilm di cui lei sarebbe protagonista, da underdog a statista, una sit com utile per le Politiche 2027 .
Almeno sappiamo che finché il capolavoro non sarà pronto il governo resterà in piedi , e poi Dio ce ne scampi , Valditara lo farà proiettare in tutte le scuole , che i poveri Komunisti vanno
raddrizzati già alle elementari.

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È STATA LA MANO DI PUTIN. - Marco Travaglio

 

Già impegnatissimo, nell’ordine, a: incendiare casa, auto e altre proprietà di Starmer, mandare in black-out la Spagna, il Festival di Cannes e pure a Nizza, truccare (invano) le elezioni in Romania e (con successo) in tutti i Paesi dove vince quello sbagliato, provocare anche i più piccoli incidenti elettrici, idrici, ferroviari, navali e aerei nei più remoti angoli del pianeta, Putin colpisce ancora.

All’aeroporto di Hanoi, si apre il portellone dell’Airbus presidenziale francese e non ne scende nessuno: è Macron.

Ma, prima che percorra la scaletta col sorriso prestampato e una Brigitte ingrugnita come non mai, un video dell’Associated Press immortala due braccia e due mani tese che gli assestano uno sganassone comme il faut, spostandogli la faccia come su un ring.

Lui si accorge subito di essere in mondovisione e manda avanti un portavoce con la classica versione prêt-à-porter: “È un fake realizzato con l’IA dalla propaganda russa”. Non a caso le maniche sono rosse, quindi putiniane, anche se Putin in quanto nuovo Hitler è anche nero.
A Mosca si ride di gusto: Russia Today e la Zakharova rilanciano il video.
Che però purtroppo è autentico: l’unico fake è la smentita dell’Eliseo. Allora parla Macron: “Macché litigio, era uno scherzo con mia moglie, una scaramuccia per ridere che facciamo spesso”. I due, quando scherzano, si prendono a pizze in faccia:
se litigano sul serio, passano direttamente all’acido.

Fortuna che il portello non si è aperto un po’ prima, quando lui scherzava con lei, sennò finiva nella lista del patriarcato sessista con Depardieu.

Invece si è vista solo lei che mena lui, per nulla intimorita dal galletto volenteroso che vuole le truppe in difesa di Kiev, ma non riesce a difendere neppure se stesso.

Nessuno grida al matriarcato, anzi massima stima e un pizzico di invidia per la volenterosa Brigitte: visto che Manu regna in Francia coi consensi di Calenda e Renzi, almeno 9 francesi su 10 vorrebbero tanto essere lei e scherzare un po’ anche loro con lui.
Che aggiunge: “Ci sono tanti svitati che inventano ogni tipo di interpretazione.
Chi ha interesse a propagandarle? Sempre le stesse reti: le ali estreme (la sinistra e la destra che vincono sempre le elezioni mentre lui arriva terzo su tre, ndr), gli squinternati che non amano ciò che faccio (la stragrande maggioranza dei francesi, ndr) e i russi”.

Giusto: se il video è un fake, ha stato Putin; se invece è autentico, ha stato Putin lo stesso.
Come faccia a fare così tanta roba che uno normale non riuscirebbe a farla in cento vite, è un mistero.

Ha più avvistamenti lui che la Madonna di Civitavecchia.

Comunque tanta stima: travestirsi da Brigitte con trucco e parrucco, infilarsi nell’aereo di Macron e prenderlo a sberle non è mica da tutti.

F.Q. 28 maggio

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«CALENDIMAGGIO» - Marco Travaglio

 

«Abbandoniamo per un giorno la politica e, armati di microscopio elettronico, ci occupiamo di nanoparticelle:
Carlo Calenda da Lilliput, emblema della coerenza e della serietà, è impegnatissimo a fare autocritica per aver sostenuto il forzista Ciccio Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria col 65,68%.

Questo clone di Cetto La Qualunque (Cannizzaro, non Calenda), deputato dal 2018, è noto per i comizi ruspanti in cui evoca il Padreterno, la Madonna, mammà e tutti i santi del cielo, ma soprattutto per la congiuntivite della sua prosa: “Io mi candido a scrivere la storia insieme a voi e a diventare il miglior sindaco che la nostra città abbi mai avuto”. Oltre al sempre decisivo Calenda, gli han dato una mano il suo spirito guida Giuseppe Scopelliti (4 anni e 7 mesi per falso in atto pubblico) e 12 anni di buon governo del pd Giuseppe Falcomatà (indagato per voto di scambio politico-mafioso).

Quindi Carletto, che non vince nulla da quando il nonno Luigi Comencini lo infilò a dieci anni tra le comparse di Cuore, avrebbe potuto esultare per quel successo più unico che raro.

Invece mai una gioia: se n’è già pentito. Prima ha provato a dare la colpa agli elettori, che sono la sua bestia nera (quando è in buona li minaccia: “Si meritano un meteorite”; quando dà in aceto li abolirebbe proprio): “Un tempo il centro era la maggioranza assoluta.
Poi avete iniziato a votare gli influencer”. Ma sui social gli hanno ricordato che lui appoggiava Ciccio-Cetto e allora ha confessato: “Sono perfettamente d’accordo. Ho fatto l’errore di lasciar decidere ai territori senza conoscere il soggetto in questione. Purtroppo”.

Cosa siano di preciso questi “territori” che decidono per lui, e quanto misurino, e se siano pianeggianti o montuosi, non è dato sapere.

Comunque è colpa loro, mica di Calenda che si è fatto imporre un tizio che manco sa chi sia (potrebbe conoscerlo in Parlamento, ma quando non è assente si distrae). La scena è un déjà vu di quella che lo vide protagonista, sempre a sua insaputa, nel 2022. Alle Comunali di Lucca, candidò in solitaria il figlio d’arte e direttore d’orchestra Alberto Veronesi, “persona seria e unica alternativa seria alla destra e alla sinistra”. Che infatti prese il 3,6% al primo turno e al ballottaggio si alleò con la destra, inclusa Casa Pound.
Al che Calenda scoprì che il suo uomo era “incapace” e pure “sfigato” (dovevano averglielo imposto i famosi “territori”, in quel caso le colline della Lucchesia).
E salì sul palco con Letta per sostenere l’aspirante sindaco di centrosinistra.

Il quale, fino a qualche istante prima, aveva discrete chance di successo. Poi l’appoggio di Calenda fu decisivo, ma per far vincere il centrodestra.

Quindi, senza Azione, Ciccio-Cetto avrebbe sfiorato il 100 per cento.»

F.Q. 29 maggio

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Viva l’Ucraina nella Ue: anche quella filo-nazi. - Daniela Ranieri

 

Vedrete che, da qui a quando saranno pronte le carte per l’entrata ufficiale dell’Ucraina nell’Unione europea, subiremo un lavaggio del cervello d’impeto futurista al cui confronto quello per farci apprezzare la guerra era una bazzecola:
“Accelerazione dell’Ue, via al dossier sull’adesione di Kiev” (Repubblica);
“Dall’Europa una spinta sull’adesione dell’Ucraina” (Corriere),
mentre Il Foglio dipinge una Meloni irremovibile che “ferma Salvini che dice No all’Ucraina nella Ue” (il quale Salvini fa “le bizze” secondo Rep).

Perché questa accelerazione, proprio adesso che Putin rilancia l’idea di colloqui di pace?

La narrazione ufficiale adduce tre motivi (impariamoli a memoria: la formula “c’è un aggressore e c’è un aggredito” è diventata un po’ fané): la sconfitta di Orbán in Ungheria; la proposta del cancelliere tedesco Merz (quello per il quale Israele sta facendo il lavoro sporco per noi sterminando i palestinesi) di “associare” l’Ucraina, proposta rifiutata da Zelensky;
la necessità di avere dalla parte dell’Europa “l’esercito più grande del Vecchio continente” (così Rep).

Cioè, noi abbiamo mandato talmente tante armi all’Ucraina, e ne abbiamo talmente carenza, che ci farebbe comodo riprendercele, sempre in vista dell’imminente attacco russo all’Europa che nessuno ci ha minacciato e non è nei piani di Putin, ma che diventerebbe paradossalmente più probabile proprio nel momento dell’entrata dell’Ucraina in Europa. Forse dovremmo temere un attacco più dagli Usa che si sfilano dalla Nato e vogliono prendersi la Groenlandia (danese), ma abbiamo avuto prova di non avere governanti razionali.

Così quel che finora da parte nostra era facoltativo – difendere un Paese non Ue e non Nato in nome della “democrazia” – diventerebbe obbligatorio.

Si direbbe che ai piani alti dell’Ue ci si sia accorti che un Paese armato fino ai denti e pieno di milizie incontrollabili è meglio averlo amico che costantemente alla porta con la mano tesa, soprattutto nell’ottica della Difesa comune che ci consentirebbe di recuperare un po’ della ferraglia che abbiamo comprato dagli Usa o che hanno prodotto le nostre aziende grazie allo sbarazzino provvedimento detto Asap (Act in Support of Ammunition Production) con cui l’Europa della Von der Leyen ha sottratto soldi al Pnrr per darli all’industria bellica (colpo di genio: farli rientrare sotto la seconda “r” del Pnrr, la famosa “resilienza”; scemi noi, che pensavamo servisse a rafforzare le terapie intensive).

Ma quali sono i criteri per diventare membri dell’Ue?

Copia-incolliamo dal sito del Parlamento europeo: “Il primo criterio è quello di rispettare i valori democratici su cui si basa l’Unione europea. Il Paese deve avere istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani, il rispetto delle minoranze e la loro tutela. Per avviare un negoziato questa condizione è imprescindibile”.

Ah, ma allora tutto a posto, potevano dircelo prima. Zelensky ha messo fuori legge gli 11 partiti d’opposizione, oscurato 3 reti televisive, istituito la legge marziale; il governo controlla la magistratura, l’esercito nazionale ingloba milizie naziste, le minoranze delle regioni russofone, vedi il Donbass, non godono degli stessi diritti degli ucraini;
l’Ucraina ha l’indice di corruzione più elevato d’Europa (Transparency International) ed è al 79° posto su 108 per libertà di stampa (Index Rsf).

Un concentrato di “nostri valori”. Che aspettiamo ad accoglierlo?

Tanto più alla luce del fatto che il 25 maggio Zelensky ha ricevuto con tutti gli onori la salma di Andriy Melnyk, davanti alla cui tomba in terra ucraina si è inginocchiato. Chi è Melnyk? È il co-fondatore dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Oun), nata nel 1929 per l’indipendenza dall’Urss. Melnyk ammirava Mussolini, ma non il nazismo, venerato invece da un altro componente dell’Oun: Stepan Bandera.
Nel 1938 vennero reclutati entrambi come spie dall’intelligence nazista (fatti emersi durante il processo di Norimberga).

Bandera, ritenuto uno dei responsabili dell’Olocausto in Ucraina di 1,6 milioni di ebrei e dei massacri dei polacchi in Volinia e Galizia orientale, fu dichiarato eroe nazionale nel 2010 dall’allora presidente ucraino Yushchenko. Melnyk, più moderato di Bandera, verrà arrestato dalla Gestapo ed esiliato in Lussemburgo, dov’era sepolto fino a pochi giorni fa.

In una Ue che strilla all’antisemitismo per ogni critica a Israele, ben venga la memoria di questi eroi (per tacere del Battaglione Azov, i ragazzoni della Guardia nazionale che tanto hanno fatto sognare la nostra stampa liberal-chic-bellicista con le loro svastiche tatuate sul petto e la lettura serale di Kant).

Come non fare carte false per prenderci questo bendidio? Una curiosità per feticisti: il simbolo dell’Oun è il Tryzub, il tridente che il senatore Carlo Calenda si è fatto tatuare sul polso.

F.Q. 29 maggio 

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Pertini definiva IL Patto Atlantico, la NATO, strumento di guerra in funzione antisovietica.
cetta.

mercoledì 27 maggio 2026

TERAPIA FOTOMECCANICA: LUCE CHE DISTRUGGE IL CANCRO AL 99%!

 

Un team di Stanford, Michigan e Arkansas ha sviluppato la terapia fotomeccanica, che utilizza impulsi ultrarapidi di luce infrarossa vicina per creare vibrazioni meccaniche capaci di rompere selettivamente le membrane delle cellule tumorali senza calore né sostanze chimiche, lasciando intatte quelle sane. Nei test di laboratorio ha eliminato oltre il 99% delle cellule di cancro al seno, alla pelle e ai polmoni, con una precisione superiore ai trattamenti tradizionali.
Non richiedendo chemioterapia, radiazioni né farmaci, elimina gravi effetti collaterali e offre un approccio rivoluzionario e non invasivo. Ancora in fase preclinica, promette di trasformare l’oncologia colpendo direttamente i tumori con una luce sicura capace di penetrare i tessuti. La guerra contro il cancro entra nell’era della precisione luminosa.

lunedì 25 maggio 2026

Ipocrisia imbarazzante e disgustosa...

 

Giorgia Meloni e non solo, anche dall'opposizione ci sono valangate di doppi standard, soprattutto dalle parti di Elly Schlein, si sono svegliati per condannare la risposta Russa di stanotte contro l'Ucraina.

Gli stessi che non hanno speso una sola parola per il bombardamento del college in Lugansk, mentre 86 ragazzini minorenni stavano dormendo e 21 di loro sono stati uccisi.

Indignazione e condanne a convenienza. Un'ipocrisia che diventa sempre più insopportabile. Aprono bocca solo per continuare a difendere quella cerchia di corrotti guidata da Zelensky. Altrimenti muti.

Quel Zelensky che spilla centinaia di miliardi grazie alla guerra e che senza la guerra la sua carriera politica sarebbe finita. Stanno continuando a difendere, finanziare e armare due personaggi che si tengono in piedi grazie alla guerra a oltranza: uno è Zelensky, l'altro è Netanyahu.

Benvenuti in occidente. Benvenuti in Unione Europea. Benvenuti all'inferno!

Giuseppe Salamone

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TONI LOCKE.

La risposta di questo australiano al Trump *rant su “la NATO che non c’è per l’America” è perfetta.
"Amico. Tu gestisci un paese con 600.000 senzatetto che dormono per strada stanotte. Un paese dove il 40% degli adulti non riesce a coprire un’emergenza da 400 dollari senza chiedere un prestito. Un paese dove l’insulina costa più di una rata dell’auto e la gente la raziona per sopravvivere. Un paese dove il debito medico è la causa numero 1 di bancarotta. Un paese dove le donne muoiono nei parcheggi degli ospedali perché i dottori hanno troppa paura delle leggi sull’aborto per curare un aborto spontaneo.
Tu rinchiudi più dei tuoi cittadini di qualsiasi nazione sulla terra. Più della Cina. Più della Russia. Più della Corea del Nord. La terra dei liberi ha 2 milioni di persone in gabbia, e un quarto di loro non è stato nemmeno condannato per nulla. Sono solo troppo poveri per pagare la cauzione.
La tua aspettativa di vita sta regredendo. Sei l’unica nazione sviluppata dove sta succedendo questo. Il tuo tasso di mortalità infantile è peggiore di quello di Cuba. I tuoi bambini fanno esercitazioni per tiratori attivi tra matematica e inglese mentre tu vendi azioni delle case produttrici di armi ai tuoi amici.
Il tuo salario minimo non si è mosso da 15 anni. Hai insegnanti che fanno 2 lavori e veterani che dormono sotto i ponti e tu hai appena speso un trilione di dollari per appiattire un paese che non ti ha attaccato.
E hai un criminale condannato, giudicato colpevole di stupro, protettore di pedofili, scopatore di pornostar e insurrezzionista che sta gestendo la più grande campagna bellica disastrosa da quando i talebani ti hanno ringraziato molto per aver perso di nuovo.
E tu stai chiamando la Groenlandia mal gestita?
La Groenlandia ha un’assistenza sanitaria universale. Istruzione gratuita. Uno dei tassi di incarcerazione più bassi al mondo. Nessuno finisce in bancarotta lì perché si è ammalato. Nessuno muore in una sala d’attesa perché la sua assicurazione ha detto no.
'La NATO non c’era quando ne avevamo bisogno.' E quando sarebbe stato esattamente, campione? L’11 settembre? Perché la NATO ha invocato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella storia PER TE. Soldati di decine di paesi sono stati schierati, hanno combattuto, sanguinato e sono morti in Afghanistan PER TE. L’Australia non era nemmeno nella NATO e ci siamo presentati lo stesso. Per 20 anni.
E tu te ne sei andato alle 2 del mattino senza dire niente a nessuno e li hai lasciati a occuparsi del casino.
Quindi magari prima di iniziare a chiamare mal gestiti gli altri paesi, dai un’occhiata al tuo cortile, tu venditore di rivestimenti in alluminio con la tintarella spray. L’unica cosa mal gestita in questo quadro è la tua fottutissima bocca."

*rant - sfogo

Piacevole Scoperta.

 

Nelle sabbie del deserto, gli scienziati hanno scoperto mummie di 7.000 anni fa il cui DNA rivela una linea genetica diversa dalla nostra.
Queste straordinarie sepolture appartengono a una delle più antiche popolazioni mummificate mai conosciute al mondo. A differenza delle mummie dell’antico Egitto, conservate tramite complessi processi di imbalsamazione, questi corpi si sono preservati naturalmente grazie al clima estremo e arido del deserto. Ma ciò che le rende davvero incredibili non è soltanto la loro età: è la storia genetica che custodiscono. Quando i ricercatori hanno analizzato il loro DNA, non hanno trovato alcun collegamento diretto con le popolazioni umane moderne. Queste persone appartenevano a un ramo dell’umanità ormai scomparso, che non ha lasciato discendenti.
La scoperta costringe a ripensare tutto ciò che sappiamo sulla preistoria umana. Spesso immaginiamo i nostri antenati come una linea continua arrivata fino a noi, ma la realtà è molto più complessa. Molti gruppi umani prosperarono per migliaia di anni per poi sparire completamente, lasciando tracce soltanto nel terreno, negli utensili e oggi anche nei resti mummificati. Questi individui vissuti 7.000 anni fa rappresentano l’eco di un capitolo dimenticato della storia umana, dimostrando che il nostro albero genealogico assomiglia più a una rete piena di rami interrotti improvvisamente.
Gli archeologi che studiano queste mummie hanno trovato anche indizi sulla loro vita quotidiana. Gli oggetti sepolti insieme ai corpi suggeriscono pratiche di caccia, pesca e forme primitive di agricoltura. La loro sopravvivenza in un ambiente desertico così ostile testimonia una straordinaria capacità di adattamento, anche se la loro linea genetica si è infine estinta.
Per la scienza, queste mummie rappresentano un dono rarissimo. Ci permettono di osservare un popolo che un tempo prosperava e di riconoscere che noi siamo soltanto uno dei pochi fili sopravvissuti di un immenso mosaico umano. La loro esistenza ci ricorda che molte altre versioni di “noi” hanno camminato sulla Terra.
Fatto curioso e affascinante:
Alcune delle più antiche mummie del deserto al mondo precedono di migliaia di anni la mummificazione egizia, dimostrando che gli esseri umani conservavano i morti molto prima dell’ascesa dei faraoni.

sabato 23 maggio 2026

Riarmo in disarmo. - Marco Travaglio.

 

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E' bene che si sappiano "tutte" le notizie, anche quelle scomode per chi comanda...

Il tristo individuo non vuole che la guerra, da lui provocata dietro richiesta di chi comanda, cessi, tanto lui è protetto, lui non ci va in guerra... lui fa la vittima; vittima che, con la guerra in atto, riceve soldi e armi...

Ma non si deve sapere, il regime lo deve proteggere perchè è stato bravo ed ubbidiente...

cetta.

lunedì 18 maggio 2026

Giochi di potere - (cumannari è megghiu ca futtiri)

 

Non si tratta di un dettaglio. Un ricco editore greco, Theodore Kyriakou, soprannominato Theo e da poco acquirente del gruppo "Repubblica", insieme all'Atlantic Council, un centro di studi legatissimo alla Nato, finanziato da Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Bank of America, Blackstone, RBC Capital Markets, HSBC Chevron e ExxonMobil, e diretto da Fred Kempe, per 25 anni capo redattore del "Wall Street Journal", hanno organizzato un vertice per discutere del futuro del Golfo. La sede è stata individuata in un lussuosissimo ed esclusivo resort di Navarino, in Grecia, a cui è stato precluso l'ingresso a tutti i giornalisti, fatta eccezione per quelli del gruppo Antenna. Sono così arrivati il primo ministro della Grecia, il primo ministro del Qatar, quello del Kuwait, il vice premier britannico, il presidente della Finlandia, l'ultra trumpiano Strubb, e Giorgia Meloni. Insieme a loro hanno raggiunto la località greca anche Christine Lagarde e Kristina Georgieva, direttrice del Fondo monetario internazionale. Perché, ho scritto in apertura, non si tratta di un dettaglio? Provo a rispondere così, molto sinteticamente. il "vertice" di Navarino è paradigmatico di una politica internazionale promossa da soggetti privati che compongono, a loro scelta, la platea degli invitati: qui non si capisce perché ci siano solo due degli Stati del Golfo insieme alla Finlandia, all'Inghilterra e l'Italia. Certo, una partecipazione siffatta non aiuta né il processo di pacificazione nella guerra fra Stati Uniti, Israele e Iran, né, tantomeno, una chiarezza nelle politiche europee, anzi. Peraltro, il ruolo centrale dell'Atlantic Council, radicalmente filo Nato, senza una partecipazione dell'amministrazione degli Stati Uniti genera ulteriore confusione, a cui Giorgia Meloni sembra essersi felicemente prestata. Ma forse la chiave di lettura è un'altra. A Navarino si incontrano, oltre ai politici, i grandi fondi sovrani arabi, i grandi fondi Usa di private equity, e le grandi banche degli Stati Uniti, a cominciare da Jp Morgan e Goldman Sachs, per trattare di affari immobiliari e di operazioni sull'energia. Nello specifico, Meloni è molto interessata ai miliardi che i fondi sovrani arabi hanno promesso all'altrimenti assai scarico Piano Casa. Alla luce di ciò, tuttavia, la domanda è inevitabile. Ma davvero, mentre Trump va a Pechino a riconoscere l'insostituibile centralità cinese, mentre Putin lancia messaggi all'Unione europea e si appresta ad accogliere Xi a Mosca a fine giugno e mentre a Teheran si attende Xi Jin Ping, la risposta della politica estera del governo Meloni è quella di andare con il presidente finlandese e il vice premier inglese, espressione di un governo scaduto, a fare "affari" in un resort greco? A questa domanda ne aggiungerei una ulteriore. Ma davvero Bce e FMI possono prestarsi in maniera così lapalissiana a fare da garanti a interessi finanziari di colossi privati e dei patrimoni degli sceicchi? 

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Purtroppo, coloro i quali hanno raggiunto un alto livello nella sfera politica ed economica, tendono ad aumentare il proprio potere costruendo accordi tra loro. La Meloni ha da sempre aspirato ad entrare nella categoria dei cosiddetti "Elevati", lo si nota da come malgoverna il paese, fregandosene altamente da chi ci vive e lo sostiene economicamente. Lei ama mettersi in evidenza accondiscendendo ai giochi di potere, come il bamboccio ucraino, noncuranti, entrambi, di chi hanno il dovere di amministrare.

Un detto siciliano recita: "cumannari è megghio ca futtiri."

cetta.

Le fiamme di Mosca e il cinismo della propaganda.

 

Zelensky ormai rivendica apertamente attacchi che colpiscono la capitale russa e che mettono nel mirino ANCHE I CIVILI, raccontandoli come “successi strategici”.
Tradotto dal linguaggio della propaganda: attentati terroristici utili a produrre paura, immagini spettacolari e pressione psicologica.
Perché quando droni e sabotaggi vengono usati contro aree civili, infrastrutture urbane e popolazione, mentre si esulta pubblicamente per “le fiamme su Mosca”, il confine tra operazione militare e terrorismo diventa molto sottile. Troppo sottile.
Eppure in Occidente tutto questo viene impacchettato come una serie Netflix:
le mappe animate, i video notturni, il fumo nero, gli “esperti” che sorridono in TV spiegando che “l’inerzia sta cambiando”.
Manca solo la colonna sonora di Hans Zimmer e poi siamo a posto.
🧨 Ma il vero obiettivo non è Mosca.
Il vero obiettivo è
DISTRUGGERE QUALSIASI IPOTESI DI NEGOZIATO.
Convincere gli europei che bisogna continuare a inviare soldi e armi.
Convincere i russi che dialogare è inutile.
Convincere entrambe le parti che ormai l’unica lingua possibile sia quella dell’escalation.
Perché la pace, per molti, è diventata un problema.
💣 E così si normalizza l’assurdo:
se i civili russi vengono colpiti, allora è “resistenza”.
se salta una raffineria o un quartiere a Mosca, allora è “messaggio politico”.
se la paura arriva nelle città russe, allora è “pressione psicologica legittima”.
Immaginate solo per un secondo la reazione dei media occidentali se accadesse il contrario.
Il punto è che questa guerra ormai viene venduta come una serie a puntate:
serve il colpo di scena,
serve l’esplosione,
serve l’immagine simbolica,
serve il nemico assoluto.
E chi prova a parlare di diplomazia viene trattato come un traditore, un ingenuo o direttamente un “putiniano”.
Nel frattempo l’Europa applaude, paga e tace.
Come sempre.
🔥
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Zelensky, individuo poco raccomandabile, interessato solo a mettersi in evidenza, narcisista in senso lato.
cetta.

domenica 17 maggio 2026

RIFORMA ELETTORALE: ZAGREBELSKY SMASCHERA IL BLUFF MELONI.

 

Non lasciatevi ingannare dalla propaganda di regime che parla di "stabilità".
Lo "Stabilicum" voluto dalla Meloni — che io chiamo correttamente Truccatellum — non è una riforma per il Paese, ma un'assicurazione sulla vita per una classe dirigente che cerca di blindarsi nel bunker del potere.
Ieri sera a In Altre Parole (La7), il Professor Gustavo Zagrebelsky ha letteralmente squarciato il velo di ipocrisia di questo esecutivo, mentre l'appello "Torniamo alla Costituzione" ha incassato la firma storica di ben 140 costituzionalisti contro una forzatura inaccettabile.
​Ecco i punti che smontano l'accrocco della maggioranza e interpellano la nostra coscienza civile:

- IL VELENO DELLA "GOVERNABILITÀ" E L'INSULTO AI CITTADINI.

Zagrebelsky ha impartito una lezione magistrale: "Governabile" è un aggettivo passivo, come bevibile o audibile.
Significa che il corpo sociale, i cittadini e la realtà reale devono semplicemente "essere governati", subendo il potere dall'alto.
Questa non è democrazia! Nella parola governabilità si nasconde il veleno dell'autocrazia dei partiti che vogliono trasformare il popolo in un pubblico passivo, riducendo il Parlamento a un'aula di soldatini automatici.
​Il Professore ha lanciato un monito durissimo: il vero pericolo è l'assuefazione dei cittadini, il rischio di rassegnarsi a vedere calpestate le regole fondamentali dello Stato di Diritto.
Difendere la Carta non è una questione tecnica da giuristi, ma un dovere di passione civile e di dignità democratica che spetta a ciascuno di noi per non ridursi a sudditi.

​- LA MELONI, LO SHOW DA COMIZIO E IL FALLIMENTO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI.
Basta con il timore reverenziale per lo show permanente e l'esibizionismo mediatico di questa Premier.
Dietro i monologhi televisivi blindati, i teatrini in Aula e i fuorionda di scherno verso chi dissente, si nasconde il vuoto politico assoluto di un esecutivo incapace, arrogante e totalmente scollegato dalla realtà.
Una narrazione tossica da comizio perenne che serve solo a nascondere un disastro economico senza precedenti.
​Mentre Giorgia Meloni e i suoi ministri si vantano di una crescita elettorale fittizia basata unicamente sul massacro fiscale e sull'aumento delle tasse, il Paese reale sta affondando.
Ieri e oggi la realtà ci parla di salari reali crollati ai minimi storici, un caro vita diventato insostenibile e il potere d'acquisto delle famiglie letteralmente azzerato dal totale immobilismo governativo.
Siamo davanti al tradimento totale delle promesse elettorali: dalle storiche e ridicole sceneggiate sulle accise dei carburanti — con la benzina lasciata deliberatamente fissa sopra i due euro alla pompa — fino alla gestione fallimentare dei fondi del PNRR, costantemente in ritardo.
Per non parlare del crollo verticale dell'Italia nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa, ridotta a megafono dei palazzi di potere.
Un fallimento totale su tutta la linea, che questo governo tenta disperatamente di scaricare usando i vecchi provvedimenti come ridicoli capri espiatori per coprire la propria totale incompetenza.

​- I 3 PUNTI DELLA FORZATURA COSTITUZIONALE CHE SMASCHERANO IL TRUCCO:
​- IL SACCO DEI SEGGI E IL SILENZIO DELLE MINORANZE: Un premio di maggioranza "drogato" (70 seggi bloccati alla Camera, 35 al Senato) che regala artificialmente il 60% dei seggi a chi è minoranza nel Paese.
È la demolizione del bicameralismo per azzerare le "maggioranze di garanzia" e prendersi, da soli, tutte le istituzioni, dal Quirinale alla Corte Costituzionale.

​- IL BUNKER DEI NOMINATI E IL TERRORE DELLE PIAZZE: Un sistema basato unicamente su liste bloccate e pluricandidature fino a 5 collegi.
Hanno il terrore di guardarvi in faccia nei territori e di subire il voto di preferenza: preferiscono un Parlamento di nominati scelti a tavolino nelle stanze di partito, esautorando i cittadini e tenendo in ostaggio persino il diritto di voto dei fuori sede.

​- IL PREMIERATO DALLA PORTA DI DIETRO:
Con l'indicazione preventiva del candidato Premier si impone un plebiscito per un "capo" assoluto, svuotando di fatto l'Articolo 92 della Costituzione e le prerogative del Presidente della Repubblica.
È il tentativo di aggirare il recente referendum, riducendo le Camere a un ufficio passivo.

​- IL MERCATO DELLA CONVENIENZA CONTRO LA GIUSTIZIA.
La Meloni offre l'esca: "Accettatela, perché quando vincerete voi farà comodo anche a voi".
Il Professore ha risposto da statista: la convenienza deve essere degli elettori, non dei leader. Cambiare le regole del gioco a ridosso della partita, pensando solo a chi conviene la mappa dei seggi, è un'offesa logica prima ancora che giuridica.
​Ma d'altronde, l'esecutivo si muove compatto seguendo lo stesso indecente copione: la Premier fa esattamente lo stesso identico gioco del Guardasigilli Carlo Nordio, che con una faccia tosta senza precedenti ha liquidato il referendum sulla giustizia dichiarando testualmente che la riforma "servirà soprattutto a chi oggi è all'opposizione per quando andrà al governo".
Un modo di ragionare a dir poco vergognoso.
Le istituzioni non sono un pacco regalo da scambiarsi tra futuri inquilini di Palazzo Chigi, né una dote politica per spartirsi tutele future a scapito dei cittadini!
La terza via esiste ed è l'unica democratica: un sistema proporzionale con soglia di sbarramento (3% o 5%), dove la politica si assume la responsabilità di fare coalizioni e progetti seri davanti al Paese, senza scaricarla su meccanismi truccati o mercati della convenienza.

(DO RE)

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La parola governabile ha, come sinonimi, parole come: dominabile, controllabile, gestibile, pertanto, la legge che vorrebbero attuare, è una legge anticostituzionale.

Adoro il professor Zagrebelsky.
cetta.