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lunedì 20 aprile 2026

Il Giappone realizza una pillola che rigenera totalmente le ossa e sconfigge il decadimento osseo,

I ricercatori in Giappone hanno creato un innovativo farmaco orale capace di stimolare la rigenerazione del tessuto osseo. I test clinici dimostrano che la terapia aumenta la densità e la resistenza scheletrica nei pazienti affetti da osteoporosi severa.

La nuova pillola inverte la perdita ossea e riduce drasticamente il rischio di fratture. Questo trattamento medico non invasivo si propone come un'alternativa definitiva alle iniezioni tradizionali e agli interventi chirurgici per milioni di individui nel mondo.

Il principio attivo funziona attivando direttamente le cellule staminali ossee. Il farmaco supporta la naturale riparazione dei tessuti logorati.

Gli ulteriori studi scientifici confermeranno presto gli effetti a lungo termine. Questa scoperta segna un progresso storico per la medicina rigenerativa.

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Uno studio, pubblicato su Nature, ha condotto all’individuazione di un microRNA, chiamato miR-34a, capace di rafforzare le ossa deboli e quindi potenzialmente utile nella mitigazione delle metastasi del cancro osseo e dell’osteoporosi, malattia ossea in cui le ossa diventano fragili e suscettibili a frattura.

Dagli esperimenti, effettuati sui topi, è emerso che miR-34a è un importante soppressore dello sviluppo degli osteoclasti. Ciò significa che tale molecola può bloccare le cellule responsabili del riassorbimento delle ossa, implicate nell’osteoporosi e nelle metastasi del cancro alle ossa.

I ricercatori hanno osservato un ridotto riassorbimento osseo e un aumento della massa nei topi con elevati livelli di miR-34a, che è stato individuato come potenziale strategia terapeutica per migliorare la protezione dello scheletro e per bloccare le metastasi del cancro osseo. Poiché è stato osservato che miR-34a nei topi è identico a quello negli uomini, gli studiosi hanno concluso che i risultati potrebbero essere applicati anche agli esseri umani.

Leggi lo studio su Nature

https://www.aifa.gov.it/-/scoperta-molecola-che-potrebbe-bloccare-l-osteoporosi-e-le-metastasi-del-cancro-osseo

domenica 19 aprile 2026

Una svolta storica nella lotta contro il cancro.

 

In Puglia nasce il primo acceleratore lineare di protoni al mondo: una tecnologia innovativa che promette di rivoluzionare la protonterapia rendendola finalmente più precisa, accessibile ed economica.

💡 Un passo avanti concreto per milioni di pazienti: trattamenti più mirati, meno effetti collaterali e nuove speranze per il futuro della medicina.

L’Italia si conferma protagonista nella ricerca e nell’innovazione sanitaria.

👉 Il futuro della cura del cancro è già iniziato.

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leggi anche: https://it.wikipedia.org/wiki/Protonterapia

giovedì 16 aprile 2026

A Pavia, al CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica - curano tumori con acceleratore di nanoparticelle a cura del SSN.

 

In Italia esiste un posto che sembra fantascienza, ma è un ospedale. Non un laboratorio segreto.
Non un progetto militare. Un ospedale.

A Pavia, dentro un bunker con 6 metri di cemento armato, c’è un acceleratore di particelle che non studia l’universo.
Lo cura.

Si chiama CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica.
E ogni giorno un sincrotrone da 25 metri di diametro spara ioni di carbonio contro tumori che la chirurgia non può toccare e la radioterapia non riesce a scalfire.

Non è chemio.
Non è radioterapia classica.
È adroterapia: la stessa tecnologia dei laboratori del CERN, ma usata per salvare vite.

Gli ioni di carbonio sono pesanti, precisi, devastanti per il tumore. Rilasciano energia solo dove serve, risparmiando i tessuti sani. È come colpire un granello di sabbia in mezzo al mare.E centrarlo.

In Italia, solo il CNAO può farlo.
Nel mondo, i centri così sono sei.

Dal 2011 ha trattato più di 4.000 pazienti che altrove non avevano alternative. Dal 2014 è tutto coperto dal Servizio Sanitario Nazionale.Gratuito.Pubblico.Reale.

Mentre il CERN cercava bosoni, a Pavia si costruiva una macchina per dare una seconda possibilità a chi non ne aveva più.

E allora la domanda resta:
Perché non lo sa nessuno?

Forse perché questa è una storia che non fa rumore.
Fa miracoli. 

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Leggi anche: https://www.osservatoriomalattierare.it/i-tumori-rari/altri-tumori-rari/18711-tumori-rari-dentro-all-acceleratore-di-particelle-sviluppato-per-combatterli

mercoledì 25 febbraio 2026

Ruolo della Risonanza Magnetica in Oncologia.

 

La risonanza magnetica (RM) in oncologia è una metodica diagnostica non invasiva e priva di radiazioni ionizzanti, fondamentale per individuare, stadiare e monitorare i tumori, in particolare quelli dei tessuti molli (cervello, fegato, pelvi). Tecniche avanzate come la RM Diffusion Whole Body (diffusione corpo intero) permettono una diagnosi precoce delle metastasi, mentre la RM guidata da ultrasuoni (HIFU) rappresenta una frontiera terapeutica per "bruciare" le cellule tumorali con precisione.
Ruolo della Risonanza Magnetica in Oncologia.
  • Diagnosi e Stadiazione: Identifica con alta precisione tumori cerebrali, spinali, pelvici (prostata, utero) e muscoloscheletrici, valutando l'infiltrazione locale.
  • RM Diffusion Whole Body: Analizza il corpo intero per individuare metastasi senza radiazioni e spesso senza mezzo di contrasto, evidenziando le molecole d'acqua addensate nei tumori.
  • Monitoraggio della Terapia: Valuta la risposta del tumore alla chemioterapia o radioterapia, ad esempio nel tumore al seno, misurando la riduzione della massa.
  • Radioterapia guidata da RM: Consente un adattamento quotidiano del piano di cura (adaptive radiotherapy), migliorando la precisione e riducendo i rischi per i tessuti sani.
Vantaggi e Limiti
  • Vantaggi: Elevata risoluzione anatomica, assenza di radiazioni (ideale per giovani e bambini).
  • Limiti: Può generare falsi positivi (rilevando lesioni benigne non necessarie di approfondimento), richiede tempo, e in casi specifici può essere necessaria l'integrazione con TC o PET.
Nuove tecnologie, come la RM 3Tesla con sistema HIFU, stanno introducendo l'uso della risonanza non solo per l'imaging ma anche per trattamenti mirati non invasivi.

https://www.google.com/search?q=risonanza+magnetica+per+la+cura+del+cancro&ie=UTF-8

lunedì 23 febbraio 2026

 

In una svolta rivoluzionaria, i ricercatori di tre importanti università americane hanno scoperto un metodo per distruggere le cellule tumorali utilizzando la luce, eliminando completamente la necessità di farmaci o chemioterapia. I primi studi mostrano un sorprendente tasso di successo del 99%, offrendo una speranza senza precedenti ai milioni di persone che combattono questa devastante malattia.

La tecnica, nota come fototerapia a livello cellulare, prende di mira le cellule tumorali con lunghezze d’onda luminose altamente precise che le inducono a disgregarsi, lasciando intatte le cellule sane. A differenza dei trattamenti tradizionali, questo approccio evita i gravi effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia, offrendo un’alternativa più sicura ed efficace.

Gli esperti affermano che questa scoperta potrebbe trasformare il trattamento del cancro a livello globale. Sfruttando la luce per smantellare selettivamente le cellule maligne, i medici potrebbero presto disporre di una terapia non invasiva in grado di trattare diversi tipi di tumore, compresi quelli resistenti ai metodi convenzionali.

Sebbene siano necessari ulteriori studi prima di un utilizzo su larga scala, questo traguardo rappresenta un importante passo avanti in oncologia, dimostrando che un giorno il cancro potrebbe essere combattuto senza i danni collaterali causati dalle terapie attuali. L’era della terapia oncologica mirata e priva di farmaci potrebbe essere più vicina che mai.

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giovedì 15 gennaio 2026

Il Prof Ascierto presenta DAROMUM: il farmaco che si inietta nel tumore, e riduce recidive e metastasi.

 

Il lavoro di Paolo Ascierto: una ricerca costruita sul campo.

Il nome di Paolo Ascierto è oggi indissolubilmente legato all’innovazione oncologica e alla ricerca applicata alla vita reale dei pazienti. Il suo lavoro non nasce in laboratorio in modo astratto, ma si sviluppa a stretto contatto con la clinica, con chi affronta ogni giorno la malattia. Ascierto ha sempre sostenuto che la scienza debba produrre risultati concreti, misurabili, capaci di cambiare davvero il destino dei malati oncologici. L’immunoterapia rappresenta il fulcro di questo percorso, ma anche il punto di partenza per soluzioni sempre più mirate, personalizzate e innovative. È proprio da questa visione che prende forma Daromum, un farmaco che nasce da anni di studi, sperimentazioni e osservazioni cliniche approfondite.

Darorum e il superamento delle terapie tradizionali.

Con Daromum si compie un passo deciso oltre i trattamenti oncologici convenzionali. Il farmaco introduce un approccio radicalmente diverso: l’iniezione diretta all’interno del tumore. Questa strategia rompe con il modello esclusivamente sistemico e punta a colpire la malattia nel suo microambiente, dove le cellule tumorali trovano protezione e nutrimento. Agire direttamente sul tumore significa aumentare l’efficacia del trattamento, riducendo al tempo stesso la dispersione del farmaco nell’organismo e limitando gli effetti collaterali. È un cambio di paradigma terapeutico che apre nuove possibilità nella gestione del cancro.

Il ruolo chiave del sistema immunitario.

Uno degli aspetti più rilevanti di Daromum è la sua capacità di rafforzare il sistema immunitario. Il farmaco non si limita ad agire sulle cellule tumorali, ma contribuisce a renderle visibili alle difese dell’organismo. In questo modo il tumore perde la sua capacità di mimetizzarsi e il sistema immunitario viene stimolato a riconoscere e attaccare la malattia. Questo meccanismo può generare una risposta più ampia e duratura, capace di agire anche oltre il sito dell’iniezione, offrendo una protezione potenzialmente estesa nel tempo.

I dati clinici: numeri che fanno la differenza.

I risultati ottenuti con Daromum rappresentano uno degli elementi più solidi del progetto. I dati mostrano una riduzione del 41% del rischio di recidiva o di morte, un traguardo di enorme importanza nel panorama oncologico. Ancora più significativo è il dato relativo alle metastasi: si registra un calo del 40% della comparsa di metastasi a distanza, uno dei fattori più critici nella progressione della malattia. Queste percentuali non sono semplici statistiche, ma indicano più tempo, più stabilità clinica e migliori prospettive di vita per i pazienti.

Un impatto reale sulla vita dei pazienti.

Il valore del lavoro di Ascierto emerge soprattutto nella sua ricaduta concreta sulla quotidianità dei malati oncologici. Ridurre il rischio di recidiva significa meno paura del ritorno della malattia, mentre limitare le metastasi vuol dire evitare terapie più invasive e debilitanti. Darorum si inserisce così in una medicina che guarda non solo alla sopravvivenza, ma anche alla qualità della vita, alla possibilità di convivere con la malattia in modo più sostenibile e meno traumatico.

Verso una medicina sempre più personalizzata.

Darorum rappresenta anche un esempio concreto di medicina personalizzata. L’iniezione intratumorale consente un controllo preciso dell’intervento terapeutico e apre la strada a strategie combinate, in cui il farmaco può essere affiancato ad altri trattamenti per potenziarne l’efficacia. Questo approccio permette di adattare la cura alle caratteristiche specifiche del tumore e del paziente, superando i protocolli standardizzati che spesso non tengono conto delle differenze individuali.

Il valore scientifico e umano dell’innovazione.

Dietro Darorum non c’è solo tecnologia, ma una visione umana della medicina. Il lavoro di Paolo Ascierto dimostra che l’innovazione più efficace nasce dall’ascolto dei pazienti, dall’analisi dei bisogni clinici reali e dalla capacità di trasformare queste esigenze in soluzioni terapeutiche concrete. Ogni risultato ottenuto rappresenta un passo avanti non solo scientifico, ma anche etico e umano, perché mira a restituire tempo e dignità a chi affronta il cancro.

Uno sguardo al futuro della lotta contro il cancro.

Darorum non è un punto di arrivo, ma una tappa fondamentale di un percorso in continua evoluzione. Se i risultati continueranno a essere confermati, questo modello terapeutico potrà essere esteso ad altri tipi di tumore, aprendo nuovi scenari di cura. Il lavoro di Paolo Ascierto indica con chiarezza la direzione dell’oncologia moderna: intervenire precocemente, colpire con precisione e potenziare le difese naturali dell’organismo. È in questa combinazione che si gioca la sfida più importante contro il cancro, ed è qui che Daromum rappresenta uno dei segnali più concreti di cambiamento.

https://www.social-magazine.it/il-prof-ascierto-presenta-daromum-il-farmaco-che-si-inietta-nel-tumore-e-riduce-recidive-e-metastasi/

venerdì 19 settembre 2025

DAL POLICLINICO DI PALERMO ARRIVANO NUOVE SPERANZE NELLA LOTTA AL TUMORE AL FEGATO.

 

Individuare l'opzione terapeutica migliore per garantire la buona qualità di vita e la sopravvivenza nei pazienti affetti da epatocarcinoma, il tumore più frequente del fegato, caratterizzato da un'estrema aggressività e da una progressione rapida e inizialmente silenziosa. E' stato questo l'obiettivo di uno studio, pubblicato su Jama Oncology, coordinato dai professori Ciro Celsa, Giuseppe Cabibbo e Calogero Cammà (in foto) del Policlinico di Palermo, e dal professore David Pinato dell'Imperial college di Londra.

"I risultati sono stati chiari e incoraggianti. - spiegano Celsa, Cabibbo e Cammà - La combinazione di due farmaci immunoterapici, Atezolizumab e Bevacizumab, si è dimostrata superiore a tutti gli altri trattamenti analizzati".

Questa terapia combinata, infatti, chiariscono gli esperti, "ha mostrato le migliori performance in diversi aspetti cruciali riportati dai pazienti. Ma l'aspetto più significativo emerso dalla ricerca è che questa combinazione terapeutica non solo preserva meglio la qualità di vita, ma allo stesso tempo offre anche i migliori risultati in termini di sopravvivenza globale".

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sabato 14 giugno 2025

Gli scienziati hanno trovato un modo per distruggere le cellule cancerose usando la luce, non farmaci, nè radiazioni.

 

I ricercatori hanno creato un nuovo potente strumento che distrugge le cellule tumorali usando solo la luce e un colorante speciale già utilizzato negli ospedali. Questi “martelli pneumatici molecolari” non hanno bisogno di farmaci tossici né di radiazioni. Invece, vibrano così velocemente quando colpiti dalla luce nel vicino infrarosso da strappare le cellule tumorali dall’interno.

Il colorante, chiamato aminocianina, è normalmente usato nelle scansioni mediche. Ma quando viene colpito dalla luce, le molecole iniziano a vibrare un trilione di volte al secondo—velocità sufficiente ad aprire le membrane delle cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane vicine. Nei test di laboratorio, il 99% delle cellule di melanoma umano è stato distrutto in questo modo. Nei topi, metà dei tumori è scomparsa completamente dopo un solo trattamento, e il resto si è ridotto.

Ciò che rende speciale questo metodo è che la luce nel vicino infrarosso può penetrare in profondità nel corpo—fino a 10 centimetri—raggiungendo organi e ossa senza bisogno di interventi chirurgici. Inoltre, poiché il colorante si lega naturalmente alle cellule tumorali, il trattamento è altamente mirato.

A differenza dei trattamenti tradizionali, le cellule tumorali non possono facilmente resistere a essere fisicamente fatte a pezzi. E poiché il colorante è già approvato dalla FDA per l’uso umano nelle immagini diagnostiche, questo potrebbe accelerare i test clinici sull’uomo.

E non si tratta solo di cancro. Un altro studio guidato dalla Aston University ha scoperto che un tipo speciale di luce chiamata “luce attorcigliata” può attraversare la pelle e i tessuti senza perdere la sua forma. Può rilevare minuscoli cambiamenti in profondità nel corpo—come segni precoci di infiammazione, tumori o persino variazioni nei livelli di zucchero nel sangue—senza alcun taglio o ago.

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martedì 3 giugno 2025

Gli scienziati vaporizzano i tumori avanzati usando il suono.

 

Gli scienziati vaporizzano i tumori avanzati usando il suono. Nessuna chirurgia, nessuna cicatrice, nessun tempo di recupero
In uno studio clinico innovativo, i ricercatori dell'Università del Michigan hanno cancellato con successo i tumori al fegato in stadio avanzato pelle. L'arma? Suono.
Questa tecnica rivoluzionaria, chiamata istotripsia, utilizza impulsi ultrasuoni ad alta ampiezza precisamente focalizzati per generare bolle di gas microscopiche all'interno del tessuto canceroso. Mentre queste bolle si espandono e collassano, liqueficano meccanicamente i tumori in innocui detriti cellulari. A differenza degli ultrasuoni tradizionali che visualizza, l'istotripsia è terapeutica, trasformando l'energia in distruzione con precisione millimetrica.
Niente bisturi. Nessuna radiazione. Niente chemioterapia. Nessun danno collaterale.
Poiché l'istotripsia si basa sulla cavitazione meccanica piuttosto che sul calore o sulle sostanze chimiche, lascia i tessuti sani circostanti praticamente intatti. Sono qualità non termiche, non invasive e notevolmente precise che finora sono state elusive nella cura del cancro.
Nel trial, una singola seduta ha distrutto fino all'80% della massa tumorale mirata, e ciò che è rimasto è diventato un faro per il sistema immunitario del corpo, scatenando un robusto attacco secondario. I primi risultati suggeriscono che l'istotripsia non solo elimina i tumori, ma potrebbe innalzare il sistema immunitario a dare la caccia alle cellule tumorali residui in tutto il sistema
L'investigatore capo Dr. Zhen Xu, un pioniere sul campo, ha dichiarato:
"Questo non è solo un nuovo trattamento. È un cambiamento di paradigma. Stiamo smontando i tumori e risvegliando i sistemi di difesa del corpo, tutto senza bisturi. ”
Le implicazioni sono enormi. Sono già in corso i test per tumori al pancreas, al seno e al cervello, notoriamente difficili da trattare con mezzi convenzionali. Senza cicatrici e convalescenza minima, l'istotripsia potrebbe ridefinire l'aspetto e la sensazione del trattamento per il cancro.
Il suono non è più solo per la diagnostica, ma sta diventando il futuro della guarigione.