domenica 17 marzo 2019

Tutte coincidenze. - Marco Travaglio



Avendo perso conoscenza da un pezzo, B. giura di non aver “mai conosciuto” Imane Fadil. Naturalmente, come tutto ciò che dice da quando si sveglia a quando si corica, non è vero niente: nel 2010 la ragazza marocchina fu sei volte ospite delle “cene eleganti” ad Arcore, si esibì nella danza del ventre, ricevette da lui un anello e una busta con 5 mila euro, ma rifiutò l’invito a fermarsi a dormire da lui; e lo incontrò altre due volte, in un ristorante milanese e in un’altra villa in Brianza. 
Ma il guaio peggiore non è che B. ha conosciuto Imane. È che lei ha conosciuto lui. E ha pure testimoniato contro. Se sia stata uccisa, da chi e perché, lo appureranno i giudici. Il cui prodest, una volta tanto, allontana i sospetti da B., che tutto poteva augurarsi fuorché il ritorno dei bungabunga sui giornaloni, che li avevano rimossi per riabilitarlo come leader moderato e argine al populismo. Non solo: da viva Imane poteva essere contestata al processo Ruby-ter da Ghedini & C.; da morta, i suoi verbali dinanzi ai pm valgono come prova inconfutabile. Ma i vari ambienti criminali, italiani e internazionali, che circondano B. autorizzano i soliti sospetti di eccessi di zelo, favori non richiesti o messaggi ricattatori. Senza escludere la tragica coincidenza: l’ennesimo anello di un’impressionante catena di disgrazie occorse a persone che hanno incrociato la strada di B. e si sono messe di traverso.

Negli anni 70 i proprietari terrieri di Segrate che non volevano vendere al costruttore di Milano 2 ricevevano visite di uomini armati e cambiavano idea. 
Il 21 maggio 1992 Paolo Borsellino parla con due giornalisti francesi di indagini sui rapporti fra B., Dell’Utri e lo “stalliere” Mangano: due giorni dopo muore ammazzato Falcone, due mesi dopo pure Borsellino. 
Nel ’93 un giovane attivista di Ravenna, Gianfranco Mascia, lancia i comitati Boicotta Biscione (BoBi). Il primo avvertimento anonimo gli arriva sul telefonino: “Smettila di rompere i coglioni. Sei una testa di cane. Bastardo. Vi spacchiamo il culo. Gruppo Silvio Forever”. Il 24 febbraio 1994, a un mese dalle elezioni, Mascia viene aggredito da due uomini a volto scoperto che lo immobilizzano col filo di ferro, gli tappano la bocca con un tampone e lo violentano con una scopa. 
Il portavoce bolognese del BoBi, Filippo Boriani, consigliere comunale dei Verdi, riceve una busta con una lingua di vitello mozzata e un biglietto: “La prossima sarà la tua”. 
Autunno ’94: Edoardo Pizzotti, direttore Affari legali di Publitalia, viene licenziato in tronco dopo aver rifiutato di coprire i traffici di Dell’Utri & C. per inquinare le prove sulle false fatture del gruppo.
E riceve telefonate minatorie e mute a casa, provenienti (risulta dai tabulati) da Publitalia
Un anno dopo racconta tutto testimoniando al processo di Torino contro Dell’Utri per frode fiscale: subito dopo, due figuri dal forte accento campano lo avvicinano nel centro di Milano e lo salutano così: “Guarda che ti facciamo scoppiare la testa”. 
Nel luglio 1995 Stefania Ariosto inizia a raccontare al pm Ilda Boccassini quello che sa sui giudici comprati da Cesare Previti con soldi di B. La notizia rimane segreta per sette mesi, ma non per tutti. Alla vigilia di Natale, un pony express recapita alla Ariosto una scatola in cui galleggia nel sangue un coniglio scuoiato e sgozzato, con un biglietto d’auguri: “Buon Natale”. 
Nel marzo 1996, dopo gli arresti, L’Espresso dedica allo scandalo Toghe sporche varie copertine con i verbali e le foto della Ariosto: il 22 maggio, a Camaiore, un incendio doloso polverizza la villa della vicedirettrice Chiara Beria di Argentine. Marzo 2001: Daniele Luttazzi mi ospita a Satyricon, su Rai2, per parlare fra B. e Cosa Nostra. Oltre alle minacce pubbliche del centrodestra, riceve lettere anonime, telefonate e visite di strani ladri in casa: “Il Giornale pensò bene di pubblicare la mia dichiarazione dei redditi, col mio indirizzo di casa ben visibile.

Oltre alle lettere, mi arrivarono alcuni dossier anonimi, pieni di informazioni sulla mia vita privata e le mie abitudini. Come per avvertirmi: ehi, guarda che sappiamo tutto di te”.
Negli stessi giorni Indro Montanelli, che mi ha difeso dagli assalti berlusconiani, riceve chiamate di insulti e minacce ed è costretto a cancellare le iniziali I.M. dal citofono di casa. Lo racconta a Repubblica: “La cosa più impressionante sono state le telefonate anonime. Ne sono arrivate cinque, una dopo l’altra, tre delle quali di donne. Non so chi avesse dato loro il mio numero, che è assolutamente introvabile… Quella berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto… Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo… Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato… Io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt’al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino… Queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile”. Nel 2003 il pm fiorentino Gabriele Chelazzi, che indaga sulla trattativa Stato-mafia e i mandanti occulti delle stragi, muore all’improvviso d’infarto a 59 anni. 
Nel 2006 il pentito Cosimo Cirfeta, imputato con Dell’Utri per aver depistato le indagini di mafia sull’inventore di FI, muore nella sua cella a Bari inalando il gas di un fornelletto da cucina. Nel 2009 scoppia Puttanopoli e le due testi-chiave se la vedono brutta: Patrizia D’Addario riceve strane visite in casa e alla sua ex amica Barbara Montereale qualcuno fa esplodere l’automobile. Nel 2012 parte il processo Ruby e il rag. Giuseppe Spinelli, cassiere di Arcore e custode dei segreti finanziari di B., viene rapito con la moglie e poi inspiegabilmente rilasciato in poche ore senz’alcun riscatto. Il 1° marzo 2019 muore Imane Fadil: l’ultima coincidenza.

Tutte coincidenze di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano del 17 Marzo 2019

https://infosannio.wordpress.com/2019/03/17/tutte-coincidenze/?fbclid=IwAR0-7V3GLYK7vgGsYR_CVjkMgzWqAXTmwLlxaHvLCAEptP4POtO6TUHGRY0

Andrea Scanzi: “Se l’ipocrisia portasse benessere, il Pianeta Terra spezzerebbe le reni alle galassie”. - Andrea Scanzi

Ah, come ci piace sentirci buoni senza impegno. Tipo: “la giornata mondiale per il clima”. Bella. Ci sono pure gli scioperi. Bello: scioperare per migliorare il clima. Figo. Mi piace. Ma quindi? Come funziona, esattamente? Non vado a scuola e l’inquinamento viene bocciato? Trump vede i ragazzi che manifestano per strada e di colpo diventa intelligente? Faccio un tweet ambientalista e il buco nell’ozono si suicida? Spiegatemelo, son curioso. Anche perché, come noto, (a noi adulti) i temi ambientali stanno da sempre molto a cuore. Moltissimo. È cosa nota. Noi che, di fronte al traffico a targhe alterne, scleriamo come se ci avessero asportato un rene. Noi che, anche solo quando facciamo la differenziata, ci girano i coglioni a mulinello. Noi che, tutto sommato, la plastica ci piace così tanto che la mangiamo anche quando la troviamo dentro il pesce. Noi che, anche se sappiamo benissimo come funzionano quei campi di concentramento efferati chiamati “allevamenti intensivi”, in buona sostanza ce ne sbattiamo allegramente il glande.
Bella, questa giornata contro il clima brutto sporco e cattivo. Bellissima. Le manifestazioni (pacifiche) son sempre positive. ”Sensibilizzare e porre l’attenzione è sempre positivo”: si dice così, no? C’erano ragazzi che ci credevano davvero e chi semplicemente non aveva voglia di andare a scuola e neanche sapeva perché si scioperava: è sempre stato così, su. E alla fine, le strade in cui si era manifestato per salvare il clima, erano più sporche di prima. In ogni caso: bravi, se ci credevate e credete sul serio. Bravi: provateci, almeno alla vostra età, a non rincoglionirvi così in anticipo. Ve lo insegnavano già i Pink Floyd nel 1980, che non dovete accettare il “dark sarcasm” degli adulti. Provateci. E in bocca al lupo (“viva il lupo”, dovete rispondere. Che siate ambientalisti o meno). Non ce l’ho certo con voi. Anzi: tifo per voi. E men che meno ce l’ho con quelli, più o meno giovani, più o meno adulti, che a queste battaglie meritorie sono sempre stati sensibili. Alcuni di loro, a una battaglia così, hanno pure dedicato la vita. Persone straordinarie. Tifo per voi.
E allora? E allora ce l’ho con questa aria posticcia e finta, interessata e furbastra, che vedo e respiro in giro. Ce l’ho con questa tendenza lavarsi la coscienza con un #jesuischarlie alla moda, quasi che fosse un’aspirina per sentirsi in pace con se stessi. Quanta voglia di sentirsi buoni senza sforzo, in tutta questa amena presa di coscienza a favore di social. Quanto desiderio di retorica un tanto al chilo. E quanta immensa faccia da culo in quei politici di “destra” e “sinistra” che cementerebbero pure stocazzo, ma che adesso tra un “Sì tav” e un crucifige sgomitano per farsi un selfie accanto alla ragazza candidata al Nobel. Così, giusto per sentirsi buoni e giusti, loro che fino ad oggi hanno avuto per il clima la stessa attenzione che ho io per la Ves di Nardella.
Se l’ipocrisia portasse benessere, il Pianeta Terra spezzerebbe le reni alle galassie. E l’Italia sarebbe un paese sano come nessuno.
P.S. Tranquilli. Da domani, a parte i soliti panda eroici, di “clima da salvare” non parlerà più nessuno.

Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, smonta la bufala dei cambiamenti climatici.



Carlo Rubbia,Nobel per la fisica, spiega come i cambiamenti climatici sul pianeta ci sono sempre stati. Molti sono gli scienziati che sono d'accordo con lui e molti sono gli scienziati che stanno osteggiando il programma militare degli USA, HAARP, in funzione al Polo Nord già da tanto tempo e che si basa sul riscaldamento della ionosfera attraverso bombardamenti con raggi elettromagnetici. Bisogna stare molto attenti prima di schierarsi dalla parte dei "semplici" che chiedono ai potenti di fermare le emissioni di gas serra mangiando panini McDonald's , questi seguaci di Greta, chiamiamoli "Gretini", sarebbe bene che chiedessero alla NASA di non fare più esperimenti sulla ionosfera del nostro pianeta e all’Università di Harvard di bloccare il progetto geo-ingegneristico che prevede uno spray solare contro il surriscaldamento globale. C'è tanto ma tanto denaro che gira attorno a questi progetti che potrebbero davvero oscurare il nostro sole creando danni irreparabili all'ecosistema. Ormai sappiamo, il dio denaro può tutto e per il dio denaro si fa tutto. (Giuditta Gatto - fb)