venerdì 24 aprile 2026

Da Mosca ultimo avvertimento alla Germania.

 Mentre quasi tutti i bollettini dell’oligarchia europea, chiamati impropriamente giornali, si dedicano alla demonizzazione delle parole del giornalista e conduttore russo Vladimir Solov’ëv, quello che dopo la Meloni se l’è presa anche con Calenda che è come sparare sulla Croce rossa, ci sono ben altre notizie che arrivano e che testimoniano di come l’evoluzione delle cose stia mettendo all’angolo la Germania bellicista che di fatto governa l’Europa continentale.

Proprio ieri è arrivata la notizia che il petrolio del Kazakistan non arriverà più in Germania a partire al primo maggio: l’oleodotto Druzhba che trasporta l’oro nero dal cuore dell’Asia fino in Europa, in Ungheria, Slovacchia e che rifornisce la stessa Ucraina e arriva anche alla raffineria di Schwedt a 90 chilometri da Berlino, passando ovviamente per il territorio russo.
Ed evidentemente Mosca non ha più intenzione di permettere il rifornimento di fabbriche che poi lavorano per l’Ucraina. L’antifona è talmente chiara che Euronews, il megafono che strilla gli ordini del giorno per l’informazione, tenta pietosamente di ciurlare nel manico ipotizzando che l’oleodotto sia stato colpito da qualche drone ucraino che avrebbe danneggiato gli impianti di pompaggio.
Questo evento, benché molto spiacevole per il più ottuso alleato del regime neonazista di Kiev, nasconde in qualche modo le conseguenze dell’assurdo bellicismo di Berlino e di Bruxelles che peraltro viene ricattata anche da Kiev: a gennaio aveva chiuso il ramo dell’oleodotto che passa sul suo territorio,
con la solita balla dell’attacco russo, mentre in realtà vuole soltanto soldi, sempre più soldi per le sue oligarchie nazi – sioniste.
Dunque proprio mentre infuria la crisi petrolifera scatenata dall’aggressione all’Iran, la Germania vede disseccarsi quel rivolo di energia diventata preziosa: infatti le importazioni erano molto aumentate nel primo trimestre del 2026: 730 mila tonnellate, contro i due milioni di tonnellate totali del 2025. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
E in questo caso il male riguarda la stessa raffineria di Schwedt che è di proprietà della russa Rosneft, ma che era stata stata posta sotto l’amministrazione fiduciaria del governo tedesco a seguito della guerra in Ucraina e dell’interruzione dei legami energetici con Mosca.
Un’azione di pura rapina
che adesso rimane a secco.
Qui viene a proposito la dichiarazione fatta da Putin nel dicembre dello scorso anno:
“Non abbiamo intenzione di entrare in conflitto con l’Europa, l’ho già detto cento volte. Ma se l’Europa improvvisamente volesse combattere e iniziasse, noi saremmo pronti fin da subito.
Con l’Ucraina stiamo agendo con cautela e precisione, in modo che… beh, capite, no?
Non si tratta di una guerra nel senso moderno e diretto del termine. Se l’Europa improvvisamente volesse iniziare una guerra e la cominciasse, allora potrebbe verificarsi molto rapidamente una situazione in cui non avremmo nessuno con cui negoziare.”
Insomma il gioco di fare la guerra senza impegnarsi direttamente sta ormai mostrando la corda e Mosca sta perdendo la pazienza: se la Germania e l’Europa vogliono diventare nemici esistenziali della Russia, allora ne pagheranno tutte le conseguenze.
Anzi noi pagheremo le conseguenze degli atti compiuti da questi orribili e stupidi burattini. Per ora il blocco dell’oro nero durerò per tutto il mese di maggio ed è chiaramente un avvertimento che si cerca in qualche modo di non fa arrivare
alle opinioni pubbliche.
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LE RIFORME EPOCALI - Viviana Vivarelli

 

Il Ministro dell'Istruzione Valditara ha deciso che anche gli Istituti tecnici si chiameranno "licei". Cosa molto giusta, direi, visto che i diplomati agli ITIS possono entrare nel mondo del lavoro con un'ottima preparazione professionale mentre gli altri spesso hanno solo una preparazione generica, sono 500.000 ogni anno e hanno diritto ad accedere all'Università come i liceali e - posso dirlo? -sgobbano pure il doppio per diplomarsi con orari psantissimi, visto che hanno anche le ore di laboratorio, e lo so perché mia figlia si è diplomata all'Itis in informatica prima di prendersi una laurea sempre in informatica.
Ma la cosa grottesca è che la Moratti, quando fu Ministro dell'Istruzione, voleva abolire gli Istituti Tecnici, così come voleva fare altre cose amene come chiudere gli asili pubblici, vietare l'evoluzionismo di Darwin e introdurre a scuola il biblismo, cioè lo studio della Genesi biblica al posto delle scienza, cosa a cui non sono arrivati nemmeno i telepredicatori evangelisti americani (ma la continuano a sentire, questa qui??).
La scuola va avanti così, tra sistematici tagli ai fondi, classi pollaio, tetti pericolanti o conditi all'amianto, e Ministri inconsci che reintroducono il grembiulino o il voto in condotta, riducono i presidi, stroncano le scuole primarie, non sanno una cippa di pedagogia e fanno regali a go go alle scuole private.
Ma sì, prendiamo questa decisione di Valditara come una riforma epocale!
Intanto, però, nelle mani di questi incompetenti fancazzisti, pagati a sbafo dallo Stato e capaci di niente, le condizioni della scuola italiana peggiorano implacabilmente e ad ogni finanziaria i fondi per la scuola si riducono e la situazione peggiora.
Secondo Fsi-Usae, l'Italia investe in istruzione solo il 4,1% del PIL contro il 7,3 dei Paesi migliori, siamo al 23° posto su 27 in UE. E solo il 6% degli studenti universitari lavora, contro una media europea del 25,4%. Continuiamo anche ad avere lo sfruttamento barbaro dei laureati con stage di centinaia di ore di lavoro senza compenso, mentre ovunque gli stagisti sono pagati. E continuiamo ad avere la piaga dell'assenza di studentati per chi studia lontano da casa e deve piegarsi ad affitti da strozzini.
Intanto anche l'offerta di asili nido posiziona l'Italia tra i fanalini di coda e le famiglie che lavorano devono sobbarcarsi rette influenti per non lasciare i bambini in mezzo a una strada (tra i 300 e 650 euro al mese). Mancano circa 165.000 posti in asili nido su tutto il territorio nazionale e 34.000 maestri, ma la Meloni è arrivata a cancellare 100.000 posti. Nulla si fa per l'educazione sessuale o sociale. E figuriamoci per l'assistenza psicologica!
Le Università vanno a pezzi, i laboratori mancano, i ricercatori sono pagati una miseria e i Ministri neanche capiscono come la ricerca si traduca in brevetti e in guadagni per lo Stato, i soldi pubblici vanno al privato o ad organismi inutili ed elefantiaci come il CNEL in mano a un incompetente come Brunetta che è un vero spreco di danaro pubblico. I ricercatori languono e i cervelli migliori vanno all'estero.
E tutto il sistema universitario è in crisi per vertici clientelistici, concorsi truccati e la carenza di investimenti strutturali. Non ultime per importanza le tagliole dei test all'ingresso e il numero chiuso per troppe facoltà, incompatibile con uno Stato che la cultura dei suoi cittadini dovrebbe aumentarla, non restringerla.
Tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 eravamo la settima potenza industriale del mondo e la nosra scuola era una delle migliori in Europa. Poi è andato tutto in discesa. Oggi, dopo 4 anni di Governo Meloni, siamo scesi all'ultimo posto in Europa per ripresa economica, rischiamo una procedura d'infrazione per deficit eccessivo oltre il 3% del PIL, che ci costerà miliardi, abbiamo le tasse più alte d'Europa, al 45%, le bollette più care, la benzina più costosa, la meloni ha sperperato 209 Miliardi di PNRR e ha aumentato il debito pubblico di 134 miliardi di euro mentre tutti i settori vanno a rotoli, sanaità e scuola di più, e i nostri insegnanti sono i peggio pagati in Europa.
Ma forse è solo mantenendo bassa la cultura e l'informazione e usando l'ignoranza come sistema di Governo che si riesce a far votare questi incapaci che ci comandano.

LA MODICA QUANTITÀ MARCO TRAVAGLIO - Vendersi un po’ - IFQ- 24 APRILE 2026

 

Si temeva che il Nordio, stordito dalla botta referendaria a cui aveva contribuito da par suo, non si riavesse più. Invece è tornato a sparare scempiaggini più belle e superbe che pria. È ripartito da un suo vecchio cavallo di battaglia, spernacchiato dai migliori giuristi e dunque trasformato in legge dall’Ulivo e da B. negli anni d’oro dell’inciucio: la modica quantità di reato per colletti bianchi. L’Ulivo la applicò a evasori e frodatori e B. ai falsificatori di bilanci, cioè a se stessi, con indecenti “soglie di non punibilità”. Pm come Tinti, Greco e Davigo ironizzarono paragonandole alla modica quantità di droga consentita per uso personale. Ma mai fare una battuta: c’è sempre chi la prende sul serio. Infatti Carletto Mezzolitro riesce a dire, restando serio: “Se c’è la tenuità o la modesta quantità persino della droga, non è una bestemmia parlare di modestia anche di cosiddette ‘mazzette’”. Il paragone ovviamente non ha alcun senso. La legge sulla droga fissa la modica quantità in limiti tabellari di principio attivo per distinguere ciò che non è reato (il possesso per consumo personale) da ciò che lo è (il possesso per spaccio e traffico). La corruzione invece è sempre reato: il pubblico ufficiale e l’incaricato di pubblico servizio non devono prendere soldi, né pochi né tanti, né per atti dovuti né per atti indebiti. La gravità del reato la valuta poi il giudice con una pena più vicina al minimo o al massimo. Nessuno Stato serio consente a chi lo rappresenta di vendersi soltanto un po’: non ci si vende, punto, a prescindere dal tariffario. Il bene protetto è l’interesse della collettività contro chi lede il principio costituzionale di imparzialità della PA. E poi la corruzione è un reato seriale: chi si vende una volta tendenzialmente lo fa sempre, anche se magari viene scoperto per uno o per pochi episodi.
Però la giustizia italiana è talmente ingolfata, anche grazie a Nordio, che non si vede perché limitare la modica quantità ai colletti bianchi. L’Anonima rapisce un solo bambino per un paio di giorni in cambio di un modesto riscatto? Modica quantità. Un topo di appartamenti ruba i televisori e gli stereo, ma non tocca le casseforti? Modica quantità. Un contabile ruba solo 100 euro al giorno dalla cassa dell’azienda? Modica quantità. Un rapinatore di negozi e banche porta via solo metà dell’incasso? Modica quantità. Uno scippatore di vecchiette si tiene le pensioni, ma restituisce le borsette? Modica quantità. Un molestatore fa la manomorta sugli autobus, ma solo con tre dita? Modica quantità. La grande riforma potrebbe sfoltire anche i processi per stupro, in base a un principio immortalato da Marcel Prévost, ben prima di Nordio, nel romanzo Les demi-vierges: la verginità è questione di centimetri.