Mentre quasi tutti i bollettini dell’oligarchia europea, chiamati impropriamente giornali, si dedicano alla demonizzazione delle parole del giornalista e conduttore russo Vladimir Solov’ëv, quello che dopo la Meloni se l’è presa anche con Calenda che è come sparare sulla Croce rossa, ci sono ben altre notizie che arrivano e che testimoniano di come l’evoluzione delle cose stia mettendo all’angolo la Germania bellicista che di fatto governa l’Europa continentale.
Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
venerdì 24 aprile 2026
Da Mosca ultimo avvertimento alla Germania.
martedì 10 marzo 2026
La Russia non è il mio nemico! - Giuseppe Salamone
Dopo 20 pacchetti di sanzioni, dopo aver mandato armi e miliardi all'Ucraina per indebolire o tentare di sconfiggere la Russia, dopo avergliene dette di ogni.
Dopo aver seminato tonnellate di Russofobia, dopo aver escluso atleti e artisti Russi arrivando anche a scagliarsi contro i gatti, Putin apre ancora una volta a quegli imbecilli dell'Unione Europea.
Ha appena detto che la Russia è pronta a garantire ai Paesi della Ue le forniture di petrolio e gas necessarie per stabilizzare la situazione disastrosa a seguito delle azioni criminali di Usa e israele. Aspetta soltanto un segnale dai servi di Bruxelles.
Oltre al fatto che queste dichiarazioni andrebbero accolte immediatamente; qua siamo davanti a un'umiliazione enorme, l'ennesima, per quei nani che governano nell'UE.
Sì, è un'umiliazione storica. Perché consegna al mondo intero la pochezza politica, anzi la nullità politica che è diventata l'Unione Europea e coloro che siedono nelle cancellerie europee. E a fronte di tutto ciò, la domanda che vi faccio è la seguente: chi sono i nostri veri nemici?
Chi ci condanna alla fame o chi ci porge la mano in una situazione di emergenza?
La Russia non è il mio nemico!
Giuseppe Salamone
https://www.facebook.com/photo?fbid=3311697402345337&set=a.397017047146735
domenica 10 aprile 2022
Loro interpretano il nostro pensiero?
Leggo su "la Repubblica":
Sanzioni Russia, gli italiani favorevoli a restrizioni sull'import di gas e petrolio russo. Anche a costi più alti per le bollette. Quasi un italiano su due favorevole a un blocco integrale delle importazioni da Mosca. Per il 60% è necessario un piano per la riduzione da fondi fossili. E l'80% degli intervistati ha già ridotto o è pronto a ridurre di un grado la temperatura dei termosifoni per ridurre i consumi.
Qui il link:
https://www.repubblica.it/economia/2022/04/08/news/sondaggio_yougov_energia-344643880/
martedì 13 ottobre 2020
Saras-Isis, indagini fino a Ubi. - Nicola Borzi
Contrabbando - Greggio preso dai jihadisti, inchiesta sui crediti ceduti a Ubi factor.
L’inchiesta della Direzione distrettuale antiterrorismo di Cagliari non è la sola a coinvolgere la Saras. Gli inquirenti sardi accusano la società di raffinazione, quotata e controllata al 40% dalla famiglia Moratti, di avere comprato tra il 2015 e il 2016 petrolio iracheno contrabbandato dai curdi e poi dall’Isis a prezzi stracciati e di avere evaso il Fisco per almeno 130 milioni. Ma c’è anche la Procura di Brescia: secondo alcuni atti sui sistemi antiriciclaggio nel gruppo Ubi, sotto la lente dei magistrati lombardi sono finiti possibili profili di rilevanza penale di un’operazione di cessione di credito per svariati milioni, finiti in Ubi Factor tra Natale e Capodanno del 2016, che erano vantati dalla società svizzera Saras Trading nei confronti di Petraco Oil Company. L’operazione è avvenuta dopo consistenti trasferimenti di denaro tra Saras Trading e Petraco. Le società sono al centro dell’inchiesta cagliaritana che il 30 settembre ha portato alle perquisizioni negli uffici Saras in Sardegna e a Milano per ipotesi di reato che vanno dal riciclaggio al falso ai reati tributari.
Secondo alcune ricostruzioni, Saras avrebbe comprato petrolio di contrabbando da un’azienda di trading, la Petraco, che se lo sarebbe procurato tramite una sua controllata delle Isole vergini britanniche, la Edgewaters Falls. Edgewaters avrebbe comprato il petrolio in Iraq, prima dai curdi e poi dall’Isis, falsificando i documenti per farlo risultare proveniente dalla Turchia. Saras Trading, costituita a Ginevra a settembre 2015 e attiva dal 2016, è stata amministrata dai vertici della capogruppo: tra questi Dario Schiaffardi, attuale ad di Saras e in precedenza dg, consigliere e vicepresidente esecutivo, insieme al direttore finanziario Franco Balsamo e al responsabile commerciale Marco Schiavetti. Balsamo e Schiavetti sono indagati a Cagliari. Saras risponde che “l’operazione è un’ordinaria cessione pro soluto tra Saras Trading e Ubi Factor di crediti, derivanti dalla vendita di prodotti petroliferi, vantati da Saras Trading nei confronti di Petraco Oil, società di primario standing operativa a livello mondiale. Responsabilità e trasparenza sono tra gli attributi fondamentali del gruppo e delle nostre persone che hanno sempre operato in conformità alle norme, senza conflitti di sorta con alcuno”. Letizia Brichetto Arnaboldi, vedova di Gian Marco Moratti che fu presidente di Saras, nel 2016 era presidente del consiglio di gestione e dal 2019 fino a pochi mesi fa è stata presidente di Ubi Banca. Contattata, Ubi non ha risposto.
Ma Saras ha anche altri problemi. In Borsa il titolo era risalito dai minimi storici di fine settembre a 43 centesimi sino a 52, con un rialzo del 20% spinto dalle voci di un’Offerta pubblica di acquisto di un potenziale investitore, ma ieri ha chiuso a -5,14%. Sul tonfo pesa il perdurare della crisi scatenata dalla pandemia che ha spinto la raffineria sarda a mettere in cassa integrazione a rotazione i 1.300 dipendenti dal 26 ottobre fino al prossimo 30 giugno.
venerdì 15 febbraio 2019
L’Italia salva la dignità dell’Europa sulla prepotenza Usa in Venezuela. - Malachia Paperoga

domenica 26 novembre 2017
Il Peccato Cardinale della Finanza Internazionale. - Nick Giambruno

La “Golden Alternative” cinese al Petrodollaro.
La Cina sta lanciando un’alternativa pratica e attraente al vigente sistema del petrodollaro. Permetterà a chiunque nel mondo di scambiare petrolio con oro e questo supererà totalmente anche il dollaro USA.
Ecco come funzionerà …
Lo Shanghai International Energy Exchange (INE) sta introducendo un contratto in futures sul petrolio greggio denominato in yuan cinese e permetterà ai produttori di petrolio di vendere il loro petrolio in yuan.
Certo, la Cina sa che la maggior parte dei produttori di petrolio non vuole accumulare una grande riserva di yuan e per questo i produttori potranno convertire efficientemente lo yuan in oro fisico alle borse dell’oro di Shanghai e di Hong Kong.
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| Se Cina, Russia, e altri commercianti di petrolio commerciano in yuan, questa è una bella spallata contro il petrodollaro, ma se anche l’Arabia Saudita dovesse cambiare idea e accettare gli yuan, questo farebbe essiccare la valuta-super-dollaro … e provocherebbe un immediato panico finanziario negli USA. |
giovedì 7 aprile 2016
Petrolio Basilicata, gip: “Malori per fughe di gas, Eni li taceva per evitare il blocco”. - Thomas Mackinson
"Non riuscivo a respirare, mi girava la testa e avvertivo una sensazione di nausea e smarrimento". E' una delle testimonianze agli atti dell'inchiesta della Procura di Potenza sull'impianto di Viggiano. Secondo l'accusa, però, i funzionari indagati non aprivano neppure le procedure d'infortunio sul lavoro per evitare allarmi. La telefonata: "La moral suasion non ha funzionato, il dipendente ha aperto la pratica".
Io intravedo tutte le motivazioni necessarie per formulare un'accusa di crimini contro l'umanità nei confronti dei responsabili dei disastri ambientali e delle relative conseguenze dagli stessi derivanti, tra le quali l'aumento delle mortalità per tumori.


