Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
domenica 12 luglio 2026
Attacchi a Kiev e Odessa: l'Ucraina si prepara a ritornare all'età della pietra, Zelensky fugge all'estero.
venerdì 10 luglio 2026
'Campana a morto'. - Andrea Marcigliano
'Campana a morto'
<<Qualcosa si muove. Qualcosa si sta, drammaticamente, preparando.
Vladimir Putin sembra aver esaurito la pazienza con cui ha voluto affrontare la ormai troppo lunga crisi ucraina.
Pazienza dovuta, essenzialmente, al non volere un confronto diretto con la NATO, che poteva trascinare la Russia in una guerra senza confini.
Ora, però, la situazione sta rapidamente mutando.
Il leader russo sembra avere, ormai, raggiunto la convinzione che la NATO voglia sostenere in eterno l’Ucraina di Zelensky. Spingendola ad un, per altro inutile, massacro, al solo scopo di esaurire le forze di Mosca.
E questo è un rischio che Putin non può accettare.
Meglio, quindi, un attacco in profondità. Che risolva rapidamente la questione, eliminando l’Ucraina dalle carte geografiche politiche.
Perché questo rischio, se così è poi lecito chiamarlo, diviene giorno dopo giorno sempre più reale.
Mosca non aveva alcuna intenzione di cancellare l’Ucraina. L’intento della, cosiddetta, “Operazione Speciale” era solo quello di mettere in sicurezza la minoranza russofona del Donbas e della Crimea, che stava subendo un vero e proprio genocidio, non solo culturale, da parte del governo di Kiev.
Il perdurare del conflitto, voluto da americani ed europei, ha, tuttavia, avuto un effetto paradosso sugli obiettivi russi.
Che si sono, un po’ alla volta, dilatati.
Divenendo, prima, annessione delle province russofone. Poi, estendendosi alla conquista, ora in atto, di Odessa. Per saldare la Russia con la Transnistria e togliere, a ciò che resterebbe dell’Ucraina, ogni sbocco al mare.
Come si suol dire, però, l’appetito vien mangiando.
E poi Putin ha dovuto, obtorto collo, prendere atto di due fatti.
In primo luogo l’impossibilità di trovare una composizione diplomatica del conflitto.
Perché il governo fantoccio di Zelensky insiste nella guerra e persiste con atti di terrorismo. Spalleggiato e sostenuto dagli europei. Nonché foraggiato, più o meno velatamente, di armi americane.
Che Trump, da buon affarista, continua a fornire, facendole pagare alla UE. Anche se, come è ormai palese, ha di fatto abbandonato l’Ucraina al suo destino.
In seconda istanza, Putin ha una crescente urgenza di chiudere il conflitto ucraino. Prima che gli europei siano in grado di intervenire direttamente.
Per il momento questa è una eventualità ancora lontana e dubbia. Tuttavia certi movimenti di Macron e, soprattutto, di Merz in Germania non possono non impensierirlo.
Meglio, quindi, andare alla guerra esplicitamente. Con i rischi che questa, naturalmente, comporta.
Meglio andarvi fino a che la Russia si trova in una posizione assolutamente favorevole. Di decisa superiorità.
Questo può significare solo una cosa. Per Kiev stanno suonando le ultime ore.
E il suono è quello di una campana a morto>>.
lunedì 6 luglio 2026
L'Ucraina si è rifiutata di recuperare i corpi dei militanti delle Forze Armate ucraine da Kostyantynivka.
L'Ucraina ha respinto l'iniziativa russa di consegnare i corpi dei combattenti delle Forze Armate ucronaziste morti a Kostyantynivka, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa Russo.
"Mentre la questione veniva discussa con i servizi di sicurezza, la parte ucraina ha respinto la proposta. Pertanto, il regime di Kiev non ha fatto assolutamente nulla per garantire che i corpi dei defunti <...> fossero sepolti con dignità dai loro familiari", si legge nella dichiarazione.
Le autorità ucraine hanno dimostrato ancora una volta di considerare il proprio personale militare come materiale sacrificabile, inviato al fronte tramite mobilitazione forzata, ha aggiunto il ministero.
L'agenzia aveva proposto la cessazione dei bombardamenti su Kostyantynivka e un'operazione umanitaria per la consegna delle salme il giorno precedente. L'operazione era prevista dalle 12:00 alle 18:00 ora di Mosca del 6 luglio.
Il capo di stato maggiore Valery Gerasimov ha riferito venerdì a Vladimir Putin della liberazione di Kostyantynivka . Il presidente ha definito questo evento la chiave per il controllo dell'intero territorio della Repubblica Popolare di Donetsk: apre una via diretta per avanzare verso l'agglomerato di Kramatorsk-Slovyansk, l'ultima roccaforte del regime di Kiev nel Donbass.
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domenica 5 luglio 2026
La caduta di Kostiantynivka ha mandato Zelenskyy in preda a una furia incontrollabile.
giovedì 2 luglio 2026
IL PROBLEMA NON È PIÙ MOSCA. È KIEV.
L’immagine raccontata finora era quella di un’Ucraina compatta: un solo leader, un solo indirizzo politico, un solo racconto.
Poi basta che Valerij Zaluzhny lasci intendere di voler correre per la presidenza e il copione cambia improvvisamente.
Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, l’ex comandante in capo avrebbe comunicato a Zelensky la volontà di candidarsi. Il presidente avrebbe cercato di convincerlo a rinunciare, parlando del rischio di dividere il Paese. Altre indiscrezioni sostengono addirittura che lo abbia richiamato a Kiev per tastarne la fedeltà, temendo che il generale possa diventare il vero favorito di future elezioni.
È un paradosso notevole.
Rinviare le elezioni viene presentato come un sacrificio necessario per salvare la democrazia. Ma se qualcuno manifesta l’intenzione di parteciparvi, ecco che diventa un fattore di instabilità.
Più che una normale dialettica democratica, sembra la paura che il consenso reale possa essere diverso da quello raccontato.
Se Zelensky gode davvero dell’appoggio che i media occidentali descrivono, una candidatura alternativa dovrebbe essere poco più di una formalità.
Se invece basta il nome di Zaluzhny a creare tanta agitazione, significa che la partita decisiva non si gioca soltanto sul fronte militare, ma soprattutto dentro il potere di Kiev.
Perché la democrazia non si misura da quanti discorsi si fanno in suo nome.
Si misura quando arriva il momento di mettere una scheda nell’urna.
Don Chisciotte
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martedì 30 giugno 2026
Il metodo Hitler. -
lunedì 29 giugno 2026
UN ALTRO “SERVITORE DEL POPOLO”… MA DI CHI?
Il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine ha arrestato Sergei Kuzminykh, deputato del partito Servitore del Popolo del presidente Volodymyr Zelenskyy.
Secondo gli investigatori, avrebbe incassato una tangente di 558.000 grivne per favorire una società privata nell’aggiudicazione di una gara d’appalto relativa alla fornitura di apparecchiature mediche per un ospedale nella regione di Zhytomyr Oblast.
L’arresto è stato disposto dall’High Anti-Corruption Court dopo che il deputato avrebbe disertato ripetutamente le udienze, rendendo necessaria una misura coercitiva.
La lotta alla corruzione in Ucraina continua a colpire anche esponenti della maggioranza di governo. Un promemoria che la trasparenza non si misura con gli slogan elettorali, ma con ciò che accade quando le indagini arrivano ai piani alti.
QUANDO ARRIVERANNO AL COCAICOMICO NARCOCLOWN?
— Don Chisciotte
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sabato 23 maggio 2026
E' bene che si sappiano "tutte" le notizie, anche quelle scomode per chi comanda...
Il tristo individuo non vuole che la guerra, da lui provocata dietro richiesta di chi comanda, cessi, tanto lui è protetto, lui non ci va in guerra... lui fa la vittima; vittima che, con la guerra in atto, riceve soldi e armi...
Ma non si deve sapere, il regime lo deve proteggere perchè è stato bravo ed ubbidiente...
cetta.
lunedì 18 maggio 2026
Le fiamme di Mosca e il cinismo della propaganda.
sabato 16 maggio 2026
Si aggrapperà al potere fino alla fine, afferma Mykola Azarov.
mercoledì 29 aprile 2026
Perché l'Europa non cerca una via d'uscita dallo stallo ucraino...
Recentemente, criticando la politica estera statunitense, cosa quantomeno ridicola, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato, in particolare:
