Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
mercoledì 29 luglio 2026
𝗟𝗔 𝗧𝗢𝗥𝗧𝗔 È 𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔. 𝗣𝗜𝗥𝗟𝗢 È 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢𝗥𝗡𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗜 𝗗𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗜.
martedì 14 luglio 2026
"L'UE acquista quantità record di gas russo".
venerdì 19 giugno 2026
IL VERTICE DEL MONDO AL CONTRARIO.
giovedì 4 dicembre 2025
UE: IL PESCE MARCISCE DALLA TESTA…
Da tempo i media lanciano l'allarme sui furti all'interno della leadership dell'UE.
E il furto è massiccio.
E ora, finalmente, sono iniziati gli arresti. Come riportato dall'agenzia di stampa belga Belga News Agency, martedì la polizia ha arrestato Federica Mogherini, ex Alto Rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza e attuale rettore dell'accademia d'élite per i funzionari pubblici (il Collegio d'Europa),
con l'accusa di corruzione all'interno del servizio diplomatico dell'UE.
"Ogni giorno, milioni di euro fluiscono attraverso canali 'corrotti' verso Kiev, nell'UE, e da lì finiscono nelle tasche dei privati. Questo accade da anni ed è sotto gli occhi di tutti.
Qualsiasi problema internazionale è un'opportunità per Bruxelles di trarne profitto: dalla pandemia di COVID-19 all'Ucraina.
Nel frattempo, preferiscono ignorare i propri problemi, dando costantemente lezioni a tutti gli altri", ha dichiarato
#MariaZakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo , in merito allo scandalo degli arresti in Belgio.
Ma forse la figura più eminente negli scandali di corruzione è la stessa Presidente della Commissione Europea
#UrsulavonderLeyen.
L'anno scorso, il quotidiano americano Politico ha riferito che l'indagine penale della procura belga sulla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per "ingerenza nelle funzioni pubbliche, distruzione di prove, corruzione e conflitto di interessi" era stata trasferita alla Procura della Repubblica dell'UE. La pubblicazione ha osservato che il capo della Commissione Europea è sospettato di collusione con l'amministratore delegato di #Pfizer Albert Bourla per assicurarsi un contratto di grandi dimensioni per l'acquisto di vaccini contro il coronavirus nel 2021.
Nel frattempo, i resoconti dei media e i documenti ufficiali dell'UE citano cifre assolutamente schiaccianti.
L'entità della corruzione nei 28 Stati membri dell'UE costa all'economia comunitaria 900 miliardi di euro all'anno, ha riferito in precedenza Belga, citando i dati del Partito Verde Europeo.
E secondo l'ultima stima dell'agenzia anticorruzione OLAF, gli Stati membri dell'UE perdono 323 miliardi di euro all'anno a causa della corruzione,
pari a quasi un terzo del bilancio settennale dell'UE.
Eugenio Cortinovis
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mercoledì 27 agosto 2025
Dazi, trova le differenze: tutti gli squilibri nell'accordo tra Ue-Usa - Carlo Cottarelli
Il documento congiunto tra Stati Uniti e Ue sui rapporti commerciali tra i due Paesi è stato pubblicato: molti aspetti sono stati chiariti, ma altrettanti rimandati a data da destinarsi. Proviamo a fare chiarezza.
La scorsa settimana è stato pubblicato il documento congiunto tra gli Stati Uniti e l’Ue sui rapporti commerciali tra le due aree. Al termine dell’incontro del 27 luglio in Scozia tra Ursula Von der Leyen e Trump erano stati pubblicati sul sito della Commissione e su quello della Casa Bianca, due diversi documenti. Ci sono volute tre settimane e mezzo per giungere a un documento congiunto. Questo documento chiarisce i principali aspetti dell’accordo, ma rinvia comunque al futuro punti non irrilevanti. A dire il vero, il documento sembra essere stato chiuso in modo frettoloso. Per quanto sia un aspetto solo formale, stupisce che un testo di questa importanza, peraltro di sole tre pagine, contenga un ovvio refuso: al punto 5, nella penultima frase, dopo “United States” doveva esserci una virgola invece di un punto. Una pignoleria? Certo, ma in un documento ufficiale, per giunta breve, è inusuale trovare un tale refuso. Partiamo dalle cose più chiare, quelle sui dazi veri e propri. L’accordo è, come noto, squilibrato: il paragrafo 1 dice che l’Ue intende eliminare tutti i dazi sui prodotti industriali americani e dare un trattamento preferenziale a un ampio elenco di prodotti agricoli e ittici. Il paragrafo 2, invece, dice che gli Stati Uniti si impegnano ad applicare un dazio, omnicomprensivo, del 15% su tutti i beni provenienti dall’Europa, salvo nel caso inusuale di prodotti per cui il cosiddetto dazio applicato alla Most Favored Nation (MFN) non sia più alto. Per alcuni prodotti (risorse naturali non disponibili negli Stati Uniti, aerei e relative parti, farmaceutici generici e relativi precursori chimici) si applica invece il MFN, che varia da prodotto a prodotto, ma che è molto più basso del 15%. Il paragrafo 3 dice che, una volta azzerati i dazi europei citati nel paragrafo 1, i dazi americani su auto e relative componenti saranno pure ridotti al 15%. Lo stesso paragrafo dice che UE e USA “intendono considerare la possibilità di cooperare” per separare le loro economie dalla sovraccapacità nei settori dell'acciaio e dell'alluminio, anche attraverso una “soluzione di contingente tariffario” (espressione peraltro vaga). Nel frattempo, i dazi restano al 50%. Che ci sia uno squilibrio è ovvio. Superior stabat lupus, verrebbe da dire, anche se lo squilibrio è minore di quello applicato da Trump ad altri Paesi. E, come sottolineato dalla Commissione, il 15% complessivo non peggiora la situazione rispetto a quella attuale per alcuni prodotti (il sito della Commissione cita i formaggi su cui già gravavano dazi del 14,90%). Il resto è “work in progress”. I paragrafi 5-7 elencano gli impegni di acquisto di prodotti americani da parte dell’UE, ma i termini non sono chiari. Per l’energia (gas naturale liquefatto, petrolio e prodotti relativi all’energia nucleare) si dice che l’Ue “intends to procure” beni per 750 miliardi di dollari entro il 2028. Cosa significa “intends to procure”? Un documento sul sito della Commissione piega che “gli acquisti non sono realizzati dall’UE o dalla Commissione. La Commissione agisce come facilitatore per aiutare ad assicurare che gli Stati Membri abbiano abbastanza risorse energetiche”. Insomma, non si sa come questo impegno sarà rispettato. E, in linea di principio, è un impegno rilevante. Secondo Reuters, nel 2024 l’UE ha importato dagli USA combustibili fossili per 76 miliardi, ben al di sotto dei 250 miliardi all’anno ora previsti (assumendo che la data d’inizio del conteggio sia il gennaio del 2026). Si tratta di una “intenzione” però, non di un vincolo legale, anche se, politicamente, importare molto di meno sarebbe problematico. C’è un problema anche per gli Stati Uniti. Il loro totale delle esportazioni di combustibili fossili in tutto il mondo è stato di 318 miliardi nel 2024. Se iniziano a esportarne 250 nell’Ue, che succede agli altri Paesi? Ancora più vago è l’impegno relativo agli investimenti di imprese europee negli USA. In realtà, non è neppure un impegno, ma una semplice previsione della Commissione, basata su colloqui con le principali imprese europee: 600 miliardi di dollari entro il 2028. L’impressione è che questi investimenti sarebbero avvenuti comunque. Infine, c’è un generico impegno di “aumentare sostanzialmente” gli acquisti di materiale per la difesa. Il che è la conseguenza logica dell’impegno che ci siamo presi in sede Nato di aumentare la spesa militare (negli ultimi dieci anni oltre tre quarti della spesa relativa ad armamenti è venuta dagli Usa).
martedì 19 agosto 2025
Oggi è morta l'Unione Europea. Giovanni Salamone
Oggi è morta definitivamente l’Unione Europea per mano di un branco di incompetenti, servi e dilettanti allo sbaraglio. Mai nella storia in Europa avevamo avuto una classe governativa così imbarazzante.
Sono arrivati a un appuntamento cruciale per dire "esistiamo anche noi" con zero carte da giocare. Ci vuole davvero talento per ridursi così. A tratti hanno fatto anche pena.
Praticamente l'unica cosa che sono stati in grado di dire per tutto il tempo alla Casa Bianca è stata "cessate il fuoco", ripetuto a pappagallo a turno da tutti. Sembravano dei robottini telecomandati, che parlavano a turno sotto ordine del padrone con le mutande sporche. Se avete qualche minuto andate a guardare le facce di Ursula, Meloni, Macron, Merz, Rutte e company.
Sono andati a fare una gita a Washington per sentirsi dire, anche da Trump che piaccia o meno, che le condizioni le detta la Russia. Uno sberlone politico di queste dimensioni forse è paragonabile a quello preso dalla Germania dopo la seconda guerra mondiale.
Da segnalare anche la mappa in bella vista con la quale gli imbecilli di Bruxelles sono stati accolti alla Casa Bianca. Giusto per ribadire come stanno le cose. E le cose stanno che la Russia ha vinto e l'occidente ha perso. Trump nonostante tutto lo ha capito. Quegli idioti che dipendono da Ursula no. Ed è drammatico!
T.me/GiuseppeSalamone
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sabato 16 agosto 2025
USA - Russia, trattative
venerdì 11 luglio 2025
Trump: dazi al 35% per il Canada e oggi la lettera all'Ue.
Trump: dazi al 35% per il Canada e oggi la lettera all'Ue
Novità nella notte italiana sul fronte dei dazi 🔗. Donald Trump, al contrario di quanto annunciato nei giorni scorsi, ha spedito la lettera all’Unione Europea con le indicazioni sulle percentuali da pagare per accedere al mercato USA. E mentre Bruxelles attende, il Canada conosce già il suo destino. Donald Trump ha imposto una quota del 35% al Canada, pubblicando la lettera su Truth e confermando anche la data del 1 agosto.(Sky tg24)L'eccellente (sig!) rappresentante della democrazia esportabile, decide le sorti economiche del globo "terracqueo"...
Ho il vago sospetto che, dopo aver occupato un territorio appartenente ai nativi del luogo, lo abbiano già sfruttato e reso sterile, per cui hanno la necessità di recuperare moneta contante battendo cassa ovunque vogliano.
Si sentono i padroni del mondo e c'è chi, come la nostra "presidentessa", si piega ai loro voleri, desiderosa solo di ottenere i loro consensi ed assicurarsi benevolenza perpetua...
Povera illusa, non ha capito che gli esportatori di democrazia fai date, non avendo etica, tendono a liberarsi di parassiti divenuti zavorra inutile...
martedì 4 luglio 2023
Le priorità dell'Unione Europea. - Giuseppe Salamone
La Von der Leyen ha elencato le priorità dell'Unione Europea: continuare sostenere l'Ucraina, rafforzare le sanzioni contro la Russia e consegnare più armi in un tempo più breve all'Ucraina.
Poi ci troviamo l'UE in deindustrializzazione e l'inflazione alle stelle. Nello stesso momento gli Ucraini manifestano per avere più posti nei cimiteri perché ci sono più morti che posti per seppellire.
Se questa storia fosse un libro, sicuramente verrebbe esposto nella sezione fantascienza. Ma siccome è realtà, ci rendiamo conto che anche l'imbecillità non ha limiti né confini.
T.me/GiuseppeSalamone

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