Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
sabato 9 maggio 2026
“Dazi illegali, potere fuori controllo”: la nuova bocciatura dei tribunali travolge Trump. - Paolo Consiglio
lunedì 4 maggio 2026
L'EUROPA SI STA' PREPARANDO A RICEVERE UN CALCIO NEI DENTI DALLA RUSSIA, MA NE STA RICEVENDO UNO DAGLI STATI UNITI. - Eugenio Cortinovis
TRUMP NON È L’ANOMALIA MA LA VERSIONE NON CENSURATA. - Alexandro Sabetti
Davvero qualcuno è sorpreso? Davvero serviva il ritorno di Donald Trump per accorgersi di cosa siano gli Stati Uniti quando smettono di recitare?
Trump non ha “tradito” la democrazia americana. Ha fatto qualcosa di molto più scomodo: ha eliminato il filtro. Ha tolto il doppiaggio morale. Ha restituito il suono originale.
Perché gli Stati Uniti, come potenza politica, non sono mai stati il set progressista che ci hanno venduto. Sono stati anche — e soprattutto — il paese del Ku Klux Klan, del maccartismo, di Guantanamo Bay, del Plan Condor, delle bombe atomiche sui civili giapponesi, e potremmo continuare a lungo.
E allora perché per decenni abbiamo fatto finta di niente?
Perché nel frattempo funzionava una macchina molto più sofisticata della propaganda: l’industria culturale americana. Non solo Hollywood in senso stretto, ma un ecosistema capace di produrre dissenso addomesticato e venderlo come segno di libertà.
C’erano i liberal impegnati — Jane Fonda, Robert Redford — simboli di un’opposizione morale perfettamente integrata nel sistema che criticavano. C’era la controcultura della West Coast, trasformata in estetica esportabile. C’era la “beat generation” , la nuova Hollywood, e poi il mondo delle start up rampanti nate nei garage, cresciute tra ribellione e consumo, tra Woodstock e Wall Street.
E poi l'effetto "boss": Bruce Springsteen elevato a coscienza critica globale, con intere generazioni europee a identificarsi in una narrazione profondamente americana, come se fosse universale.
A questo si aggiungevano nomi e immaginari che costruivano un’opposizione sempre riconoscibile, mai realmente destabilizzante: Oliver Stone, Michael Moore, fino al circuito dei festival indipendenti e dei media progressisti.
Il risultato? Una ribellione confezionata, perfettamente compatibile con il mercato. Apparentemente antagonista, ma strutturalmente innocua. Un dissenso spettacolarizzato, che non mette mai in discussione il perimetro reale del potere, e proprio per questo diventava il miglior ambasciatore possibile del sistema.
I nostri commentatori — per debolezza politica, culturale, perfino antropologica — hanno tradotto questa dipendenza in “umanitarismo”. Una parola elegante per non dire la più semplice: siamo dentro una sfera di influenza costruita dopo una sconfitta militare. Trump non ha creato nulla, ha solo smesso di fingere.
Dunque, il vero scandalo, non è quello che dice. È il fatto che, senza la colonna sonora giusta, improvvisamente suona tutto familiare.
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giovedì 23 aprile 2026
Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato negato l'accesso ai codici nucleari.
«Secondo un resoconto emerso da quell'incontro alla Casa Bianca, Trump voleva usare i codici nucleari, e il generale Dan Caine (nella foto insieme a Trump) si è alzato e ha detto "No". Ha invocato il suo privilegio di capo delle forze armate, per così dire. A quanto pare è scoppiata una vera e propria lite. Stanno succedendo cose davvero bizzarre a Washington», scrive il Mirror citando Larry Johnson. Questo avviene in un contesto di crescente preoccupazione per il comportamento imprevedibile del presidente.
Non è ancora chiaro a quale scopo servirebbero tali codici qualora venissero resi pubblici. Tuttavia, ciò fa seguito alle notizie secondo cui Trump sarebbe stato escluso dalla Situation Room dai consiglieri militari durante una cruciale missione di salvataggio in Iran. Il presidente sarebbe stato tenuto fuori dalle discussioni a causa dei timori legati al suo temperamento definitivo «esplosivo». Alti funzionari dell'amministrazione temevano che la sua imprevedibilità potesse compromettere l'operazione. Dopo l'abbattimento di un aereo statunitense da parte delle forze iraniane all'inizio di questo mese, Trump avrebbe trascorso ore a urlare contro il personale dell'Ala Ovest, tormentato dai ricordi della crisi degli ostaggi in Iran del 1979.
venerdì 10 aprile 2026
LA RESA DI TRUMP FIRMATA DALLA CINA, CHE HA SPINTO L'IRAN A RIAPRIRE HORMUZ - Giorgio Cattaneo
martedì 17 marzo 2026
martedì 10 marzo 2026
Il "Superbone statunitense".
sabato 7 marzo 2026
Il miliardario di spicco degli Emirati Arabi Uniti, Khalaf Ahmad Al Habtoor, ha appena pubblicato una lettera aperta a Trump.
martedì 3 marzo 2026
DEMONI- Viviana Vivarelli
Due presidenti, con la bocca lorda di sangue, due signori folli della guerra stanno creando caos nel mondo in una carneficina senza fine.
Dietro di loro gruppi finanziari, signori delle armi, maestri del crimine su larga scala, seguiti da una schiera di cani latranti o ammutoliti il cui valore potenziale è zero ma che continuano a pavoneggiarsi come il tacchino con le piume non sue, sciatti, scialbi, immondi, indegni del potere di governo che i popoli hanno loro dato, nell'ignoranza di plebi ridotti dai media come i cani di Pavlov, che sbavano a comando, non pensanti, non responsabili, con le reazioni meccaniche e inconsce degli zombi.
... e la guerra si allarga!
Non bastavano l'attacco alla Groenlandia, al Venezuela, a Cuba, non basta l'inutile e sanguinoso protrarsi della guerra ucraina, con l'Europa impazzita che pensa solo ad altre armi, che non fiata di fronte ad altre guerre. I due fratellini simesi dell'orrore, Trump e Netanyhau, procedono in una paranoia criminale, allargando conflitti su conflitti, senza più nemmeno uno straccio di scusa, un simulacro di prova, una scintilla d'anima, in un'avanzata orgiastica del Male.
I due signori dell'Apocalisse in procinto di rovinare il mondo.
Pietà per i vermi che ancora si prostrano ai due demoni scatenati.
I flebili balbettii di un Tajani li riassumono tutti, nella vergogna nazionale, nella degradazione umana.
E ancor peggio, i discorsi ormai farneticanti della Von der Leyen echeggiano del deserto.
L'umanità si ritira, come si ritira la spiaggia dopo una mareggiata distruttrice. E non sappiamo cosa è peggio, se la tracotanza dei nemici del mondo o la vigliaccheria di chi si scusa dicendo che non può far nulla e, intanto che non fa nulla, consente la distruzione totale di ogni forma di legge o di diritto, di ogni lembo di pace, di ogni traccia di umanità.
Non so dove voglia arrivare Israele nella sua furia sconfinata demoniaca di aggressione. E non so dove voglia arrivare Trump che nessuno sembra frenare nella sua furia scatenata di potere e di morte.
Dicevano gli antichi Greci che il peggior vizio di chi comanda è la hybris, l’orgogliosa tracotanza che porta l’uomo a presumere della propria potenza e fortuna e a ribellarsi contro l’ordine costituito, sia divino che umano, immancabilmente seguita dalla vendetta o punizione divina ( tísis ).
Diceva Eschilo:
"Nessun uomo mortale deve nutrire pensieri (di morte) troppo alti."
"La hybris, quando fiorisce, produce come frutto una spiga di rovina (até), da cui si miete un raccolto di pianto."
"Non c'è difesa per l'uomo che, nella sazietà della ricchezza, ha rovesciato con un calcio il grande altare della Giustizia per farlo sparire."
La parola hybris* dà il senso di una violenza smisurata, insolente, oltraggiosa di ogni diritto, arrogante. Porta con sé la violazione di ogni limite e misura, di fronte alle leggi degli dei, degli uomini, della natura. È la violazione di un kosmos, di un ordine naturale senza cui non c'è vita. È l'assenza di qualsiasi consapevolezza e responsabilità. È qualcosa di atroce, di buio, che spezza i confini del possibile e dell'accettabile perché mette a rischio ogni vita umana, e dunque dovrebbe essere rigettata da tutti e invece annichilisce in un silenzio di morte, perché chi non reagisce non esiste, è come fosse già morto.
Si domanda: c'è ancora un equilibrio possibile tra l'hybris di queste creature infernali e la stessa vita dell'intero mondo?
Dobbiamo davvero aspettare una vendetta divina contro questi usurpatori del potere di vita e di morte a livello globale, o possiamo cominciare, noi, a darci una mossa per frenare il Male che avanza?
*La hybris (in greco antico ὕβριςhýbris) è un concetto cardine della cultura greca che indica tracotanza, insolenza, superbia o eccesso. Definisce l'arroganza umana di chi sfida l'ordine divino o sociale, superando i limiti imposti (la "misura") e provocando la punizione divina (tisis).
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