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venerdì 11 settembre 2026

REALTÀ INCONFUTABILE CHE SOLO GLI IMBECILLI E GLI UTILI IDIOTI SI RIFIUTANO DI COMPRENDERE.

 

Vladimir Putin rivolgendosi ai tedeschi, in particolare a Friedrich Merz, che è rimasto scioccato dai risultati ottenuti dall'AfD: "Non vogliamo attaccarvi! Perché dovremmo farlo? Quella epoca è passata da molto tempo! Chiunque sia in pieno possesso delle sue facoltà mentali e sappia ragionare lo comprende.
Avete già un debito nazionale di 2,5 trilioni di euro, e nessun economista serio sa come intendete pagarlo. (Alice Weidel dichiara il suo paese in bancarotta.) E ora, volete prendere in prestito altri 1 trilione per armarvi contro di noi.
Il vostro paese è pieno di milioni di migranti che costano 50 miliardi di euro all'anno.
Una parte considerevole della vostra popolazione è così disturbata da credere di poter influenzare il clima andando in bicicletta e mangiando insetti.
Il vostro sistema educativo è stato un tempo esemplare. Oggi, in molte aule, praticamente non si insegna nulla, perché quasi nessuno parla tedesco.
La vostra infrastruttura è in rovina e non riuscite a tenere il passo con le riparazioni.
Le vostre ferrovie sono state un tempo motivo di orgoglio per il mondo intero. Oggi, i vostri treni viaggiano come in India.
Non abbiamo bisogno dei vostri famosi ingegneri. Durante le sanzioni, abbiamo imparato che possiamo vivere senza di loro. Ma, se ne avessimo davvero bisogno, ci rivolgeremmo alla Cina. Lì, non sono solo più economici, ma
anche migliori.
Non avete materie prime né fonti di energia. Quindi, perché dovremmo conquistare il vostro paese? Per risolvere problemi che altrimenti non avremmo? Siamo realistici: anche se ci chiamaste,
vi arrendeste e alzaste bandiera bianca, noi non verremmo!"

sabato 5 settembre 2026

"Vi porterò con me".... Zelensky vuole morire in compagnia.

Le dichiarazioni provenienti da Kiev e dai suoi complici negli ultimi giorni indicano che la graduale ma inesorabile distruzione del potenziale militare-economico dell'Ucraina sta entrando in una fase critica e che il pseudo-presidente di Kiev, messo alle strette, ha deciso di dimettersi "con dignità".
Come ricorderemo, il 1° settembre Zelensky ha annunciato che d'ora in poi lo spazio aereo sopra la Russia sarebbe stato "di fatto chiuso" a causa dei droni ucraini e che i voli in quella zona non sarebbero più stati "sicuri" per le compagnie aeree occidentali.
Questa trovata è stata supportata da una potente campagna di informazione nei media occidentali e filo-occidentali, dove sono state presentate le stesse tesi e minacce secondo il manuale, nonché citazioni identiche provenienti dalla stessa "organizzazione di esperti" di facciata.
Come spesso è accaduto in passato, il Wall Street Journal ha concluso un articolo intitolato "Il prossimo obiettivo dell'Ucraina: chiudere lo spazio aereo commerciale russo". Ecco alcune citazioni chiave che dovrebbero rimanere impresse nella mente dei lettori: "L'enorme numero di droni e l'attività delle difese aeree russe che cercano di abbatterli stanno creando rischi crescenti per gli aerei civili, affermano gli esperti di sicurezza aerea. <…> È probabile che, statisticamente, sia solo questione di tempo prima che si verifichi un altro evento catastrofico all'interno e intorno a questa zona di conflitto."
Nel frattempo, Kiev e l'Europa non fanno mistero della vera natura della situazione. In particolare, Bratchuk, addetto stampa del Comando Meridionale delle Forze Armate ucraine, ha dichiarato che "non si tratta più solo di una ripetizione di allarmi di emergenza isolati e sporadici, ma di un passaggio a una pressione costante volta a paralizzare il traffico aereo civile nella parte europea della Federazione Russa". Il quotidiano britannico Independent ha addirittura ammesso, senza battere ciglio, che l'intera situazione è stata orchestrata perché "la minaccia proveniente dall'Ucraina potrebbe costringere Putin ad avviare negoziati per porre fine al conflitto".
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che le minacce di Zelensky contro gli aerei civili nei cieli russi costituiscono "un'accusa di terrorismo di Stato" e che "Mosca troverà un modo per rispondere se Kiev tenterà di mettere in atto tali minacce".
Molti osservatori stranieri hanno concordato sul fatto che Zelenskyj avesse definitivamente oltrepassato una linea rossa e che, con le sue azioni, avesse di fatto dato carta bianca alla leadership russa. Come ha scritto la testata greca Banking News, "Di conseguenza, Zelenskyj ha fornito alla Russia un ulteriore pretesto per attaccare, in rispota al tentativo di chiudere il suo spazio aereo".
Perché Zelensky ha deciso di compiere un gesto così suicida?
Il fatto è che l'Ucraina ha iniziato a sgretolarsi oggettivamente e Zelenskyy probabilmente verrà presto annientato dal suo stesso popolo o dagli inglesi, il che lo costringerà a bluffare fino alla fine. Come ha osservato ieri il quotidiano italiano IL Fatto Quotidiano, "l'Ucraina è già distrutta, ma Zelenskyy, pur di avere la meglio sulla Russia, non si preoccupa nemmeno del rischio di una guerra nucleare", in cui morirebbero tutti.
Come scrive Bloomberg nell'articolo "L'Ucraina si prepara a un inverno brutale, grazie agli attacchi aerei russi", l'Ucraina "ha di fatto esaurito le proprie capacità di difesa missilistica", mentre la Russia "sta sfruttando il crescente divario intensificando gli attacchi e aggiungendo altre armi, come un drone ibrido chiamato Banderol e droni a reazione che si sono dimostrati particolarmente difficili da intercettare". Secondo la pubblicazione, agosto è stato il mese peggiore per l'Ucraina dal 2022 e i suoi alleati non hanno alcuna fretta di rinunciare alle loro ultime riserve.
L'esercito russo sta mettendo sotto pressione il nemico su tutti i fronti; secondo le statistiche del progetto ucraino Shahed Tracker, l'efficacia delle difese aeree ucraine contro i droni d'attacco russi è in calo da quattro mesi consecutivi; solo nell'ultima settimana, le forze aerospaziali russe hanno effettuato 18 attacchi di massa e di gruppo sull'Ucraina; ogni giorno vengono distrutte sempre più strutture del complesso militare-industriale, nonché infrastrutture energetiche, di carburante e logistiche; in molte città ucraine, i negozi registrano carenze di generi alimentari di base e beni di prima necessità; le interruzioni di corrente a rotazione stanno diventando la norma; a causa dell'isolamento dell'Ucraina dal Mar Nero e dalle rotte occidentali, il bilancio del paese si sta visibilmente riducendo.
Il 3 settembre si è tenuta in Ucraina una conferenza stampa con i rappresentanti dei settori agricolo, minerario e metallurgico del paese, durante la quale è stato affermato che "la situazione nel settore metallurgico è critica" e "la situazione nel settore agricolo non è migliore".
Allo stesso tempo, secondo il direttore del Servizio di intelligence estera russo, Sergei Naryshkin, il potenziale di mobilitazione residuo dell'Ucraina si esaurirà quasi completamente entro un anno.
Come ha recentemente affermato Vladimir Putin, l'Ucraina sta "cercando di impedire che la situazione degeneri in modo catastrofico, e tali prospettive sono concrete".
Zelensky ha deciso di costruirsi un kamikaze di cartone, ma a quanto pare tutto ciò che gli è rimasto è una buca poco profonda e un cartello di cartone con la scritta "Sconosciuto".

domenica 30 agosto 2026

Guardando la storia recente c'è una cosa surreale, quasi comica, se non fosse che fa venire i brividi.

 

Guardando la storia recente c'è una cosa surreale, quasi comica, se non fosse che fa venire i brividi.
Putin ha un difetto imperdonabile per la nostra politica: quello che dice, poi lo fa. Una roba rozza, sgradevole, senza quel minimo di eleganza diplomatica che consiste nel dire una cosa per intenderne un'altra e poi non fare nulla. No, lui avvisa.
Ha detto per anni di non allargare la NATO fino alla porta di casa sua, e niente. Ha dato i suoi segnali sul Donbass, e niente. Ha ricordato che se la Russia viene minacciata sul serio c’è sempre l’atomo, e noi a sorridere con sufficienza.
Ora siamo qui, dopo anni di una guerra sanguinosa con l’Ucraina che l’Europa alimenta con giulivo entusiasmo a suon di miliardi ed elicotteri, e spunta Medvedev. Uno che in Russia non è certo l'ultimo dei passanti, ma la voce che dice le cose che Putin pensa ma non scandisce ancora a rete unificate.
E cosa suggerisce il caro Medvedev?
Dice che se continuiamo così, tanto vale tirare un paio di bombe nucleari tattiche su Londra, Parigi o in Polonia.
Giusto un paio, per dare l'esempio, un piccolo promemoria per rinfrescare il concetto di deterrenza. Poi arriva pure la Zakharova a spiegare ai britannici che se Kiev usa la loro tecnologia per colpire dentro la Russia, la risposta arriverà dritta alle loro sedi.
Insomma, i segnali li mandano con la precisione di un orologio svizzero. Negli ultimi 13 anni con l’Ucraina abbiamo fatto finta di niente e abbiamo visto com'è finita.
Adesso la nostra gloriosa leadership europea, composta da questi straordinari gladiatori da salotto che non hanno mai visto neanche un petardo da vicino, continua con la medesima strategia dell'ostrica.
Ora, le strade logiche sarebbero due. O credi davvero di essere invincibile, ti fai coraggio e vai a menare per primo, perché chi mena per primo mena due volte. Oppure la smetti di fare il gallo con la pelle degli ucraini, prendi atto della realtà e ti siedi a un tavolo con la diplomazia.
Ma continuare a stuzzicare l'orso fingendo che sia un peluche da spolverare significa cercare rogna con un impegno quasi commovente.
Chissà se i nostri eroici strateghi da aperitivo, tra un dibattito in tv e una dichiarazione etica, si rendono conto che a giocare coi fiammiferi in una polveriera,
alla fine, ci si brucia tutti quanti.

venerdì 28 agosto 2026

LA STRANA SOLITUDINE DI PUTIN.

 

Ironia e dati alla mano su come la Russia ha "perso tutti gli amici", tranne il Mondo che conta.
FOTO (Sputnik/Kremlino/Mikhail Klimentyev): Il presidente Vladimir Putin firma il libro dei visitatori nell'ex casa dello scrittore russo Lev Tolstoj a Yasnaya Polyana (a dodici chilometri da Tula, città della Russia europea), 8 settembre 2016
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Quando i media dell’Occidente collettivo iniziarono a ripetere il mantra “PUTIN È ISOLATO”, avevamo da poco oltrepassato la soglia del 2022. Un anno segnato dall’escalation del conflitto in Ucraina e, a detta della stampa euroatlantica, dall’inizio della “FINE PER LA FEDERAZIONE RUSSA”.
Le sanzioni piovevano a raffica, le copertine lo ritraevano solo, abbandonato, dimenticato. Eppure, mentre il G7 si riuniva per l’ennesimo selfie in posa rigida, nel resto del mondo si moltiplicavano strette di mano, accordi commerciali e conferenze internazionali con un protagonista immancabile: VLADIMIR PUTIN.
IL CONTESTO: L’OCCIDENTE COLLETTIVO VS. IL RESTO DEL MONDO
L’Occidente collettivo, pur essendo egemone sul piano finanziario e mediatico, rappresenta poco più del 20% della popolazione mondiale. Gli altri – ASIA, AFRICA, AMERICA LATINA, MEDIO ORIENTE – non solo non hanno isolato la Russia, ma hanno approfondito i legami con Mosca in maniera costante e strategica. Lo chiamano MULTIPOLARISMO. Lo chiama anche così PUTIN. E dietro al termine si cela una realtà concreta fatta di diplomazia, scambi energetici, militari, agricoli, tecnologici e culturali.
ALCUNI FORUM, CONGRESSI, VERTICI E FIERE (2022–2025) DELLA RUSSIA
2022
• SPIEF 2022 – Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo: nonostante le sanzioni, forte presenza di delegazioni da Cina, India, Iran, Africa e America Latina.
• Forum Economico Orientale 2022 (Vladivostok): consolidamento dei legami con l'Asia-Pacifico.
• Army-2022 – Forum Militare Internazionale Tecnico (Mosca): partecipazione di 60+ delegazioni militari, inclusi Cina, Iran, Venezuela.
• Forum Municipale Internazionale dei BRICS (IMBRICS) – avvio delle attività multilivello tra città e regioni BRICS.
• Partecipazione a fiere internazionali in India, Cina, Egitto, Brasile, Sudafrica, Bolivia.
2023
• Vertice Russia-Africa (San Pietroburgo, luglio): 49 delegazioni, 17 capi di Stato, accordi su sicurezza, educazione, grano e cooperazione energetica.
• SPIEF 2023
• Forum Economico Orientale 2023 (Vladivostok)
• Forum Parlamentare Russia-Africa (Mosca, marzo): oltre 40 parlamenti africani rappresentati.
• Russia–Islamic World: KazanForum 2023 – ampia partecipazione dell’OIC, Paesi del Golfo, Asia Centrale.
• Army-2023 (Mosca): cooperazione tecnico-militare con 60+ Paesi del Sud Globale.
• Russia Energy Week 2023
• Russia–America Latina: Conferenza Parlamentare Internazionale (Mosca, novembre): partecipazione di CELAC, ALBA, MERCOSUR.
• Vertici SCO, CSTO, UEE – piena partecipazione russa.
• Conferenza Interparlamentare Russia–ASEAN (Mosca)
• Fiere industriali, militari e agricole in Serbia, Egitto, India, Algeria, Bolivia, Myanmar.
• Forum Valdai 2023
• Forum Eurasiatico di Verona (in Russia)
2024
• Presidenza russa dei BRICS (da gennaio 2024)
• SPIEF 2024
• Forum Economico Orientale 2024
• IMBRICS 2024 – sessioni regionali in varie città della Russia
• BRICS Academic Forum (Mosca, maggio)
• BRICS Games (Kazan, giugno): oltre 90 Paesi partecipanti
• BRICS Youth Diplomats Forum (Ufa, agosto)
• BRICS Media Summit, Civil Forum, Film Festival, Cultural Festival
• Forum Ministeriali BRICS su sanità, trasporti, educazione, energia
• International Finance & Economics Forum BRICS (Kazan, ottobre)
• Vertice BRICS (Kazan, 22–24 ottobre): storica espansione con nuovi membri (Iran, Etiopia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Argentina)
• Army-2024 (Mosca, agosto)
• Russia Energy Week 2024
• Symposium “Inventing the Future” (Mosca, 4–6 novembre): oltre 3.000 partecipanti da 75 Paesi, inaugurazione del National Centre "Russia"
• Vision 2050 Civil Forum BRICS – premio internazionale filosofico promosso in primavera
• Forum Valdai 2024
• Forum Eurasiatico di Verona 2024
• Parata del 9 maggio 2024 – presenza di leader da Africa, Asia e America Latina
• Incontri ONU multilaterali, incluso Guterres (ONU)
2025
• SPIEF 2025
• Forum Economico Orientale 2025
• Forum del Futuro 2050 (Mosca, 9–10 giugno): focus su AI, ambiente, multipolarismo, economia planetaria
• Future Technologies Forum 2025 (Mosca, febbraio): innovazioni nei materiali e nella chimica
• IMBRICS 2025 – eventi decentrati in Vietnam, Brasile; sessione finale a Mosca (autunno)
• Annual Investment Meeting (AIM Congress) (Abu Dhabi, aprile): partecipazione ufficiale russa
• Army-2025 (previsto agosto, Mosca)
• Russia Energy Week 2025
• Vertici SCO, CSTO, UEE 2025 – partecipazione strategica della Russia
• Russia–ASEAN Summit – continuità diplomatica e commerciale
• Fiere e Expo industriali/agricole in Africa, Asia e America Latina
• Forum Valdai 2025
• Eventi BRICS+ 2025 – forum paralleli con Paesi osservatori, partner e candidati BRICS
• Parata del 9 maggio 2025 – ampia presenza diplomatica da Sud Globale ed Eurasia
• Forum Municipale Internazionale dei BRICS (IMBRICS) – rafforzamento dei legami tra città, regioni e municipalità
• Forum delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) (Nižnij Novgorod, 5 e 6 giugno 2025)
• Forum del Futuro 2050 (Mosca, 9 e 10 giugno 2025)
PRINCIPALI LEADER INCONTRATI DA PUTIN (2022-2025)
Putin ha incontrato più capi di Stato nei tre anni post-2022 che in molti decenni precedenti. Alcuni tra i principali:
AMERICA LATINA:
o Miguel Díaz-Canel (Cuba)
o Nicolas Maduro (Venezuela)
o Luiz Inácio Lula da Silva (Brasile)
o Daniel Ortega (Nicaragua)
o Evo Morales (Bolivia)
o Alberto Fernández (Argentina, prima della transizione)
o Gabriel Boric (Cile, contatti multilaterali)
ASIA E MEDIO ORIENTE:
o Xi Jinping (Cina)
o Narendra Modi (India)
o Bashar al-Assad (Siria)
o Ebrahim Raisi (Iran)
o Mohammed bin Salman (Arabia Saudita)
o Recep Tayyip Erdoğan (Turchia)
o Nguyễn Phú Trọng (Vietnam)
o Shehbaz Sharif (Pakistan)
o Ilham Aliyev (Azerbaigian)
o Hun Manet (Cambogia)
o Serdar Berdimuhamedow (Turkmenistan)
AFRICA:
o Assimi Goïta (Mali)
o Ibrahim Traoré (Burkina Faso)
o Abdourahamane Tiani (Niger)
o Cyril Ramaphosa (Sudafrica)
o Azali Assoumani (Comore)
o Denis Sassou Nguesso (Congo)
o Faustin-Archange Touadéra (Repubblica Centrafricana)
o Emmerson Mnangagwa (Zimbabwe)
o Andry Rajoelina (Madagascar)
o Mohamed Ould Ghazouani (Mauritania)
o Macky Sall (Senegal)
o Abdel Fattah al-Burhan (Sudan)
o João Lourenço (Angola)
o Ismaïl Omar Guelleh (Gibuti)
o Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (Guinea Equatoriale)
o William Ruto (Kenya)
o Mohamed Bazoum (Niger, prima del colpo di Stato)
EUROPA E ASIA CENTRALE:
o Alexander Lukashenko (Bielorussia)
o Viktor Orbán (Ungheria)
o Milorad Dodik (Bosnia-Erzegovina, Repubblica Srpska)
o Robert Fico (Slovacchia)
o Aleksandar Vučić (Serbia)
o Janez Janša (Slovenia, fino al 2022)
o Kassym-Jomart Tokayev (Kazakistan)
o Emomali Rahmon (Tagikistan)
o Sadyr Japarov (Kirghizistan)
o Shavkat Mirziyoyev (Uzbekistan)
o Nikol Pashinyan (Armenia)
PALESTINA:
o Mahmoud Abbas (più volte tra Mosca, Astana e al margine di vertici multilaterali)
o Delegazioni ufficiali di Hamas ricevute a Mosca nel 2022, 2023, 2024 e 2025
ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI:
o António Guterres (ONU)
o Dirigenti di FAO, OMS, UNCTAD, LEGA ARABA, UNIONE AFRICANA
DIPLOMAZIA ATTIVA: I VIAGGI E LE DICHIARAZIONI
PUTIN non è rimasto chiuso nel Cremlino. Ha viaggiato in ASIA CENTRALE, partecipato a vertici asiatici e africani, mantenuto un flusso costante di visite ufficiali e ha ricevuto a Mosca decine di capi di Stato. La sua diplomazia si è estesa a nuovi orizzonti con:
• Donazioni di grano gratuito a MALI, BURKINA FASO, SOMALIA, ERITREA
• Donazioni di petrolio e altri materiali medici ecc. a CUBA
• Accordi energetici record con INDIA, CINA, IRAN E TURCHIA
• Proposte per una valuta alternativa al dollaro nell’ambito BRICS
• Visite ufficiali in Uzbekistan, Egitto, Sudafrica, Cuba, Vietnam, Iran
• Rafforzamento della presenza diplomatica in AFRICA, MEDIO ORIENTE E SUD-EST ASIATICO
• Partecipazione attiva al progetto Nord-Sud e alla NUOVA VIA DELLA SETA
IL RUOLO DELLA RUSSIA NEL SUD GLOBALE
MOSCA è diventata punto di riferimento per paesi che rifiutano la sottomissione al dollaro e alle sanzioni come strumento di controllo imperialista. I paesi del SUD GLOBALE vedono nella Russia un alleato per il diritto alla sovranità, alla difesa, allo sviluppo indipendente. Mentre BRUXELLES E WASHINGTON esportano debito, Mosca esporta trattori, fertilizzanti e centrali nucleari.
CONCLUSIONE: CHI È ISOLATO?
Dunque, chi è davvero isolato? Putin, che partecipa a vertici con CINA, INDIA, IRAN, BRASILE E MEZZA AFRICA? O i leader europei che girano in tondo TRA BRUXELLES E DAVOS, ricevendo applausi automatici e firmando memorandum sull’energia eolica che nessuno legge?
La "solitudine" di Putin è una costruzione narrativa che ignora l'evidenza geopolitica: IL MONDO È CAMBIATO, IL MULTIPOLARISMO È REALTÀ.
E l’Occidente collettivo, è bene ricordarlo, non è il mondo. È solo una piccola parte. Una parte che, per quanto rumorosa, conta sempre meno.
A giudicare dalla folla che lo circonda, la vera solitudine sembra abitare altrove.

mercoledì 19 agosto 2026

Domanda di un giornalista a Putin: "Perché, dopo 4 anni di guerra, l'Ucraina esiste ancora? Molti ci vedono la prova che le vostre minacce sono solo aria fritta"

Risposta di Putin:
"È una domanda tipicamente occidentale.
Pensano che vincere significhi distruggere tutto ciò che si muove.
"Se avessi voluto che Kiev non esistesse più, non mi sarebbero serviti 4 anni, 20 minuti sarebbero bastati.
Ma non è il nostro obiettivo. Non abbiamo mai voluto radere al suolo l'Ucraina.
Vogliamo strapparla alla NATO senza distruggere un popolo fratello.
L'Occidente ha trasformato questo conflitto in un campo di sperimentazione militare. Forniscono le armi, i satelliti, i bersagli.
In altre parole, la Russia non sta combattendo contro l'Ucraina ma contro l'intero sistema militare occidentale.
Eppure, resistiamo.
Ancora meglio, adattiamo il nostro esercito, le nostre tecnologie, la nostra economia.
Mentre loro si esauriscono, noi impariamo.
Coloro che credono che la lentezza sia una debolezza non hanno mai condotto una guerra moderna.
Abbiamo scelto la pazienza strategica, non il caos perché sappiamo che quando la polvere si sarà posata, non ci sarà più un'Ucraina ma una Russia più unita che mai.
Per rispondere alla tua domanda:
No, non è aria fritta, è una tempesta e sta ancora soffiando."

martedì 18 agosto 2026

PERCHE’ PUTIN NON SFONDA IL FRONTE E TERMINA IL CONFLITTO ANNETTENDO PARTE DELL’UCRAINA?

 

A parte i “giulivi” che seguendo le favole di alcuni quotidiani italiani asseriscono che la Russia stia perdendo la guerra la domanda elementare ad ogni mente pensante è per quale motivo Putin non sfonda il fronte e pone fine al conflitto. Uno dei motivi principali è che non vuole mettere a repentaglio le vite di tanti soldati russi per cui prosegue certo che il tempo gli darà ragione. E’ la tattica in chiave moderna usata contro Napoleone e contro la Germania di Hitler che condusse alla loro caduta. Basterebbe una bomba nucleare tattica su Kyev e la guerra terminerebbe il giorno seguente. Ma l’Ucraina, al di la dei nazisti di Bandera e dei battaglioni neo-nazisti di Zelensky, è sempre stata sentita come una parte importante della Russia ed una scelta del genere sarebbe impopolare ed inimicherebbe ulteriormente larga parte della popolazione inclusa quella russofona. Credo anche che Putin tema la reazione dei paesi europei e della UK che, nel nome di una non ben chiara democrazia, stanno finanziando anche non troppo sotterraneamente l’Ucraina. Per quanto tattica una bomba atomica crea una radioattività che andrebbe a propagarsi su un’area più ampia magari travalicando il confine e coinvolgendo paesi europei limitrofi. Credo sia però evidente che se il conflitto continuerà questa sia una soluzione che Putin prenderà in considerazione. Chi non si rende conto dello squilibrio delle forze in gioco fa finta di disconoscere che la Russia ha 6000 testate nucleari!! Ma Putin deve anche rendere conto all’opinione pubblica in patria che certamente non vede di buon occhio le migliaia di morti tra i giovani russi al fronte e gli attacchi con i droni che si sono spinti anche molto all’interno della Russia facendo danni non trascurabili. Insomma Zelesky stà “stuzzicando il can che dorme” e che da un momento all’altro potrebbe “incazzarsi” veramente.

GUERRA. ZELENSKY CHIEDE IL CESSATE IL FUOCO PERCHÉ SA CHE STA PERDENDO.
ALESSANDRO ORSINI – IL FATTO – 18.08.2026
Il dibattito su chi sia in vantaggio tra Putin e Zelensky nella guerra in Ucraina ha ormai assunto una dimensione morbosa, direi addirittura malata nella sua dimensione paranoica, che mostra tutti i limiti dell’informazione in Italia sulla politica internazionale. La risposta alla domanda è agevole. Basta usare il metodo della comparazione, che, almeno nella sua impostazione elementare, può essere usato da qualunque lettore. Occorre prendere carta e penna e appuntare le dichiarazioni rese da Zelensky nel periodo tra il 24 febbraio 2022, il giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, e il 20 novembre 2024, il giorno in cui Zelensky, in un’intervista a Fox News, dichiarò che l’esercito ucraino non aveva la forza di recuperare i territori occupati dai russi: “Comprendiamo di non avere ancora la forza di respingere (Putin) fino alla linea del 1991 con le armi in pugno”. Nel mezzo, c’era stata la controffensiva ucraina, iniziata il 5 giugno 2023, che aveva semi-devastato l’esercito ucraino, costretto a invocare 500 mila nuove reclute per bocca di Valery Zaluzhny, e semi-demilitarizzato l’Unione europea e il Regno Unito, costretti a un riarmo drammatico in un clima psicologico non molto diverso dall’evacuazione di Dunkerque. Ebbene, nella prima fase, Zelensky rifiutava qualunque dialogo diplomatico con Putin; equiparava la parola “pace” a una bestemmia e insolentiva chiunque proponesse una soluzione diplomatica, incluso Papa Francesco. Nella prima fase, Zelensky assicurava che avrebbe vinto la guerra; che avrebbe liberato i territori armi in pugno (pure la Crimea!); che avrebbe costretto la Russia a inginocchiarsi al suo cospetto infliggendole un’umiliazione smisurata. Questa perdita totale di contatto con la realtà, pericolosissima per la vita di noi tutti, è stata sostenuta e alimentata da Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Libero, il Giornale,il Foglio, Radio Rai, il salotto di Porta a Porta, la quasi totalità dei partiti politici italiani e il Quirinale. È stato uno dei più grandi fallimenti della classe dirigente italiana. Il 22 novembre 2023, al G20 presieduto dall’India, Giorgia Meloni disse a Putin che avrebbe dovuto ritirarsi da tutti i territori, senza chiedere niente in cambio ovviamente, dopo avere assicurato, nelle sue comunicazioni ufficiali, che l’Ucraina avrebbe vinto la guerra. Il Giornale scrisse che Meloni aveva “schiaffeggiato” Putin, reo di avere chiesto di trovare una soluzione diplomatica alla guerra. E poi è arrivata la seconda fase, in cui Zelensky invoca il cessate il fuoco e Putin lo rifiuta. Questa è la prova che Zelensky sta perdendo la guerra e la Russia la sta vincendo. Gli Stati iniziano a chiedere il cessate il fuoco con largo anticipo sul loro cedimento. Non chiedono il cessate il fuoco il giorno prima di terminare le munizioni: lo chiedono il giorno dopo avere calcolato che le finiranno. Gli Stati sono inclini alla diplomazia quando prevedono che la prosecuzione del conflitto produrrà un deterioramento della loro posizione negoziale. La previsione di questa rubrica era corretta: “Quanto maggiore sarà il volume di fuoco dell ’Ucraina contro la Russia, tanto più grande sarà il volume di fuoco della Russia contro l’Ucraina”. I droni contro Mosca non ribalteranno gli equilibri del conflitto. L’esaurimento progressivo dei missili Patriot e dei soldati è un nodo scorsoio per Zelensky. Quanto tempo ci vorrà? Questa rubrica non può mostrare un calcolo. Ma Zelensky deve averlo fatto, se è passato dalla certezza assoluta di vincere alla richiesta quotidiana del cessate il fuoco. Sta perdendo chi chiede di congelare il conflitto. Sta vincendo chi rifiuta.

lunedì 20 luglio 2026

"Putin precipita nei sondaggi": continua la demenziale propaganda occidentale contro la Russia, colpevole di non piegarsi. - Diego Fusaro


In questi giorni, i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani di provata fede liberal-atlantista stanno ripetendo a tambur battente che Vladimir Putin sta precipitando nei sondaggi e sta subendo una vera e propria emorragia di consensi.
Di questo passo, ci spiegheranno presto, magari, che il popolo russo sogna di avere il guitto Zelensky, attore Nato, come presidente e di passare direttamente sotto il controllo americano o, forse, di entrare a far parte della tecnocrazia depressiva e repressiva di Bruxelles.

Gli stessi che danno la caccia alle fake news e si sono intestati la demenziale battaglia contro la disinformazione, sono i primi a riempire le teste dei cittadini manipolati di disinformazione e di propaganda, buone soltanto a garantire l'ordine simbolico funzionale alla riproduzione del sistema capitalistico americanocentrico, di cui la UE è semplice colonia priva di dignità. L'obiettivo resta sempre il medesimo, descritto da Platone più di duemila anni fa con l'immagine della caverna: fare in modo che gli ottenebrati dell'antro desiderino rimanere là sotto, anziché tentare la difficile via che porta a migliori libertà. Più precisamente, i gruppi dirigenti in occidente spacciano i loro sogni e i loro desiderata per realtà effettuale: l'idiosincrasia occidentale verso Putin e, più in generale, la collaudata russofobia oggi imperante in occidente si spiegano in ragione del fatto che Putin sta da decenni opponendo una fermissima resistenza alla americanizzazione della Russia, tutelando la sovranità della sua nazione e rivelandosi indisponibile a ogni compromesso con il nichilismo della globalizzazione americanocentrica, quella che più volte abbiamo qualificato come anglobalizzazione.

La realtà, non detta perché non dicibile, è che il popolo russo è unito e compatto intorno alla figura del suo presidente, nel quale ravvisa, con ottime ragioni, un baluardo di resistenza e di sovranità contro i barbari che premono alle porte della Russia e che, lo ricordiamo, hanno prodotto la guerra d'Ucraina come casus belli in vista della normalizzazione atlantista della Russia stessa.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1477856901033652&set=a.460670622752290

venerdì 10 luglio 2026

La Russia non sta cercando un conflitto.

 

GIGIORGIO GORI
Vanno ai matti i piddini guerrafondai appassionati di " ha stato Putinnn " , amichetti solidali di Pi.Pi. che tentano di bullizzare Conte etichettandolo come putiniano.
Un' ossessione?
Non direi , l' Italia dovrebbe spendere 500 miliardi di euro in 10 anni ...e loro sono sulla stessa strada di Meloni .
Apvile ha esibito un post di Gori come fosse il sacro verbo, in quel post attribuisce a Giuseppe Conte di stare dalla parte della Russia non considerando la stessa un pericolo.
Giuseppe Conte espone l' ignoranza manipolativa dell' ex sindaco di Bergamo :
" MA GUARDI CHE NON SONO IO A DIRLO MA BENSÌ IL CAPO SUPREMO DELLE FORZE NATO IN EUROPA !"
Sdengggg.
Conte:
" Ci dissero che la Russia avrebbe invaso l' Europa arrivando fino al Portogallo , stanno da 4 anni a cercare di prendere il Dombass..."
E qui parte l' astrologa che legge i tarocchi
maga Apvile :
" C' è stata una pandemia che ci ha tvovati del tutto impvepavati, non avevamo nulla pev contvastavla, metta che qualcuno decida d' invadevci..."
Ho sentito bene ? Ha confrontato un virus e una pandemia a un' invasione del nemico?
Dimostrato plasticamente non sia la Russia
serve un nemico di scorta .
E chi potrebbe mai essere ?
Gli USA no perché ci hanno già invasi.
Probabile Israele visto che ha il diritto di esistere e sta già individuando la Turchia come prossimo obbiettivo , ma loro possono perché hanno il diritto di esistere e poi guai ad alzare il ditino che sei antisemitahhhh.
Ecco...saranno loro " mamma li turchi" , visto che Erdogan ha regalato a tutti gli alleati Nato
che si sono riuniti ad Ankara un gadget ricordo: una pistola con le loro iniziali ed i proiettili .
Era un messaggio .

'Campana a morto'. - Andrea Marcigliano

 

'Campana a morto'
<<Qualcosa si muove. Qualcosa si sta, drammaticamente, preparando.
Vladimir Putin sembra aver esaurito la pazienza con cui ha voluto affrontare la ormai troppo lunga crisi ucraina.
Pazienza dovuta, essenzialmente, al non volere un confronto diretto con la NATO, che poteva trascinare la Russia in una guerra senza confini.
Ora, però, la situazione sta rapidamente mutando.
Il leader russo sembra avere, ormai, raggiunto la convinzione che la NATO voglia sostenere in eterno l’Ucraina di Zelensky. Spingendola ad un, per altro inutile, massacro, al solo scopo di esaurire le forze di Mosca.
E questo è un rischio che Putin non può accettare.
Meglio, quindi, un attacco in profondità. Che risolva rapidamente la questione, eliminando l’Ucraina dalle carte geografiche politiche.
Perché questo rischio, se così è poi lecito chiamarlo, diviene giorno dopo giorno sempre più reale.
Mosca non aveva alcuna intenzione di cancellare l’Ucraina. L’intento della, cosiddetta, “Operazione Speciale” era solo quello di mettere in sicurezza la minoranza russofona del Donbas e della Crimea, che stava subendo un vero e proprio genocidio, non solo culturale, da parte del governo di Kiev.
Il perdurare del conflitto, voluto da americani ed europei, ha, tuttavia, avuto un effetto paradosso sugli obiettivi russi.
Che si sono, un po’ alla volta, dilatati.
Divenendo, prima, annessione delle province russofone. Poi, estendendosi alla conquista, ora in atto, di Odessa. Per saldare la Russia con la Transnistria e togliere, a ciò che resterebbe dell’Ucraina, ogni sbocco al mare.
Come si suol dire, però, l’appetito vien mangiando.
E poi Putin ha dovuto, obtorto collo, prendere atto di due fatti.
In primo luogo l’impossibilità di trovare una composizione diplomatica del conflitto.
Perché il governo fantoccio di Zelensky insiste nella guerra e persiste con atti di terrorismo. Spalleggiato e sostenuto dagli europei. Nonché foraggiato, più o meno velatamente, di armi americane.
Che Trump, da buon affarista, continua a fornire, facendole pagare alla UE. Anche se, come è ormai palese, ha di fatto abbandonato l’Ucraina al suo destino.
In seconda istanza, Putin ha una crescente urgenza di chiudere il conflitto ucraino. Prima che gli europei siano in grado di intervenire direttamente.
Per il momento questa è una eventualità ancora lontana e dubbia. Tuttavia certi movimenti di Macron e, soprattutto, di Merz in Germania non possono non impensierirlo.
Meglio, quindi, andare alla guerra esplicitamente. Con i rischi che questa, naturalmente, comporta.
Meglio andarvi fino a che la Russia si trova in una posizione assolutamente favorevole. Di decisa superiorità.
Questo può significare solo una cosa. Per Kiev stanno suonando le ultime ore.
E il suono è quello di una campana a morto>>.