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mercoledì 1 luglio 2026
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domenica 22 settembre 2024
Via cataratta senza operarsi, dal segreto di uno scoiattolo possibile farmaco.
Del resto la cataratta altro non è
che un'opacizzazione del cristallino dell'occhio, che si verifica comunemente
nelle persone con l'avanzare dell'età. Lo studio condotto sullo scoiattolo di
terra a 13 strisce e sui ratti potrebbe rappresentare una possibile strategia
per trattarla senza intervento chirurgico, facilitando l'attività di contrasto
contro una causa comune di perdita della vista. La chirurgia è "efficace,
ma non priva di rischi" e "gli scienziati hanno cercato a lungo
un'alternativa" al 'bisturi', spiega Xingchao Shentu, chirurgo della
cataratta e co-ricercatore principale della Zhejiang University in Cina. Anche
perché, ricorda, "in alcune parti del mondo la mancanza di accesso alla
chirurgia della cataratta è un ostacolo alle cure, e ciò fa sì che la cataratta
non trattata sia una delle principali cause di cecità in tutto il mondo".
Lo studio è stato pubblicato sul
'Journal of Clinical Investigation' e descrive questa nuova scoperta ottenuta
nell'ambito di una ricerca in corso al National Eye Institute (Nei), centro dei
Nih, realizzata coinvolgendo lo scoiattolo di terra a 13 strisce. In questo
animale le cellule fotorecettrici sensibili alla luce nella retina sono per lo
più coni, il che lo rende utile per studiare proprietà come la visione dei
colori. Inoltre, la capacità del roditore di resistere a mesi di freddo e
stress metabolico durante il letargo lo rende un modello per gli scienziati
della vista, per studiare una serie di malattie degli occhi. La capacità di
rendere l'opacità del cristallino reversibile è stata osservata negli
scoiattoli protagonisti dello studio, mentre nei ratti (specie non ibernante)
no. Questi ultimi sviluppavano cataratte a basse temperature, che non si
risolvevano con il riscaldamento.
La formazione di cataratta negli
animali in letargo esposti a basse temperature, osservano gli esperti, è
probabilmente una risposta cellulare allo stress da freddo ed è uno dei tanti
cambiamenti che subiscono i loro corpi mentre i tessuti si adattano alle
temperature gelide e allo stress metabolico. Gli esseri umani non sviluppano
cataratta quando esposti a basse temperature. "Comprendere i fattori
molecolari che determinano questo fenomeno di cataratta reversibile potrebbe
indicarci la direzione verso una potenziale strategia di trattamento",
afferma il co-ricercatore principale dello studio Wei Li, ricercatore senior
nella sezione di neurofisiologia retinica del Nei.
Con l'avanzare dell'età, la
cataratta si forma quando le proteine nel cristallino iniziano a ripiegarsi in
modo errato e a formare cluster che bloccano, disperdono e distorcono la luce
mentre passa attraverso il cristallino. Per esplorare le cataratte reversibili
dello scoiattolo di terra a livello molecolare, il team ha sviluppato in
laboratorio un modello di cristallino usando cellule staminali ingegnerizzate
da cellule di scoiattolo. Utilizzando questa piattaforma, i ricercatori sono
arrivati a scoprire che la proteina RNF114 era significativamente elevata
durante la fase di riscaldamento nello scoiattolo di terra, rispetto al ratto
non in letargo. In precedenza era stato dimostrato che RNF114 aiutava a
identificare vecchie proteine e a facilitarne la degradazione. E in effetti,
quando gli scienziati hanno pretrattato con la proteina i modelli di
cristallini, si è verificata una rapida scomparsa della cataratta al momento
del riscaldamento.
Queste scoperte, evidenziano, sono
la prova di principio che è possibile indurre la rimozione della cataratta
negli animali. In studi futuri, il processo dovrà essere perfezionato. Ma
questo meccanismo viene ritenuto promettente, e, fanno notare gli autori, è
anche un fattore importante in molte malattie neurodegenerative.
giovedì 26 agosto 2021
Tumori, scoperto nuovo meccanismo per 'affamare' il cancro.
Lo studio, sostenuto dall'Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc), condotto presso l’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia.
Scoperto un nuovo meccanismo per 'affamare' i tumori. Si tratta di una nuova variante proteica, espressa unicamente dai vasi sanguigni tumorali, che contribuisce a rendere il cancro più aggressivo e dunque rappresenta un nuovo marcatore tumorale e un possibile bersaglio molecolare. La scoperta arriva da uno studio, sostenuto dall'Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc), e condotto presso l’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Communications, forniscono così nuove informazioni importanti per rendere gli approcci terapeutici più efficaci.
"La crescita dei tumori - spiega Claudia Ghigna, dell’Istituto di genetica molecolare 'Luigi Luca Cavalli Sforza' del Cnr di Pavia (Cnr-Igm), che ha diretto lo studio, condotto in collaborazione con diversi centri di ricerca e università italiane e internazionali - è strettamente correlata ai nutrienti forniti dai vasi sanguigni associati al tumore: limitare lo sviluppo di questi ultimi rappresenta quindi una possibile strategia terapeutica per 'affamare' il tumore e renderlo maggiormente suscettibile alla chemioterapia”.
La ricerca - spiega una nota Cnr-Igm - mostra come, attraverso il meccanismo noto come ‘splicing alternativo’, le cellule dei vasi sanguigni producano una nuova variante della proteina UNC5B mai descritta prima, chiamata UNC5B- 8. “Lo splicing alternativo è un meccanismo cosiddetto di ‘taglia e cuci’, che consente ai mattoni che formano i geni umani di essere assemblati in vari modi e, come conseguenza, di generare proteine differenti a partire dallo stesso stampo iniziale”, prosegue Ghigna. “I risultati della ricerca accendono i riflettori sul ruolo ancora poco conosciuto dello splicing alternativo durante lo sviluppo dei vasi sanguigni tumorali”.
La formazione dei vasi sanguigni avviene attraverso un processo chiamato angiogenesi ed è indispensabile perché i diversi tessuti e organi ricevano l’ossigeno e i nutrienti necessari alla loro sopravvivenza. “L’angiogenesi è però determinante anche nella progressione tumorale: fin dalle prime fasi di sviluppo, le cellule cancerose stimolano la formazione di nuovi vasi, sostenendo così la propria crescita e la formazione di metastasi in altri organi o tessuti”, chiarisce la ricercatrice.
"Dallo studio dell’angiogenesi sono emerse terapie in grado di fermare o far regredire il tumore, bloccato nella formazione dei vasi sanguigni e privato così di ossigeno e nutrienti. Sfortunatamente, finora, queste terapie hanno mostrato risultati modesti nei pazienti, che spesso sviluppano meccanismi di resistenza. Maggiori informazioni sui vasi sanguigni che nutrono il tumore sono pertanto fondamentali per rendere questi approcci terapeutici più efficaci. In questo studio abbiamo scoperto che la nuova variante proteica UNC5B- 8 è prodotta unicamente dalle cellule dei vasi sanguigni e preferenzialmente da quelle associate a tumori più aggressivi e con prognosi meno favorevole. Quindi tale variante offre un ottimo strumento diagnostico e prognostico, che potrebbe essere sfruttabile sia come nuovo marcatore dell’angiogenesi tumorale, sia come possibile bersaglio molecolare per terapie anti-cancro di maggior efficacia”.
“A guidare la macchina che genera la proteina UNC5B- 8 è il fattore NOVA2”, conclude Davide Pradella, assegnista presso Cnr-Igm di Pavia grazie a una borsa di ricerca sostenuta da Airc. “NOVA2, come UNC5B- 8, ha un’espressione alterata nei vasi sanguigni che nutrono il tumore, mentre è assente o è espresso a bassi livelli nei vasi sanguigni dei tessuti sani. NOVA2 attiva direttamente lo splicing alternativo del gene UNC5B inducendolo a produrre la nuova variante”, conclude Pradella.
AdnKronos
venerdì 5 febbraio 2021
Tecnici e politici al governo, ecco il toto-ministri. - Serenella Mattera
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| Marta Cartabia |
La maggioranza più larga possibile, di salvezza nazionale. Il perimetro parlamentare di Mario Draghi potrebbe spaziare dalla Lega a Leu, passando per Pd e M5s.
Al primo giorno di consultazioni, mentre sfilano davanti al premier incaricato i piccoli gruppi parlamentari di Camera e Senato, fino a ieri indispensabili per immaginare un Conte ter, si intravede uno spazio politico prima inimmaginabile. La formula sarebbe il modello Ciampi, con pochi ministri 'tecnici' di alto profilo ad affiancare il premier sui dossier più delicati, come l'economia, la giustizia e forse anche la sanità, ma in Consiglio dei ministri i rappresentanti (magari anche i leader) di tutti i partiti.
E' questa l'ipotesi che rimbalza nei rumors parlamentari. Draghi mantiene un riserbo assoluto, nei colloqui con le delegazioni, sulla forma politica che intende dare al suo esecutivo. Solo al secondo giro di consultazioni potrebbe scoprire le sue carte. Per ora prende appunti, ascolta, annota auspici e condizioni. Un governo di tutti - senza Fdi e forse un pezzo di sinistra - sarebbe la risposta più corale possibile all'appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'unità nazionale. Realizzarla non sarà semplice: la presenza di parte del M5s ma soprattutto della Lega è ancora un'incognita.
Le riforme, a partire da quella della pubblica amministrazione. Il piano vaccinale, come premessa indispensabile di una ripresa, non solo economica, che si annuncia "lenta". Il Recovery plan come occasione storica, per l'Italia e per l'Ue, da non sprecare. I giovani e la scuola, i posti di lavoro da creare e l'appuntamento da far tremare i polsi, a stretto giro, con la fine del blocco dei licenziamenti. Ai rappresentanti dei piccoli gruppi parlamentari l'ex presidente della Bce fornisce in pochi tratti le sue priorità.
"Ha una visione", commentano i più entusiasti. "Si vede che è abituato a far oscillare i mercati con le sue frasi: ogni parola al suo posto", si stupisce un deputato. Ai gruppi chiede proposte e spunti, prende appunti, si sente dire a più riprese che il governo deve essere politico, che i gruppi parlamentari vanno ascoltati. Batte molto - questo lo riferiscono tutti - sul tasto della campagna vaccinale.
Che governo sceglierà per questa missione, è ancora un'incognita. Ma tra i partiti si diffonde la convinzione che non sarà solo tecnico, sarà anche politico. E non solo perché lo chiedono quasi tutti, a partire dai Cinque stelle. Ma anche perché portare in Cdm i rappresentanti dei partiti vorrebbe dire avere un più saldo canale con il Parlamento. Certo, comporre tutti i desiderata non è facile. Il Pd vorrebbe una maggioranza Ursula, solo con gli europeisti, senza Lega e Fdi. La Lega auspica forte discontinuità con il Conte bis, il che vorrebbe dire fuori i ministri uscenti (e il premier). Il M5s, che ha i numeri più importanti in Parlamento, vuole garanzie sui suoi temi e i suoi ministri. Forza Italia chiede rassicurazioni sul futuro Guardasigilli. A dare carta bianca sono +Europa e Azione, che si candidano a fare i pasdaran 'draghiani', mentre potrebbero stare fuori parte del M5s e anche i parlamentari più di sinistra.
La maggioranza potrebbe prendere forma nel secondo giro di consultazioni. Potrebbe essere quello il momento in cui emergeranno anche con più chiarezza i profili dei ministri. C'è chi ipotizza una squadra snella, "di competenti". Per ora ci si affida solo a ipotesi e rumors, ci si interroga se Draghi al dunque farà la sua lista o chiederà ai gruppi di indicare rose di nomi.
All'Economia, c'è chi accredita l'ipotesi che il premier tenga l'interim, ma viene considerato più probabile che scelga un tecnico di sua fiducia come Daniele Franco o Luigi Federico Signorini (Bankitalia), Daniele Scannapieco (Bei), mentre vengono considerate in ribasso le quotazioni dell'uscente Roberto Gualtieri.
Alla giustizia continua a farsi il nome di Marta Cartabia o Paola Severino. Un tecnico come Ilaria Capua potrebbe andare alla sanità, dove però non è esclusa la conferma di Roberto Speranza. All'interno Luciana Lamorgese potrebbe restare, anche se su quel ministero pesa l'incognita Lega. Carlo Cottarelli potrebbe entrare in squadra così come la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni.
Quanto ai politici, Nicola Zingaretti non sembra escludere del tutto un suo ingresso, se Draghi glielo chiederà. Per ora lo smentisce, ma non viene escluso, anche Giuseppe Conte, che con il suo sostegno 'sposta' il M5s. Potrebbe essere confermato per il M5s Luigi Di Maio e per il Pd Lorenzo Guerini, Dario Franceschini o Andrea Orlando se Zingaretti decidesse di no.
Matteo Renzi ai suoi esclude di essere interessato, potrebbe indicare Ettore Rosato o Maria Elena Boschi. Per Fi Antonio Tajani. Per la Lega, naturalmente, Giancarlo Giorgetti o un tecnico d'area. I desiderata dei partiti rischiano però di scontrarsi con i piani del premier incaricato e con la necessità di dare la sua impronta non solo sui temi, ma anche nella squadra, anche per superare i veti incrociati. C'è chi non esclude che alla fine i partiti possano entrare solo nei posti di viceministro o sottosegretario. Difficile, però, che si accontentino: il M5s l'ha detto più chiaro di tutti, se il governo non sarà 'politico' difficile che voti sì.
domenica 2 agosto 2020
Bologna, a 40 anni dalla strage “la luce in fondo al tunnel della verità. Dopo i mandanti ed esecutori bisognerà individuare gli ispiratori politici”. L’inchiesta sui mandanti massoni della P2 apre nuovi scenari. - Giovanna Trinchella

Paolo Bolognesi, il presidente dell'Associazione 2 agosto, non fa nomi ma è facile verificare che dal 30 luglio 1976 e fino a un anno prima dell'eccidio il premier fosse Giulio Andreotti (al suo quinto mandato) e fino al 18 ottobre 1980 a guidare il governo fosse Francesco Cossiga. Agli atti dell'indagine che vede il defunto Licio Gelli tra coloro che pagarano i Nar perché facessero esplodere l'ordigno documenti inediti e fino a poco fa "insabbiatI" che hanno introdotto gli inquirenti verso nuovi percorsi investigativi.


