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lunedì 23 febbraio 2026

 

In una svolta rivoluzionaria, i ricercatori di tre importanti università americane hanno scoperto un metodo per distruggere le cellule tumorali utilizzando la luce, eliminando completamente la necessità di farmaci o chemioterapia. I primi studi mostrano un sorprendente tasso di successo del 99%, offrendo una speranza senza precedenti ai milioni di persone che combattono questa devastante malattia.

La tecnica, nota come fototerapia a livello cellulare, prende di mira le cellule tumorali con lunghezze d’onda luminose altamente precise che le inducono a disgregarsi, lasciando intatte le cellule sane. A differenza dei trattamenti tradizionali, questo approccio evita i gravi effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia, offrendo un’alternativa più sicura ed efficace.

Gli esperti affermano che questa scoperta potrebbe trasformare il trattamento del cancro a livello globale. Sfruttando la luce per smantellare selettivamente le cellule maligne, i medici potrebbero presto disporre di una terapia non invasiva in grado di trattare diversi tipi di tumore, compresi quelli resistenti ai metodi convenzionali.

Sebbene siano necessari ulteriori studi prima di un utilizzo su larga scala, questo traguardo rappresenta un importante passo avanti in oncologia, dimostrando che un giorno il cancro potrebbe essere combattuto senza i danni collaterali causati dalle terapie attuali. L’era della terapia oncologica mirata e priva di farmaci potrebbe essere più vicina che mai.

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venerdì 13 febbraio 2026

LA FINE DELLA “GUERRA” CONTRO IL CANCRO?

 

Per un secolo, l’oncologia è stata definita da una terminologia militare: “Combattere”, “Uccidere”, “Distruggere”. La chemioterapia è essenzialmente una campagna di bombardamento: avvelenare il corpo per uccidere il nemico prima che uccida l’ospite. Ma il 3 febbraio 2026, un team di scienziati della Corea del Sud (KAIST) ha proposto un approccio radicalmente diverso: la riabilitazione.

E se il cancro non fosse un invasore straniero, ma un file corrotto? E se potessimo semplicemente eseguire un “Ripristino del Sistema” per riportare la cellula al suo stato originale?

Il progresso dei gemelli digitali.

Il team di ricerca, guidato da esperti di biologia dei sistemi, non ha iniziato con una piastra di Petri. Ha iniziato con un supercomputer. Hanno creato “Gemelli Digitali”: simulazioni virtuali perfette delle reti regolatrici dei geni all’interno delle cellule del cancro al colon. Eseguendo milioni di simulazioni, hanno posto una domanda semplice: “Esiste un interruttore maestro che possa invertire lo stato canceroso?”

La tripla chiave (MYB, HDAC2, FOXA2)

La simulazione ha identificato una combinazione nascosta. Non si trattava di un singolo gene, ma di una triade specifica di regolatori principali:

• MYB: un fattore di trascrizione spesso iperattivo nel cancro.

• HDAC2: un enzima che modifica quanto strettamente il DNA è avvolto.

• FOXA2: un fattore pionieristico coinvolto nello sviluppo.

Quando gli scienziati hanno manipolato contemporaneamente questi tre interruttori in laboratorio, è successo qualcosa di straordinario. Le cellule cancerose hanno smesso di dividersi in modo incontrollato. Non sono morte (apoptosi); si sono differenziate. Hanno recuperato la loro identità come cellule del colon normali e funzionali. In sostanza, hanno “dimenticato” di essere cellule tumorali.

Perché questo cambia tutto.

I trattamenti attuali (chemioterapia/radiazioni) provocano un’infiammazione massiccia ed effetti collaterali perché uccidono le cellule. Le cellule morte rilasciano tossine (Sindrome da lisi tumorale). Questa “Terapia di Reversione” non è citotossica. Non uccide; cura. Suggerisce che il cancro sia uno stato reversibile di confusione epigenetica, non una condanna permanente dovuta a fatalità genetica.

⚡ Il nostro insight: Il futuro della medicina “basata sul codice”
Questo dimostra che la biologia si sta trasformando in tecnologia dell’informazione. Utilizzando l’IA per simulare il “codice sorgente” della malattia, possiamo trovare patch e correzioni che il tentativo ed errore umano non scoprirebbe in mille anni. Stiamo passando dall’Era della Chimica (farmaci) all’Era della Computazione (regolazione genica).

📚 Fonte: KAIST Research News, “L’analisi biologica dei sistemi rivela regolatori principali per la reversione delle cellule tumorali”, Rapporto di febbraio 2026.

🏥 Contesto: KAIST Research News, febbraio 2026 (Laboratorio del Prof. Kwang-Hyun Cho).

🆔 Verifica: [Ricerca: “KAIST Cancer Reversion Kwang-Hyun Cho”] (PMID: in attesa – Pubblicazione recente)

#RicercaSulCancro #KAIST #GemelloDigitale #Epigenetica #CancroAlColon #FuturoDellaMedicina #Biohacking #BiologiaDeiSistemi #TerapiaGenica 

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sabato 18 ottobre 2025

Cancro, terapie innovative.

 

Gli scienziati della Johns Hopkins University hanno creato un innovativo interruttore proteico capace di rivoltare le cellule cancerose contro se stesse.

Questa tecnologia rivoluzionaria induce le cellule tumorali a produrre internamente farmaci anticancro e a innescare la propria autodistruzione, senza danneggiare le cellule sane.

Il metodo funziona introducendo nel corpo un profarmaco, ossia una forma inattiva di chemioterapia. L’interruttore proteico è progettato specificamente per riconoscere i marcatori unici presenti solo nelle cellule tumorali.

Una volta all’interno, l’interruttore attiva il profarmaco, trasformando le cellule cancerose in vere e proprie fabbriche di farmaci autodistruttivi.

Questa precisione nel bersaglio riduce in modo significativo gli effetti collaterali dannosi tipici della chemioterapia tradizionale, poiché le cellule sane restano illese.

I test di laboratorio hanno già mostrato risultati promettenti su cellule di tumore al colon e al seno, e i ricercatori intendono ora passare alle prove sugli animali.

Con un ulteriore sviluppo, questa tecnica potrebbe rivoluzionare il trattamento del cancro, rendendo le terapie più mirate, personalizzate e molto meno tossiche.

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venerdì 19 settembre 2025

DAL POLICLINICO DI PALERMO ARRIVANO NUOVE SPERANZE NELLA LOTTA AL TUMORE AL FEGATO.

 

Individuare l'opzione terapeutica migliore per garantire la buona qualità di vita e la sopravvivenza nei pazienti affetti da epatocarcinoma, il tumore più frequente del fegato, caratterizzato da un'estrema aggressività e da una progressione rapida e inizialmente silenziosa. E' stato questo l'obiettivo di uno studio, pubblicato su Jama Oncology, coordinato dai professori Ciro Celsa, Giuseppe Cabibbo e Calogero Cammà (in foto) del Policlinico di Palermo, e dal professore David Pinato dell'Imperial college di Londra.

"I risultati sono stati chiari e incoraggianti. - spiegano Celsa, Cabibbo e Cammà - La combinazione di due farmaci immunoterapici, Atezolizumab e Bevacizumab, si è dimostrata superiore a tutti gli altri trattamenti analizzati".

Questa terapia combinata, infatti, chiariscono gli esperti, "ha mostrato le migliori performance in diversi aspetti cruciali riportati dai pazienti. Ma l'aspetto più significativo emerso dalla ricerca è che questa combinazione terapeutica non solo preserva meglio la qualità di vita, ma allo stesso tempo offre anche i migliori risultati in termini di sopravvivenza globale".

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venerdì 12 settembre 2025

il vaccino contro il cancro EnteroMix.

 

Ultim'ora: il vaccino contro il cancro EnteroMix in Russia mostra il 100% di efficacia nei primi test! Immagina un mondo in cui il trattamento contro il cancro è personalizzato per il profilo genetico unico di ogni individuo, con effetti collaterali minimi e la massima efficacia. Sembra fantascienza, vero? Beh, il vaccino russo contro il cancro EnteroMix potrebbe renderlo realtà. Sviluppato utilizzando una tecnologia mRNA simile ai vaccini anti COVID-19, EnteroMix ha dimostrato notevoli promesse nei primi studi, vantando un'efficacia del 100% e una riduzione significativa del tumore.
Come funziona?
EnteroMix utilizza un profilo avanzato di mutazione per identificare biomarcatori unici, consentendo al vaccino di innescare una risposta immunitaria precisa. Questo approccio personalizzato addestra il sistema immunitario a rilevare e distruggere le cellule tumorali, con una tossicità minima. L'applicazione iniziale del vaccino si concentrerà sul cancro del colon-retto, una delle principali cause di morti legate al cancro in tutto il mondo.
La scienza dietro la sensazione.
Studi preclinici hanno rivelato risultati impressionanti:
- 60-80% restringimento del tumore
- Sviluppo di tumori inibito
- Aumento dei tassi di sopravvivenza
- Bassa tossicità
Il vaccino ha anche dimostrato sicurezza ed efficacia con somministrazioni ripetute, rendendolo un potenziale cambiamento nel trattamento del cancro.
Qual è il prossimo?
Mentre gli studi di Fase I sono in corso, sono necessari studi multifase più ampi per convalidare benefici a lungo termine e un uso clinico più ampio. Se approvato, EnteroMix potrebbe diventare il primo vaccino personalizzato al mondo contro il cancro a mRNA, offrendo una terapia mirata e potenzialmente meno dannosa rispetto alla chemioterapia o alle radiazioni.
Il futuro della cura del cancro?
L'Agenzia Federale Medica e Biologica russa (FMBA) ha annunciato che il vaccino sarà gratuito per i pazienti, in linea con i suoi obiettivi di medicina di precisione. Con la ricerca che sta progredendo su ulteriori varianti che mirano al glioblastoma e al melanoma, EnteroMix potrebbe ridefinire il futuro del trattamento per il cancro.
Punti di evidenza chiave:
- Tipi di cancro mirati: cancro colorettale, glioblastoma e melanoma
- Tecnologia usata: tecnologia mRNA, simile ai vaccini anti COVID-19
- Risultati della prova: 100% efficacia nei primi studi, 60-80% restringimento del tumore
- Benefici potenziali: trattamento personalizzato, effetti collaterali minimi e tassi di sopravvivenza più elevati
- Prossime fasi: sperimentazioni di Fase II e III, approvazione normativa e potenziale accesso al pubblico.
Mentre il mondo guarda con il fiato sospeso, una cosa è chiara: EnteroMix ha il potenziale per rivoluzionare il trattamento contro il cancro. Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti su questo sviluppo innovativo!

venerdì 11 luglio 2025

Napoli: il prof. Ascierto alimenta la speranza contro il melanoma grazie al “Daromun”.

Un nuovo passo avanti nella lotta contro il melanoma porta la firma del professor Paolo Ascierto, oncologo napoletano e ricercatore di fama internazionale. Durante una recente presentazione scientifica, Ascierto ha illustrato i risultati incoraggianti legati al farmaco Daromun, una terapia innovativa che potrebbe rivoluzionare il trattamento del melanoma avanzato.

Secondo le parole del professore, i risultati ottenuti rappresentano una svolta importante in un ambito spesso segnato da incertezze. Daromun, basato sull’immunoterapia, non è solo un nuovo presidio farmacologico: è il simbolo di una scienza che avanza con determinazione, alimentata dalla passione e dalla competenza.

La scoperta conferma Napoli come centro di eccellenza nel panorama scientifico internazionale. Un risultato che rafforza l’orgoglio partenopeo e pone la città ancora una volta sotto i riflettori, non solo per il suo patrimonio culturale, ma anche per il valore della sua ricerca medica.

Con la prosecuzione degli studi e lo sviluppo di tecnologie sempre più efficaci, l’orizzonte per i pazienti affetti da melanoma si fa più chiaro. La comunità scientifica osserva con attenzione e speranza, consapevole che ogni passo avanti in questo campo può rappresentare una vera svolta nella vita di migliaia di persone.

https://www.nuvola.tv/napoli-il-prof-ascierto-alimenta-la-speranza-contro-il-melanoma-grazie-al-daromun/

lunedì 7 luglio 2025

Un esercito invisibile contro il cancro: la rivoluzione dei nanobot sudcoreani! - Nastase Adrian

 

Immagina un futuro in cui il cancro non è più una sentenza, ma un nemico che possiamo sconfiggere con precisione chirurgica, senza danneggiare il resto del corpo. In un laboratorio all’avanguardia a Busan, in Corea del Sud, un team di scienziati visionari ha trasformato questo sogno in realtà, creando uno sciame di nanobot capaci di penetrare nei tumori e dissolverli dall’interno. Questi minuscoli guerrieri, più piccoli di una cellula, non sono semplici portatori di farmaci: sono la cura stessa, un’arma intelligente che potrebbe cambiare per sempre la lotta contro il cancro.

Ogni nanobot è una meraviglia dell’ingegneria: un nucleo di ossido di ferro avvolto in un guscio polimerico “intelligente” che risponde ai segnali del corpo. Iniettati nel flusso sanguigno, questi microscopici alleati vengono guidati verso il tumore da campi magnetici controllati con precisione millimetrica. Una volta raggiunto il bersaglio, i nanobot riconoscono il microambiente acido tipico delle cellule cancerose – un segno distintivo che li distingue dai tessuti sani. Qui entra in gioco la loro genialità: si uniscono in catene, perforano la membrana tumorale e rilasciano un calore mirato attraverso la risonanza magnetica. Questo calore non brucia: agisce come un bisturi molecolare, denaturando le proteine delle cellule cancerose e inducendo l’apoptosi, il processo naturale di morte cellulare programmata, lasciando intatte le cellule sane vicine. Una volta completata la missione, i nanobot si dissolvono in innocui ioni di ferro, facilmente assorbiti dal corpo senza lasciare traccia.

I risultati sono strabilianti. Nei test sui roditori, condotti nel 2024, i tumori si sono ridotti del 90% in soli cinque giorni, senza gli effetti collaterali devastanti tipici della chemioterapia, come nausea o perdita di capelli. A differenza dei trattamenti tradizionali, che si basano sulla diffusione di farmaci attraverso il corpo, questi nanobot agiscono come un esercito di precisione, colpendo solo il tumore con un’efficacia chirurgica. Ma il potenziale non si ferma qui: i ricercatori stanno già sviluppando versioni avanzate di questi nanobot, capaci di trasportare coloranti per l’imaging medico, permettendo una diagnosi in tempo reale, o molecole di RNA per spegnere i geni che alimentano la crescita del tumore. Immagina un dispositivo che non solo cura, ma individua e distrugge il cancro cellula per cellula, riducendo il rischio di recidive.

Questa scoperta non è solo una vittoria della scienza, ma una speranza per milioni di persone. È la prova che l’innovazione umana può superare anche le sfide più grandi. Ogni passo avanti in questa ricerca è un passo verso un mondo in cui il cancro non fa più paura. 

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venerdì 27 giugno 2025

Tecnica rivoluzionaria converte le cellule del cancro in cellule sane: speranze per terapie innovative. - Andrea Centini

Mettendo mano alla complessa rete di geni che regola la differenziazione cellulare, scienziati sudcoreani sono riusciti a riconvertire le cellule del cancro al colon retto in cellule intestinali sane. La tecnica potrebbe sfociare in terapie antitumorali rivoluzionarie, prive dei rischi di tossicità e resistenza della chemioterapia.

I ricercatori hanno creato una tecnica rivoluzionaria grazie alla quale è possibile riconvertire le cellule del cancro (cancerose) in cellule normali e dunque sane. L'approccio potrebbe essere alla base di innovative terapie antitumorali che invece di uccidere le cellule malate le trasforma in comuni cellule del nostro organismo, con tutti i vantaggi che ciò garantirebbe. Basti pensare agli effetti delle aggressive chemioterapie e radioterapie, che possono essere molto tossiche ed eliminare anche le cellule sane, oppure al fatto che le cellule tumorali sono in grado di sviluppare resistenza ai trattamenti, catalizzando il rischio di recidiva e tumori secondari a causa delle metastasi. Al momento la tecnica è ancora sperimentale, ma è stata testata con successo sia su cellule in coltura che su modelli animali, pertanto gli scienziati sono fiduciosi che in futuro questo approccio possa essere trasferito nella pratica clinica, cioè nel trattamento dell'essere umano.

A mettere a punto la tecnica in grado di trasformare le cellule cancerose in cellule normali è stato un team di ricerca sudcoreano del Dipartimento di Ingegneria Biologica e del Cervello del Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST), guidato dal professor Kwang-Hyun Cho. I ricercatori si sono concentrati sul processo di regressione delle cellule tumorali, che durante l'oncogenesi perdono le tappe della loro differenziazione (in pratica, da cellule specializzate diventano “indifferenziate”). La differenziazione delle cellule normali è guidata da una serie di geni che si attivano e disattivano all'occorrenza; il professor Kwang-Hyun Cho e colleghi hanno creato dei cosiddetti gemelli digitali della rete genica coinvolta nel meccanismo di differenziazione e hanno identificato i master molecular switch, cioè i regolatori molecolari che controllano questo processo. Per farlo si sono avvalsi di una simulazione al computer chiamata single-cell Boolean network inference and control (BENEIN).

Poiché i geni di controllo risultano mutati o spenti nelle cellule tumorali, l'obiettivo degli scienziati era sfruttare i master switch identificati nei gemelli digitali cellulari per riattivare la rete di regolazione genica e innescare nuovamente la differenziazione nelle cellule malate, permettendone la trasformazione in cellule sane. Ed è esattamente quello che sono riusciti a fare, sia attraverso esperimenti molecolari in vitro che in test su modelli animali (in vivo). Per quanto concerne le cellule in coltura, gli scienziati sudcoreani si sono concentrati sulle cellule del cancro all'intestino, uno dei più comuni e mortali al mondo (in Italia ogni anno si registrano circa 50.000 nuove diagnosi e 20.000 decessi, in base ai dati del registro tumori AIRTUM). Applicando il sistema BENEIN a queste cellule, sono stati identificati tre specifici master switch chiamati MYB, HDAC2 e FOXA2. Quando vengono inibiti contemporaneamente si induce la differenziazione delle cellule intestinali ed è possibile trasformare le cellule del cancro al colon retto in cellule intestinali (enterociti) normali, un processo che “sopprime la malignità”, come spiegato dagli autori dello studio.

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“Il fatto che le cellule cancerose possano essere riconvertite in cellule normali è un fenomeno sorprendente. Questo studio dimostra che tale inversione può essere indotta sistematicamente”, ha dichiarato il professor Kwang-Hyun Cho in un comunicato stampa. “Questa ricerca introduce il nuovo concetto di terapia reversibile del cancro mediante la conversione delle cellule cancerose in cellule normali. Sviluppa inoltre una tecnologia fondamentale per identificare i target per la reversione del cancro attraverso l'analisi sistematica delle traiettorie di differenziazione delle cellule normali”, ha chiosato lo scienziato.

La speranza è che i promettenti risultati di questi esperimenti preclinici possano in futuro sfociare in terapie anticancro rivoluzionarie, dove le cellule tumorali invece di essere bombardate e distrutte con tecniche aggressive vengono “semplicemente” riconvertite in cellule buone, mettendo mano al complesso della regolazione genica. I dettagli della ricerca “Control of Cellular Differentiation Trajectories for Cancer Reversion” sono stati pubblicati su Advanced Science.

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sabato 14 giugno 2025

Gli scienziati hanno trovato un modo per distruggere le cellule cancerose usando la luce, non farmaci, nè radiazioni.

 

I ricercatori hanno creato un nuovo potente strumento che distrugge le cellule tumorali usando solo la luce e un colorante speciale già utilizzato negli ospedali. Questi “martelli pneumatici molecolari” non hanno bisogno di farmaci tossici né di radiazioni. Invece, vibrano così velocemente quando colpiti dalla luce nel vicino infrarosso da strappare le cellule tumorali dall’interno.

Il colorante, chiamato aminocianina, è normalmente usato nelle scansioni mediche. Ma quando viene colpito dalla luce, le molecole iniziano a vibrare un trilione di volte al secondo—velocità sufficiente ad aprire le membrane delle cellule tumorali senza danneggiare le cellule sane vicine. Nei test di laboratorio, il 99% delle cellule di melanoma umano è stato distrutto in questo modo. Nei topi, metà dei tumori è scomparsa completamente dopo un solo trattamento, e il resto si è ridotto.

Ciò che rende speciale questo metodo è che la luce nel vicino infrarosso può penetrare in profondità nel corpo—fino a 10 centimetri—raggiungendo organi e ossa senza bisogno di interventi chirurgici. Inoltre, poiché il colorante si lega naturalmente alle cellule tumorali, il trattamento è altamente mirato.

A differenza dei trattamenti tradizionali, le cellule tumorali non possono facilmente resistere a essere fisicamente fatte a pezzi. E poiché il colorante è già approvato dalla FDA per l’uso umano nelle immagini diagnostiche, questo potrebbe accelerare i test clinici sull’uomo.

E non si tratta solo di cancro. Un altro studio guidato dalla Aston University ha scoperto che un tipo speciale di luce chiamata “luce attorcigliata” può attraversare la pelle e i tessuti senza perdere la sua forma. Può rilevare minuscoli cambiamenti in profondità nel corpo—come segni precoci di infiammazione, tumori o persino variazioni nei livelli di zucchero nel sangue—senza alcun taglio o ago.

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martedì 3 giugno 2025

Gli scienziati vaporizzano i tumori avanzati usando il suono.

 

Gli scienziati vaporizzano i tumori avanzati usando il suono. Nessuna chirurgia, nessuna cicatrice, nessun tempo di recupero
In uno studio clinico innovativo, i ricercatori dell'Università del Michigan hanno cancellato con successo i tumori al fegato in stadio avanzato pelle. L'arma? Suono.
Questa tecnica rivoluzionaria, chiamata istotripsia, utilizza impulsi ultrasuoni ad alta ampiezza precisamente focalizzati per generare bolle di gas microscopiche all'interno del tessuto canceroso. Mentre queste bolle si espandono e collassano, liqueficano meccanicamente i tumori in innocui detriti cellulari. A differenza degli ultrasuoni tradizionali che visualizza, l'istotripsia è terapeutica, trasformando l'energia in distruzione con precisione millimetrica.
Niente bisturi. Nessuna radiazione. Niente chemioterapia. Nessun danno collaterale.
Poiché l'istotripsia si basa sulla cavitazione meccanica piuttosto che sul calore o sulle sostanze chimiche, lascia i tessuti sani circostanti praticamente intatti. Sono qualità non termiche, non invasive e notevolmente precise che finora sono state elusive nella cura del cancro.
Nel trial, una singola seduta ha distrutto fino all'80% della massa tumorale mirata, e ciò che è rimasto è diventato un faro per il sistema immunitario del corpo, scatenando un robusto attacco secondario. I primi risultati suggeriscono che l'istotripsia non solo elimina i tumori, ma potrebbe innalzare il sistema immunitario a dare la caccia alle cellule tumorali residui in tutto il sistema
L'investigatore capo Dr. Zhen Xu, un pioniere sul campo, ha dichiarato:
"Questo non è solo un nuovo trattamento. È un cambiamento di paradigma. Stiamo smontando i tumori e risvegliando i sistemi di difesa del corpo, tutto senza bisturi. ”
Le implicazioni sono enormi. Sono già in corso i test per tumori al pancreas, al seno e al cervello, notoriamente difficili da trattare con mezzi convenzionali. Senza cicatrici e convalescenza minima, l'istotripsia potrebbe ridefinire l'aspetto e la sensazione del trattamento per il cancro.
Il suono non è più solo per la diagnostica, ma sta diventando il futuro della guarigione.

mercoledì 26 febbraio 2025

Successo senza precedenti nella sperimentazione sul trattamento del cancro.

 

Un recente studio clinico ha ottenuto risultati notevoli nel trattamento del cancro, con tutti i partecipanti che hanno subito una remissione completa. Lo studio, che ha coinvolto 18 pazienti con diagnosi di cancro al retto, ha utilizzato un farmaco chiamato Dostarlimab, un inibitore dei checkpoint appositamente progettato per rendere le cellule tumorali più visibili al sistema immunitario.
Dopo sei mesi di trattamento, le valutazioni mediche non hanno rivelato alcun cancro rilevabile in nessuno dei partecipanti. I medici hanno confermato questi risultati attraverso metodi di valutazione completi, tra cui esami fisici, endoscopie, biopsie e scansioni PET.
I professionisti medici notano che raggiungere un tasso di successo del 100% negli studi oncologici è straordinariamente raro, rendendo questi risultati particolarmente significativi.
Tuttavia, i ricercatori sottolineano che questi risultati preliminari, pur promettenti, richiedono una convalida attraverso studi clinici più ampi. Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare l'efficacia a lungo termine e il profilo di sicurezza del trattamento prima di poter essere considerate un'implementazione più ampia.

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giovedì 21 novembre 2024

Cos’è il DNA Cenerentola appena decodificato: si tratta di una scoperta fondamentale contro il cancro. - Maria Teresa Gasbarrone

 

Sono stati appena pubblicati tre studi che mostrano come un tipo di Dna finora ritenuto irrilevante, il Dna extracromosomico (ecDna), può invece svolgere un ruolo chiave nella formazione di alcuni tumori. Dallo studio di questo Dna i ricercatori potrebbero aver individuato una nuova strategia di contrasto contro alcune forme tumorali.

Sono stati appena pubblicati tre studi che potrebbero dare una svolta alla nostra conoscenza dei meccanismi che portano alla formazione del cancro. Queste tre ricerche, realizzate da un team internazionale guidato dalla Stanford Medicine, hanno decodificato il Dna extracromosomico (ecDna), anche chiamato da alcuni Dna-Cenerentola: si tratta di piccoli cerchi di Dna che si trovano fuori dai cromosomi, dove le cellule normali contengono il loro Dna.

Sebbene la scoperta di questo tipo di Dna risalga agli anni '60, per anni è stato liquidato come poco rilevante. Invece, studi recenti hanno messo in dubbio questa teoria e oggi sono stati confermati: dai tre studi è infatti emerso che questi piccoli cerchietti potrebbero essere il motivo per cui in alcune persone i tumori sono più aggressivi e difficili da bloccare. Non solo:  quello che questo gruppo internazionale di studiosi, guidato dal professor di patologia Paul Mischel, ha scoperto mette in dubbio e contraddice una delle leggi fondamentali della biologia, ovvero la terza legge di Mendelev, anche nota come il principio dell'assortimento indipendente.

Il ruolo del Dna cenerentola.

La prima ricerca – tutte e tre sono state pubblicate sulla rivista Nature – ha indagato la prevalenza dell'ecDna in quasi 15.000 persone affette da tumore per un totale di 39 tipi diversi di cancro.

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Per anni è stato dato per certo che il Dna rilevante fosse quello contenuto nei cromosomi, che possiamo immaginare come strutture interne alle cellule in cui è organizzato un lungo di filamento di DNA. Anche dopo la scoperta dell'ecDna, gli scienziati erano convinti che solo il 2% dei tumori contenesse nelle proprie cellule quantità rilevante di questi cerchietti di Dna extracromosomico.

Tuttavia, una ricerca nel 2017, condotta sempre dal professor Mischel suggerì che invece questo Dna potesse avere un ruolo nell'insorgenza di molti tumori, ipotesi poi supportata da un ulteriore studio del 2023.

Il legame tra ecDna e cancro.

Proprio da quelle ricerche, gli studiosi sono riparti per questo nuovo studio, confermando quanto teorizzato in precedenza: dall'analisi dei 15.000 casi di tumori umani i ricercatori hanno visto che ben il 17,1% dei tumori conteneva i cerchietti di ecDna e che questi erano ancora più presenti nelle cellule tumorali dopo terapie mirate, come la chemioterapia o la radioterapia. Inoltre, la presenza del Dna cenerentola è stata associata alla formazione di metastasi e a un tasso di sopravvivenza minore. 

I ricercatori hanno quindi scoperto che questi cerchietti contengono geni associati al rischio di cancro (oncogeni) e allo stesso tempo geni che indeboliscono la risposta immunitaria permettendo così alle cellule tumorali di crescere indisturbate. Inoltre sempre in questi cerchietti si possono trovare geni che da soli non svolgono nessun ruolo, ma che hanno invece il compito di guidare l'espressione di altri geni collegati su altri cerchi.

Lo studio di una possibile cura.

Mentre il secondo studio indaga il meccanismo di assortimento dei geni presenti sui cerchietti di ecDna durante la divisione delle cellule tumorali, il terzo studio apre le porte a una possibile strategia di contrasto ai tumori proprio sfruttando i meccanismi di trascrizione e replica dell'ecDna. I ricercatori hanno infatti visto in cellule tumorali contenenti ecDna coltivate in laboratorio che bloccando una proteina di controllo (CHK1), queste muoiono. Non solo nella sperimentazione su topi lo stesso meccanismo ha permesso di contrastare il tumore gastrico associato all'ecDna.

Questo potrebbe essere un punto debole contro quei tumori la cui resistenza alle terapia potrebbe essere associata alla presenza di ecDna. Per scoprirlo i ricercatori hanno appena avviato la fase 1 di un trial clinico per sperimentare gli effetti di un inibitore della proteina di controllo CHK1 in pazienti con alcuni tipi di cancro in cui è stata rilevata la presenza di oncogeni nel loro ecDna.

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sabato 19 ottobre 2024

Lo scorpione blu.

Lo scorpione blu (Rhopalurus junceus), è un aracnide unico e vibrante presente solo a Cuba. Gli scienziati hanno recentemente scoperto che il suo veleno contiene molecole speciali che potrebbero essere utili nel trattamento del cancro.
📷 @madhanclickz

venerdì 4 agosto 2023

Gli scienziati hanno sviluppato una pillola che potrebbe eliminare tutti i tipi di tumori.

 

La nuova molecola - nome in codice AOH1996 - prende di mira una proteina presente nella maggior parte delle neoplasie che le aiuta a crescere e moltiplicarsi nel corpo. E significativo perché questa proteina - l'antigene nucleare cellulare proliferante (PCNA) - era precedentemente ritenuta "non controllabile".

Il farmaco è stato testato in laboratorio su 70 diverse cellule tumorali, comprese quelle derivate dal cancro al seno, alla prostata, al cervello, alle ovaie, al collo dell'utero, alla pelle e ai polmoni. Ed è risultato efficace contro tutte.

La pillola innovativa è il culmine di 20 anni di ricerca e sviluppo da parte del City of Hope Hospital di Los Angeles, uno dei più grandi centri oncologici d'America.

[#IlMessaggero] #cancro #tumore #cura 

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