venerdì 26 giugno 2026

Funzionasse qualcosa in Italia...


 Funzionasse qualcosa in Italia...

Agenzia delle entrate.

Ti mandano un'ingiunzione di pagamento, tu paghi, ma loro non controllano e ti invitano a pagare.
Pensi che, se loro ti scrivono con lettera, possono anche ricevere via mail: cerchi il loro indirizzo, fai riferimento ai nomi dei firmatari dell'ingiunzione e mandi la email con le relative ricevute... ma loro te la rimandano indietro perchè devi necessariamente stoccarti le gambe e andarci personalemente... e pensare che li manteniamo noi, pertanto, dovrebbero essere cortesi verso i loro datori di lavoro...

cetta

L’ATM D’EUROPA È SEMPRE APERTO. IL CONTO? A CARICO DEI CITTADINI.

 

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato il trasferimento a Kiev della prima tranche da 3,2 miliardi di euro del prestito europeo da 90 miliardi destinato all’Ucraina.
Nel comunicato ha dichiarato:
«Dall’inizio dell’invasione su vasta scala da parte della Russia, l’Unione Europea e i suoi Stati membri stanno fornendo un sostegno economico, finanziario e militare senza precedenti.»
E ha concluso:
«Questa è la solidarietà europea in azione.»
RIFLETTIAMO UN PO’…
C’è una banca che non conosce crisi. Non è la BCE. Non è una banca commerciale. È il contribuente europeo.
Mentre famiglie e imprese fanno i conti con bollette, inflazione, sanità in affanno, scuole che cadono a pezzi e infrastrutture che invecchiano, da Bruxelles arriva un nuovo trasferimento miliardario.
Il tutto accompagnato dalla solita formula liturgica: «Questa è la solidarietà europea in azione.»
🤔
Chiamarla semplicemente “solidarietà” è una scelta narrativa. Perché finanziare uno Stato impegnato in un conflitto significa, inevitabilmente, sostenere anche la prosecuzione del suo sforzo bellico. Si può considerarlo giusto o sbagliato, ma ridurre tutto a un gesto di altruismo è un modo molto selettivo di raccontare la realtà.
Curioso.
Quando un agricoltore protesta, mancano i fondi. Quando un ospedale chiude un reparto, servono sacrifici. Quando si parla di pensioni, il bilancio impone prudenza.
Poi, improvvisamente, i miliardi compaiono. E scorrono con una rapidità che farebbe impallidire qualsiasi misura destinata ai cittadini europei.
L’unica domanda che sembra non trovare mai finanziamenti è questa: qual è il punto di arrivo?
Perché i soldi possono comprare molte cose. Anche il tempo di una guerra.

CORAGGIO, NON FACCIAMOCI SCAPPARE 15 MILIARDI DI DEBITI PER COMPRARE ARMI .

 

L’Unione Europea ha mandato il promemoria a Roma: cara Italia, hai ancora un mese per decidere se prendere i prestiti SAFE per la difesa. Quasi 15 miliardi. Non regali. Non fondi piovuti dal cielo. PRESTITI.
Cioè debito.
Debito europeo, naturalmente. Quello elegante. Quello profumato. Quello che non puzza mai quando serve a comprare missili, radar, droni, munizioni e giocattoli per adulti in uniforme.
🧾 Quando si parla di sanità, scuola, pensioni, stipendi, energia, famiglie massacrate dalle bollette, improvvisamente arriva il sacerdote del rigore: “Non ci sono coperture”. “Lo spread ci guarda”. “I mercati si innervosiscono”. “I nostri figli non devono pagare i nostri debiti”.
Poi però basta pronunciare la parola magica DIFESA, e i figli possono tranquillamente nascere già con l’elmetto e il mutuo sulle spalle.
Giorgetti prende tempo. Crosetto preme. Bruxelles incalza. La Commissione avverte: decidete, altrimenti quei soldi li dirottiamo ad altri Paesi più entusiasti di indebitarsi per armarsi.
E qui il capolavoro è tutto linguistico: non si dice “fare debito per comprare armi”. Si dice “rafforzare la sicurezza europea”. Non si dice “spostare risorse verso l’industria bellica”. Si dice “investire nella difesa comune”. Non si dice “prepararsi alla guerra”. Si dice “garantire la pace”.
🧨 La neolingua funziona sempre così: cambia il nome alle cose finché la gente smette di vedere le cose.
Un ospedale è una spesa.
Una scuola è una spesa.
Un contratto dignitoso è una spesa.
Un missile è un investimento.
E allora coraggio, non facciamoci scappare questa occasione storica: altri 15 miliardi di debiti, ma finalmente con una bella verniciatura mimetica. Così quando i nostri figli chiederanno perché non ci sono soldi per curarsi, studiare o vivere decentemente, potremo rispondere con orgoglio:
“Perché abbiamo comprato la sicurezza europea, tesoro”.
Sperando almeno che ce la consegnino con le batterie incluse.
Don Chisciotte
N.B. Qui le fonti ci sono: Open, Consiglio UE, ANSA/Reuters. Quindi niente caccia rituale al “gomblotto”: questa volta il debito è ufficiale, istituzionale e con timbro europeo.

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CHAT SEGRETE, SMS SPARITI E TRASPARENZA SCOMPARSA: L’EUROPA SECONDO URSULA.

 

Immaginate la scena.
Un gruppo WhatsApp con Zelensky, Macron, Merz, Meloni, Starmer e Ursula von der Leyen che discutono strategie geopolitiche, rapporti con Trump e probabilmente il futuro del continente.gruppo, WA
Poi arrivano i giornalisti.
Chiedono di vedere le comunicazioni.
E Bruxelles risponde: no.
Perché? Perché la loro pubblicazione potrebbe danneggiare le relazioni internazionali.
Il cittadino europeo deve sapere che esistono conversazioni che riguardano decisioni politiche rilevanti, ma non può sapere cosa contengano.
📱 Il problema è che questa storia arriva dopo gli SMS con Pfizer che nessuno riesce più a trovare, dopo i messaggi con Macron evaporati nel nulla e dopo una sentenza della Corte di Giustizia UE che ha già censurato la gestione della Commissione sulla vicenda dei contratti vaccinali.
Adesso l’Ombudsman europeo Teresa Anjinho ha deciso di aprire un’altra indagine.
Ancora.
Non per un tweet infelice.
Non per una frase fuori posto.
Ma per capire se la Commissione Europea stia rispettando le regole basilari della trasparenza democratica.
🎭 La parte più curiosa è che l’Unione Europea passa le giornate a impartire lezioni sullo Stato di diritto, sulla trasparenza, sulla buona governance e sulla necessità di combattere l’opacità delle istituzioni.
Poi però, quando qualcuno chiede di leggere le conversazioni dei vertici europei, scopre che i documenti esistono, ma non si possono vedere.
O forse non esistono più.
O forse non sono documenti.
O forse sono documenti che non devono essere considerati documenti.
Una meraviglia giuridica degna di Kafka.
📚 In fondo l’Europa di oggi assomiglia sempre più a quel castello kafkiano dove tutti parlano di regole, procedure e trasparenza, mentre il cittadino resta fuori dal cancello senza capire chi decide cosa e per conto di chi.
La differenza è che nel romanzo era satira.
Qui siamo nelle istituzioni.
Don Chisciotte 😉

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Più che governanti, sono mestieranti. cetta