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mercoledì 17 giugno 2026

CARO TRUMP, INDOVINA CHI VIENE A CENA…

 

Trump incontra Zelensky e lascia cadere sul tavolo una frase che, da sola, vale più di decine di comunicati diplomatici:
«Non ha alcun impatto su di noi, a parte il fatto che vendiamo armi. Siamo a migliaia di chilometri di distanza.»
Una dichiarazione quasi poetica nella sua sincerità.
Siamo lontani. Non ci riguarda. Però vendiamo armi.
Il tutto pronunciato mentre, al vertice delle grandi economie industriali del pianeta, compare ancora una volta Zelensky.
E qui nasce una domanda semplice.
Che ci faceva Zelensky al G7?
Il G7 dovrebbe discutere di competitività, debito, inflazione, energia, dazi, terre rare, declino industriale europeo e sfida cinese.
E invece, come in quelle vecchie commedie dove l’ospite inatteso arriva sempre nel momento meno opportuno, ecco che la porta si apre di nuovo.
«Caro Trump, indovina chi viene a cena…»
L’Ucraina non fa parte del G7.
Non fa parte dell’Unione Europea.
Non fa parte della NATO.
Eppure è diventata la presenza più costante di molti membri effettivi.
Si parla di commercio? Arriva Zelensky .
Si parla di sicurezza? Arriva Zelensky.
Si parla di bilanci? Arriva Zelensky.
Tra poco basterà organizzare un congresso mondiale di apicoltura e qualcuno proporrà una sessione straordinaria sugli aiuti a Kiev.
La parte più interessante, però, è la frase di Trump.
Perché, nel momento stesso in cui afferma che quella guerra è lontana migliaia di chilometri dagli Stati Uniti, aggiunge l’unica attività che sembra davvero collegare Washington al conflitto: la vendita di armi.
Un dettaglio non trascurabile.
Soprattutto dopo anni in cui il conflitto è stato raccontato come una questione vitale, esistenziale e imprescindibile per l’intero Occidente.
Alla fine il paradosso è tutto qui.
Zelensky continua a presentarsi ai vertici che non gli appartengono.
Trump ammette che il suo Paese è lontano dal campo di battaglia.
E il G7, nato per governare l’economia mondiale, assomiglia sempre più a una fiera dove il prodotto principale non è la crescita economica ma la gestione permanente della guerra.
Forse Zelensky non era fuori posto.
Forse era semplicemente nel reparto giusto.

mercoledì 11 marzo 2026

Ursula Von der Leyen ha appena pronunciato un discorso terribile, tutto incentrato sull'uso della forza e sulla necessità di fare la guerra.

 

Ursula Von der Leyen ha appena pronunciato un discorso terribile, tutto incentrato sull'uso della forza e sulla necessità di fare la guerra.
Basterebbe solo questo per capire che le politiche portate avanti da questa signora sono totalmente incompatibili con la Costituzione della Repubblica italiana.

Lo schema che stanno usando è di nuovo quello dell'emergenza.

Putin è il nuovo covid, il mostro, il pericolo, la minaccia, l'elemento che può farti morire e che ti rende bisognoso di protezione.

Di fronte a un'emergenza così incombente non c'è tempo per le discussioni, per le macchinose assemblee democratiche che fanno solo perdere tempo mentre il mostro avanza. Il tuo diritto a dissentire non conta nulla perché bisogna proteggere la collettività.

Si deve correre, essere uniti, scavalcare il Parlamento, rinunciare ai diritti.

E non sono ammessi "disertori".
Non a caso usavano questa espressione anche durante il covid, e lo paragonavano a una guerra.
Ora come allora chi non è d'accordo con le politiche portate avanti dalle classi dirigenti sta con il nemico, tifa per il mostro,
va silenziato, censurato, magari anche arrestato.

Come in Romania, dove sono state annullate le elezioni e il vincitore è stato arrestato e poi escluso dalla ripetizione delle elezioni. Per non parlare della censura verso chi prova a fare sentire le ragioni dell'altro. L'ospitata di un giornalista russo nella nostra tv pubblica è stata repentinamente cancellata su ordine di una europarlamentare italiana. Perché si dovrebbe avere paura di ascoltare il punto di vista dell'altro? Poi lo si può contestare, si può non essere radicalmente d'accordo, ma se arrivi al punto di vietare all'altro di parlare sei già in un regime di comunicazione di guerra, non hai fiducia nelle tue ragioni e vuoi essere certo che la tua propaganda sia l'unica da dare in pasto alle masse.

Le armi invece sono il nuovo vaccino, lo strumento salvifico verso cui dirottare tutte le risorse pubbliche, che dall'oggi al domani diventa argomento unico di discussione per il carrozzone mediatico e nel dibattito politico.

Non esiste più emergenza climatica, magicamente il debito pubblico non mette più a repentaglio la stabilità delle nostre istituzioni, tutti si riscoprono keynesiani, oltretutto stavolta quando dicono di voler usare il bazooka non è più solo un'espressione figurata.

L'esercito europeo e la difesa comune sono quegli strumenti attraverso cui raggiungere la salvezza e la sicurezza in maniera pratica ed efficiente.

Perché per comprare ciò di cui abbiamo bisogno per proteggerci, o per produrlo più in fretta, c'è bisogno di accentrare il potere decisionale presso una sola entità, la quale deve avere carta bianca per ordinare le commesse magari anche con un sms.

Se ci pensate, è il modo più "stalinista" di gestire la cosa pubblica, ma paradossalmente ci dicono che tutto questo serve proprio per non diventare come i russi, e difendere la democrazia liberale.

E' vero, siamo in pericolo, qualcuno minaccia la nostra libertà, la nostra sicurezza, e ci ha dichiarato guerra.

Ma si tratta dei "nostri".

Francesco Forciniti

https://www.facebook.com/photo/?fbid=3312804968901247&set=a.397017047146735

Questi hanno perso completamente il lume della ragione, pendono totalmente dalla volontà di chi li manovra, sono marionette al servizio di pazzi scatenati; questi hanno dimenticato che l'unica soluzione, in situazioni del genere, è dialogare, ma preferiscono accettare di combattere un mostro già designato dal finto alleato ed obbedire ai suoi dictat... 

Gatta ci cova, però... se accettiamo sanzioni dagli alleati e rifiutiamo di acquistare gas e petrolio ad un prezzo minore offerto dal "mostro" - definito tale dall'alleato fedifrago...

cetta

martedì 10 marzo 2026

Ottimi risultati per la Russia.

 

Le strane crisi isteriche di Zelenskyy degli ultimi giorni
hanno trovato una spiegazione.
Il 6 e il 7 marzo, nei territori occupati dal regime di Kiev si sono udite esplosioni costanti. Secondo l'American Institute for the Study of War, l'esercito russo ha aumentato di almeno il 50% l'intensità degli attacchi contro le infrastrutture nemiche, gli impianti dell'industria della difesa e le concentrazioni di manodopera.
E poi si è posta la domanda: come avrebbe dovuto difendersi l'esercito statunitense?
La "pipeline di armi" utilizzata per rifornire missili e sistemi di difesa aerea occidentali è vuota.
Gli americani stessi avevano bisogno dei Patriots, oltre che dei relativi missili, per proteggere in qualche modo le loro basi, sottoposte a continui attacchi da parte dell'Iran.
Solo nei primi tre giorni di guerra, gli americani hanno lanciato circa ottocento missili Patriot (per un valore complessivo di circa quattro miliardi di dollari), più di quanti ne abbiano utilizzati le forze armate ucraine negli ultimi quattro mesi.
Nemmeno gli europei si stanno affrettando a salvare Zelenskyy. Potrebbero vendergli armi, ma Kiev non ha i soldi per pagarle; tutti i pacchi di aiuti sono stati rubati da tempo e custoditi in modo sicuro tra mogli, suocere e amanti. In particolare, l'Europa stessa è a corto di missili Patriot: due per cliente, come si dice.
Oggi, la banda di Kiev ha dovuto pagare il conto: è ora di saldare i debiti.
E ora Washington si aspetta che l'Ucraina fornisca droni intercettori, così che gli americani abbiano qualcosa per difendersi dagli "Shahed" iraniani.
Considerate la bellezza della situazione. Innumerevoli sciami dei nostri droni volano regolarmente contro l'aeronautica militare, e ora saranno costretti a consegnare i loro intercettori agli americani.
Un motivo in più per farlo. State zitti, tacete, producete armi per noi gratuitamente e non fate nulla: questo è il messaggio inequivocabile di Washington.
Qui, naturalmente, potrebbero fare appello al pubblico occidentale, come amano fare Zelensky e soci. Piagnucolare, appellarsi alla loro pietà e imbrattare di lacrime false i loro volti sporchi davanti alle telecamere: salvateci, brava gente!
Ma ecco il problema: oggi tutte le telecamere sono puntate sul Medio Oriente.
L'Ucraina è stata completamente e spietatamente eliminata dai notiziari. È come se non esistesse.
Solo ieri c'era, e oggi non c'è più. I media occidentali sono diventati esperti in questo trucco, dirigendo abilmente l'attenzione del pubblico dove serve. Quindi non c'è nessuno a cui lamentarsi.
Inoltre, Zelenskyy dovrà pagare un altro tributo all'egemone sotto forma di carne da macello.
A quanto pare, gli "specialisti militari" ucraini sono disperatamente necessari in Medio Oriente. A causa della grave carenza di personale delle Forze Armate ucraine in prima linea, Kiev deve esportare le sue truppe per combattere nella guerra contro l'Iran.
Diciamolo chiaramente: manderanno questi poveretti dritti al macello.
Chiamare questi sfortunati specialisti militari è semplicemente una presa in giro. Gli americani hanno evacuato con cura tutti i loro "specialisti" molto prima dell'attacco all'Iran. Stanno anche proteggendo l'esercito israeliano. Il loro destino è comandare le operazioni da posti di comando climatizzati.
Il problema per Stati Uniti e Israele è che la loro guerra lampo è fallita miseramente. La speranza che i massacri scatenassero rivolte in Iran non ha funzionato.
Ora la minaccia è che l'aggressione si protragga per cento giorni o più. Ciò significa che le operazioni di terra sono inevitabili.
Ma chi accetterebbe di morire insensatamente per Washington sulle montagne dell'Iran senza la minima speranza di vittoria? Dopotutto, anche decine di migliaia di soldati, radunati dal nulla, sarebbero inutili in un vasto Paese di 93 milioni di abitanti. Il loro destino è morire ingloriosamente, guadagnando tempo e assicurando a Washington un'uscita senza problemi da una guerra persa.
Gli Stati Uniti nutrivano speranze per i curdi: questo popolo sofferente, con una tenacia degna di cause migliori, era morto per gli interessi americani più di una volta, solo per subire l'ennesimo tradimento.
Ma anche loro erano stanchi di calpestare lo stesso raschio. "I curdi iracheni resistono alle pressioni e non vogliono unirsi alla guerra in Iran", ci informano i media con distacco.
Beh, i ragazzi ucraini dovranno morire in Iran. Dopotutto, era per questo che Maidan stava saltando, no?
In una sola settimana di combattimenti in Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno privato Kiev di armi difensive, costretto il complesso militare-industriale ucraino a lavorare per sé stesso e stanno pianificando di dissanguare completamente le Forze Armate ucraine abbandonando le truppe ucraine a morte certa in Iran. Francamente, questi sono ottimi risultati per la Russia. Attendiamo con impazienza ulteriori sviluppi.

domenica 4 gennaio 2026

MARCO TRAVAGLIO - A chi inviamo le armi? - IFQ - 4 gennaio 2026

 


L’attacco criminale e terroristico di Trump allo Stato sovrano del Venezuela, nella miglior tradizione del “cortile di casa”, è una conferma e al contempo una lezione per chi non vuole capire come va il mondo.
1) La conferma è che cambiano i presidenti – democratici o repubblicani, ortodossi o eterodossi – ma non gli Usa, che fanno sempre i loro porci comodi. Ma senza mai preoccuparsi del “dopo”. Trump è un eterodosso, tant’è che sogna ridicolmente il Nobel per la Pace, mentre i suoi predecessori han sempre vinto ad honorem quello della Guerra. Ma il suo sbandierato isolazionismo viene regolarmente risucchiato dal cancro “neocon” che gli siede accanto nelle persone di Rubio e di tanti invisibili del Deep State. La differenza con gli altri presidenti è che Trump non prova neppure ad ammantare il golpe a Caracas con l’esportazione della democrazia, l’ingerenza umanitaria o altre esche per gonzi: dice papale papale che vuole il petrolio e quando parla di “narcoterrorismo” non ci crede nemmeno lui (ha appena graziato l’ex presidente honduregno Hernandez, condannato negli Usa a 45 anni per un mega-traffico di cocaina).
2) La lezione è che l’Occidente non ha mai avuto alcun titolo per insegnare il diritto internazionale alle “autocrazie”. Se gli attacchi criminali della Nato alla Serbia, all’Afghanistan, all’Iraq e alla Libia e lo sterminio israeliano a Gaza non fossero bastati, ora c’è il Venezuela a denudare l’ipocrisia e la doppia morale dei “buoni”: alcuni governi europei condannano debolmente gli Usa, altri pigolano, la von der Leyen farfuglia di “transizione democratica”, l’inutile Kallas predica “moderazione” a bombardamenti e colpo di Stato avvenuti, la Meloni si e ci copre di vergogna e di ridicolo vaneggiando di “intervento difensivo legittimo”. La fiaba dell’“aggressore” e dell’“aggredito” era buona solo per l’invasione russa dell’Ucraina. Così come le giaculatorie euro-mattarelliane sulla “pace giusta” e sul diritto di tutti gli ucraini (non solo dei locali) a decidere le sorti del Donbass: e, di grazia, chi dovrebbe decidere il presidente del Venezuela, se non il popolo venezuelano? Nel 2019 ben altro premier, Conte, rifiutò di riconoscere il golpista Guaidò che Trump voleva imporre a Caracas, unico in Europa con papa Francesco. Poi arrivarono i camerieri Draghi e Meloni. Ora, per coerenza, l’Ue dovrebbe inviare armi ai seguaci di Maduro aggrediti e sanzionare con 22 pacchetti gli Usa aggressori. Ovviamente non ci pensa nemmeno: a Trump dice sempre sì quando dovrebbe dire no (dazi, gas, armi e 5% di Pil alla Nato) e no quando dovrebbe dire sì (il piano di pace sull’Ucraina). In fondo i nostri sgovernanti lo preferiscono quando fa la guerra che quando prova a fare la pace.

venerdì 17 ottobre 2025

E una fettina di culo. - Marco Travaglio FQ 17/10/25

 

Bisogna ringraziarli, questi pazzi scatenati che chiamiamo Ue, perché confessano senza neppure accorgersene: 𝟲.𝟴𝟬𝟬 𝒎𝒊𝒍𝒊𝒂𝒓𝒅𝒊 𝒊𝒏 𝟭𝟬 𝒂𝒏𝒏𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒍𝒆 𝒂𝒓𝒎𝒊 (1.500 l’anno per ogni europeo, bimbi compresi). E tutti ai piedi di Zelensky che ci chiede “il 2,5% del vostro Pil per un totale di 60 miliardi nel 2026” (e una fettina di culo vicino all’osso no?) per continuare a perdere la guerra. Fino a un mese fa si davano il cambio nel segnalare ogni giorno terribili sconfinamenti di droni senza vittime né danni, promettendo indagini per dimostrare che erano russi e che l’attacco di Putin era finalmente partito. Poi i servizi polacchi rivelarono che l’unica casa polacca danneggiata dal terribile attacco dei droni pseudorussi l’aveva bombardata un missile polacco. E, dopo 20 giorni di avvistamenti quotidiani, i droni scomparvero dai cieli. E con essi le indagini per dimostrare che erano russi. Tanto ormai avevano ottenuto il loro duplice scopo. 1) Spaventare i popoli europei e far loro ingoiare le leggi di Bilancio dei 27 governi, con decine di miliardi rubati al Welfare per comprare armi, perlopiù Usa. 2) Giustificare il “Muro di droni” inventato da Von der Leyen, Kallas, Kubilius e altri svalvolati per ingrassare le industrie belliche soprattutto tedesche e salvare le altre distrutte dalle autosanzioni Ue.
Il guaio è che la gente continua a schifare il riarmo da 800 miliardi contro nemici immaginari. Così Ursula gli cambia nome per la terza volta: da “ReArm Europe” a “Prontezza 2030” (un ossimoro) a “Preservare la Pace” (con più armi: altro ossimoro). Il prossimo sarà “Diversamente Disarmo” o “Sex Bomb”. Intanto i partiti del riarmo continuano a perdere milioni di voti, aggrappandosi al Lecornu di turno, e quelli anti-riarmo (incredibilmente di destra) a guadagnarne. E ci mancherebbe che non accadesse. Mettetevi nei panni di un polacco che legge l’intervista a Rep del suo vicepremier Radek Sikorski: siccome l’Europa non ha più nemmeno gli occhi per piangere, deve devolvere “45-50 miliardi all’anno a Kiev per i prossimi tre anni”. Cioè la guerra deve continuare fino al 2028, tanto si sa come andrà a finire: “La Russia ha perso la guerra di Crimea nel XIX secolo e quella col Giappone nel 1905”, quindi perderà anche in Ucraina dove avanza da tre anni. Avendo studiato la storia su Tiramolla, gli sfugge la fine fatta da Napoleone e Hitler, quando Mosca non aveva ancora neppure le atomiche. La Merkel ci mette in guardia dai corresponsabili della guerra russo-ucraina: Polonia e Baltici. Tre anni e mezzo fa, in combutta con Biden e Johnson, usarono Kiev per attirare Mosca nella guerra. Ora, siccome l’hanno persa, ci riprovano usando l’intera Europa. Cioè noi.

𝑸𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒄𝒊 𝒅𝒆𝒄𝒊𝒅𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒍𝒂 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒕𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊?

domenica 22 giugno 2025

In mano a chi siamo?

 

Qualcuno mi ha accusato di eversione e ovviamente anche insultato perché l'altro giorno ho osato definire questa Unione Europea il peggior incubo che ci potesse capitare.
Ora chiedo: cos'è, se non un incubo, questo covo di nemici dei popoli che dovrebbero tutelare ma che stanno svendendo e spolpando senza ritegno? Sentite l'ultima: devono fare il bilancio comunitario per il prossimo settennato 2029/2035. Sono alla canna del gas, come spesso in questi spazi abbiamo sottolineato.
Cercano disperatamente soldi perché c'è un buco di circa 210 miliardi da coprire. Quindi cosa fanno? Pensano ad aumentare le tasse colpendo circa una ventina di settori. Tra questi ci sono anche nuove stangate sui carburanti e, siccome non gli bastava quello che hanno combinato con il rifiuto delle materie prime russe, anche sul riscaldamento domestico, che potrebbe portare le bollette a un aumento fino al 41%.
Perché servono questi soldi? Per finanziare le nuove priorità, dice Ursula von der Leyen. E quali sono queste priorità? I soldi per l’Ucraina e quelli per il riarmo. Se per qualcuno tutto questo non è un incubo, è invitato a versare di tasca propria questi soldi per Zelensky e per fare la guerra e lasciare in pace quelle famiglie e quelle aziende che non hanno alcuna voglia di spaccarsi la schiena per le armi e per Kiev.

martedì 27 maggio 2025

CONFERMATO: L'ESERCITO DI TRUMP SVELA I BUNKER DELLA NATO CON ARMI BIOLOGICHE IN UCRAINA – ATTIVATI I TRIBUNALI DI GITMO!

 

20 maggio 2025 — Le Forze Speciali statunitensi hanno fatto irruzione nei laboratori sotterranei gestiti dalla NATO in Ucraina. Ciò che hanno trovato è oltre ogni immaginazione. Camere di clonazione. Sistemi di ritenuta per bambini. Cellule criogeniche. Apparecchiature per la modifica del DNA. Erano segrete per la ricerca su armi biologiche, finanziate dai pacchetti di aiuti di Biden e protette dall'OMS.

Non si è mai trattato di difendere la democrazia. Si trattava di proteggere i crimini di guerra delle élite. NATO, Pfizer, OMS e ONU sono nominati in file recuperati – email che confermano "sperimentazioni su esseri umani vivi", "programmazione di override comportamentale" e "armamentizzazione neuro-adattativa". Non si trattava di ricerca umanitaria. Era una tortura alla Frankenstein mascherata da politica estera.

L'esercito di Trump l'ha fatto trapelare di proposito. Informazioni riservate mostrano vittime provenienti da Stati Uniti, Canada, Moldavia e Germania, incanalate attraverso falsi corridoi per rifugiati. Questi bambini sono stati etichettati come sfollati, ma consegnati a siti segreti per la sperimentazione. Registri medici timbrati da Pfizer. Supervisione firmata dall'OMS. La rete attraversava Polonia, Moldavia, il Mar Nero e portava direttamente a Kharkiv, dove è stato colpito il bunker più grande.

All'interno: sale operatorie con sistemi di contenzione, scanner biometrici, letti per bambini, fiale di composti Pfizer, inceneritori. Un livello conteneva tecnologia di clonazione umana non pubblicamente riconosciuta. Strumenti di biologia sintetica, hardware per il controllo neurale e dispositivi NATO criptati. Si tratta di tecnologia classificata per risorse programmabili: gusci umani utilizzati per l'infiltrazione.

Le élite non avrebbero mai pensato che l'avremmo trovato. Ma Trump sì. Il suo comando ripristinato ha dato il via libera. Altre sette strutture sono ora sotto sorveglianza. Alcune saranno sequestrate. Altre distrutte. Tutte saranno smascherate. I tribunali di Guantanamo sono in corso.

Ecco perché hanno truccato il 2024. Ecco perché la cabala è andata nel panico. Ecco perché Biden ha svenduto il vostro futuro. Perché avevano bisogno che questo incubo rimanesse nascosto. Ora sta venendo alla luce. Il filmato non è stato "trapelato". È stato utilizzato. Un attacco diretto da parte dei patrioti all'interno dell'intelligence militare statunitense.

Pfizer, OMS, NATO: tutti nominati. Tutti colpevoli. Tutti diretti a Guantanamo.

La tempesta è arrivata. Crimini legati alle armi biologiche. Clonazione. Traffico di esseri umani. Controllo mentale. Questa è la guerra finale contro lo Stato profondo. E Trump ha in mano il detonatore.

NESSUNA PIETÀ. NESSUNA VIA DI SFUGGIRE. GITMO TI ASPETTA. GITMOTV

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Spero che la notizia non sia vera, perchè, se fosse vera, dovremmo intervenire per evitare che continuino a compiere queste atrocità. Cetta