mercoledì 13 maggio 2026

UN GOVERNO PER I TROPPO RICCHI - Viviana Vivarelli

 

In Italia, il numero di persone con patrimoni estremamente elevati è in crescita, concentrando una parte significativa della ricchezza nazionale nelle mani di pochi.
Il numero di miliardari in Italia è stimato tra 62 e 79 individui, con un patrimonio complessivo che supera i 300 miliardi di dollari.
Circa 2.600 persone in Italia possiedono un patrimonio superiore ai 100 milioni di euro.
Si stimano circa 517.000 milionari (che hanno più di 1 milione di dollari), pari a meno dell'1% della popolazione
Il 5% più ricco delle famiglie italiane possiede circa la metà della ricchezza nazionale (49,4%), con una tendenza che vede il 91% della nuova ricchezza prodotta finire nelle mani di questa fascia elitaria.
C'è dunque una forte disuguaglianza, con i super ricchi che aumentano il proprio potere economico e politico e la propria impunità penale, mentre una parte della popolazione subisce una riduzione del potere d'acquisto e un peggioramento del tenore di vita.
Si consideri anche che questi super ricchi spesso evadono il fisco, e, quando vengono beccati, patteggiano con riduzioni consistenti delle quote da pagare così che l'evasione fisccale non solo non è penalizzata o multata ma viene addirittura premiata.
Un caso reale ha visto un'impresa con ingenti debiti fiscali e il conto corrente pignorato ottenere, tramite la procedura di composizione negoziata della crisi e una transazione fiscale, una riduzione del debito dell'85%, con il pagamento della parte residua spalmato su 96 rate!
Un albergatore o un imprenditore può arrivare a una riduzione del peso fiscale fino all'80%!
Contemporaneamente chi per povertà non riesce a pagare l'affitto ora sarà sfrattato più rapidamente, mentre la famiglia che non ce la fa a crescere decentemente i figli se li vedrà sottrarre dallo Stato, mentre 6 milioni di Italiani non hanno più i soldi per curarsi.
Attraverso la transazione fiscale, molte aziende, specialmente nel settore turistico o della ristorazione, riescono ad ottenere un forte abbattimento dell'IVA e delle sanzioni (che spesso costituiscono la parte maggiore del debito), garantendo la continuità aziendale.
Un'impresa che ha un fatturato superiore ai 2 milioni può negoziare con l'Agenzia delle Entrate una transazione fiscale nel quadro di un Accordo di ristrutturazione dei debiti, riducendo la spesa fiscale complessiva.
Ci aggiungiamo i condoni fiscali a pioggia, da Berlusconi in poi, provvedimenti straordinari che permettono ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione tributaria pagando somme ridotte rispetto al dovuto, spesso eliminando sanzioni e interessi, per cui chi può evita di pagare le tasse sperando in un successivo condono.
Vedi rottamazione delle cartelle esattoriali, stralcio dei debiti fino a 1.000€, e condono tombale legato al concordato preventivo 2024-2025.
Nel 2025 l'evasione fiscale ha toccato i 120 miliardi (l'ultima Finanziaria è stata di 20 miliardi) e il fisco ha recuperato 36,2 miliardi di euro su 120 mentre la stima complessiva del sommerso è tornata a toccare i 100 miliardi di euro, con il lavoro autonomo e d'impresa che registra ancora tassi elevati. Ovviamente si aumenta la classe politica, ma non si aumentano gli operatori fiscali e si ignora il fatto che ora, con i satelliti, è facilissimo sapere tutto di tutto.
In realtà sarebbe facilissimo individuare tutte le transazioni finanziarie e le reali entrate di ogni contribuente se solo avessimo al Governo una classe politica che non vuole favorire così smaccatamente evasori e ricchissimi.
E una patrimoniale applicata ai super milionari ridurrebbe di molto il debito pubblico. Loro rimarrebbero super ricchi esattamente come prima ma il paese avrebbe una spinta formidabile per uscire dal pantano del debito che oggi si pretende di far pagare alle classi medio basse.
All'inverso, lavoratori dipendenti e pensionati sono pesantemente tassati, i pensionati addirittura alla fonte anche se il lavoro aveva già pagato le tasse a suo tempo, per cui la tassazione risulta raddoppiata.
In Italia, nel 2026, la tassazione sulle pensioni si basa sugli scaglioni IRPEF e, con aliquote simili a quelle del lavoro dipendente, tra aliquote IRPEF, addizionali regionali e comunali, l'impatto fiscale è significativo, spesso superando il 30% per i redditi medio-alti. La tassazione è progressiva: 23% fino a 15.000€, 25% da 15.001€ a 28.000€, 35% da 28.001€ a 50.000€, e 43% oltre 50.000€.
Il Governo Meloni non ha fatto che aumentare queste iniquità fiscali con i recenti regali alle banche e alle società energetiche, evitando di tassare i loro extraprofitti e non intervenendo sugli aumenti esagerati delle bollette o dei servizi bancari, a fronte di interessi ridotti praticamente a zero.
Nel triennio meloniano le banche hanno generato profitti elevati per oltre 112 miliardi.
Le Società Energetiche sono cresciute del 135% rispetto al periodo pre-Covid con extraprofitti di 120 miliardi di euro.
Ma la Meloni li ha premurosamente protetti.
Viceversa ha infierito sul taglio del welfare, ovvero dello stato sociale", che comprende tutti quei servizi o quelle sovvenzioni dello Stato che migliorano la vita dei cittadini più poveri o disabili o con redditi inferiori al costo della vita.
L'articolo 38 della Costituzione garantisce che ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere abbia diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. Prevede aiuti pubblici per i lavoratori in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia e disoccupazione involontaria. Prevede pensioni di vecchiaia, invalidità e sussidi di disoccupazione. Accesso a cure mediche, ospedali e prevenzione. Accesso al sistema scolastico e universitario. Sostegno a persone in condizioni di povertà, disabilità o marginalità. Tende a ridurre le disuguaglianze redistribuendo il reddito attraverso la tassazione progressiva. Garantisce protezione dai rischi legati al ciclo di vita (vecchiaia) o al mercato del lavoro. Garantisce che i bisogni primari siano considerati diritti di cittadinanza e non merci.
Al contrario la Meloni e i suoi Ministri non solo hanno falcidiato i diritti dei lavoratori e penalizzato disoccupati e pensionati, eliminando il reddito minimo di cittadinanza, negando il salario minimo, tassando in modo iniquo e discriminatorio, tagliando sempre più ospedali, asili e scuole... (ora si parla anche di eliminare il medico di base e di aumentare la privatizzazione della sanità pubblica), tagliando gli aiuti ai disabili, agli anziani, alle donne, ma anche aumentando il peso e il costo dell'apparato politico, con un fiorire di leggi penali finalizzate a rendere impunibili ricchi, politici e mafiosi, con chiare collusioni della classe politica con i peggiori elementi della società.
Ormai in questo tentativo continuo di premiazione dei più ricchi sia fiscalmente che penalmente e di compressione e immiserimento dei più poveri con la protezione iniqua di evasori, trasgressori e criminalità organizzata, il Governo Meloni ha calpestato anche le leggi europee ed è indifferente ai suoi richiami continui.
Come se non bastasse, in 3 anni e mezzo la Meloni si è mangiata la bellezza di 209 miliardi di PNRR senza aver investito un euro nella ripresa economica, nel miglioramento della sanità, della scuola, o della ricerca, nel recupero del territorio, nelle rinnovabili... aumentando i troppo poveri, mettendoci dentro guerre che non ci appartengono a arrivando a cadere in una procedura di infrazione europea a causa di spese superiori agli incassi.
Il fatto che ancora, malgrado questo operato inaccettabile e distruttivo, la triade di destra continui ad incassare voti, specie in Lombardia e Veneto, e miri, nell'indifferenza generale al premierato assoluto con una legge elettorale incostituzionale, dice da solo lo stato di degradazione culturale e sociale di questo Paese.

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