martedì 18 agosto 2026

ROBERTO ZACCARIA EX PRESIDENTE RAI.

 

C'è una domanda che dovrebbe far riflettere tutti, non solo chi si occupa di informazione: siamo arrivati davvero a Tele Meloni? Roberto Zaccaria, che la Rai l'ha guidata per anni e conosce le pressioni politiche "anche di altissimo livello", non usa mezzi termini quando parla di Sigfrido Ranucci: un giornalista non è un magistrato, non deve rendere conto delle persone che frequenta per fare il proprio mestiere. È la parte offesa, non l'imputato.
Eppure lo stiamo trattando come un colpevole da isolare. E mentre lo si mette sotto processo mediatico, si smonta pezzo dopo pezzo tutto ciò che ancora somiglia a giornalismo d'inchiesta: Report da una parte, Caterpillar dall'altra. Un "indebolimento obiettivo", lo chiama Zaccaria. Io lo chiamerei con un'altra parola: paura. Paura di chi racconta la verità e dà fastidio al potere.
Un'azienda pubblica ha il dovere di proteggere chi lavora per informare i cittadini, non di consegnarlo alle pressioni di chi vorrebbe silenzio. La libertà di stampa non è un dettaglio tecnico: è la misura della salute di una democrazia.

Verso Mosca sono volati dei droni infarciti di pallini metallici e pezzetti di chiodi.

 

Verso Mosca sono volati dei droni infarciti di pallini metallici e pezzetti di chiodi. Ma questo i pennivendoli italiani non lo mostrano! Altrimenti rischierebbero di far capire agli italiani che il regime di Kiev, che il governo italiano sostiene e alimenta, è nella sostanza nazista e terrorista, poiché uccide artatamente i civili russi: bambini, donne, anziani.
Scrive il corrispondente di guerra russo SashaKot:
Guardate la foto. Si tratta di pallini metallici – «elementi letali», per usare il linguaggio ufficiale. Questo è stato estratto da una finestra a doppio vetro sulla strada Varšavka, la tangenziale di Mosca, il drone non è riuscito a raggiungere l’abitazione, si è schiantato contro un albero ed è esploso, disseminando ovunque la morte di ferro.
A Ramenskoe, un pensionato di 83 anni è morto nel cortile di casa sua. Forse proprio a causa di un pallino simile. A Podolsk stanno estraendo da un uomo che vive nel condominio «Lesnoj» dei frammenti, tipici del contenuto di una bomba a cassetta. Non si tratta di munizioni destinate a un obiettivo industriale. Non è con queste che si distruggono le fabbriche militari. Con queste si cerca di uccidere il maggior numero possibile di persone. Civili.
Il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha fornito i dati in mattinata: da sabato sera fino alle 6:30 di stamattina sono stati avvistati 600 droni diretti verso la regione di Mosca, 201 dei quali abbattuti sopra la periferia di Mosca: Domodedovo, Podolsk, Stupino, Odincovo, Naro-Fominsk, Ramenskoe, Čechov, Kolomna, Kašira, Egorevsk. Dalle tre del mattino gli aeroporti di «Vnukovo», «Domodedovo» e «Žukovskij» sono stati chiusi per tre ore e mezza.
A Podolsk, nel parco industriale di Kaledino, ha preso fuoco un magazzino di Wildberries. A Domodedovo, nel complesso industriale «Severnoe Domodedovo», è stato colpito un magazzino di medicinali. A Voskresensk, un obiettivo industriale. A Čechov è stato spazzato via il tetto della scuola parrocchiale di Jakšino. A Stupino è stata distrutta una sauna di campagna. A «Matveevskoe» sono state spezzate le linee elettriche.
Questa primavera, nella regione di Mosca, i “Luty” trasportavano già sfere di cuscinetti da 4 e 7 millimetri. A luglio, nella regione di Tambov, si è verificata la stessa situazione: dopo l’attacco contro Wildberries a Kotovsk, il governatore ha dichiarato per iscritto che «il nemico ha utilizzato intenzionalmente proiettili sotto forma di sfere metalliche, che hanno causato il massimo danno alla popolazione civile».
Oltre al pensionato ucciso, ci sono tre feriti, tutti nel distretto di Podolsk. Un camionista a Klimovsk ha riportato una scheggia alla mano. Un uomo nel complesso di villette «Lesnoy» ha riportato ferite da schegge. Una residente del villaggio di Zheleznodorozhny ha riportato una ferita alla spalla.
Altri tre feriti si trovano a Mosca, nella zona della MKAD.
Nessun obiettivo militare in questo elenco. Case di campagna, complessi residenziali, insediamenti lungo le strade, un magazzino con bende, una scuola parrocchiale.
I discorsi sulla «moderazione» e sulla «risposta proporzionata» finiscono qui. Quando il nemico riempie consapevolmente le munizioni con proiettili di piombo a sfera contro gli anziani, bisogna rispondere con un’azione sistematica contro le loro infrastrutture. Ancora più potente. Ancora più spietata. Ogni notte. Con l’intero arsenale: «Kinžal», «Iskander», «Zircon», «Gerani». Finché non finiranno ridotti in polvere di cemento.
Ogni pallottola estratta dal nostro chirurgo dal corpo di un anziano a Ramenskoe è un indirizzo sulla carta geografica ucraina. Per ognuno di essi, il conto è a parte.




Già la guerra è una concezione inaccettabile, ma usare questi mezzi per uccidere civili è assurdo! Quale grado di malvagità bisogna raggiungere per concepire un simile massacro?
cetta.

NO GRAZIE: PRIMA VOI!

 

Ah, che meraviglia la nuova ventata di civiltà che soffia sull'Europa: il riarmo!
Ma non quello rozzo e polveroso di una volta, no.
Un riarmo moderno, ecologico, quasi ricreativo.

In Italia il ministro Crosetto ha questa splendida intuizione della “riserva volontaria”.

Quarantamila civili da reclutare nel tempo libero. Funziona così: il giovedì il calcetto, il venerdì la pizza e il sabato mattina tutti in trincea a difendere le infrastrutture.
Come se un cittadino, uscendo dal supermercato con le borse della spesa, avvertisse l'improvviso desiderio di fare il piantone alla cabina elettrica con l'elmetto.

Ma il capolavoro assoluto si consuma in Germania.

Lì hanno mandato trecentomila lettere ai diciottenni con scritto: “Caro ragazzo, ti andrebbe di venire a fare il soldato?”. Risultato? Hanno risposto in cinquecento. Cinquecento! Praticamente i parenti del ministro e quattro appassionati di videogiochi che avevano capito male il modulo.

È confortante.

L’uomo occidentale moderno lo puoi convincere a fare di tutto: la dieta chetogenica, la raccolta differenziata, l'abbonamento alla palestra. Ma quando gli chiedi di arruolarsi per la patria, guarda lo smartphone, sospira e risponde: “Guarda, sarei venuto volentieri, ma sabato c’ho il torneo di padel”.

Forse non sarà solo la coscienza che ci salverà dalla guerra. Sarà la pigrizia. E meno male.

Mauro David 

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I liberisti privi di libertà.

 

Il giacimento di Vaca Meurta, nella Patagonia argentina, è la seconda riserva al mondo per il gas di scisti e la quarta di petrolio non convenzionale.
Scoperto negli anno trenta, a lungo nelle mani della spagnola Repsol, nel 2012 fu nazionalizzato durante la presidenza di Cristina Fernández de Kirchner.
Negli anni successivi, con lo sviluppo della tecnologia estrattiva, è diventato l'oggetto delle mire delle compagnie statunitensi-
Al centro di questa rete si collocano le major del settore come Chevron, che è stata la pioniera degli investimenti esteri nel sito fin dal 2013 attraverso l'accordo con la compagnia statale YPF, seguita a ruota da ExxonMobil e Dow Chemical,
le quali hanno esportato nel bacino neuquino le tecnologie avanzate di fracking già collaudate nel bacino Permiano in Texas.
Tuttavia, la presenza americana non si limita alla gestione operativa dei pozzi, ma si estende profondamente nelle strutture finanziarie che sostengono l'economia argentina; giganti del risparmio gestito come BlackRock, Vanguard e Fidelity detengono partecipazioni significative in YPF
e in altre società di servizi energetici, esercitando una pressione indiretta ma decisiva sulle politiche economiche nazionali affinché si mantenga un clima favorevole agli investitori esteri.
Il coinvolgimento degli Stati Uniti è inoltre sostenuto da organismi governativi come la Development Finance Corporation (DFC) e la EXIM Bank, che hanno erogato prestiti miliardari per lo sviluppo delle infrastrutture necessarie al trasporto degli idrocarburi, con l'obiettivo dichiarato di garantire la sicurezza energetica dell'emisfero occidentale
e di ridurre la dipendenza globale dal gas russo, specialmente in seguito al conflitto in Ucraina.
In questo scenario, Vaca Muerta non è solo un serbatoio di profitti, ma uno strumento di politica estera: il sostegno americano alla recente deregolamentazione del mercato energetico argentino, culminata con l'introduzione del RIGI (Regime di Incentivo per le Grandi Inversioni)
sotto l'amministrazione Milei, mira a blindare questi capitali contro le fluttuazioni politiche e la cronica instabilità macroeconomica del paese sudamericano.
Il controllo tecnologico e finanziario sulla catena del valore dello scisto permette agli investitori di Wall Street
di influenzare non solo il prezzo globale delle commodity, ma anche di arginare la crescente penetrazione commerciale della Cina nella regione, trasformando la Patagonia in un avamposto della sicurezza energetica nordamericana.
Nonostante le critiche legate all'impatto ambientale e alla sostenibilità del debito estero contratto per finanziare tali opere, la simbiosi tra le necessità di autofinanziamento dell'Argentina e la fame di risorse a basso costo delle multinazionali statunitensi continua a rafforzarsi, rendendo Vaca Muerta il perno di un'alleanza economica che vede il sottosuolo argentino come una riserva strategica vitale per il mantenimento dell'egemonia finanziaria e industriale degli Stati Uniti nel ventunesimo secolo.
La motosega di Milei svolge la sua funzione di togliere agli argentini e di "donare" alla finanza USA.
Ma in Italia Milei ha molti estimatori...


Ora capisco perchè li hanno fotografati assieme: entrambi obbediscono a Trump per mettersi in mostra, non per fare il bene del proprio paese... cetta.