martedì 18 agosto 2026

ROBERTO ZACCARIA EX PRESIDENTE RAI.

 

C'è una domanda che dovrebbe far riflettere tutti, non solo chi si occupa di informazione: siamo arrivati davvero a Tele Meloni? Roberto Zaccaria, che la Rai l'ha guidata per anni e conosce le pressioni politiche "anche di altissimo livello", non usa mezzi termini quando parla di Sigfrido Ranucci: un giornalista non è un magistrato, non deve rendere conto delle persone che frequenta per fare il proprio mestiere. È la parte offesa, non l'imputato.
Eppure lo stiamo trattando come un colpevole da isolare. E mentre lo si mette sotto processo mediatico, si smonta pezzo dopo pezzo tutto ciò che ancora somiglia a giornalismo d'inchiesta: Report da una parte, Caterpillar dall'altra. Un "indebolimento obiettivo", lo chiama Zaccaria. Io lo chiamerei con un'altra parola: paura. Paura di chi racconta la verità e dà fastidio al potere.
Un'azienda pubblica ha il dovere di proteggere chi lavora per informare i cittadini, non di consegnarlo alle pressioni di chi vorrebbe silenzio. La libertà di stampa non è un dettaglio tecnico: è la misura della salute di una democrazia.

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