Un diario, dove annoto tutto ciò che più mi colpisce. Il mio blocco per gli appunti, il mio mondo.
giovedì 27 agosto 2026
QUANDO MUOIONO I BAMBINI RUSSI, IL SILENZIO CAMBIA VOLUME.
martedì 25 agosto 2026
Oggi, a causa di un drone ucraino, 3 bambini sono morti e 6 sono rimasti feriti in un asilo a Krasnodar, in Russia. Ma non sembra che questi bambini facciano indignare.
mercoledì 19 agosto 2026
È gravissimo quello che è appena accaduto.
martedì 18 agosto 2026
Verso Mosca sono volati dei droni infarciti di pallini metallici e pezzetti di chiodi.
domenica 12 luglio 2026
Attacchi a Kiev e Odessa: l'Ucraina si prepara a ritornare all'età della pietra, Zelensky fugge all'estero.
giovedì 16 aprile 2026
MARCO TRAVAGLIO - L’amico di famiglia - IFQ-16 aprile 2026
Per la Meloni le pulizie di Pasqua fra gli amici sembravano non finire più: dai piccoli (Delmastro, Bartolozzi e Santanchè) ai grandi (Trump, Netanyahu e Orbán). Purtroppo si sono interrotte sul più bello, quando poteva liberarsi o almeno distanziarsi da quello più costoso e petulante: Zelensky. Invece se lo tiene stretto, anche se l’ha ereditato dalla buonanima di Biden. L’interesse nazionale è comprare gas russo a basso costo e alleviare le bollette più care d’Europa (le nostre), spingendo per un compromesso Mosca-Kiev. Il che potrebbe servirle a far pace con Trump e recuperare consensi staccandosi dall’Ue più bellicista e facendo qualcosa di buono per l’Italia. Non sia mai. Ricevendo Zelensky, la Meloni s’è vantata perché “in quattro anni la posizione di Europa e Italia è stata sempre la stessa al fianco di Kiev”. Un trionfo: l’Ucraina, già fallita nel 2021 (da tempo è il secondo Paese europeo più povero, ma anche il più armato), ha perso un quinto del territorio e 17 milioni di abitanti su 44 (quelli fuggiti in Europa e in Russia e quelli delle regioni occupate), e sopravvive grazie a 50 miliardi annui di prestiti del Fmi, più i 15-20 mensili necessari per continuare a combattere, quasi tutti a carico dell’Ue. Ma per la Meloni “è un dovere morale e una necessità strategica perché è in gioco la sicurezza dell’Europa”. Infatti, grazie ai 195 miliardi in armi e fondi a Kiev, alle sanzioni a Mosca e al sabotaggio ucraino ai gasdotti Nord Stream, l’Ue è alla canna del gas. E il peggio viene ora che, senza più Orbán, regaleremo altri 90 miliardi a Kiev.
Ma ecco il piazzista ucraino, con l’aria di quello che ci fa un favore: “Abbiamo sviluppato un formato speciale di accordo sulla sicurezza, il ‘Drone Deal’, con la nostra esperienza militare su droni, missili, sistemi antiaerei e guerra elettronica. Proponiamo di unirla alle capacità dei nostri partner per sostenerci l’un l’altro”. Cioè: noi manteniamo il suo regime pagandogli tutto, anche i cessi d’oro, e quello ci offre gentilmente di ricomprargli gli armamenti che gli regaliamo e gli finanziamo (così efficaci che nell’ultimo anno Kiev ha perso 450 kmq). Intanto ce ne chiede altri. Anziché ridergli in faccia, la Meloni l’ha ringraziato per “metterci a disposizione la straordinaria esperienza di sicurezza maturata in questi anni, un valore aggiunto per gli alleati” e ha promesso di “aumentare l’interazione tra i nostri settori della difesa e le nostre industrie”. Avrebbe potuto chiedergli lumi sugli attacchi terroristici ucraini ai gasdotti nel Baltico e alle petroliere fantasma nel Mediterraneo, una delle quali vaga da settimane fra Italia e Libia minacciando un disastro ambientale mai visto. Ma pareva brutto. Rischiava di giocarsi anche l’ultimo amico rimasto.
Il Fatto Quotidiano
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DRONI, NON PANE.
Mentre gli italiani fanno i conti con bollette sempre più pesanti, stipendi fermi e un’inflazione che rosicchia anche il carrello della spesa, il governo decide che la priorità è un’altra: produrre DRONI insieme all’Ucraina.
Non per difendere il territorio nazionale, non per una strategia autonoma, ma per inserirsi sempre più profondamente dentro una guerra che NON È LA NOSTRA.
L’incontro tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky non porta a un tentativo di mediazione, non apre spiragli diplomatici, ma consolida una scelta precisa: rafforzare
la PRODUZIONE MILITARE.
Nel frattempo, il cosiddetto “war tour” europeo del leader ucraino serve a una cosa sola: garantire continuità alla guerra, non certo alla pace.
E poi c’è un dettaglio che dovrebbe far riflettere tutti:
la Russia ha reso pubblici nomi e indirizzi delle aziende coinvolte nella produzione di droni in Europa.
Questo significa una cosa molto semplice: quei luoghi diventano OBIETTIVI SENSIBILI.
Tradotto ancora più chiaramente: il rischio si sposta anche QUI.
Così, senza un vero dibattito pubblico, senza una discussione seria nel Paese, ci ritroviamo dentro la filiera bellica, esponendo territorio e imprese,
mentre continuiamo a raccontarci che tutto questo serve alla pace. Ma la verità è più lineare e meno rassicurante: stiamo NORMALIZZANDO LA GUERRA dentro casa nostra.
E allora la domanda è inevitabile: davvero questa è la priorità di un Paese che fatica ad arrivare a fine mese?![]()
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domenica 15 marzo 2026
Petroliera russa nel Mediterraneo. - A. Di Battista
In questo momento c’è una petroliera russa con 900 tonnellate di gasolio e 60mila tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL) nel Mediterraneo e si sta avvicinando alle coste italiane.
Lo scorso 3 marzo questa petroliera è stata attaccata molto probabilmente da droni ucraini. E onestamente non mi stupirebbe per nulla, considerando che gli ucraini hanno già distrutto una delle infrastrutture europee più importanti, e cioè i Nord Stream 1 e 2, i gasdotti nel Mar Baltico, fregandosene dei danni arrecati agli stessi Paesi che continuano a finanziarli.
La petroliera si chiama Arctic Metagaz. In questo momento naviga in modo incontrollato e rischia di causare un disastro ambientale. Provate a immaginare cosa accadrebbe se nel nostro mare dovessero rovesciarsi 900 tonnellate di gasolio. La nave ha una lunghezza di 277 metri, capite di che nave stiamo parlando? A bordo in questo momento non c’è nessuno ed è gravemente danneggiata sul lato sinistro e nella zona della poppa a causa delle esplosioni provocate dai droni.
Vi rendete conto dei danni ambientali che causerebbe?
Possibile che, ancora oggi, nessuno riesca a capire che il Paese a cui diamo miliardi di euro in armi, quello per cui abbiamo deciso di legarci mani e piedi al Gnl statunitense, quello per cui abbiamo applicato 19 pacchetti di sanzioni alla Russia, continua a commettere azioni criminali fregandosene dei nostri interessi nazionali e dell’impatto ambientale delle sue stesse azioni?
Ci rendiamo conto che per anni ci hanno raccontato che la Russia era pronta ad attaccarci ma ad oggi l’unico Paese che sta seriamente mettendo a rischio i nostri interessi è lo stesso Paese che finanziamo da 4 anni ininterrottamente e che ruba (gettandoli letteralmente nel cesso d’oro) i nostri soldi?
Avete per caso ascoltato la Meloni condannare tutto questo? Ovviamente no. Perché la cosiddetta sovranista riesce a servire contemporaneamente Washington, Bruxelles, Tel Aviv e pure Kiev.
Sapete cosa farebbe in questo momento un Governo sovrano o quantomeno serio? Sospenderebbe immediatamente i finanziamenti a Kiev, chiederebbe spiegazioni e chiederebbe all’Unione europea di intervenire. Perché se si colpisce un’imbarcazione con 900 tonnellate di gasolio vicino alle nostre coste è un atto terroristico. Punto!
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giovedì 18 settembre 2025
Bugia targata NATO. - Giuseppe Salamone
Quindi i droni russi finiti in Polonia non erano russi, ma addirittura missili polacchi. Eppure quell’idiota di Zelensky diceva di avere le prove, e tutta l’armata Brancaleone della NATO parlava di attacco deliberato da parte di Putin e Lavrov.
Ovviamente stendiamo un velo pietoso sulla stampa di regime, che continua a scavare anche dove non è possibile scavare.
Ma comunque, hanno usato una casa polacca per dimostrare l’attacco russo, salvo poi scoprire che quella casa era stata colpita da un missile a stelle e strisce, lanciato da un F-16 polacco. Ma pensa te!
Ora, chi glielo dice a Mattarella che, immediatamente dopo questa ennesima bugia targata NATO, si era precipitato in paragoni con il 1914 e la Prima guerra mondiale? Chi glielo dice ai pennivendoli che hanno sprecato fiumi di inchiostro per scrivere l’ennesima bugia targata NATO? E chi glielo dice al Papa, che giusto ieri ha benedetto e assolto la NATO senza bisogno che essa passasse dal confessionale?
Ma soprattutto, chi glielo dice a Putin, Lavrov e ai dirigenti russi che quegli imbecilli della NATO si smentiscono da soli, a casa loro, senza che dal Cremlino muovano un dito?
martedì 16 settembre 2025
CHI INVADE LA POLONIA MARCO TRAVAGLIO – IL FATTO – 14.09.2025
MA SI PUO’ ESSERE PIU’ DEFICIENTI ?


