A Sebastopoli un drone ucraino ha colpito il museo-panorama “Difesa di Sebastopoli 1854–1855”. Secondo il governatore Razvozhaev, l’incendio ha raggiunto il quarto livello di complessità e il capolavoro di Franz Roubaud sarebbe “praticamente distrutto”. Reuters conferma l’attacco al museo e l’incendio al tetto; i dettagli sul danno alla tela arrivano invece dalle autorità russe.
La storia ha un’ironia macabra: nel 1942 furono i nazisti a incendiare quell’edificio durante l’assedio di Sebastopoli. Alcuni frammenti furono salvati, poi restaurati con pazienza quasi religiosa.
Ottant’anni dopo, qualcuno ha pensato bene di aggiornare il lavoro.
Non bastano più i monumenti abbattuti, le statue rimosse, i libri riscritti, i nomi cancellati dalle strade.
Ora si bombarda direttamente la MEMORIA.
Poi naturalmente ci spiegheranno che era un obiettivo militare.
Un quadro.
Una tela.
Un museo.
La NATO culturale funziona così: quando non riesce a vincere la storia, prova a bruciarla.
Don Chisciotte
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