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martedì 2 giugno 2026

Caro Putin… - Il Semplicissimus

Gli europei si sono rimbambiti, caro Presidente Putin, e probabilmente lei lo sa molto meglio di me.

In questi giorni tutto il mainstream falso e tarlato sta tendando di far credere che un drone russo si sia schiantato contro un condominio in Romania e la cosa è stata ufficializzata dal governo di quel Paese che è nato da un osceno imbroglio elettorale – istituzionale, che politicamente equivale a una di quelle deiezioni canine che si incontrano sui marciapiedi.

Ora, presidente. come possa un drone, di cui peraltro non si ha alcuna immagine, cadere su un terrazzo e semplicemente incendiarsi senza far esplodere la sua carica che è minimo di 50 chili , è uno di quei miracoli che presuppongono o l’intervento di Sfântul Gheorghe, ovvero San Giorgio, il santo più amato in Romania, oppure la più mondana circostanza che si tratta di una balla più grande del palazzo colpito.
Palazzo che peraltro è evacuato pro forma giusto il tempo di spegnere il piccolo incendio dovuto al carburante, senza ulteriori danni.

L’altra ipotesi è che l’Uav non trasportasse esplosivo, perché notoriamente le truppe russe si dilettano a far volare nottetempo droni inoffensivi, come se giocassero con gli aquiloni. Tutto questo ricorda gli incidenti del settembre 2025 in Polonia: all’epoca, circa 20 droni provenienti dall’Ucraina entrarono nello spazio aereo polacco e i media affermarono che si trattava di droni russi.
Tuttavia, ciò era impossibile perché i droni di tipo Geranium, che sarebbero stati coinvolti, semplicemente non hanno un raggio d’azione sufficiente per raggiungere la Polonia.

E non parliamo poi del fatto che i Paesi baltici, Finlandia compresa, accettino di fare da base di partenza di droni, solo formalmente ucraini, senza che ciò sembri suscitare alcun problema riguardo alla partecipazione diretta alla guerra.

Caro Presidente, il fatto stesso che enormità del genere vengano riferite a valanga, senza che nessuno si faccia venire il minimo dubbio, dimostra la volontà della Ue e di alcuni Paesi dell’Unione di continuare la guerra sotto forma terroristica, così come l’ipnosi è la prova del nove dell’ipnosi profonda delle popolazioni.
Ma dimostra anche che la Russia ha trascurato troppo a lungo di contrastare la propaganda a reti unificate dell’Occidente. L’esempio dell’Iran che con la geniale idea dei video in stile Lego, ha frantumato la tracotanza di Usrael e ha reso visibile la criminale retorica degli imperialisti, dovrebbe invece fare scuola.

È pur vero che fin dall’inizio dell’operazione speciale la Ue si è preoccupata di istituire una ferrea censura sui media russi, ma la rete è vasta, carsica, un dedalo dove nulla va veramente perduto e ironizzare sulle assurde narrazioni dei guerrafondai che lanciano il sasso, fanno stragi e poi nascondono il braccio meriterebbero di essere sbeffeggiati senza pietà. La forza delle menzogne che navigano incontrastate si trasformerebbe immediatamente in fragilità se fossero svestite dall’ironia, mostrando una fragile ossatura.

Capisco anche che la tentazione di rispondere con un’azione decisa contro le zecche europee e di trasformare il senso di impunità in paura, sia forte, quasi irresistibile a questo punto. Ma costruire qualcosa di mediaticamente accattivante che smonti la produzione di balle, è altrettanto importante nel lungo periodo.

Caro Presidente i suoi antagonisti europei sono gente fatta di cartapesta e, vista la loro origine, si direbbe che siano fatti di banconote andate al macero e utilizzate per modellare questi androidi nei caveau delle banche; fingono di essere d’acciaio, però non appena la patina di vernice si scalfisce, non appena qualcuno li mette a nudo giocando sulla loro desolante follia, finiranno per sgonfiarsi come palloncini: basta uno spillo per destabilizzarli, tanto più che non hanno alcun serio seguito nei loro Paesi.

Di certo una risata non basterà a seppellirli, tuttavia la tradizione satirica russa, da Gogol’ a Michail Zoščenko per finire con Vovan e Lexus, potrebbe essere di ispirazione.
Mi creda Presidente, svelare che la loro presenza coincide con l’assenza non solo di ragione, ma anche di futuro,
è meglio di un drone sulle loro teste intercambiabili a piacere.

domenica 17 gennaio 2021

La balla del Recovery plan “migliorato grazie a Renzi”. - Salvatore Cannavò

 

Le Fake news di Italia viva - Il Piano redatto in segreto col “favore delle tenebre”? C’è stato pure un dibattito parlamentare. Iv ha poi fatto ridurre i soldi per il green.

Tra le scorie del renzismo e dei suoi adepti, una che rischia di rimanere incollata al dibattito pubblico dice che grazie a Italia Viva il piano per il Next Generation Eu sia stato scritto finalmente come si deve. Lo affermava con estrema sicumera Corrado Formigli nel corso di Piazza Pulita su La7, generosamente supportato dal giurista Sabino Cassese e dall’ex direttore di Repubblica, Mario Calabresi. “Ora che Renzi è uscito dal governo, ci saranno le competenze per scrivere un piano come si deve?”, chiedeva il brillante conduttore ai suoi ospiti pronti a ondeggiare il capo sconsolato.

Immaginiamo che degli inetti come Roberto Gualtieri o Enzo Amendola siano disperati per aver perduto il supporto di menti brillanti come Teresa Bellanova o Ivan Scalfarotto. Come faranno a produrre un testo in grado di passare l’esame europeo? Come hanno fatto finora. Nel giorno in cui il Recovery plan arriva alle Camere, smontiamo alcune fantasiose ricostruzioni.

Il Piano è stato scritto “con il favore delle tenebre”, redatto in gran segreto e recapitato ai ministri “alle 2 di notte”.

Abbiamo già ripercorso sul Fatto le tante riunioni preparatorie tenutesi a partire dallo scorso agosto, evidenziando come la scrittura del Piano fosse abbastanza nota a tutti tranne che ai renziani. Il 15 ottobre si è tenuto addirittura un dibattito parlamentare con approvazione delle linee guida e diffusi ringraziamenti al lavoro svolto dal ministri Amendola. Renzi, probabilmente, era distratto.

Le varie bozze circolate sono la prova di una totale impreparazione.

Tra le bozze iniziali e quella finale la differenza è che l’ultima è finalmente redatta organicamente mentre le altre erano, appunto, delle bozze. Il ruolo di Italia Viva, poi, è stato puramente emendativo e si è sommato a quello di Pd e M5S che pure hanno avanzato le loro proposte e le loro richieste.

La Cabina di Regia era un guaio, ma ora chi decide?

La cabina di regia era incardinata su tre ministeri, ma ora il professor Cassese si dice soddisfatto che non ci sia più. Subito dopo, però, lamenta l’assenza di una… cabina di regia. Nel mezzo di una crisi di governo provocata proprio per quello, ci si stupisce che il problema non sia risolto.

“Senza i renziani come farà il governo a scrivere un progetto valido per il Recovery”?

La domanda è davvero ridicola, ma comunque, mettendo a confronto le tabelle sui 52 progetti elencati il 23 dicembre scorso, prima dell’intervento delle teste d’uovo di Renzi (quali poi?) e quelli dell’ultima bozza, ci si accorge che le modifiche sono davvero minime. La maggior parte delle voci ha la stessa denominazione e quasi sempre gli stessi importi. A essere modificato è sicuramente il capitolo Turismo e Cultura, passato da 3,1 miliardi della primissima bozza agli 8 miliardi attuali. Così come è aumentata la dotazione per la Salute, da 9 a 18 miliardi grazie soprattutto allo spostamento di una parte della voce Digitalizzazione (che infatti è diminuita di circa 3,5 miliardi). Si tenga conto che per tenere insieme tutte le esigenze, il governo ha aggiunto ai fondi del Next Generation anche quelli del React Eu e i Fondi europei di Programmazione del bilancio 2021-2026, in questo modo mischiando un po’ le carte.

Renzi ha notevolmente migliorato il Piano europeo.

Renzi ha fatto ridurre la voce Rivoluzione verde e transizione ecologica da 74,3 a 66,59 miliardi dove a pagare sono le partite sull’Efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati. Ha fatto incrementare la voce Alta velocità ferroviaria di circa 5 miliardi e la voce Istruzione e ricerca con 6 miliardi in più per il Diritto allo studio e 3 miliardi in più alla voce Dalla ricerca all’impresa. Renzi non ha migliorato il Piano, ci ha messo quello che gli interessava di più.

Il Recovery Plan è una delle prove che Conte ha voluto accentrare tutti i poteri.

Sulla cabina di regia abbiamo detto. Dal 4 settembre 2019 a oggi, Conte si è recato alla Camera e al Senato, per comunicazioni e informative o per il question time ben 37 volte, 2,5 al mese. I Dpcm, che costituiscono la prova fumante dei pieni poteri, sono stati emanati in una situazione del tutto inedita di emergenza, e comunque i governi Renzi e Gentiloni ne hanno emanati di più. Ci sono tanti punti su cui si può criticare e attaccare il governo Conte, basta scegliere quelli veri.

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/01/16/la-balla-del-recovery-plan-migliorato-grazie-a-renzi/6067534/