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martedì 14 luglio 2026

"L'UE acquista quantità record di gas russo".

 

Questa è una vicenda che ci dice due cose su tutte. Ma andiamo con ordine. Il Financial Times scrive così: "L'UE acquista quantità record di gas russo".
Nei primi sei mesi del 2026 alcuni Paesi dell'UE hanno importato gas naturale liquefatto dalla Russia, attraverso il gasdotto Yamal, con un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una cifra record.
Ora, come dicevo prima, qui siamo davanti a due cose importantissime. La prima: i Paesi che hanno comprato più GNL russo sono Francia, Belgio e Spagna.
L'Italia non figura, perché continua ad aumentare gli acquisti di gas USA, che ci costa 4 volte di più, e continua a rifiutare il gas russo. In tutto ciò lo fa anche mentre c'è una crisi di approvvigionamento dovuta alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Non sia mai provare ad abbassare le bollette e riallacciare i rapporti con la Russia. Maledetti!
La seconda: nonostante gliene abbiano dette e fatte di cotte e di crude, la Russia, durante questo periodo di crisi nello Stretto di Hormuz, non solo ha continuato a fornire gas ai Paesi dell'UE che volevano acquistarlo, ma ha anche aumentato la fornitura. Questo significa tendere la mano, piaccia o meno.
La Russia avrebbe potuto approfittare di questa crisi per chiudere i rubinetti verso l'UE e dirottare il gas altrove, anche con facilità, vista la crisi di approvvigionamento. Ma non lo ha fatto.
Ora, davanti a tutto ciò, vi chiedo: è la Russia il nostro nemico o quei miserabili che abbiamo nei governi e a capo della stampa di regime a esserlo?

martedì 2 giugno 2026

Caro Putin… - Il Semplicissimus

Gli europei si sono rimbambiti, caro Presidente Putin, e probabilmente lei lo sa molto meglio di me.

In questi giorni tutto il mainstream falso e tarlato sta tendando di far credere che un drone russo si sia schiantato contro un condominio in Romania e la cosa è stata ufficializzata dal governo di quel Paese che è nato da un osceno imbroglio elettorale – istituzionale, che politicamente equivale a una di quelle deiezioni canine che si incontrano sui marciapiedi.

Ora, presidente. come possa un drone, di cui peraltro non si ha alcuna immagine, cadere su un terrazzo e semplicemente incendiarsi senza far esplodere la sua carica che è minimo di 50 chili , è uno di quei miracoli che presuppongono o l’intervento di Sfântul Gheorghe, ovvero San Giorgio, il santo più amato in Romania, oppure la più mondana circostanza che si tratta di una balla più grande del palazzo colpito.
Palazzo che peraltro è evacuato pro forma giusto il tempo di spegnere il piccolo incendio dovuto al carburante, senza ulteriori danni.

L’altra ipotesi è che l’Uav non trasportasse esplosivo, perché notoriamente le truppe russe si dilettano a far volare nottetempo droni inoffensivi, come se giocassero con gli aquiloni. Tutto questo ricorda gli incidenti del settembre 2025 in Polonia: all’epoca, circa 20 droni provenienti dall’Ucraina entrarono nello spazio aereo polacco e i media affermarono che si trattava di droni russi.
Tuttavia, ciò era impossibile perché i droni di tipo Geranium, che sarebbero stati coinvolti, semplicemente non hanno un raggio d’azione sufficiente per raggiungere la Polonia.

E non parliamo poi del fatto che i Paesi baltici, Finlandia compresa, accettino di fare da base di partenza di droni, solo formalmente ucraini, senza che ciò sembri suscitare alcun problema riguardo alla partecipazione diretta alla guerra.

Caro Presidente, il fatto stesso che enormità del genere vengano riferite a valanga, senza che nessuno si faccia venire il minimo dubbio, dimostra la volontà della Ue e di alcuni Paesi dell’Unione di continuare la guerra sotto forma terroristica, così come l’ipnosi è la prova del nove dell’ipnosi profonda delle popolazioni.
Ma dimostra anche che la Russia ha trascurato troppo a lungo di contrastare la propaganda a reti unificate dell’Occidente. L’esempio dell’Iran che con la geniale idea dei video in stile Lego, ha frantumato la tracotanza di Usrael e ha reso visibile la criminale retorica degli imperialisti, dovrebbe invece fare scuola.

È pur vero che fin dall’inizio dell’operazione speciale la Ue si è preoccupata di istituire una ferrea censura sui media russi, ma la rete è vasta, carsica, un dedalo dove nulla va veramente perduto e ironizzare sulle assurde narrazioni dei guerrafondai che lanciano il sasso, fanno stragi e poi nascondono il braccio meriterebbero di essere sbeffeggiati senza pietà. La forza delle menzogne che navigano incontrastate si trasformerebbe immediatamente in fragilità se fossero svestite dall’ironia, mostrando una fragile ossatura.

Capisco anche che la tentazione di rispondere con un’azione decisa contro le zecche europee e di trasformare il senso di impunità in paura, sia forte, quasi irresistibile a questo punto. Ma costruire qualcosa di mediaticamente accattivante che smonti la produzione di balle, è altrettanto importante nel lungo periodo.

Caro Presidente i suoi antagonisti europei sono gente fatta di cartapesta e, vista la loro origine, si direbbe che siano fatti di banconote andate al macero e utilizzate per modellare questi androidi nei caveau delle banche; fingono di essere d’acciaio, però non appena la patina di vernice si scalfisce, non appena qualcuno li mette a nudo giocando sulla loro desolante follia, finiranno per sgonfiarsi come palloncini: basta uno spillo per destabilizzarli, tanto più che non hanno alcun serio seguito nei loro Paesi.

Di certo una risata non basterà a seppellirli, tuttavia la tradizione satirica russa, da Gogol’ a Michail Zoščenko per finire con Vovan e Lexus, potrebbe essere di ispirazione.
Mi creda Presidente, svelare che la loro presenza coincide con l’assenza non solo di ragione, ma anche di futuro,
è meglio di un drone sulle loro teste intercambiabili a piacere.