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giovedì 9 luglio 2026

ANKARA , GARANZIA FUTURA

 "Se avessimo un briciolo della dignità degli iraniani dovremmo mettere a ferro e fuoco le piazze europee"

E' stupefacente come la sfilata di Ankara non sia percepita come massima minaccia verso i popoli che ancora vivono dell' illusione democratica.
Il cartello bellicista che toglie al popolo per ingrassare la Finanza e l' industria bellica della guerra ha fatto ad Ankara bella mostra dei centri di potere che nulla hanno a che spartire con gli interessi ed il bene comune dei cittadini.
Hanno ipotecato il futuro.
Non previsioni ad un anno, a 5 , a 10, 30 anni.
HANNO FIRMATO CHE PER I PROSSIMI 30 ANNI LA RUSSIA SARÀ CONSIDERATA NEMICO E PERICOLO!
Sono dei maghi.
Non sanno cosa accadrà con l' Iran nelle prossime settimane , ma come oracoli hanno firmato una cambiale per i prossimi 30 anni, qualcosa che di per sé può essere scambiata per follia.
Non è follia .
È decidere senza il consenso democratico dei popoli che la guerra deve essere permanente , le nostre tasse di fronte a questo pericolo artificialmente creato andranno in armi e soprattutto una guerra diretta è già pianificata.
L' estrema destra ultra liberista ha ipotecato il futuro di 450 milioni di persone attorno ad un tavolo sorseggiando champagne e facendo affari.
Niente asili , sanità, scuola , missili.
Per il nostro bene, la nostra libertà, la democrazia , perché il termine democrazia viene speso da questi criminali esattamente come i criminali sionisti spendono il termine antisemitismo per compiere i peggiori crimini.
Gli oligarchi NATO voraci affaristi hanno mostrato il muso feroce dei padroni che vogliono tutto senza farsi scrupolo di salvare le apparenze.
La famosa nazificazione dell' Occidente , per fare sintesi
della profezia di Putin.
Chi ha assaltato l' Iran, sequestrato il Venezuela , sterminato il popolo palestinese, stabilisce che non è lui il criminale lanetario, ma la Russia .
E chi non è d' accordo diventa un terrorista o un propagandista russo.
Lo dicono i maggiori sponsor della guerra permanente globale.
Se avessimo un briciolo della dignità degli iraniani dovremmo mettere a ferro e fuoco le piazze europee.
Ma non ne abbiamo.

sabato 13 novembre 2021

Un ex premier colpito e affondato. - Antonio Padellaro

 

Oggi la reputazione di Matteo Renzi si misura con il terrificante inglese alla corte di Mohammad bin Salman e dei Kennedy, o con la smandrappata banda rondolina che organizza figuriamoci la “Character assassination” per “distruggere” i Cinque Stelle e il Fatto. È la sindrome frustrata di un ex premier colpito e affondato, del vorrei ma non posso più, del lei non sa chi ero io, all’inseguimento a ritroso dello stile di vita precedente che ora indossa come uno smoking raffazzonato e che gli tira sui fianchi.

È l’ansia da io sono ancora qui che si sublima nel jet privato da 130mila euro per volare da Bill Clinton, richiesta che respinta dagli stremati amministratori di Open (“ha perso la testa”) diventa la ricerca a sbafo di un “amico riccone” che gli dia un passaggio. La ricerca costante di una rivincita con un contesto non sempre all’altezza finisce in parodia. Come con la tormentata, a dir poco, contabilità della fondazione. O quando si fantastica di 007 per organizzare la “contropropaganda antigrillina”. Perfino nella commistione tra politica e affari non c’è mai la sfida sfacciata al codice penale del suo modello Berlusconi. Ma si pigola asserendo che “non c’è reato”, come se lo sputtanamento fosse tutto sommato un prezzo equo da pagare.

Simile al George Dandin di Molière, che da contadino arricchito cerca di migliorare la sua condizione sociale sposando una nobile da cui viene regolarmente cornificato, Renzi non si accorge di essere usato dai suoi nuovi compagni di strada, compreso quel tizio del car sharing, che l’ha sfruttato come spot per poi mollarlo. Scarsa solidarietà gli giunge da Italia Viva, il partitino dell’uno virgola dove alla vigilia del si salvi chi può, e in attesa di trovare altre collocazioni, si cerca di non dare troppo nell’occhio. Anche perché la magistratura con Open non ha ancora finito. In tanti gli ridono appresso quando si pavoneggia da gran regista del governo dei Migliori, ma lo sanno anche i muri che gli è toccato il lavoro sporco, affondare il governo Conte, ricevendo in cambio una mancia ministeriale.

Forse l’ultima cosa sincera Renzi la disse a Matrix nel 2018: “Se vuoi accettare contratti milionari non fai il politico”. Una verità che ora gli si ritorce contro ogni sera, in ogni talk. Tu l’as voulu George Dandin.

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/11/13/un-ex-premier-colpito-e-affondato/6390679/